ailatI, ovvero il paese capovolto (al rovescio per ragioni grafiche…)

30 giugno 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, lavoro, politica | 518 visite.

Dove l’italianità si paga con tremila licenziati in più e una compagnia (assai) robusta in meno.
Dove un giudice del lavoro si sente in dovere di reintegrare un manager di stato strapagato come fosse un operaio discriminato nel secolo scorso…

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5 Responses to “ailatI, ovvero il paese capovolto (al rovescio per ragioni grafiche…)”

  1. nonRiCoRdO Says:

    E’ vero che la Lewisky insegna che il gossip non deve condizionare la scena politica ma se Monica fosse divenuta Ministro sarebbe stato solo gossip?

  2. nonRiCoRdO Says:

    Veronica come Hillary? no, no, no, no, no, no.

  3. Darkamex Says:

    Un pò di tempo fa avevo scritto la vera favola di ailati…

    http://manjulha.wordpress.com/2008/05/04/ailati/

    Spere che possa far riflettere

  4. wallace Says:

    S.G.:

    “E qualunque sarà la decisione del tribunale, Silvio Berlusconi ne verrà appena sfiorato. Continuerà a pagare tutto ” di tasca propria”, come tiene a ripetere, comprese notevoli bollette, 150 mila euro solo per l’acqua potabile lo scorso anno. Perché (formalmente) ne risponderanno i cinque rappresentanti dell’immobiliare Idra. Due di loro hanno le deleghe maggiori. Si chiamano Salvatore Sciascia e Giuseppe Scabini. Vengono dai tempi remoti delle inchieste (e delle condanne) ai funzionari Fininvest: Sciascia responsabile dei servizi fiscali, Scabini del comparto estero. Ombre di un’altra era che riaffiorano. Anche se stavolta con il segreto di Stato e le braghette da bagno sulla riva della sede vicaria di Palazzo Chigi.
    Parola di Emilio Del Mese, segretario generale del Cesis, il comitato esecutivo per i servizi segreti.
    2 mila e 500 metri di casa, 50 ettari di parco, 2 mila cactus, 6 piscine, l’agrumeto e tutto il resto è roba sua sì, ma in modo specialissimo. Ufficialmente è tutto intestato alla Idra Immobiliare, società fondata nel 1977 con 5 consiglieri di amministrazione, 3 sindaci. E un unico inquilino. L’inquilino non paga affitto. L’inquilino non ha responsabilità dirette su ciò che si fa e si disfa intorno a lui. L’inquilino va e viene. L’inquilino a volte non vorrebbe neppure fare i lavori. Specialmente quelli nella caverna a mare. Lo costringono, dunque, per ragioni di sicurezza, i responsabili del Cesis. Lo costringe (addirittura) la sua propria carica di presidente del Consiglio dei ministri. “Nemmeno Ceausescu ai tempi d’oro delle sue mille sale da bagno”.”

    Ancora si spera…

  5. Della pornografia ( lavoro politica ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] di Milano, piaccia o non piaccia, hanno votato Letizia Moratti, non il giudice del Tar. Come per Saccà… e presumibilmente finirà come per Saccà. Link correlati:Nessun link correlato [...]

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