Studiate anche sulla carta igenica ma studiate! (dopo l’alzabandiera)

Lo confesso, non sono particolarmente attratto dalla discussione esplosa a Bergamo, e non a caso in agosto, sull’alzabandiera a scuola.
Sarà facile dirlo ma i problemi della scuola sono altri: sono la qualità dell’istruzione e il suo essere viva nell’era globale; sono gli strumenti per interpretare il mondo che vengono forniti agli studenti; ono i mezzi per comunicare fuori dalla nostra nazione.
Amare l’Italia e gli Italiani, certo. Onorare i suoi simboli, d’accordo. Ma anche avere capacità e conoscenza per comunicare fuori, con il resto del mondo che non possiamo più permetterci di frequentare solo da turisti. E l’Europa di cui abbiamo, e avremo, sempre più bisogno.
Poi ci sono “questioni” collaterali: il costo dei libri e del diritto allo studio, l’aggiornamento dei supporti, il peso dei testi. Leonardo e Mante dicono che è tempo di passare ai notebook. Alessandro non è d’accordo, lui ritiene che lo Stato dovrebbe finanziare libri generici, come i farmaci.
Buona la prima. Mi piacerebbe che la politica (inevitabile quando si dice lo Stato) stesse fuori una buona volta dal contenuto dei testi. La storia e la matematica, e l’alfabeto per comporli, non hanno protezione brevettuale e non hanno bisogno di “generici”.
Più facile sarebbe sfruttare la libertà di studiare, comprendere e apprendere come e più ci pare. Come diceva un mio amico, docente per un giorno, “studiate anche sulla carta igenica, ma studiate!”.

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59 Responses to “Studiate anche sulla carta igenica ma studiate! (dopo l’alzabandiera)”

  1. wallace Says:

    Meglio studiare sulla carta igienica che su quella igenica ci studiano i Prosperini che poi si vantano, da soli…
    Arrivano a paragonare la carta igienica dell’inno nazionale a quella igenica del pirù.

  2. E. Says:

    io canto ciò che mi pare e sto dritto davanti alla bandiera che più mi piace. e non credo che nessuno abbia il diritto di impormi nulla di diverso.

    chi pensa il contrario, chi pensa che qualche d’uno possa obbligare altri a cantare le canzoncine che più gli piacciono, dimostra scarsa dimestichezza con il lemma “libertà”.

  3. wallace Says:

    Altro sono gli urletti portati a frequenze incisive.
    Stucchevole la geometria variabile di alcuni libertari liberisti liberati, quando non riescono a trovar di meglio partono con l’educazione civica: quella che fino a ieri avevano dimenticato.
    E’ così che Stucchi devia la patata bollente ma la carta igienica la conosce?

  4. E. Says:

    dimenticavo.

    visto quello che insegnano nella media delle scuole patrie, rifiutate l’ignoranza NON studiate! NON seguite le lezioncine mnemoniche che fanno tanto contenti i professori italioti (non tutti, ovviamente)!

    andate in giro, scoprite il mondo e lavorate sulle vostre vocazioni!

  5. Pol.sco. Says:

    Per decenni bandiera ed inno nazionale sono stati considerati simboli destrorsi, come la patria, da parte della sinistra internazionalista
    Ora si sta un po’ debordando nell’altro senso
    Divertente la battuta di Belotti su “Noter de Berghem”
    Pietosa l’idea di trasformare i nostri poveri figli in soldatini tenuti all’alzabandiera ed a cantare come nei più biechi regimi totalitari
    Meglio invitarli a cantare “We are the world”
    L’importante è abolire i testi ideologici, specie di storia, e fornire loro strumenti didattici per farsi un idea personale su cosa siamo stati costretti a studiare fino ad oggi per far contenta la nomenklatura pseudo resistenziale (e risorgimentale)

  6. wallace Says:

    hahahahaha, questo è un altro inno alla nomenklatura sopra.

  7. Arcobalengo Says:

    Vero. E tutti questi voltagabbana che vogliono pure impartire lezioni di revisionismo fanno veramente ridere.
    Con la mano sul cuore, se canti l’inno di Bergamo, dell’Italia o i canti di chiesa, sei sempre un manipolato.
    Ora arriva pure un ministro maestrina repressa che rispolvera il voto in condotta e gli aggiornamenti razziali (pensino piuttosto a far studiare il legnoso virgulto bossiano). E la sottosegretaria istruzionista che ci rivela la superiorità della dieta padana contro quella mediterranea, così sopravvalutata, evidentemente una pericolosa pubblicità di negri e arabi.
    Tutti a mangiar riso e polenta, perdio, e poi tutti alla gara di rutti col ministro Calderoli.

  8. E. Says:

    ecco una cosa che non troverete sui libri scolastici:

    http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/punk-cubano/punk-cubano/punk-cubano.html

  9. Arcobalengo Says:

    Neanche questo:
    http://downlode.org/Etext/zappa.html

  10. Arcobalengo Says:

    E magari, chissà, neanche questo:

    Esibizione diseducativa”: il Comune non vuole concedere
    la sede per lo spettacolo del 7 giugno
    Milano boccia lo show satanico
    “No al rock di Marilyn Manson”

    http://www.repubblica.it/online/cronaca/manson/manson/manson.html

  11. Pol.sco. Says:

    Secondo un sondaggio Tg-Sky il 92% degli interpellati è d’accordo col ripristino del voto in condotta
    E lo dice uno che ha un figlio che ha avuto suff. in seconda media!
    Anche la reintroduzione dell’insegnamento della Costituzione italiana nelle scuole è assai condivisibile
    Oscena, invece, l’iniziativa bergamasca dell’alzabandiera e dell’inno: neanche fossimo nella Cina comunista
    Meglio cantare “We are the world”

  12. Arcobalengo Says:

    L’alzabandiera e l’inno lo fanno negli Stati Uniti, forse ti eri confuso…

  13. E. Says:

    dal paragone di zappa, desumo che arcobalengo abbia poca dimestichezza con la lingua inglese.

    dal paragone con manson, desumo che arcobalengo abbia poca dimestichezza con i diritti umani visto che equipara un’ipotesi di tentativo di censura abortito prima di nascere, con la carcerazione di una persona perché potenzialmente in grado di cantare canzoni controrivoluzionarie.

    p.s. negli stati uniti l’alzabandiera è obbligatorio solo nella scuole militari. e – fuori dalle sedi militari – bruciarla è un diritto.

  14. Arcobalengo Says:

    Se lei avesse dimestichezza con l’inglese capirebbe anche che una delle più energiche beghine della censura era Tipper Gore, moglie di Al, un paladino delle vostre libertà.

    Se poi avesse dimestichezza pure con la politica capirebbe che queste sono bolle di sapone sparse in Europa da Reporter Senza Frontiere, un gruppo di prezzolati notoriamente finanziati dalla CIA, come hanno dovuto ammettere anche loro stessi.

    p.s.: negli USA bandiera e inno sono cerimoniale quotidiano nelle scuole. Vada laggiù e provi a bruciarne una, si divertirà. Poi torni a farci vedere le “contusioni della libertà”.

  15. Alessandro Ronchi Says:

    Aprire a testi generici non significherebbe gestirli politicamente. Come per i farmaci, o i libri di testo attuali, esistono certificazioni che sono svolte con criteri oggettivi.

    Per quanto riguarda i testi i primi potrebero essere votati da una giuria composta da professori, poi gli altri potrebbero essere semplicemente certificati, come avviene adesso.

    Anche ora l’adozione di un libro non è libera, ma segue un iter burocratico. Per i generici (semplici testi distribuiti con licenza FDL) sarebbe lo stesso.

    Cioè la stessa politica di oggi, senza coloranti aggiunti.

  16. Marco Cimmino Says:

    Per la verità, io ho adottato, del tutto liberamente, la versione in CD di un mio manuale: peso 5 grammi e costo per gli studenti zero. A questo punto, prevengo i cachinni dei soliti perditempo, sottolineando che gli studenti si sono trovati benissimo, tant’è che allo scorso esame di Stato sono stati tutti promossi. Aggiungo che l’autoproduzione di manuali servirebbe non soltanto a battere il carolibri e il problema del peso delle cartelle, ma andrebbe incontro ad altre esigenze. Per esempio, la necessità di tarare i testi (solo di certe materie, ovviamente) sulle caratteristiche del tipo di scuola, del territorio, degli indirizzi e dei profili. Inoltre, si offrirebbe agli insegnanti la possibilità di lasciare una traccia d’archivio del proprio lavoro, responsabilizzando i dipartimenti (altrimenti, pressochè inutili) e i consigli di classe. Non ultimo: si darebbe ai docenti una ragione per limitare il turnover, dato che, una volta prodotto il manuale, gran parte del lavoro, in quel senso, sarebbe fatto una volta per tutte. I materiali e gli apparati potrebbero provenire sia dai docenti stessi che, più realisticamente, dalla Rete, che è ricchissima di siti estremamente utili in questo senso. Tabelle, cartine, ipertesti, bibliografie e sitografie sono molto frequenti: basta saperli trovare ed utilizzare. Certo, tutto questo non andrebbe giù a due grandi lobbies scolastiche: le case editrici e i sindacati, visto che le prime ci guadagnano soldoni e i secondi organizzano aggiornamenti. Infine, il docente che contribuisse a questa operazione si staccherebbe dal solito cliché del professore ignorante, che si aggrappa al manuale come ad un salvagente: un utile scatto professionale. Magari da incentivare anche economicamente…Io tutto questo l’ho già proposto ai politici a me più vicini, che, ovviamente, hanno fatto orecchie da mercante. Se riuscirò, ne parlerò anche alla Gelmini: speriamo, anche se dubito!

  17. E. Says:

    @ alessandro

    ma perché sei tanto affezionato alla commissioni che giudichino cosa gli altri debbano leggere e cosa no?

    non sarebbe molto più culturalmente fecondo consentire agli studenti di adottare il manuale che più ritengano opportuno?

    le date in storia sono note. la questione è il significato che viene attribuito.
    io ho studiato storia sul camera-fabietti. credo che se in classe qualche d’uno avesse portato un altro testo, ne avremmo tratto tutti giovamento.

  18. Arcobalengo Says:

    Cimino, “due grandi lobbies scolastiche” è sbagliato!
    Vedi di staccarti dal solito cliché del professore di ginnastica ignorante…

  19. Marco Cimmino Says:

    Non starò a chiederti cosa ci sia di sbagliato, perchè, come al solito, non sapresti cosa rispondere. Mi piacerebbe, per una volta, che si discutesse dei contenuti e non del tuo odio pisicopatologico nei miei riguardi. Scusa, Marcello: se a questo punto gli do del cretino, sia per la menata insulsa sugli inesistenti errori, sia per la reiterata sciocchezza di storpiarmi apposta il cognome, pensando di crearmi chissà quali incazzature, ti faccio un grave torto? Perchè questo mi pare davvero tetragono. Se fossimo faccia faccia, gli darei una salutare razione di legnate e, come ogni somaro che si rispetti, la capirebbe, ma così, davvero, non so più che fare. E’ una persecuzione maniacale…:-) E poi, perchè di ginnastica? Magari!

  20. giu_seppina Says:

    Cimmino non dire …

  21. Arcobalengo Says:

    Cimino, NON LO SAI COS’E’ SBAGLIATO!!! Il bello è questo.
    La Gelmini ti manderà si corsi di rieducazione con i professori del sud. Dura lex sed lex, caro ginnasta mascelluto…

  22. Arcobalengo Says:

    Cimino, NON LO SAI COS’E’ SBAGLIATO!!! Il bello è questo.
    La Gelmini ti manderà ai corsi di rieducazione con i professori del sud. Dura lex sed lex, caro ginnasta mascelluto…

  23. Marco Cimmino Says:

    Wow! Furbissimo!

  24. Arcobalengo Says:

    SI’, SI’, INTANTO STAI GLISSANDO, MILLANTATORE.

  25. Alessandro Ronchi Says:

    @E. Non sono un fan delle commissioni, ma non si può nemmeno lasciare agli studenti la libertà di prendere il libro che vogliono. E’ giusto che avvenga così all’università, non alle elementari o alle medie. Al liceo i docenti potrebbero preparare i testi anche da soli, tanto per metà oggi già si studia su fotocopie ed appunti…

  26. Arcobalengo Says:

    Giusto. Ma si pone un problema grave: c’è da tremare al solo pernsiero dei libri che sceglierebbe uno come Cimino se non insegnasse ginnastica.

  27. Alessandro Ronchi Says:

    Guardate che è già così. L’adozione di un libro di testo è a scelta dei professori, all’interno di un elenco di testi “certificati”.

  28. Arcobalengo Says:

    E poi, da sempre, si pone il problema di chi “certifica” i libri, specie quelli di storia e filosofia, in genere incomprensibilmente anticomunisti.

  29. E. Says:

    @ alessandro

    precisato che il problema si pone per le superiori e l’università, perché gli studenti non dovrebbero scegliersi ciascuno il libro che vuole? secondo quale principio la solitaria scelta di un docente dovrebbe essere migliore di quella di ciascun ragazzo? perché preferire un libro declinato come bibbia e non un confronto tra letture diverse?

  30. Alessandro Ronchi Says:

    Alle superiori non è obbligatorio acquistare i libri dell’elenco. E’ chiaro che se un prof interroga sulle cose scritte in un testo, chi sceglie altro avrà più difficoltà. Ma non è obbligato.

    All’università non c’è nessun vincolo d’acquisto. Agli esami mica ti chiedono il tagliando del libro: puoi studiare su quello che vuoi.

    Nessuno vieta nessun confronto tra letture diverse, ed infatti spesso i professori forniscono qualche appunto aggiuntivo o qualche pagina di confronto. Ma avere un unico testo di partenza è utile.

  31. E. Says:

    è inutile che mi spieghi i decreti delegati.

    il dato di fatto è che sia alle superiori che all’università tutti studiano sui libri di testo indicato dal professore.

    la domanda è se sia utile superare questa impostazione di fondo, e se si con quali mezzi.

    tu mi sembra dica “si, però”.

    io dico “si”. senza però: il professore non sia mero lettore di un testo che conosce a memoria, ma guidi gli studenti alla conoscenza NON MNEMONICA dei fatti e ne solleciti la analisi.

  32. H. Says:

    Tu dici “sì” senza proporre soluzione. La lobby è una non due (come qualcuno ha già avuto modo di correggere..) quella che controlla e “finanzia” le altre. Però guarda caso ci si concentra su altro: cos’è una amnesia MNEMONICA frequente, ricorrente e..contraddittoria?

  33. E. Says:

    quando si parla di scuola, il problema che mi pongo è la proposta formativa offerta agli studenti.

    che attualmente giudico pessima anche per l’impostazione monodirezionale della didattica.
    la soluzione che sposo è che ciascuno studente si scelga il proprio manuale, con il conseguente ribaltamento del ruolo del docente.

    mi sembrava di averlo scritto …

  34. H2Ocalda Says:

    Sì, hai solo dimenticato che per realizzare questa eventualità (e farla fruttare) bisognerebbe rimuovere tutte le macchine per il lavaggio del cervello disseminate nella nazione. Quelle di cui alla lobby per intenderci. O la colpa e della solita “minoranza”?
    Basta girare attorno..colpire l’obiettivo…mi sembrava di averlo scritto.

  35. H2Ocalda Says:

    Sì, hai solo dimenticato che per realizzare questa eventualità (e farla fruttare) bisognerebbe rimuovere tutte le macchine per il lavaggio del cervello disseminate nella nazione. Quelle di cui alla lobby per intenderci. O la colpa è della solita “minoranza”?
    Basta girare attorno..colpire l’obiettivo: in continuazione (seza stancarsi)…mi sembrava di averlo scritto.

  36. H2Ocalda Says:

    Sì, hai solo dimenticato che per realizzare questa eventualità (e farla fruttare) bisognerebbe rimuovere tutte le macchine per il lavaggio del cervello disseminate nella nazione. Quelle di cui alla lobby per intenderci. O la colpa è della solita “minoranza”?
    Basta girare attorno..colpire l’obiettivo: in continuazione (senza stancarsi)…mi sembrava di averlo scritto.

  37. Pol.sco. Says:

    Non è che ripetendo per ben tre volte lo stesso post, diventa miracolosamente intelligente

  38. PS(prontosoccorso) Says:

    Spiegalo a Berlusconi che ripete anche più volte.

  39. Pol.sco. Says:

    Per favore, lasciate perdere l’alzabandiera ed il canto dell’inno nazionale
    E’ una cosa patetica ed anacronistica

  40. TDK Says:

    Lascia perdere i tuoi continui OT su Cuba patetici ed anacronistici.

    In effetti, basta dare un’occhiata alla relazione di Amnesty International (AI) del 2008 per rendersi conto che Cuba presenta una delle situazioni dei diritti umani meno gravi del continente americano, malgrado l’organizzazione denunci alcune violazioni. Nonostante, Cuba è l’unico paese del continente americano che è vittima di tali sanzioni da parte di Bruxelles. Così, questa contraddizione conferma il carattere arbitrario del trattamento riservato a L’Avana (5).

    D’altra parte, le sanzioni risultarono inutili, perché Cuba non è sensibile al linguaggio della forza e della minaccia, come ha dimostrato col rifiuto del governo cubano a piegarsi alle esigenze di Washington da mezzo secolo, nonostante l’imposizione di sanzioni economiche inumane ed obsolete. Cuba non piegherà la schiena di fronte all’Europa.

    Basta consultare la relazione di AI del 2008, sulla situazione dei diritti umani in Europa dei 27 per concludere che Bruxelles non ha nessuna autorità morale per erigersi a giudice. In effetti, AI segnala casi di torture e maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza (Germania, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Spagna, Estonia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia), crimini commessi dalle forze dello Stato (Germania, Austria, Spagna, Grecia, Italia, Romania, Regno Unito), impunità per i responsabili di crimini (Spagna, Regno Unito), violazioni dei diritti fondamentali dei querelanti di asilo e rifugiati (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia) e collaborazione nelle sparizioni forzose orchestrate dalla CIA (Danimarca, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito) (6).

    AI cita anche casi di esportazione di armi a paesi dove persistono gravi attentati contro i diritti umani (Austria), mancanza di imparzialità della giustizia (Belgio), discriminazione delle minoranze (Bulgaria, Danimarca, Spagna, Estonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia), mancanza di attenzione medica appropriata ai malati mentali (Bulgaria, Romania), trattamenti inumani e degradanti ai detenuti (Estonia, Grecia, Irlanda, Malta), obiettori di coscienza imprigionati (Finlandia), utilizzo per la giustizia di confessioni ottenute sotto la tortura (Francia), traffico di esseri umani (Grecia, Regno Unito), violenze verso le minoranze sessuali (Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania), crimini di guerra (Regno Unito), segregazione razziale (Slovacchia), bambini non ammessi a scuola per via della loro origine etnica (Slovacchia), sterilizzazione forzosa di donne appartenenti a minoranze (Slovacchia), espulsioni forzose di persone provenienti da minoranze (Slovacchia) o persone escluse illegalmente dal registro dei residenti permanenti (Slovenia) (7).

    Ora conviene che ci fermiamo più precisamente sulla situazione dei diritti umani nei Paesi Bassi, in Svezia e nella Repubblica Ceca, che si pronunciarono contro la cancellazione delle sanzioni.

  41. E. Says:

    post come quello di TDK fa risparmiare un sacco di tempo: il regime cubano è l’incarnazione dell’idea di società ideale che i comunisti agognano. diritti umani compresi.

    qualsiasi altra osservazione è superflua.

  42. Arcobalengo Says:

    E., non sai un kazzo di politica. Basta vedere le tue fonti: lo screditato Omero Ciai che hai postato. Ha fatto un copia e incolla dal Miami Herald e l’ha messo su Repubblica. E tu l’hai bevuto.

  43. wallace Says:

    Fosse solo quello..E., ha già terminato gli urletti sia per jannone che per l’allegra combriccola paramafiosa, anzi dippiù, al governo..sarà mica che ci voleva vendere lucciole per…

  44. Pol.sco. Says:

    O.K.
    C’è chi ritiene Cuba una dittatura e chi la ritiene un esempio di democrazia
    Ai lettori la non troppo ardua sentenza

  45. E. Says:

    ti sbagli pol.sco.
    cuba non è solo un esempio di democrazia. cuba è il logos verso cui tendere.

    se penso che fino a pochi anni fa bisognava perdere ore in discussioni per spiegare che i comunisti parlano per ossimori, e che quando dicono “libertà” intendono “prigonia”, quando dicono “democrazia” intendono “dittatura”, e che il loro ideale è uno stato assoluto che renda gli uomini schiavi e che possa disporre delle loro sorti a proprio piacimento!

  46. Arcobalengo Says:

    Guardi, infausto giovine, il problema non è dimostrare la bontà del modello cubano, che si dimostra da sé (nel proprio contesto strutturale e geopolitico): il problema – vostro – è che dovete dimostrare la bontà del sistema statunitense, dove si applica regolarmente la tortura la frittura mortale e dove i diritti umani, per certe etnie, sono una favola. Non c’erano leggi razziali fino a due giorni fa? Leggi razziali, ricorda qualcosa…
    Ah, ha telefonato al compagno Omero?

  47. wallace Says:

    E. pensa di impasticcare sap ma non riuscirà. Quin ci sono difese immunitarie serie.

  48. wallace Says:

    marcello mi s’è perso un commento?

  49. Pol.sco. Says:

    Cari lettori: preferite andare a vivere a Cuba a far prostituire madri, fidanzate e sorelle (e anche voi stessi) per poter sopravvivere o negli U.S.A. a votare per Barak Obama?

  50. wallace Says:

    I sondaggi li fa il buon Marcello non Pol.sco (che non è Amnesty International).

  51. Arcobalengo Says:

    A godere della sanità gratuita cubana o delle torture USA di Guantanamo, Abu Grahib, Kabul ecc… ?

  52. Arcobalengo Says:

    A godere dell’educazione cubana gratuita fino all’università o a passare attraverso un metal detector per entrare in una scuola statunitense?

  53. wallace Says:

    Nei giorni scorsi siamo riusciti a valutare direttamente un tentativo di adescamento operato da Andrea Pezzi, del cui coinvolgimento con la setta abbiamo già parlato nella risposta a una lettera.
    L’adescamento è avvenuto tramite l’invito ad iscriversi alla “Comunità non virtuale”- CNV, sul sito del suddetto personaggio, fufafififufafifò..

    La storia scritta nuova di zecca? NO GRAZIE
    W Claudia Pandolfi

  54. Pol.sco. Says:

    Astenetevi dal fumare crack prima di porvi davanti alla tastiera

  55. wallace Says:

    Tu invece rispetta il tasto del suffragio schiacciato da Marcello.
    “Un’enciclopedia video che andrà presto in tv e su web per riscrivere la storia. E’ prodotta dalla Ovo s.r.l. società partecipata dalla Fininvest di Berlusconi, composta da 40 persone che da un anno stanno lavorando freneticamente in alcuni locali di via Marroncelli, a Milano. Il loro direttore è Andrea Pezzi, 35 anni, ex vj che controlla la Ovo al 53%. Stanno riscrivendo la storia, come promesso in campagna elettorale da Marcello Dell’Utri, acculturato pataccaro che ha scambiato diari falsi come autentici attribuibili al Duce.” e la fuffa è questa qua fufafififufafifò

  56. wallace Says:

    Pol.sco che imputa a chicchessia l’alterazione della coscienza dovrebbere leggere questa e seguire l’indicazione del suffragio introdotto da Marcello Saponaro (meglio specificare per non confonderlo con Dell’Utri):

    “Nell’articolo si legge che Pezzi controlla la Ovo tramite Nova Fronda, nome che rimanda ad Antonio Meneghetti, ex frate abruzzese nativo di Avezzano, 72 anni, alle spalle un passato giudiziario burrascoso, fondatore dell’ontopsicologia, disciplina che forma il leader inteso come “intuizione attiva di soluzioni per il collettivo.
    Antonio Meneghetti fu arrestato nei primi anni ‘80 con alcuni suoi adepti, accusato di associazione a delinquere, violenza carnale e altri reati. Prosciolto dalle accuse più gravi, Meneghetti iniziò a guadagnarsi la fama di santone ironizzato perché in una sua sede di Scandriglia (RI) furono trovate sedie su cui erano state applicate “protuberanze” da usare durante le terapie: secondo Meneghetti Adolf Hitler e Josef Stalin vanno studiati dal punto di vista del loro essere interiore, senza dimenticare che “il vincitore fa le leggi, scrive la storia e definisce la morale”. Per farla breve, nei video prodotti dalla Ovo di Andrea Pezzi su commissione di Berlusconi, Adolf Hitler viene dipinto come un personaggio controverso di cui si parla del suo carisma ma mai del suo razzismo.
    Nel 1991 la sua giovane compagna morì in Sardegna in circostanze mai chiarite. Condannato per omicidio colposo, Meneghetti ha trascorso alcuni anni in carcere. Nel 1997, 4 anni prima di Berlusconi, scrisse un manifesto politico in cui si augurava che i magistrati dipendano dall’esecutivo e che siano obbligati a fare aggiornamenti psicoterapeutici, poiché vanno sorvegliati per essere sicuri che non siano degli schizofrenici, visto che secondo Meneghetti, la maggioranza di loro lo è. “Una riforma che spetta a grandi uomini come Berlusconi, Bossi, Buttiglione e Fini, uomini che fanno il loro meglio per una leadership italiana nel mondo” scriveva. Guardacaso Berlusconi l’ha preso alla lettera.”
    E la fuffa pericolosa va tenuta sempre d’occhio altrimenti fuffettone puoi diventare anche te fufafififufafifò

  57. Pol.sco. Says:

    Negli Stati occidentali moderni e democratici, la Procura dipende dall’esecutivo
    Nella grande Francia, il Capo del Governo non puo’ esser sottoposto a giudizio durante la sua carica
    Esami psicoattitudinali su chi ha in mano il destino del cittadino sono cosa normale
    La separazione delle carriere tra PM e giudici non esiste solo in Italia

    O Licio Gelli ha avuto più influenza all’estero che in Italia, o diceva cose banalmente condivisibili

  58. Arcobalengo Says:

    Gelli ha avuto mooolta influenza su Berluska e Fini…

  59. wallace Says:

    Esatto arco. Il caso è da connotare proprio in quell’area…
    “il filorusso Meneghetti ama circondarsi di mistero, dice di essere stato consigliere di Putin nel 2000 agli albori della sua carriera politica, senza che la notizia abbia mai trovato conferme. Tra i suoi seguaci nell’ex unione sovietica ci sono capitani d’azienda, militari, il figlio di un importante banchiere e gente comune che spera di far carriera nel capitalismo.
    Meneghetti ha fondato l’ontoarchitettura, in Brasile ha ricostruito la comunità di Recanto Maestro con tanto di albergo”
    Occhio ai fuffanti maestri venerabili consapevoli ed inconsapevoli…

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