Ich bin ein Berliner (in viaggio con Obama)

22 luglio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in politica, Resto del mondo | 669 visite.

Stiamo arrivando. Io, Pippo e Andrea.

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18 Responses to “Ich bin ein Berliner (in viaggio con Obama)”

  1. nemo Says:

    M.O.: OBAMA VIETA IL VERDE A INVIATI AL SEGUITO, E’ IL COLORE DI HAMAS

    IMBARAZZO TRA GLI ANALISTI, INDICAZIONI RIDICOLE

    Washington, 22 lug. – (Adnkronos) – Evitate di indossare abbigliamento di colore verde: e’ l’indicazione che la campagna di Barack Obama ha dato ai giornalisti al seguito in occasione della visita del senatore in Medio Oriente. Motivo? Il verde e’ il colore di Hamas e il candidato democratico alla Casa Bianca – accusato da alcuni di essere un musulmano oltre che di essere vicino alle posizioni del movimento di resistenza islamico – vuole evitare strumentalizzazioni e scivoloni mentre si trova in Israele. Ma lo scivolone, dicono alcuni esperti a “The Politico”, sembra averlo fatto lui con queste direttive definite “ridicole”.

  2. wallace Says:

    http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,567046,00.html

  3. Laura TS Says:

    beati voi….

  4. luigi Says:

    A Berlino ci sono stato con Bonetti,era triste e molto grande……….buon obama marcello

  5. E. Says:

    ich bin ein berliner ogni non ha certo più il significato del 1963, quando in italia c’era ancora togliatti.
    per i più giovani togliatti è quello che pochi anni prima – 1956 – aveva sollecitato l’urss a invadere l’ungheria e poi aveva votato per la condanna a morte di nagy e maleter.

    e non mi sfugge che domani potrebbe finire su qualche maglietta insieme al faccione di cheguevara, senza che alcuno si accorga che si tratta di due esatti opposti ideali.

    però messo lì, come se fosse patrimonio comune della sinistra italiana, beh … fa un certo effetto.
    perché non è così, perché la cultura collettivista è tanta carne ancora oggi di quel mondo e non meno del mondo dei verdi. e parlo dei verdi sani, non dei cammelli.

    mi chiedo se te ne sia accorto.

  6. initaliaglieroimangano Says:

    Sarebbe come dire: adesso so come mai si parla male di Mussolini anche se lo stesso una cosa buona l’ha fatta. Ha sanato alcune zone umide del meridione !! Maddai, che volo pindarico: Togliatti, Kennedy ma che c’entra !?! Potete dire tutto quello che volete, come fanno i giornalisti pagati per rovesciare alcune verità, ma non pensate di avere a che fare con gente come voi.

  7. Pol.sco. Says:

    Togliatti era un delinquente colluso coi dittatori: perchè parlarne?
    A questo punto spero vinca Obama, così non bruceranno più bandiere americane nonostante la politica statunitense non avrà grandi cambiamenti

  8. wallace Says:

    http://www.spiegel.de/spiegel/

  9. E. Says:

    marcello ha postato un pezzo di storia.

    io ne ho aggiunto un altro. della stessa epoca, degli stessi anni.

    chi vuole fare una riflessione, magari andando a riprendere qualche titolo de “l’unità” di allora, ne ha l’occasione.

    poi se uno è affezionato alla retorica dei comunisti italiani sinceri democratici che nulla hanno a che spartire, neppure ideologicamente, con i crimini dei regimi del socialismo reale, faccia pure.

  10. wallace Says:

    C’era l’abitudine a lasciare “ville presidenziali” in mano Egiziana, rapporti più o meno “esoterico-ridondanti” con gerarchie Russe?

  11. wallace Says:

    http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,566999,00.html

  12. wallace Says:

    Berlusconi, dopo aver accolto il leader egiziano, Mubarack, all’aeroporto di Olbia, lo ha ricevuto a Villa Certosa per un colloquio in forma strettamente privata. Da oggi lo lascerà “solo” per due giorni.
    Non è la prima volta che leader stranieri sono ospiti di Berlusconi a villa Certosa. Il premier russo Vladimir Putin è stato dal Cavaliere lo scorso aprile, ma era già stato nella residenza sarda del presidente del Consiglio nel 2003.
    Tra gli ospiti della villa frequenti Gianni Alemanno e la moglie Isabella.

    wallace Says:
    Luglio 23rd, 2008 at 9:18 am
    S.G.:
    “E qualunque sarà la decisione del tribunale, Silvio Berlusconi ne verrà appena sfiorato. Continuerà a pagare tutto ” di tasca propria”, come tiene a ripetere, comprese notevoli bollette, 150 mila euro solo per l’acqua potabile lo scorso anno. Perché (formalmente) ne risponderanno i cinque rappresentanti dell’immobiliare Idra. Due di loro hanno le deleghe maggiori. Si chiamano Salvatore Sciascia e Giuseppe Scabini. Vengono dai tempi remoti delle inchieste (e delle condanne) ai funzionari Fininvest: Sciascia responsabile dei servizi fiscali, Scabini del comparto estero. Ombre di un’altra era che riaffiorano. Anche se stavolta con il segreto di Stato e le braghette da bagno sulla riva della sede vicaria di Palazzo Chigi.
    Parola di Emilio Del Mese, segretario generale del Cesis, il comitato esecutivo per i servizi segreti.
    2 mila e 500 metri di casa, 50 ettari di parco, 2 mila cactus, 6 piscine, l’agrumeto e tutto il resto è roba sua sì, ma in modo specialissimo. Ufficialmente è tutto intestato alla Idra Immobiliare, società fondata nel 1977 con 5 consiglieri di amministrazione, 3 sindaci. E un unico inquilino. L’inquilino non paga affitto. L’inquilino non ha responsabilità dirette su ciò che si fa e si disfa intorno a lui. L’inquilino va e viene. L’inquilino a volte non vorrebbe neppure fare i lavori. Specialmente quelli nella caverna a mare. Lo costringono, dunque, per ragioni di sicurezza, i responsabili del Cesis. Lo costringe (addirittura) la sua propria carica di presidente del Consiglio dei ministri. “Nemmeno Ceausescu ai tempi d’oro delle sue mille sale da bagno”.”
    Ancora si spera…

  13. Pol.sco. Says:

    E chi va più a rileggersi L’unità?
    Sarebbe come leggersi il Giornale del Fascio: tutte bugie e retorica

  14. wallace Says:

    “wants also Mladic in jail”…tlog

  15. D.P. Says:

    Quello di Obama è un viaggio, ovviamente, solo rivolto alle elezioni presidenziali Usa, un’esperienza comunque assai utile.
    Io impegnerei il mio tempo anche nelle trasformazioni della città, che rimane comunque un simbolo di quanto l’orrore che sta dentro di noi possa produrre, e di quanto possa anche riscattare.
    D.P.

  16. wallace Says:

    http://www.spiegel.de/video/video-33457.html

  17. Arcobalengo Says:

    Paragonare L’Unità (che non compro) al Giornale del Fascio è da denuncia.

  18. Pol.sco. Says:

    Denunciami allora
    Così ce la vediamo

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