La complessità della questione energetica nel mondo in questo post di Luca De Biase. Io non credo che il biofuel possa essere una soluzione al problema. Come non può esserlo il nucleare per almeno qualche decina d’anni. Per questo c’è molto poco bisogno di propaganda e tanto bisogno di ricerca, di innovazione e di efficienza, di differenziazione e di energie rinnovabili.
E poi c’è la questione speculativa. Uno dei commenti all’articolo di Luca, quello di Marco, che offre spunti assai interessanti. Ve lo quoto integralmente:
C’è una cura infallibile, a bre termine, per i prezzi “finanziari” del petrolio: reintrodurre la regola che chi compra o vende cntratti a termine sul petrolio deve andare a consegna. La mia stima è che i prezzi si dimezzerebbero di botto. Non so cosa succederebbe a tutte le banche, fondi, etc. che stanno speculando al rialzo: salterebbero, probabilmente. Oggi c’è eccesso di petrolio sul mercato, soprattutto nelle qualità sour. Iran e Arabia Saudita stanno spendendo milioni di dollari per affittare superpetroliere piene di greggio ancorate nei porti perchè non hanno a chi vendere il petrolio. Solo l’Iran oggi ha l’equivalente di una settimana di produzione in storage galleggiante (vuol dire che i depositi a terra sono già pieni…), e con un nuovo contratto che ha chiuso con i sudcoreani la settimana scorsa arriverà a due settimane. Queste cose le ha scritte anche il Sole due sabati fa, non c’è stata reazione nei media. La cienza del petrolio è una cosa complessa, nei giornali italiani saranno in tre a capirci qualcosa. Gli altri che ne capiscono, consulenti, aziende, hanno tutto da guadagnare dall’ignoranza.
Marco • 5/21/08; 7:11:29 PM