Salvataggio fraudolento
27 agosto 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Formigoni, governo, Infrastrutture, Lombardia | 690 visite.Triplicano i licenziamenti, addebitano ai cittadini tutti i debiti, ingolfano le Poste e il Demanio di un altro po’ di dipendenti, chiudono Linate, regalano gli slot di Malpensa, affidano il monopolio a una piccola compagnia di fittizia bandiera e sono contenti.
Anzi, più che contenti. Per Formigoni è addirittura “l’inizio di un nuovo cammino“. La Lega Nord, l’Assessore Boni e tutti i loro militanti che a Malpensa gridavano contro Air France, invece, tacciono.
Se esistessero i reati di “salvataggio fraudolento” e di “presa in giro oltre il ridicolo degli italiani” qualcuno non rivedrebbe più la luce del sole.
Quella qui sopra è l’intervista che mi hanno fatto a Telelombardia per la trasmissione Agorà lo scorso 14 maggio 2008.
- Unica differenza, il conto
- Caro Formigoni mi sei piaciuto ieri al comizio della Lega Nord su Malpensa
- Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?
- Ah l’Italia!
- Malpensa: gli interessi del nord contro la demagogia di Formigoni (da Il Sole 24 Ore)

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agosto 28th, 2008 at 10:03 am
Sorpreso Gianfranco Fini mentre s’immergeva nella fontana di Trevi.
“Embé?”, ha detto, “pagheremo la multa”.
agosto 28th, 2008 at 11:08 am
[...] Anche su Makia, Manteblog, Precariopoli, Marcello Saponaro…. [...]
agosto 28th, 2008 at 11:17 am
l’affaire alitalia è la cifra del nulla italico.
le imprese che producono ricchezza vengono tartassate di imposte e vessate con controlli a presunzione di colpevolezza.
le imprese che producono miseria (se con sede a roma è meglio) vengono prima alimentate fino all’inverosimile e poi chiuse solo quando non è più possibile portare avanti il carrozzone, ma sempre e comunque addebitando i costi delle clientele agli italiani.
in un paese civile, ad esempio gli usa, le compagnie aeree sono uguali alle altre società, e se non sono in grado di pagare i debiti chiudono. vedesi pan am.
in italia abbiamo un ministro che si vanta di “non lasciare nessuno per strada”, dimenticandosi di dire che questo vale solo per chi lavora in alitalia, evidentemente più uguale degli altri italiani, ed a spese di chi paga le tasse.
questo sotto il profilo culturale.
sotto il profilo più propriamente tecnico, assistiamo ad una vera e propria bancarotta, con la sottrazione degli asset attivi dalla disponibilità dei legittimi creditori.
non ultima la sea, che vede la sua causa da 1,25 miliardi di euro contro alitalia abbandonata nella vecchia alitalia, svuotata di ogni bene, e dunque con nessuna possibilità di recuperare effettivamente i denari.
a chi parla di “nuovo inizio” si può solo, da non violenti, sputare in faccia.
aspettiamo con impazienza di sapere cosa ne pensa il comune di milano e la lega nord.
agosto 28th, 2008 at 11:18 am
Ciò che è stato promesso -e che la sinistra metteva fortemente in dubbio- è avvenuto
Berlusconi è riuscito a formare un cartello di sedici imprenditori tra i più forti in Italia
La Compagnia di bandiera resterà all’Italia, invece d’esser svenduta alla Francia che l’avrebbe ridotta ai minimi termini
agosto 28th, 2008 at 11:23 am
@E
Per sportività ti comunico che ti ho fatto le pulci a un post precedente.
Berluska regalerà i profitti agli amici confindustriali facendo apgare tutti i costi ai lavoratori e ai piccoli investitori.
Potete starne certi.
agosto 28th, 2008 at 11:42 am
Brunetta praticamente sputtanato, Tremonti inchiodato al ‘creativismo catastrofista’ dopo l’ennesima contraddizione dell’utilizzo delle agenzie fiscali (e delle poste) quali approdo per i “debiti” dell’incompetente classe dirigente imprenditoriale peraltro presente nell’immonda compagnia di filibustieri: Atlantia, Intesa Sanpaolo, Gianluigi Aponte, Roberto Colaninno, Ligresti, Emilio Riva Carlo Toto, Salvatore Mancuso, la Fingen dei Fratini, il fondo Clessidra di Claudio Sposito, il gruppo Marcegaglia, il gruppo Fossati tramite Findim, l’industriale Marcellino Gavio tramite Argo, Caltagirone Bellavista tramite Acqua Marcia, Marco Tronchetti Provera e la Macca srl di Davide Maccagnani.
E., Vogliamo riproporre qualche urletto a Jannone?
Vogliamo ricordare chi abbiamo votato?
agosto 28th, 2008 at 1:21 pm
@ wallace
a jannone? quello che vota contro la lombardia e non se ne accorge neppure? ….
qui il livello è ben altro.
dei problemi, intendo. perché il personale politico della pdl si sta dimostrando una banda, senza vergogna e dignità.
neppure in zaire credo si sia mai visto un simile scempio dei principi economici più elementari … sospensione delle norme antitrust …. carico di migliaia di dipendenti alle poste, che è un’azienda di diritto privato, in spregio a qualsiasi principio di competenza ed economicità dell’assunzione …. lesione delle legittime aspettative dei creditori – tra cui la sea – facendo sparire dalla sera alla mattina gli asset attivi … asset attivi venduti a trattativa privata su semplice perizia …..
delirante.
e per cosa? per salvare l’italianità della compagnia? come se il passaporto dell’amministratore delegato fosse un criterio economico ….
se fossimo negli usa l’ideatore di questa geniale pensata sarebbe già stato sepolto dagli sberleffi, con qualche procuratore sulla sue tracce con l’ipotesi di (tentata) frode.
se fossimo in texas, più di un contribuente avrebbe già messo mano al proprio m16.
siamo in italia.
i giornali sono tutti al soldo dei vari potentati a mezzo del finanziamento pubblico all’editoria, percui non si alzerà nessuna voce.
la popolazione è troppo ignorante anche solo per capire che quando un ministro dice che “nessuno rimarrà a spasso”, sta mettendo le mani nel portafoglio dei contribuenti.
per chi ha voglia non rimane che chiederne conto agli eletti di f.i. e della lega, quando torneranno sul territorio a spiegare quanto sono bravi. e sputargli in faccia.
agosto 28th, 2008 at 1:52 pm
Nel Congo Belga o Zaire vuoi dire (meglio nel che in..no?)? Puoi starne certo.
Ma se insisti con gli urletti vedrai che qualcosa si muoverà.
Posso allenare la tua agula fino a raggiungere frequenze notevoli non temere.
Per quanto attiene gli sputi proponi tu ora e luogo.
agosto 28th, 2008 at 3:43 pm
La creatività è al potere, davvero, le tasche però rimangono dei cittadini, meglio del Nord.
A carico di chi è la chiusura di Linate?
A carico di chi è il monopolio della nuova compagnia sulla rotta Milano-Roma?
A carico di chi è il mantenimento degli slot Alitalia su Malpensa alla nuova compagnia aerea?
Quanti posti di lavoro perderà Sea?
Mi sembra la storia dei rifiuti della Campania, da Napoli sono sostanzialmente scomparsi, ma dall’hinterland no, e il loro smaltimento in Germania ha avuto un aumento dei costi del 20-25%.
Magari alla fine dell’estate il bluff diventerà pubblico.
A quando la consapevolezza sulla truffa nell’affaire Alitalia?
agosto 28th, 2008 at 3:48 pm
Aspettiamo data e luogo da E.
Gli sputatori stanno crescendo sempre di più.
Dovranno essere ‘sputi creativi’, tipo quello con cui si narra che si creò tanta bella gente, nel senso più persuasivo del termine…
agosto 31st, 2008 at 11:36 am
per la prima volta in vita mia sono d’accordo con scalfari (a parte la sua omissione sulla clausola di air france di manleva in caso di soccombenza di alitalia nella causa intentata dalla sea per 1,25 miliardi di euro).
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/economia/alitalia-25/scalfari-cordata/scalfari-cordata.html
agosto 31st, 2008 at 1:15 pm
Spero che sia stata anche la prima volta (e l’ultima) volta che ti sei trovato daccordo con Omero Ciai quando hai postato quella bufala sul rocker Gorki. Non ti ha informato di come si è sgonfiata la bolla di sapone? Mai credere al povero Omero. Scuoierebbe la mamma pur di dir male dei cattivoni rossi.
Certo, il lettore accorto queste cose le sa da tempo. Comunque leggiti questo recente articoletto che sbeffeggia la sua famosa “attendibilità”.
agosto 31st, 2008 at 1:17 pm
Spero che sia stata anche la prima (e l’ultima) volta che ti sei trovato daccordo con Omero Ciai quando hai postato quella bufala sul rocker Gorki. Non ti ha informato di come si è sgonfiata la bolla di sapone? Mai credere al povero Omero. Scuoierebbe la mamma pur di dir male dei cattivoni rossi.
Certo, il lettore accorto queste cose le sa da tempo. Comunque leggiti questo recente articoletto che sbeffeggia la sua famosa “attendibilità”.
agosto 31st, 2008 at 1:21 pm
Quella notte a Buenos Aires con il compagno Omero
Maurizio Matteuzzi
Location: Buenos Aires. Un’ora imprecisata della notte. Per le strade del centro gente arrabbiata che batte sulle casseruole. Dialogo fra due giornalisti italiani arrivati per presenziare al collasso finale dell’Argentina iper-liberista di Menem e De la Rua. Primo giornalista: «Fortunati voi del Manifesto. Guadagnate poco ma almeno potete scrivere tutto quello che vedete e che volete. Non come noi». Secondo giornalista: non parla – non sa cosa dire anche se gli viene da pensare che magari un po’ di soldi in più… -, rivolge uno sguardo di comprensione al collega che gli ha appena pagato la cena in un eccellente ristorante, capisce il dramma di uno che vorrebbe ma non può. Dissolvenza. Sono passati solo pochi anni anche se sembra una vita.
Uno dei due giornalisti della scenetta nella notte bonaerense era Omero Ciai, esperto e inviato per l’America latina di la Repubblica. L’autore di quell’articolo apparso ieri che sotto le mentite spoglie di un servizio informativo nasconde (anzi non nasconde affatto, diciamo puzza di) intenti delatori. Omero ha preso di peso quello che ha scritto El Tiempo che ha preso di peso quello che vuole che si scriva Uribe che sciorina senza soste informazioni compromettenti che sgorgano torrentizie da quel vaso di Pandora che è il computer di Raul Reyes (nel frattempo miracolosamente moltiplicatosi per tre).
Non ha pensato Omero che El Tiempo è l’organo di famiglia della genìa dei Santos – di cui uno è vice di Uribe e l’altro, suo cugino, ministro della difesa – e più in generale dell’oligarchia uribista. Per cui sarebbe stato più ragionevole filtrare con qualche grano salis quelle baggianate sulla «rete europea e anche una connessione italiana di appoggio ai “narcoterroristi” delle Farc», sui fiancheggiatori italiani dai misteriosi «nomi di battaglia» di «Ramon» e «Consolo», sui «cinque nuclei di appoggio». Ma Omero ha concluso che andava bene così. Perché andava bene così al suo giornale e al suo direttore. E anche a lui. In fondo è la stessa operazione del confratello spagnolo El Pais che giorni fa ha montato, sempre grazie al super-computer, una grottesca storia di una signora arrestata (poi liberata) «per collaborazione con un’organizzazione terrorista». L’Omero Ciai di Madrid è una donna ben nota. Si chiama Maite Rico.
Non era necessario tanto mistero per chiarire gli addentellati italiani della rete «narcoterrorista». Bastava il penultimo annuario parlamentare per scoprire chi è il compagno «Ramon» (Mantovani). E non ci voleva molto anche per chiarire chi sia il compagno «Consolo» (Marco).
Ne ha fatta di strada Omero da quella notte a Buenos Aires. Pensare che poco prima, quando nel 2000 chiuse l’Unità (dove allora lavorava il giovane Omero), telefonò al manifesto un prestigioso collega (e compagno) per consigliarci di non lasciarci scappare quel giovanotto. «Perché è bravo e perché è molto vicino alle vostre posizioni». Anche allora il manifesto era con le pezze al culo (come si dice) e non se ne fece niente. Per fortuna di Omero (e nostra). Che se ne andò a Miami e da lì cominciò a scrivere di America latina (e di Cuba) per la Repubblica. Dove adesso merita spesso gli onori della prima pagina. Anche grazie ad articoli come quello di ieri.
Chissà che da una delle prossime rivelazioni del computer miracoloso non salti fuori che anche il manifesto è nella rete «narcoterrorista» delle Farc. In fin dei conti Raul Reyes venne più di una volta a trovarci nella redazione di via Tomacelli.
Dai, Omero, denuncia anche noi.
agosto 31st, 2008 at 5:55 pm
Tutto ciò è assai attinente al salvataggio di Alitalia
settembre 1st, 2008 at 12:08 am
Non è un salvataggio ma una frode. Come l’accordo con Gheddafi un’altra truffa con i soldi dei contribuenti: affari di pochi sulle spalle dei cittadini.
A casa il Governo fascioleghista!
settembre 1st, 2008 at 11:22 am
Illuditi pure
Intanto te lo becchi per cinque anni (e forse per dieci)
Nel frattempo espatria e alloggiati a Cuba
settembre 1st, 2008 at 11:24 am
Una ulteriore ossessione di Pol.sco? . E ora, poi, una nuova versione Pol.sco-Gheddafiana in antitesi a quella filoFallaci.
settembre 1st, 2008 at 11:25 am
Pol.sco. Gheddafi o Ratzinger non è possibile entrambi, perdio.
settembre 1st, 2008 at 11:47 am
La sinistra ha lodato la conclusione della decennale diatriba con la Libia
settembre 1st, 2008 at 1:54 pm
Rispondi alla domanda su Pio La Torre o rispetta la volontà sulla tua esclusione. La finta sinistra ha generato mostri: vedi Brunetta.
settembre 1st, 2008 at 3:49 pm
Chiedi scusa e per favore: poi ti risponderò
settembre 1st, 2008 at 3:59 pm
Scusa per non aver sottolineato prima ogni tua scorrettezza, verso tutti, in modo che non potessi proseguire.
Anticipa la volontà del sondaggio sul tuo abbandono ora.
settembre 1st, 2008 at 4:42 pm
Alitalia, Colaninno “gela” i sindacati: «L’alternativa al piano è il fallimento»
settembre 1st, 2008 at 4:55 pm
Le migliaia di trasferimenti alle agenzie le paghi Berlusconi&C. non l’erario.
Pol.sco al massimo due commenti all’anno, per rispondere alle domande su Pio La Torre, come da volontà del blog.
essia.
settembre 1st, 2008 at 7:29 pm
Giusto. Propongo a Saponaro di intitolare il blog a Pio La Torre.
settembre 3rd, 2008 at 9:57 am
Basterebbe un banner accanto a nonsolopuntaperotti
settembre 3rd, 2008 at 10:25 am
Vero. Ma mi sa che anche questo Saponaro è un anticomunista viscerale.
settembre 3rd, 2008 at 10:34 am
Un altro dei suoi meriti
Essere anticomunista è doveroso, come l’essere antinazista
settembre 3rd, 2008 at 10:48 am
In automatico dovrebbe essere antiPol.sco visceralmente, visto che ha schiacciato il pulsante del suffragio, ma evidentemente, fuffPol.sco, si sbaglia anche questa volta.
settembre 3rd, 2008 at 11:00 am
Polko, non hai detto “antifascista”. Come mai?
settembre 4th, 2008 at 1:42 am
[...] un attento lettore mi segnala che mi sono sbagliato. Questo comizio non è di ieri contro la svendita fraudolenta di Alitalia con i soldi degli italiani. Questo comizio è quello di febbraio contro il piano di [...]
settembre 28th, 2009 at 8:00 pm
[...] per non ucciderla un’altra volta. L’anno scorso, in agosto, aggiungevo che il salvataggio di Alitalia era fraudolento. E a settembre mi chiedevo dove fossero finiti gli imprenditori lombardi che criticarono la [...]
settembre 28th, 2009 at 8:08 pm
[...] per non ucciderla un’altra volta. L’anno scorso, in agosto, aggiungevo che il salvataggio di Alitalia era fraudolento. E a settembre mi chiedevo dove fossero finiti gli imprenditori lombardi che criticarono la [...]