Napoli, lo spreco, i rifiuti e, finalmente, Ganapini
3 giugno 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Napoli, Rifiuti, Riforma della Politica | 416 visite.Impianti di trattamento, selezione e compostaggio ancora imballati o in attesa di un piccolo accessorio mai ordinato. Una discarica (una discarica!!!) dimenticata. 260 comuni che fanno la raccolta differenziata ma anche il piano “validissimo” redatto dal Conai per la realtà di Napoli del tutto inattuato. Ganapini, neo assessore regionale all’Ambiente della Campania, racconta la realtà di spreco che ha trovato a Napoli.
Questa, quella di Ganapini, è la Campania che vorremmo: che chiude l’esperienza fallimentare del commissariamento (da 14 anni) e si assume le proprie responsabilità.
La solidarietà del resto d’Italia, Lombardia compresa, è dovuta se c’è assunzione di responsabilità. Altrimenti diventa alimentazione del criminale assistenzialismo.
- Sui rifiuti, su Napoli, su Dalmine e sulla Lombardia
- Rigeneriamoci
- Un errore da 700 mila euro
- Ambientalisti (ir)Responsabili
- Nisciuno nasce casta

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giugno 3rd, 2008 at 9:16 am
Incominciamo a mandar via Bassolino e la Jervolino
Li sostituiamo, logicamente, con due dello schieramento avversario
E vediamo che succede
giugno 3rd, 2008 at 10:55 am
Cosa s’intende per avversario? In questo caso, come altrove, bisogna specificare.
giugno 3rd, 2008 at 3:47 pm
Chiedilo a Veltroni
Ho mutuato dal suo linguaggio
P.S. se si va alle elezioni al Comune di Napoli ed alla Regione Campania, chi immagini che vinca a man bassa?
Mauro Invernizzi
giugno 3rd, 2008 at 4:30 pm
In queste trasmissioni di Sorci Verdi è sicuramente emersa una figura, che è quella della giovane, simpatica e carina giornalista Eliana Pasquini. Devo dire anche e soprattutto brava, perchè non è facile condurre una trasmissione, soprattutto come l’ultima, nella quale non vi sono delle tesi contrapposte. Tienitela stretta, Marcello!.
giugno 3rd, 2008 at 6:27 pm
LA STORIA SPIEGATA A POLSKO E CIMINO
Nel 1941 crepa un figlio del duce, tal Bruno Mussolini.
A Livorno il podestà leccaculo pensa bene di intitolargli una via. Ovviamente tutta la gente è contraria, e detesta questa manica di mentecatti criminali più di ogni altra cosa.
Ebbene, la notte stessa una fantastica manina fa una piccola aggiunta al cartello della strada di fresca intitolazione, che appare così la mattina dopo: “Via Bruno Mussolini” e sotto “e via anche il budello di su’ pa’”.
Profetica scritta, dato che da lì a poco si avvererà il bell’auspicio.
Quando si dice vox populi, cari ciccini…
giugno 4th, 2008 at 10:53 am
CimMino con due emme!
Ma perchè romperci la testa sulle intitolazioni delle vie di Roma
Deciderà il Sindaco di Roma e la commissione toponomastica di quella città
Pensiamo alle intitolazioni delle vie di Bergamo
Che ne direste di una via Marco Cimmino, storico, giornalista, vendicatore di polschi?
giugno 4th, 2008 at 10:55 am
Via Cimmino e tutti quelli come lui.
giugno 5th, 2008 at 11:03 am
E perchè dovrebbero andar via tutti gli intelligenti?
giugno 5th, 2008 at 11:23 am
Intelligente è la stessa cosa di coerente e onesto?
giugno 5th, 2008 at 12:36 pm
la solidarietà non è mai dovuta.
giugno 5th, 2008 at 12:47 pm
Una tua pE.rla?
giugno 5th, 2008 at 4:12 pm
E. dimostra più fantasia col silenzio…comunque non specificando ognuno intenda come vuole
giugno 5th, 2008 at 6:10 pm
non mi sembra di aver detto nulla di particolare.
con la sola eccezione di chi pensa di poter imporre coercitivamente ad altri di essere solidali con terzi. o con lui stesso, ovviamente.
io non penso di poter imporre, ad esempio, a marcello, di essere solidale con il mio amico pippo per una sua qualche sfiga, o con me per una mia qualche sfiga: posso esporgli la questione, ma se a lui non frega nulla non vedo con che diritto potrei costringerlo diversamente.
giugno 5th, 2008 at 6:49 pm
@Saponaro
Come giudica la battuta “Una perla per un pirla”?
Non pensa che in quel modo arcobalen sia stato offeso?
Se pensa di sì dovrebbe rimuovere il post e avvisare chi l’ha scritto.
Se invece pensa che “pirla” non sia, in quello od altri contesti, un’offesa, me lo faccia sapere e sarò lieto di apostrofarla in tal modo, naturalmente senza offenderla.
giugno 6th, 2008 at 10:03 am
Caro E.
allora dovevi parlare di condivisione e persuasione non di solidarietà, ma questa è un’altra storia.
giugno 8th, 2008 at 3:34 pm
L’ unica solidarietà richiesta dalla Campania è che ogni regione si tenga i suoi rifiuti industriali e solidi urbani; bastava a suo tempo una legge nazionale che ne vietava l’ esportazione fuori regione per non avere questa emergenza e lasciare le colpe lì dove erano. Ma evidentemente in Italia stravince sempre il partito dei furbi contro il “partito del no”.
giugno 9th, 2008 at 2:36 pm
Quoto in pieno Francesco.
giugno 10th, 2008 at 5:01 pm
Il “partito del no” dovrebbe essere abrogato per referendum costituzionale
Sono la sciagura dell’Italia
giugno 10th, 2008 at 10:13 pm
Il male di questa società è proprio il mercantilismo iperliberista, dove tutto ha un prezzo e tutto è contrattabile. Con queste premesse il conflitto di interessi è una logica conseguenza.
La logica del “si, si può fare” è una invenzione nostrana, per i furbetti del quartierino che non possono rinunciare ad incarichi ufficiali e spartizioni. Contro questo male c’è un semplice rimedio dire semplicemente e fermamente NO; a partire dalle cose di tutti i giorni, dalle assemblee condominiali fino alle riunioni aziendali con i colleghi. Provate a contare i NO che riuscite a dire in una giornata e segnateli sul calendario, misurerete la vostra maturazione interiore e l’ aumento della vostra libertà personale.
giugno 11th, 2008 at 4:50 pm
Esattamente come i bambini dell’asilo
giugno 12th, 2008 at 9:42 am
“Se non diventerete come questi piccoli… non entrerete nel regno dei cieli” disse un Grande.
Liberate il bambino che è in voi…
giugno 12th, 2008 at 4:56 pm
Sì, il bambino è preso ad esempio da Gesù Cristo -dicono- ma sono parole scritte da uomini
Il bambino è in realtà egoista, violento, assolutista, poco coscienziono, assolutamente non meditativo, senza alcuna esperienza: proprio come la sinistra radicale