Sempre più giornali… a Bergamo
5 giugno 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Informazione | 337 visite.E’ una bella notizia per tutti. Anche per chi deve fare i conti con un po’ di concorrenza in più. Un tempo, non tanto remoto, era solo il colosso e quello piccolo e, per questo, più aggressivo, popolare, sportivo. Poi venne l’esperimento – riuscito – dei fratelli Cipriani (nella direzione) e di Nicky Grauso (nella proprietà) che oggi prosegue con una nuova proprietà (Rigotti) e una nuova direzione (Enzo Cirillo). I Cipriani hanno scelto ancora una volta Bergamo per proseguire la stessa innovazione con la nuova testata. Gennaio 2008 è invece il mese del rilancio di Bergamosette sotto la guida di Cesare Zapperi: nuove pagine, nuove rubriche, molta più informazione. Ma non è ancora finita. Zapperi ha lasciato Bergamosette che manterrà qualità e impostazione sotto la direzione di Pierluigi Saurgnani per occuparsi di una nuova creatura solo elettronica, ben finanziata e robusta nella redazione fin dall’avvio. A giorni lo start?
Pluralismo è fatto. Auguri.
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Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
giugno 5th, 2008 at 10:45 am
Alla faccia del pluralismo
Da miente a tutto e anche di più!
Ma invece di avere tanti foglietti miseri e modesti gratis da cercare nei cestini riempiti dal consigliere comunale Paganoni, non si poteva fare un secondo vero giornale senza spargere a destra e a manca praticanti giornalisti assatanati?
Iniziative editoriali nate come funghi spingono a pensare alla guerra tra poveri, all’ultimo sangue
Un bel GIORNALE DI BERGAMO, come c’era ai tempi della mia gioventu’, con firme presigiose ed importanti, per contendere VERAMENTE con l’Eco di Bergamo il pubblico dei lettori bergamaschi: questo non è proprio possibile?
giugno 5th, 2008 at 4:27 pm
Rispetto ragazzo!
giugno 5th, 2008 at 4:52 pm
Scusa, non sapevo scrivessi su uno di quei giornali
Quale?
giugno 5th, 2008 at 5:29 pm
Parlo da diretto interessato, visto che ambisco a posti di lavoro nell’ambito della comunicazione. Simili giornali offrono a chiunque (o almeno ampliano) la possibilità di cimentarsi nel bel lavoro del giornalista o del collaboratore giornalistico.
Chissà se prossimamente non avrò modo di scrivere per nuova testata.
Il problema, come sottolinea Polsco, è forse la qualità dei giornali, già basso a livello generale che si riduce ulteriormente quando i ‘giornalisti’ lo fanno per pura passione, ma alla fine (come il sottoscritto) se non fanno un altro lavoro, non possono certo tirare a fine del mese.
Il tutto si traduce spesso in una produzione affrettata e a cottimo… a volte addirittura in poco più di un copia e incolla sul notizie provenienti da giornali più sul pezzo o dei vari comunicati stampa. Spazio per approfondire un argomento in maniera chiara ce n’è sempre poco, soldi e tempo per verificare più di una fonte altrettanto.
Ma per certi giornali la cosa può avere un senso, specie quelli che vogliono dare un informazione sommaria per lettori altrettanto pressappochisti, che prendono un giornale gratuito solo per essere aggiornati oppure per passare i dieci minuti di attesa dei lenti mezzi pubblici.
Quello che a mio parere è più grave è che penso in qualsiasi giornale siano pochissimi i giornalisti che possano permettersi di fare servizi ‘impegnativi’, scavare negli archivi, incrociare informazioni, mettere a nudo aspetti positivi e negativi della realtà locale.
A livello locale solo l’Eco talvolta si permette alcune indagini, ma quante volte abbiamo visto fare nomi e sbatterli in prima pagina?
Non ci sono risorse, tantomeno coraggio, per mettersi contro i pezzi grossi dell’economia o della politica, o della chiesa, e così il giornalismo si impoverisce.
Mi è capitato personalmente avere informazioni su argomenti molto scottanti, che però nel momento in cui mi sono confrontato con le redazioni, non c’era nessuno disponibile a prendersi in mano la patata bollente. O trovavo qualcuno che ci mettesse la faccia di suo, o ce la mettevo io, (oltre che ad un lungo lavoro di settimane con relativi costi non retribuiti) altrimenti niente. E per un gruzzolo di euro non so quanto valga la pena.
giugno 5th, 2008 at 7:09 pm
Rispetto, ragazzo.
Era per cominciare a rieducarti.
giugno 6th, 2008 at 11:10 am
Non è che polscoPolsco spiegato Invernizzi ha fatto qualche nome a sproposito nel suo commentino? Rispetto!
giugno 6th, 2008 at 12:39 pm
Propongo ad arcobalenghi vari d’incontrarsi con me e Marco per definire in luogo neutro una volta per tutte -col dialogo e la conoscenza reciproche- l’annosa diatriba che ci contrappone
giugno 10th, 2008 at 4:56 pm
Spariti!
giugno 10th, 2008 at 6:03 pm
Eh, ci sono delle ottime ragioni per cui questi qui hanno deciso, prudentemente, di piantarla qua…Ti ricordi il Marchese del Grillo? “Scherza scherza, mò sò cazzi sua!”…:-)
giugno 11th, 2008 at 4:51 pm
Buff!