Ideologia nucleare e inerzia rinnovabile tra errori umani e madre natura
23 luglio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Energia | 28 visite.
Abitassi in Francia mi preoccuperei dei piccoli ma numerosi incidenti nucleari delle ultime settimane. Oggi il secondo nella centrale di Tricastin. Nulla di grave, sembra, anche se cento operai e impiegati sono stati leggermente contaminati. Il condizionale è d’obbligo.
Abitassi a Sinba in Cina mi preoccuperei molto, invece, per la centrale nucleare che il Governo ha deciso di costruire. Sinba si trova infatti nella provincia di Sichuan che solo tre mesi fa è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.8 che causò oltre 70.000 vittime. Il Caijing, uno dei periodici più indipendenti in Cina, ha scritto recentemente che “Il governo dovra’ riflettere con piu’ attenzione sulla scelta dei siti per la costruzione di nuove centrali”. Sono d’accordo.
Un tempo avrei potuto dire che per fortuna abito in Italia. Non lo dico perchè l’inerzia di vent’anni nello sviluppo delle energie rinnovabili permette oggi a uno dei peggiori Governi della storia repubblicana di avviare un programma nucleare. Ideologia nucleare e inerzia rinnovabile: due facce della stessa medaglia.
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luglio 24th, 2008 at 9:39 am
Abitassi in Italia mi preoccuperei di più: non solo potrei subire gli effetti degli errori degli altri ma li dovrei anche pagare per accendere l’abat jour
luglio 24th, 2008 at 10:44 am
Siamo un paese arretrato, il governo è solo la nostra espressione. La nostra Confindustria continua a proporre nucleare, rigassificatori ed inceneritori: il novecento. I sistemi di finanziamento di queste infrastrutture, sempre pubblico attravero il Cip 6 per i termodistruttori o i gas delle raffinerie, e con i meccanismi della finanza di progetto per le piattaforme di trattamento del Gnl, sono storia del tracollo industriale italiano, quindi del Paese. Come magra consolazione, magari, nel futuro sarà una storia di Tangentopoli, come per l’alta velocità ferroviaria.
Il futuro in Italia stenta a decollare. Industria, corpi intermedi, cittadini, quindi la politica, continuano a investire in settori decotti, a non voler mettere in discussione gli attuali equilibri. Nei prossimi mesi sarà dura, normalmente in queste situazioni si mettono le basi per ripartire, speriamo. Per ora non si intravvede alcunché, la rinuncia alla classificazione energetica degli edifici, ancorché troppo onerosa, è uno dei tanti passi indietro, così come non violer spingere sulle rinnovabili. La dipendenza dal nucleare, comunque il 16% dell’elettricità prodotta sulla Terra, non può essere per domani, ma si può e deve progettare, pianificare, darsi come orizzonte strategico. La dinamica dell’uranio è simile a quella del petrolio, sia per le scorte che per i prezzi. E’ peggiore per i tempi di risposta e per le scorie, il cui smaltimento è sempre un onere per la fiscalità generale. E’ migliore, invece, per i volumi di produzione. Le rinnovabili stanno crescendo a forte ritmo, è possibile pensare a venti o trent’anni e non al prossimo turno elettorale?
D.P.
luglio 25th, 2008 at 8:46 am
E’ possibile pensare che chi sta definendo EMOTIVO il sentimento che ha indotto gli italiani a votare contro il nucleare allo scorso referendum ora sta agendo, sull’onda EMOTIVA, creata dal caro petrolio, per determinare una radicale trasformazione dell’approccio verso la medesima tematica ?
Intanto gli incidenti aumentano le scorie anche ma dimuniscono le segnalazioni e la sensibilità dei “più sensibili” ?
luglio 25th, 2008 at 10:45 am
Senza contare lo scarso risalto che i media italiani danno agli incidenti…
luglio 25th, 2008 at 12:55 pm
Prima pagina sull’Eco e Corriere
luglio 25th, 2008 at 1:14 pm
Scarsissimo…