Accanimento velenifero, sui Verdi
3 agosto 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in politica, verdi | 373 visite.Sono andato al Congresso di luglio con la speranza di rianimare un cadavere: i Verdi. Il mio partito. Ucciso dalla (assenza di) politica di Pecoraro, da una classe dirigente selezionata per fedeltà, da un Gruppo Parlamentare come sopra, da militanti sfiduciati o complici, da alleanze allegre, opposte e incomprensibili se non per la ricerca furbesca di almeno 10/15 poltrone camerali. E così fu Girasole (con i socialisti), e poi Piccola Unione (con i Comunisti Italiani), quindi Arcobaleno (con tutta la sinistra radicale) e domani sarà con Di Pietro se li prende. Ma chi ci prende?
Grazia Francescato gode tra alcuni dell’immagine innocente. Invece ha condiviso ognuna di queste scelte e ognuna delle pratiche di Alfonso Pecoraro Scanio dentro al Partito. Anzi, quando fu Presidente otto anni fa, divenne l’esecutrice delle epurazioni interne. Chieda pure a Maurizio Baruffi chi non ricorda.
Oggi Grazia Francescato si permette di rispondere così a Barbara Diolaiti. Ci risiamo. Me lo aspettavo. Siamo, ormai, all’accanimento. Non teraupetico, bensì velenifero.
Non ci resta che prenderci un periodo di riflessione (18 giorni) e poi decidere insieme agli altri, quelli intellettualmente onesti e di buone speranze. A Chianciano ne ho incontrati molti. Purtroppo non era la maggioranza.
- Cambiare (profondamente)
- Facci la Grazia…
- Il colpo di grazia
- Grazia Francescato Scanio
- Altre cinque domande a Beppe Grillo

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agosto 3rd, 2008 at 7:36 pm
Ho sbagliato post…
C’è chi pensa solo a quella e s’unisce con Mastella/ Giusto proprio un gran bel mito che non perde l’appetito/ Se però tu vuoi cambiare devi osar e migliorare / Lascia stare i lor intrallazzi vanno bene per i pazzi / Segui solo la giustizia che disgiunge la pigrizia/ Metti a posto un poco i conti chi ti vota
non son tonti/ E se proprio ci sai fare -diventare micidiale- conta i posti all’Ospedale/ Non badare a chi non vale che poi scende dal crinale/ Salta sopra ogn’ingiustizia che poi crepa l’avarizia/ Che sia Grazia che ti segua nei contesti che non veda/ Che chi guida tutt’il treno -Saponaro senza freno- se n’infischi dei pd se non salgon scendon qui.
agosto 4th, 2008 at 9:06 pm
bisogna dare merito alla fracescato di non aver lasciato spazio alla poesia, ma di aver detto le cose come stavano 1 secondo dopo essere stata eletta, con una chiarezza a prova di imbecille: gli organismi interni non contano un cazzo, l’unica persona che decide sono io e i miei amici che mi hanno messo su.
chi rimane nel coordinamento nazionale o è complice della buffonata, ed allora ci risparmi la morale, oppure è un idiota, ma allora non si aspetti di essere ascoltato.
agosto 5th, 2008 at 12:24 am
Oppure si preferisce proseguire lo scontro senza sapere dove potrà portare, senza un’idea di dove finire.. e allora trovi E. le alternative. Io alcune ho cercato di proporle.
Non poesia ma un invito a guardare quello che si è fatto, poco o tanto, e a proseguire con chi ci sarà dove si vorrà.
Io il mio voto l’ho dato e non sono in nessun coordinamento.
Idiota, buffone lo risparmi per altre occasioni e situazioni che non mancano certo purtroppo.
agosto 5th, 2008 at 10:06 am
Roby Says: ” … Idiota, buffone lo risparmi per altre occasioni e situazioni …”
cos’altro dovrebbe accadere nei verdi per dire che il coordinamento è una buffonata?
se nel 2008 uno non se ne accorge, se nel 2008 uno pensa che la politica siano i verdi italiani , se nel 2008 uno pensa che il modo migliore per cercare di continuare il percorso di langer sia stare in netta minoranza dentro un partito allo 0,%, sono problemi suoi.
io li chiamo idiozia. se vuoi possiamo chiamarli “pippo”.
agosto 5th, 2008 at 10:11 am
Io li chiamo idiozia? Che vuol dire?
agosto 5th, 2008 at 10:12 am
E’ forse una forma desueta come “latri”?
agosto 5th, 2008 at 10:18 am
Quoto E. al 100% per 100%
Prendetene atto: la situazione è irrecuperabile
Restare ormai vuol dire complicità
agosto 5th, 2008 at 10:27 am
Chi ha parlato di restare? Pare che si discutano proposte in senso migliorativo. L’equazione -”restare uguale complicità”- è una tua opinione, dall’ “alto” della tua posizione.
agosto 5th, 2008 at 2:13 pm
io li chiamo idiozia = io chiamo quelli che sopra ho definito “problemi suoi” idiozia.
p.s. come ho già spiegato ad arcobalengo, latrocinio è italiano corrente. latri semplicemente non è italiano. neppure desueto.
per maggiori informazioni, http://www.educational.rai.it/ioparloitaliano/corso.htm
agosto 5th, 2008 at 3:12 pm
Bene, si fa per dire (è tutto da interpretare il tuo italiano corrente).
Ora puoi rivelare che tipo di proposte avanzi? (a parte sfasciare tutto senza sapere dove andare).
Che tipo di pressioni per impedire il latrocinio (che fatica a scriverlo)?
Gira nella blogosfera un altro d.s.e&d.d.a anche quello si fatica a seguire…
agosto 5th, 2008 at 6:32 pm
Né idiozia, né complicità. Forse incapacità a comprendere la situazione perché innamorati del pensiero verde ecologista e perché non ci si riconosce in altro.
E’ altresì vero che nella vita non è obbligatorio fare politica e stare nei partiti. Le forme dell’impegno sono tante, anche il fare bene il proprio lavoro. Cosa non sempre scontata.
Dopo 10 anni di ogm Francescato-Pecoraro-Francescato è certo che costoro non molleranno mai il simbolo, non lo hanno fatto difronte ai continui arretramenti che hanno portato i Verdi italiani a un residualismo che non ha eguali in nessun paese d’Europa. Un disastro di simile portata non lo hanno neppure i rissosi ecologisti francesi, che al governo di Parigi stanno dicendo e facendo cose egregie, ma che qualche quadro eccellente lo stanno regalando ai nuovi socialisti di Delanoe.
L’Italia non è un paese teutonico e calvinista. E’ arretrato culturalmente, e i Verdi italiani sono pienamente in questo processo di marginalizzazione. Venticinque anni fa hanno rappresentato una speranza di innovazione. E’ stata tradita, per propria manifesta incapacità e cattiva fede. Per questo sono stati dimenticati dagli elettori cittadini.
agosto 6th, 2008 at 11:42 am
Certo, le “cose scontate” sono uno dei processi per sottrarsi alla “marginalizzazione”.
Ne sono esempio quei soggetti, relativamente minoritari, che applicano da sempre questa prassi.
Ed è proprio questo uno dei punti chiave probabilmente.
D.P., dopo le analisi condivido il tuo successivo a questo.
agosto 23rd, 2008 at 7:38 am
caro marcello…
in tanti si lamentano… sempre… ma io, fossi in te, non mi fiderei neanche di uno dei sedicenti dissidenti di Chianciano
invece… VOGLIO VENIRE A VIVERE QUALCHE ANNO QUI A SAN DIEGO!!!!!!!!!
cavolo, uffi
agosto 23rd, 2008 at 7:39 am
caro marcello…
in tanti si lamentano… sempre… ma io, fossi in te, non mi fiderei neanche di uno dei sedicenti dissidenti di Chianciano
invece… VOGLIO VENIRE A VIVERE QUALCHE ANNO QUI A SAN DIEGO!!!!!!!!!
cavolo, uffi
nel mio comm preced c è un errore nel link sorry