Que viva el Obama!

Pippo inizia a preoccuparsi… fragorosamente… ma Andrea gli dice di stare tranquillo. Io mi sono preoccupato un po’ di più nel vedere che gli unici gadgets dell’Obama internazionale li vendevano solo davanti al Teatro Cinese ad uso dei turisti italiani…

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40 Responses to “Que viva el Obama!”

  1. E. Says:

    dopo le lacrime di ciwati, il mondo non sarà più lo stesso.

  2. Arcobalengo Says:

    Que viva el Presidente.
    “VIVA LA RESISTENZA E L’ANTIFASCISMO”
    G. Napolitano, oggi.
    Alla faccia di Alemagno, La Russa e Polko.

  3. Roby Says:

    Non ho capito la battuta su Ciwati. E’ un male preoccuparsi?

  4. Pol.sco. Says:

    Ma come?
    Non volete una donna alla vice-presidenza degli Stati Uniti?
    E non volete un coraggioso ed altruista eroe fuori dagli schemi partitici alla presidenza?
    Preferite un politico di lungo corso della nomenklatura partitica ed un inesperto della middle-class che sa fare solo bei discorsi ma non ha mai governato nemmeno un condominio?

  5. Arcobalengo Says:

    McCain è un kretino che si è ferito in Vietnam con l’autoespulsione dall’aereo, come Pippo nei fumetti.
    La Palin è una folle integralista che ha amministrato solo un condominio in Alaska e che rovinerà la vita alla figlia pur di non farla abortire.

    Scegliamoli meglio quelli che bombarderanno il mondo per i prossimi quattro anni.

  6. Marco Cimmino Says:

    Mmmmmh, Napolitano, Napolitano…non era quello che, nel 1956, applaudiva ai carri russi a Budapest dalle pagine dell’Unità? Com’è che diceva Talleyrand? I tempi cambiano, e noi con essi? Su con la vita, che, a destra come a sinistra, il più sano ha la rogna. Poi, ci sono i semplici cretini, ma questa è un’altra storia :-)

  7. E. Says:

    “l’intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’Urss ma a salvare la pace nel mondo” by g.n., ‘56

  8. marcello saponaro Says:

    Infatti:

    “Messaggio del presidente alla fondazione intitolata allo storico leader socialista

    Napolitano: “Sui fatti d’Ungheria aveva ragione Pietro Nenni”

    da Repubblica on line

  9. E. Says:

    e perdio!
    ci mancherebbe anche che nel 2008 continuasse a sotenere le sue staliniste analisi del ‘56!

  10. D.P. Says:

    Che post inutile. Vi prego, delle vostre camarille, non metteteci più al corrente.

  11. Marco Cimmino Says:

    Una camarilla è un gruppo di persone che, per interessi particolari, influenza le azioni di un governo: cosa c’entra con questo 3d? Qui, da una parte, c’è un ex fascista e, dall’altra, un ex comunista: io, personalmente, credo che nessuno dei due, dati i rispettivi precedenti, possa ergersi a nume tutelare della verità e della democrazia. Questa, al massimo, è un’opinione poco condivisibile, non certo una camarilla. Aggiungo che, in ogni caso, sarebbe meglio che della storia si occupassero gli storici, anzichè i politici: a ognuno il suo mestiere. Sennò, si scambiano le camarille per le mistificazioni e i bottoni per angurie. Capita, ma non è mai una gran bella figura…

  12. Marcello Saponaro Says:

    Qualcuno ti ha forse obbligato a commentarlo? :)
    A me non sembra inutile conoscere gli ultimi sondaggi…
    Se vuoi la prossima volta scriverò così:

    “Il comitato centrale del blog di saponaro prende nota con stupore e preoccupazione l’allineamento dei sondaggi a favore del candidato alla presidenza degli Uniti John Sidney McCain.
    Nel corso delle valutazioni svolte dagli organi competenti è stato osservato, però, le statistiche rivelate dall’osservazione delle campagne presidenziali americane evidenziano il riassestamento delle percentuali a seguito delle convention del Partito Democratico e del Partito Repubblicano.
    Il comitato centrale del Blog di Saponaro ha deliberato l’adesione a una campagna straordinaria di raccolta fondi attraverso la vendita di gadgets (oggi affidata solo alla sezione Veline del federato partito di Hollywood-LA).

    Saluti blogghisti

    :-)

  13. Marcello Saponaro Says:

    Io rispondevo a D.P. ovviamente… :-)

  14. Pol.sco. Says:

    Non che la cosa mi riguardi, ma Barak Hussein Obama è in realtà mussulmano e finge d’essere cristiano: sarebbe il caso d’informare adeguatamente gli elettori statunitensi

  15. Arcobalengo Says:

    Cimino può secernere tutta la bava che gli resta ma Comunista non sarà mai un’offesa; fascista lo è ed è la peggiore.

  16. ureidacan Says:

    Per me il 25 luglio è la fine del fascismo, l’8 settembre l’inizio della resistenza, il 25 aprile la liberazione dal fascismo e dal nazismo e il 28 aprile la morte di Mussolini.
    La Russa e Alemmano non potranno cambiare la storia e, temo, neppure Marco Cimmino, figuriamoci Polsco.

  17. Pol.sco. Says:

    Nessuno ha mai contestato le date

  18. Roby Says:

    Marcello questo volta sto con D.P. e gli altri.
    Syd impari a chiedere scusa.

  19. ureidacan Says:

    In verità La Russa ieri ha detto che l’8 settembre 1943 ha rappresentato per alcuni giovani l’adesione alla RSI con la convinzione di servire il Paese.
    Questo è un falso storico e un falso ideologico:uno perchè il governo legale di allora, attraverso il primo Ministro Badoglio aveva decretato l’armistizio verso gli alleati; quelli che aderirono alla Repubblica di Salò fecero un atto contro lo Stato; due perchè i giovani che aderirono alla RSI concorsero con i tedeschi a migliaia di esecuzioni di italiani partigiani, migliaia di deportazione e soprattutto diedero vita alla guerra civile; da una parte il paese legale che favoriva l’arrivo degli alleati e conbatteva i tedeschi, dall’altra questi “italiani” che invece combattevano i loro compatrioti. Sono stato molto terra terra, ma la storia è questa.

  20. Marco Cimmino Says:

    Caro Ure, per la verità, se rileggi il mio post, la mia intenzione di cambiare la storia appare un parto della tua fantasia: mi sono limitato a dire che Napolitano non mi pare il giudice più indicato per bacchettare ILR, visto quel che è riuscito a scrivere in altri tempi. Circa, poi, la tua ricostruzione, terra terra, come dici tu, ma anche piuttosto perentoria, dell’estate ‘43 e dei suoi addentellati, devo confessarti che, nell’ambiente accademico, a prescindere dalle posizioni politiche dei singoli storici, le valutazioni sono molto meno recise e le argomentazioni assai più sfumate delle tue. Si può certamente discutere della cosa in termini squisitamente istituzionali, laddove, i reduci di entrambe le parti, portano lunghe e noiose giustificazioni ad ogni azione di quei giorni: rimane un fatto più genericamente storico, che andrebbe visitato “sine ira et studio”, come suggerì Tacito e confermò Marc Bloch. Per quel che può valere la testimonianza di un modestissimo storico come me, la faccenda andrebbe trattata con uno spirito diverso e con diversi interessi in campo. Non per riscrivere la storia, chè, tanto, quella si riscrive per conto suo, un po’ alla volta, ma per dare a questo Paese una parvenza di civiltà e di scienza. Ma mi rendo conto che è una cosa difficile…

  21. Marcello Saponaro Says:

    @Roby

    Mi sono limitato a rispondere che non mi sembrava un post inutile… Il post è quello che ho scritto io, non il contenuto dei commenti… :-)

    D.P.: “Che post inutile. Vi prego, delle vostre camarille, non metteteci più al corrente.”

  22. Marco Cimmino Says:

    Comunque, il 17 ottobre, ore 21, al San Marco, ci siamo io, Giampaolo Pansa e Mino Bartoli: se vuoi venire, intervenire e spiegare ai presenti come sono andate davvero le cose, sei il benvenuto. Estendo l’invito a tutti gli altri gentili blogghisti: per me sarebbe un autentico piacere conoscere di persona alcuni di loro.

  23. Arcobalengo Says:

    “Non per riscrivere la storia, chè, tanto, quella si riscrive per conto suo”.
    Speriamo che non la riscriva il bavoso ginnasta Cimino, ché oltretutto, come si vede, la riscriverebbe piena zeppa di errori.

  24. ureidacan Says:

    Io però insisto nel ritenere che a parte “le posizioni sfumate” a parte gli “adddentellati” e le considerazioni che ha fatto Tacito nel I secolo A.C. e la ricerca storica di Bloch, restano alcuni fatti, che se permetti li considererò, oltre che dal punto di vista storico, da quello giuridico.
    Ebbene l’8 settembre con un provvedimento normativo ( sarà stato un decreto ministeriale o forse un decreto legge) Il Primo Ministero d’Italia firma l’armistizio e cioè cessa di continuare la guerra nei confronti degli alleati. Molti italiani credettero che la guerra era finita e così doveva essere se i tedeschi, invece di prendere atto di talee volontà, quella cioè di uno stato sovrano, non avessero invece in modo unilaterale dichiarato guerra all’Italia.
    Gli aderenti alla Repubblica di Salò compirono comunque un “atto rivoluzionario” e cioè decisero di non osservare il dettato governativo.
    Giuridicamente e tecnicamente i fascisti di Salò decisero di combattere contro il legittimo stato italiano (oltre che contro gli stessi italini partigiani e civili).
    Quindi nessuna giustificazione nel credere di avere agito nell’interesse del Paese; anche le Brigate Rosse nel combattere contro lo Stato italiano, dal punto di vista soggettivo come direbbe La Russa, credevano di combattere e di uccidere nell’interesse degli italiani.
    Questa estate al mare ho letto il libro di Pansa, Il Sangue dei Vinti. Sono convinto che il 90% di ciò che scrve Pansa sul periodo che va dal 25 aprile del 45 a tutto il 46 e il 47 è sicuramente VERO.
    Ma questa è un’altra storia, dolorosa.
    Se Pansa ha ragione ciò non significa che il fascismo, tutto intero non sia stato un grande MALE e non ci sarà nessuna possibilità di poterlo giustificare, neppure con ricercati sofismi.
    Con simpatia.

  25. Pol.sco. Says:

    Non è un falso storico e un falso ideologico: almeno nel caso di mio padre
    lasciando perdere disquisizioni istituzionali su qual’era giuridicamente lo Stato legittimo; quelli che vennero mandati di leva in guerra non aderirono volontariamente alla Repubblica di Salò e quindi non fecero un atto contro lo Stato; i giovani che furono mandati a combattere dalla RSI ritenevano in buona fede di farlo per la Patria, non sapendo nulla in merito a cosa avevano commesso i nazisti con i campi di concentramento
    Mio padre era uno di questi: non concorse con i tedeschi ad esecuzioni di italiani partigiani, nè a deportazioni; di una guerra civile sono responsabili entrambe le parti; quindi per i tanti come mio padre si era dalla parte del paese legale contro chi aveva tradito le alleanze in corso

  26. Marco Cimmino Says:

    Caro Ure, se credi, una volta o l’altra ne possiamo parlare vis à vis: il discorso è lungo, complesso, e, trattato in questa sede, si presta, inevitabilmente, ad equivoci. Io credo che, da un lato, si debba procedere coi piedi di piombo, quando si toccano argomenti così dolorosi e così male sedimentati storicamente; dall’altro, che è necessaria la massima precisione, onde evitare confusioni. Lo “short armistice” ossia quello di cui tu parli, è stato firmato il 3 settembre 1943 dal generale Castellano: non mi risulta che vi sia stato alcun atto governativo a riguardo, anche perchè la stipula doveva rimanere segreta (per evitare la reazione germanica). Venne divulgato “obtorto collo” l’8 settembre, perchè Ike aveva deciso di renderlo comunque pubblico, esasperato dai tira e molla di Badoglio. Prima che la Eiar trasmettesse la registrazione del celebre annuncio, il re era già scappato, con un codazzo di generali, lasciando il suo posto di comandante delle FF.AA. e, di fatto, abbandonando centinaia di migliaia di nostri soldati, sparsi per l’Europa, al loro destino, senza ordini e senza mezzi. Cefalonia docet. A Roma rimase, unico maresciallo d’Italia al suo posto, quel galantuomo di Enrico Caviglia, non a caso noto come “l’anti-Badoglio”.Questo non per polemizzare o per negare il “male” del fascismo, ma per dimostrarti come anche l’esattezza delle informazioni, in casi come questo, sia determinante, ai fini del giudicare il comportamento dei singoli. Lo stesso vale per i soldatini di leva che furono spediti in Germania ad addestrarsi e a formare le 4 divisioni della Rsi: non si possono giudicare le scelte (o le non scelte) di allora senza un’analisi capillare del fenomeno. Infine, Pansa: certo che quello che scrive è quasi tutto vero. L’aveva già fatto, tale e quale, Giorgio Pisanò: ma era un fascista e, quindi, mentiva per assioma. Ora che le stesse cose le scrive uno che non si potrebbe accusare di simpatie per il fascismo nemmeno mentendo per la gola (sennò, i soliti Cotton Mather de noantri l’avrebbero già fatto…), la gente ci crede. Insomma, Ure, il problema non è quello di stabilire se il fascismo fu o no una disgrazia per l’Italia: lo fu certamente. Il problema è quello di raccontare come andarono le cose, a prescindere. Senza teoremi preconcetti da dimostrare. Sine ira et studio, appunto: saranno passati duemila anni (per inciso, Tacito è vissuto tra il I ed il II sec. d.C.: la precisione, innanzi tutto ) ma quel concetto è ancora perfettamente attuale. E perfettamente disatteso…Magari ci vediamo il 17 e ne parliamo seriamente.

  27. Arcobalengo Says:

    La precisione innanzi tutto: i repubblichini erano dei pazzi criminali che non esitavano a uccidere donne e bambini. Non sarà un ginnasta insipiente e la sua banda di lacché a cambiare la storia.
    La vergogna del fucilatore Almirante, ispiratore di Cimino, ricade su ogni sua parola.

  28. E. Says:

    sul significato e sul valore mediamente attribuito in italia alla parola “comunista”, credo che a breve vedremo alcuni cambiamenti.

    al riguardo mi viene segnalata una curiosa notizia, che vi giro.

    ANSA) – PRAGA, 9 SET – L’ex procuratrice del regime
    comunista ceco Ludmila Brozova-Polednova, che ha oggi 86 anni,
    nota per il suo ruolo nei processi farsa staliniani celebrati
    negli anni ‘50 nella Cecoslovacchia, e’ stata condannata oggi in
    appello dalla corte suprema a sei anni di reclusione per
    ”complicita’ in omicidio”.

  29. Arcobalengo Says:

    Sui processi farsa delle stragi di stato in Italia cosa mi dice?

  30. Pol.sco. Says:

    Mio padre era un repubblichino: non ha mai torto un capello nè ad una donna, nè ad un bambino, nè ad un italiano
    Era in Garfagnana, alpino dell’antiaerea, in trincea: aveva il compito di colpire l’aviazione angloamericana che si avvicinava alle coste d’Italia
    L’unica cosa che ottenne fu la tubercolosi, per cui si fece quattro anni di sanatorio
    Ottenne il riconoscimento dell’invalidità di primo grado per aver partecipato alla guerra
    E morì sedici anni fa per tali postumi
    Se quancuno osa dire che mio padre era una cattiva persona, lo sfido a duello

  31. Arcobalengo Says:

    Non veniamo fuori con le barzellette, col provare a salvare individualmente i criminali repubblichini. Erano fanatici sanguinari. Proprio in garfagnana ci sono stati eccidi mostruosi: famiglie bruciate vive, bambini uccisi sbattendo la loro testa sugli spigoli delle case…
    Vada a Sant’anna di Stazzema a gloriarsi di suo padre. Poi ci racconti l’accoglienza.

  32. Pol.sco. Says:

    Incontriamoci
    Avrei un paio di cose da comunicarti per chiarirti le idee

  33. Pol.sco. Says:

    Pansa: “Vi svelo le ipocrisie degli antifascisti”

    Giampaolo Pansa, è divertito. «Mai avrei pensato, in tutta la mia vita, che mi sarei ritrovato a difendere La Russa dagli attacchi dei moderati del Partito democratico! Mai. Su Salò, per giunta… Questa polemica ha qualcosa di antistorico e barbaro che non capisco e non voglio capire. L’antifascismo ringhiante di Veltroni e Franceschini oggi non è credibile. Anche perché, proprio Franceschini tre anni fa… ». Alt! Per ora ci fermiamo qui, e vi lasciamo in sospeso, perché in questa intervista c’è una storia che stupirà molti. Ma siccome il giornalista più famoso d’Italia è un fiume in piena, bisogna prima di tutto spiegare cosa pensa.
    Per lui, che ci ha scritto sopra una quadrilogia saggistico-narrativa e un romanzo, la polemica sulla Repubblica sociale esplosa dopo le dichiarazioni del ministro Ignazio La Russa è l’occasione per tirare le fila di un viaggio iniziato con la tesi di laurea, da ragazzo, e proseguito con il lavoro monografico degli ultimi anni. Fino all’ultimo libro, I tre inverni della paura, che lui definisce «un via con il vento nella guerra civile». Pansa ha scritto una saga ambientata più di mezzo secolo fa, ma che oggi, quando gira l’Italia, pare un instant book. Ogni volta che lo presenta vede accorrere folle di lettori: «Cinquecento persone a Parma domenica… Chissà quante ne troverò sabato a Revere, in provincia di Mantova. Per questo pubblico, tra cui molti giovanissimi, è come se parlassi di ieri».
    Pansa, perché parla proprio di Franceschini?
    «L’ho visto, in televisione indignato contro La Russa, in cattedra sull’antifascismo. E sono rimasto di stucco».
    Perché? Non è legittimo?
    «Vede, nella Grande Bugia ho raccontato la storia di una ragazza che da bambina girava per le vie di Poggio Renatico, il suo paese, con gli occhi sempre bassi».
    Per la vergogna?
    «No. Era figlia di un fascista, ma non se ne vergognava. Però le vie erano tappezzate di scritte su suo papà, Giovanni Gardini. Dicevano: “A morte Gardini!”».
    E chi era Gardini?
    «Un amico di Italo Balbo: con la Rsi divenne Podestà di San Donà di Piave. Dopo l’8 settembre fuggì per salvare la pelle. Per fortuna ci riuscì».
    Perché me lo racconta?
    «La bambina si chiamava Gardenia, ed era destinata a diventare madre di un bimbo. Di Dario. Cioè Franceschini. E sa chi me l’ha raccontato?».
    Chi?
    «Lo stesso Franceschini! Ecco perché, quando vedo semplificazioni antistoriche, e che a farle è il Pd, scuoto il capo».
    Cosa non la convince?
    «Non credo che il problema del Pd sia la storia del ’45. Mi cascano le braccia se vedo Veltroni abbarbicato a questo antifascismo perdente e suicida. Perché so che il suo vero problema è Di Pietro che fa la faccia feroce. Lui allora rilancia, senza esserne convinto, perché gli stanno rubando il patrimonio».
    Parliamo del primo inverno della paura, nel 1943.
    «Non capisco cosa ci sia si scandaloso in quel che ha detto La Russa».
    Forse il suo ruolo?
    «Ma il ministro della Difesa non è un sacerdote della repubblica, tenuto all’imparzialità! Non siede al Quirinale. È un politico, un ministro. Posso citarle i numeri di Salò?».
    Degli arruolati.
    «Sì. Secondo le fonti della Rsi, furono più di 800mila».
    Stime di parte?
    «Non molto contestate, a dire il vero, ma il nodo è un altro. Vogliamo dire che erano 500mila? Il fatto è chi erano davvero questi ragazzi».
    Intende il loro identikit?
    «Dico che è grottesco etichettarli tutti come torturatori e amici dei nazisti! Molti di loro erano cresciuti nel regime fascista, immersi in un clima di propaganda perenne: cinema, scuola, radio… le divise dei figli della lupa… ».
    E quindi?
    «E quindi, la maggior parte di loro, non poteva certo schierarsi per un parlamento legittimo, che non aveva nemmeno mai conosciuto».
    Giudizio storico o politico?
    «Dico che quella educazione, fatalmente, portava molti di loro all’idea che difendere la patria dagli angloamericani fosse il primo dovere».
    Bisogna distinguere, dice?
    «Da storico “dilettante” mi occupo di queste cose dai tempi della laurea… Sono storie complesse. Altrimenti non si capisce come mai, fra quei ragazzi, ce n’erano molti che divennero sinceri antifascisti, Nomi mille volte citati: Tognazzi, Dario Fo, Vianello, persino Gian Maria Volontè».
    Ma ci fu pacificazione?
    «Anedotto illuminante. Quando andai al Giorno, nel 1964, Italo Pietra, che aveva fatto il partigiano, e si trovava molti ex ragazzi di Salò in redazione, scherzava: “Chi di voi mi ha fatto saltare la casa, sul monte Penice, nel rastrellamento dell’agosto 1944?”».
    Difficile a credersi, con gli occhi di oggi.
    «Invece accadeva. E gli rispondevano: “Io no, stavo nella brigata nera di Varese…”, “Io neppure, ero con gli sciatori di Pavolini…”».
    Sta cercando di dire che…
    «Fino a che non arriva il detonatore violento degli anni di piombo, questo paese aveva chiuso la faida del ’45».
    E teme che ora si riapra?
    «Con tanto odio in giro, temo possa accadere. Un altro esempio insospettabile?»
    Su chi?
    «Livio Zanetti: grande maestro di giornalismo, direttore dell’antifascista L’Espresso».
    Quando si seppe che…
    «A metà degli anni settanta, per il dispetto di un’agenzia di stampa di destra. Ebbene: nessuno, dico nessuno, si azzardò a chiederne la testa».
    Chiedo ancora: come mai?
    «Erano tempi meno feroci. Forse il Pci aveva altre bandiere, il mito dell’Urss. Ecco, a me preme spiegare che quei ragazzi di cui parla La Russa, non erano quattro miserabili scherani, come vuol far credere chi polemizza con lui».
    E chi erano?
    «Uomini che si trovarono giovanissimi nel tempo delle scelte dure. Alcuni di loro potevano essere nostri padri. O fratelli. O persino, come nel caso di Franceschini, i nostri nonni».

  34. ureidacan Says:

    Grande rispetto per chi ha combattuto, anche se dalla parte sbagliata, e per chi non può più rispondere alle nostre tesi.
    Però.
    Vorrei dire a Polsco e a Cimmino che i ragazzi di leva, del 24 e del 25, non erano obbligati a rispondere al bando di recluta che veniva fatto dalla Repubblica Sociale di Salò.
    Questo organismo era fuori legge e il decreto del cosiddetto ministro della Repubblica Sociale, generale Graziani, illegittimo. I giovani lo sapevano benissimo e quindi non può essere opposta l’ignoranza della norma. E’ come dire oggi rispondere ad un bando della camorra per la recluta degli affiliati.
    Quindi chi ha aderito alla RSI era consapevole di combattere per il fascismo e contro lo stato legittimo.
    Su Tacito comunque Cimmino ha ragione (ha vissuto non nel I secolo A.C. ma D.C.,avrei dovuto saperlo e ricordarmi le difficili traduzioni sulla storia degli imperatori romani).

  35. Pol.sco. Says:

    Difendevano la Patria con gli alleati tedeschi contro i nemici angloamericani

  36. ureidacan Says:

    Erano alleati dei nazisti e combattevano contro chi era venuto a liberarci dal fascismo e dal nazismo. Collaboravano con i nazisti per catturare e inviare ai campi di concentramento e alle camere a gas gli ebrei italiani ed altri oppositori. Fucilavano seduta stante i partigiani e i civili, donne e bambini, che secondo loro li proteggevano.Erano organizzati in un controstato, illegale e irregolare.

  37. Arcobalengo Says:

    Polko, di tuo padre puoi solo vergognarti.
    La patria i repubblichini l’hanno svenduta ai nazisti e devastata con la violenza e la follia. Le stesse cose che vorresti usare incontrandomi. Tale padre tale figlio.

  38. Pol.sco. Says:

    Sono orgoglioso di mio padre, pezzo di melma

  39. Marco Cimmino Says:

    Caro Marcello, mi pare che, come ormai accade quasi sempre, la discussione stia degenerando, radicalizzandosi fino allo scambio di insulti. A parte l’argomento, che, in fondo, era abbastanza OT fin dall’inizio. La questione della guerra civile è troppo seria e troppo poco seriamente affrontata per lasciarla a scontri da stadio, ad argomentazioni da osteria e, soprattutto, alla solita fiera dell’odio e della rabbia. Non so gli altri, ma io ( e, forse, sull’argomento non sarei esattamente il meno documentato…) preferisco, una volta ancora, chiuderla qui, per manifesta impossibilità di instaurare un minimo di dibattito su basi di civiltà e di scienza. Ribadisco l’invito a venire a sentire Pansa ( e, magari, anche il sottoscritto) il 17 ottobre e di riservare a contesti meno lutulenti la conversazione, che era interessante, ma che è, mercè l’ignoranza e la maleducazione di qualcuno, nuovamente precipitata ai minimi. Saluti.

  40. Marcello Saponaro Says:

    Caro Marco

    credo che Wallace e Arcobalengo dovranno cercarsi un altro blog in cui sfogarsi… per molto tempo.
    ciao

    Marcello

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