Con i soldi degli italiani
Quanto sarà costata la campagna elettorale di Berlusconi agli italiani lo si saprà solo all’annuncio ufficiale delle intenzioni su Alitalia. Questa sera siamo ancora ai si dice. Si dice di una bad company dove scaricare i debiti che pagheranno gli italiani. Si dice di 4-5000 esuberi. Si dice del “meglio” dell’imprenditoria italiana coinvolta. Coinvolta, ma solo un poco. Perchè poi ci sono le banche. E i fondi. Cioè, chiunque basta che non si sia mai occupato di far volare merci e persone.
Rimpiangeremo Padoa Schioppa solo nei libri di storia?
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Vignetta di Mauro Biani
- Per fortuna c’è TPS
- Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?
- Que viva el Obama!
- Quelli che odiano internet
- Scudi spaziali e Balle fiscali


Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
luglio 31st, 2008 at 12:06 pm
Adusbef e Federconsumatori sfidano Governo, Abi e banche, che godono di una grancassa mediatica inusitata, a provare i risparmi promessi di 850 euro l’anno, su ognuno dei mutui contratti dal 2004 ad oggi, che al contrario saranno gravati di ulteriori interessi e di un allungamento del prestito, per un mutuo ventennale, almeno di 3, 5-4 anni a tassi vigenti.
L’accordo ABI Governo si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso variabile – una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi e che ricalca in pieno un mutuo di una primaria banca, denominato «sonni tranquilli», diventato un vero incubo per i malcapitati sottoscrittori: se non è più sopportabile la rata lievitata a causa dell’aumento dei tassi, si allungano i tempi di restituzione, facendo passare un mutuo trentennale quanto meno a 35-40 anni e più.
La bufala del ministro Tremonti, che delude così le aspettative di milioni di famiglie, è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati a tasso variabile, ma ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente che con l’allungamento della vita residua del debito, incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione, che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per 3, 2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema.
Adusbef e Federconsumatori propongono di sostituire la convenzione Abi-Governo in via di perfezionamento, ma i cui termini sono stati curiosamente anticipati come se fosse già in vigore, con una nuova norma che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente. Al legislatore poi la responsabilità di valutare se non sia il caso di introdurre un livello di tasso predefinito, come avvenne per il decreto Amato del 2000 n° 394.
Oltre a semplificare di molto le procedure, tale norma andrebbe ad integrare – e non a contrastare – lo strumento della surroga a costo zero del decreto Bersani vista dalle banche e dalla casta dei notai come fumo negli occhi e mai osservata, nonostante fosse obbligatoria la sua applicazione.
Adusbef e Federconsumatori, che depositeranno una class action contro le banche che hanno violato la legge, per far restituire alle famiglie quanto indebitamente lucrato(3/4 mila euro come spese di istruttoria, peritali e notarili), invitano i cittadini a non cadere nella trappola del Governo, per evitare una deriva di super-indebitamento conosciuto già negli Usa con i sub-prime, che a parole il ministro dell’Economia Tremonti afferma di combattere, salvo poi a promuoverlo nella pratica, per non disturbare troppo il sistema bancario.
agosto 2nd, 2008 at 10:59 am
E dire qualcosa con parole tue?
agosto 2nd, 2008 at 11:14 am
Tu invece limitati al copia e incola che è meglio.
agosto 3rd, 2008 at 8:01 am
E tu impara a scrivere
agosto 3rd, 2008 at 1:24 pm
Era lei che andava a ripetizione d’italiano.
Continui.