Dove sono gli imprenditori lombardi?
Vi ricordate l’opposizione a Prodi e TPS sul Piano di vendita di Alitalia ad Air France? Tutte le organizzazioni imprenditoriali, le Camere di commercio, gli industriali più influenti, un coro unico, per demolire il piano e rinviarlo a dopo le elezioni. Non furono soli, ovviamente.
Ma dove sono ora?
Quali interessi vogliono rappresentare le Confindustrie, le CCIAA e anche le CNA, le Confcommercio, tutti gli operatori così attenti alle esportazioni, ai biglietti business, al turismo?
Gli imprenditori con i quali ho parlato io, piccoli e medi imprenditori lombardi, sono tutti ferocemente contrari al Piano di questo Governo per “salvare” Alitalia. Più o meno per le mie ragioni. Le seguenti.
Lo statalismo. Abbiamo un piano industriale di una società privata, fondata dal Governo, che ne ha selezionato gli imprenditori. Un piano industriale che prevede l’acquisto di una azienda nata senza debiti (quelli li pagheranno con le proprie tasse gli italiani).
Malpensa non sarà un Hub – esattamente come non lo era nelle volontà di Air France. Non io ma l’imprenditoria lombarda riteneva l’essere Hub un requisito vitale per Malpensa.
I voli su Roma saranno in monopolio. “E l’antitrust non rompa i coglioni!” sembra abbia detto Colaninno.
Gli esuberi, triplicati anche grazie all’apporto di AirOne, andranno a gonfiare gli organici di Poste e Demanio. Alla faccia di Brunetta e dell’efficienza della pubblica amministrazione.
Linate ridimensionato o chiuso per tagliare ogni possibile concorrenza “straniera”. La concorrenza di quelle compagnie che offre ai lombardi gli stessi servizi, spesso migliori, da altri Hub europei. Non per l’impatto ambienale ridimensionano Linate. Per quello si dovrebbero fare piani di sviluppo regionali; di sviluppo sostenibile. Piani che tengano conto anche degli spostamenti (oggi prevalentemente su strada) per raggiungere gli aeroporti. Di Orio al Serio che cresce al confine di una città anche di notte. Di Aeroplani da vietare perchè troppo rumorosi e troppo inquinanti. Del Parco del Ticino da salvaguardare. Della concorrenza da incentivare liberalizzando gli slot e le rotte.
Ripeto la domanda. Dove sono gli imprenditori lombardi?
Nel frattempo Paolino Madotto ha aperto un gruppo su Facebook: “Metti i tuoi debiti in una bad company di stato”. Quanti lombardi vogliono aderire?
- Salvataggio fraudolento
- A domanda rispondo (su Alitalia)
- Per fortuna c’è TPS
- Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?
- Unica differenza, il conto

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
settembre 2nd, 2008 at 1:09 am
[...] Vi ricordate l’opposizione a Prodi e TPS sul Piano di vendita di Alitalia ad Air France? Tutte le organizzazioni imprenditoriali, le Camere di commercio, gli industriali più influenti, un coro unico, per demolire il piano e rinviarlo a dopo le elezioni. Non furono soli, ovviamente. Ma dove sono ora? Quali interessi vogliono rappresentare le Confindustrie, le CCIAA [...]Continua [...]
settembre 2nd, 2008 at 7:23 am
[...] Marcello un po’ di più. [...]
settembre 2nd, 2008 at 8:41 am
straquoto: “Inteso, grazie san paolo”
settembre 2nd, 2008 at 8:55 am
venerdì alitalia si è dichiarata insolvente al tribunale di roma.
oggi è in amministrazione straordinaria, con un commissario a gestirla.
il governo romano ha per decreto reso legale quelli che altrimenti sarebbero stati atti di bancarotta fraudolenta, e che adesso sono solo la dimostrazione del trogolo italico.
cosa c’entrano gli imprenditori lombardi?
settembre 2nd, 2008 at 9:03 am
E., nel caso non avessi capito si sta cercando di far alzare qualche urletto…
l’hanno addestrata, educata nel più completo monopolio, finanziando alla fine dell’anno, le perdite con un decreto fatto dall’azionista che era il ministero del tesoro. Quindi nessuno all’interno dell’Alitalia si è posto il problema di dire come facciamo a sopravvivere. Alla fine la perdita quant’è, un miliardo? E c’è il decreto per un miliardo. Negli ultimi anni, sottoforma di ricapitalizzazione di prestiti ponte, di contributi eccetera…
4,3 miliardi.
Coraggio e urletti…fufafififufafifò
settembre 2nd, 2008 at 10:46 am
Il Consiglio dei Ministri nominò, il 10 luglio scorso, la dott.ssa Gabriella Alemanno, (la Alemanno, sorella del sindaco di Roma) direttore dell’Agenzia del Territorio. Cambiamenti anche per l’Agenzia del Demanio guidata da Maurizio Prato, da dove arriva?..fufafififufafifò
Il Codacons stima, nell’esposto presentato alla Procura di Roma, che in dieci anni Alitalia e’ costata ai consumatori circa cinque miliardi e 187 milioni di euro, ricordando che sempre nel 2007 la compagnia di bandiera ha chiuso il suo diciannovesimo bilancio (su venti) in passivo.
All’attenzione della Procura anche il valore azionario di Alitalia: nel 2001 un’azione dell’azienda valeva 8.5 euro mentre oggi ne vale 0.4.
Infine il Codacons affronta nell’esposto anche gli ultimi sviluppi sul piano politico aziendale di Alitalia con la ipotetica scissione in due rami di azienda con una new company e una bad company. “Tale scissione” si legge nella denuncia “ha senso solo in presenza di dissesto patrimoniale quando cioé l’ammontare dei debiti risulta superiore al valore delle attività e la loro vendita eventuale non sarebbe in grado di garantire il rimborso integrale ai creditori”.
settembre 2nd, 2008 at 11:45 am
Le azioni di Italcementi volano (forse a seguito delle sciagurate promesse miliardarie alla Libia, gli accordi la cui vera natura è ancora ampiamente secretata, inerenti la cementificazione Libica?) e dopo gli investimenti, eolici, in Egitto pare che delle vicende di Caltanissetta non voglia nemmeno più pronunciarsi l’ombra: fufafififufafifò
settembre 2nd, 2008 at 11:52 am
Federalismo?..: Malpensa è costata 800 e più milioni di euro e altrettanti la Sea, anzi di più, per fare un grande aeroporto internazionale.
Ma questo significa chiudere Linate o comunque limitarlo di molto, e poi ovviamente anche come dire limitare la crescita di Bergamo, di Venezia, di Bologna, problema grave perché fare questo significa come dire accettare una logica che non è più quella municipalistica (federalista?) che domina in Italia ma una logica di sistema nazionale fufafififufafifò
settembre 3rd, 2008 at 9:31 am
“Le azioni di Italcementi volano (forse a seguito delle sciagurate promesse miliardarie alla Libia, gli accordi la cui vera natura è ancora ampiamente secretata, inerenti la cementificazione Libica?) e dopo gli investimenti, eolici, in Egitto pare che delle vicende di Caltanissetta non voglia nemmeno più pronunciarsi l’ombra: fufafififufafifò”
Nel frattempo la prima dichiarazione di Gheddafi che smaschera uno dei punti secretati della “partita” Libico-Certosina(nel senso della Villa Sarda): se Terzi Sant’Agata dovesse rispondere ad alcune sollecitazioni internazionali in automatico i nostri legami a certo “terrorismo” (e così che lo chiamavano giusto?) ci farebbe uscire immediatamente da ogni patto d’equilibrio (cose già successe?).
settembre 3rd, 2008 at 4:19 pm
nel frattempo il buon marrazzo, d’ora in avanti anche “il cubano”, dichiara di voler far partecipare la regione lazio nella nuova società.
qualche d’uno lo informi. o gli tolga il fiasco di vino dalla scrivania.
settembre 3rd, 2008 at 4:29 pm
Io credo che tutta la società milanese e lombarda sia incredibilmente muta, sostanzialmente. L’unico che da subito ha esternato la propria contrarietà è il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Poi è uscita la Cna in modo semiclandestino, e la sindaca ambrosiana Letizia Moratti ha dato un’analoga dichiarazione alle agenzie durante l’inaugurazione di un cantiere per un restauro. Dimenticavo che pure il segretario della Camera Del Lavoro Onorio Rosati al Corriere ha rilasciato un’intervista in cui si oppone al piano per Linate.
Il silenzio mi pare una tafazzata collettiva incredibile.
I consumatori finora si sono occupati solo degli azionisti di Alitalia e non degli utenti degli aeroporti milanesi.
La Confcommercio, quando Alitalia ha annunciato il dehubbing di Malpensa aveva proclamato addirittura uno sciopero.
E adesso?
Mi sfugge qualcosa?
Intanto le istituzioni romane e laziali sono lanciate nel difendere Fiumicino…
settembre 3rd, 2008 at 4:36 pm
@E.
Io credo che il Lazio dovrebbe spendere meglio i suoi soldi. Visto poi che gli italiani stanno pagando i debiti accumulati da Storace nella sanità…..
settembre 3rd, 2008 at 4:37 pm
E. visto che riparti di “imprenditoria pubblica” ricordiamo a Brunetta che siamo in attesa che renda pubblici su internet tutti i dati promessi (anche economici) dei dirigenti, a comiciare da quelli del suo ministero, nonchè degli importi erogati per tante (troppe) consulenze (nella prima repubblica si chiamavano tangenti) che “girano” nella pubblica amministrazione.
Coraggio E., modula l’urletto creativo, proponi la data dello “sputo” alla VERGOGNA.
settembre 3rd, 2008 at 4:39 pm
Il riferimento non è all’ultima agenzia sulla richiesta di entrare nell’azionariato della nuova compagnia. Si stanno muovendo bene per difendere i loro interessi territoriali. Secondo me non li faranno neppure entrare nella cordata.
settembre 3rd, 2008 at 4:53 pm
Esatto Marcello. Storace ha lasciato dei bei ricordi -e buchi- nel bilancio laziale in totale antitesi con le promesse di trasparenza (non mantenute) da Brunetta. La crociata di Brunetta, decreto 112/08, mira solo alla distruzione dello stato sociale ma nasconde i veri mali di una politica miope ed arrogante.
Ma E., forse, quando deve ammettere quest’evidenza preferisce rimandare ad altro..3D
settembre 3rd, 2008 at 4:58 pm
No, E. si riferiva a un’altra cosa altrettanto vera: la volontà espressa da Marrazzo di entrare nel capitale della mini-Alitalia (CAI).
Io non l’ho smentito… ho voluto solo ricordare il precedente e le conseguenze…
settembre 3rd, 2008 at 5:14 pm
D.P. ha ragione nemmeno li prenderanno in considerazione. Anche se almeno lì l’arpa, in alcuni siti, in tema di impatto, ha già predisposto la zonizzazione acustica congrua.
Converrai comunque che si tende ad uscire dai 3D, da parte di alcuni, senza peraltro far lievitare la modulazione a livelli incisivi…
E. ha un ugola d’oro e sarebbe opportuno indirizzarla su obiettivi sensibili prima che per sbaglio, in qualche S.Rita, gliela estirpino.
settembre 4th, 2008 at 10:16 am
chiedere di entrare in una compagnia aerea per difendere “il territorio e i livelli occupazionali” significa non sapere che una società commerciale ha come necessario scopo statutario quello di produrre utili.
ma in che mani siamo?
settembre 4th, 2008 at 10:41 am
Lo abbiamo già detto ma evidentemente non ricordi:
wallace Says:
Settembre 2nd, 2008 at 9:03 am
E., nel caso non avessi capito si sta cercando di far alzare qualche urletto…
l’hanno addestrata, educata nel più completo monopolio, finanziando alla fine dell’anno, le perdite con un decreto fatto dall’azionista che era il ministero del tesoro. Quindi nessuno all’interno dell’Alitalia si è posto il problema di dire come facciamo a sopravvivere. Alla fine la perdita quant’è, un miliardo? E c’è il decreto per un miliardo. Negli ultimi anni, sottoforma di ricapitalizzazione di prestiti ponte, di contributi eccetera…
4,3 miliardi.
Coraggio e urletti…
settembre 5th, 2008 at 9:15 am
il ragazzo insiste: qualche d’uno gli dica che in italia non si applicano le teorie di lenin.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=627675
“La mia proposta è quella di far entrare la Regione Lazio nella nuova Alitalia. Penso, però, che si possa estenderla anche al Comune di Roma, alla Provincia e al Comune di Fiumicino”. Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha esordito così nella seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla vicenda Alitalia. Il governatore ha riferito che il capitale da investire nella Compagnia aerea italiana (Cai) verrà definita attraverso Sviluppo Lazio, seguendo la stessa logica dell’ingresso della Regione nella società Adr (Aeroporti di Roma). “La Regione Lazio non è alla bancarotta – ha spiegato Marrazzo a proposito delle critiche seguite all’annuncio del possibile ingresso della Regione nella Cai -. Abbiamo un bilancio di oltre 28 miliardi di euro, la Regione copre il deficit della sanità con le proprie risorse e investe ogni anno circa 500 milioni per lo sviluppo del territorio. Pensate – ha chiesto – che una delle regioni più grandi d’Europa non sia in grado di poter partecipare? In nessun caso il nostro intervento nella nuova compagnia sarà un aiuto di Stato, nessuno può pensare che la Regione rinunci a tutti i suoi strumenti per sostenere, anche in presenza di difficoltà economiche e mancati trasferimenti, l’Alitalia e i lavoratori del Lazio”.
Marrazzo ha poi replicato al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che commentando il suo annuncio di volere far entrare la Regione nella cordata che rileverà Alitalia aveva detto che ognuno deve fare il suo mestiere: ”Al ministro Scajola rispondo che penso di fare il mio mestiere chiedendo che la Regione Lazio entri nella Cai – ha precisato il presidente -. Penso di fare esattamente il mio lavoro, perché ora il mio mestiere da presidente è proprio quello di ascoltare i lavoratori di Alitalia, dell’indotto, ascoltare i cittadini e stare dalla loro parte”. Durante il suo intervento in Aula il governatore ha assicurato che ”la proposta di entrare nella Cai non era una provocazione, perché – ha sottolineato – partecipare alla nuova Alitalia per noi non è una possibilità ma un dovere”. Sul piano di salvataggio di Alitalia ha aggiunto: “c’è un elemento decisivo che non mi convince, la strategia ‘multipunto’ del nuovo vettore che si articolerebbe su sei aeroporti base, cioè senza un hub intercontinentale di riferimento come Fiumicino. Se non si punterà sull’hub di Fiumicino come grande scalo intercontinentale avremo una piccola Alitalia, una compagnia ‘nano’ su base regionale. Sarebbe un progetto con il respiro corto. In ogni caso Fiumicino e Malpensa possono convivere”. Infine il presidente della Regione ha posto l’accento sulla situazione dei lavoratori di Fiumicino, che comprendono non solo i 14 mila impiegati in modo diretto o indiretto in Alitalia, ma tutti i dipendenti del distretto. Per questo Marrazzo ha chiesto al governo “garanzie su tutti i lavoratori che verranno colpiti dalla crisi”.
Intanto, oggi Marrazzo ha incontrato il presidente della Cai Roberto Colaninno. “Sulla filosofia della mia proposta Colaninno si è espresso positivamente – ha riferito il governatore -. Mi ha illustrato a grandi linee il piano industriale mentre io ho posto quelle che sono le esigenze del territorio, dei lavoratori di Alitalia, dell’indotto e i motivi che mi hanno spinto a chiedere di entrare all’interno della Cai”. Per quanto riguarda le polemiche sollevate dalla sua proposta di far entrare la Regione nella Cai, Marrazzo invece ha detto: “Se deve creare un derby tra favorevoli e contrari, io non ci sto perché l’ho fatta guardando negli occhi i cittadini e i lavoratori. Ricordo che la Regione Lazio da tre anni ripiana il deficit della sanità, che ha un bilancio molto ampio e che investe centinaia di milioni per la promozione del territorio”. A buttare acqua sul fuoco è intervenuto anche il presidente della Provincia di Roma e segretario regionale del Pd, Nicola Zingaretti. “Sono polemiche inesistenti – ha sottolineato – chiacchiere che eccitano solo gli addetti ai lavori. Stiamo lavorando bene, uniti, anche su Alitalia”. Scettico sull’utilità della proposta di Marrazzo il vicesindaco della Capitale, Mauro Cutrufo. “A fronte di un capitale di 1 miliardo di euro che cosa sono i 10 milioni che la Regione Lazio intende investire per entrare nella Compagnia aerea italiana? Di certo quella cifra non servirà ad acquistare autorevolezza nel cda della società. Da questo punto di vista servirebbero almeno 100 milioni di euro. Al momento la cosa più importante per il Comune e per la Regione è leggere e analizzare il piano industriale e poi studiare una strategia comune. Perché 10 milioni non basteranno alla Regione per avere voce in capitolo”. E, poi, ha ricordato parlando con il VELINO, “la Regione non dimentichi che c’è ancora il problema della sanità”.
settembre 5th, 2008 at 9:56 am
Faremo abbeverare i nostri cavalli in Piazza san pietro e nel duomo di Milano.
settembre 5th, 2008 at 12:40 pm
I somari hanno i cavalli?
settembre 7th, 2008 at 3:33 pm
Ci puoi scommettere la pelata.