Sorci Verdi. Questa sera per la radioattività.

29 maggio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Energia, sorci+verdi | 1774 visite.

Sicurezza nucleare a SpringfieldQuesta sera a Sorci Verdi parliamo di energia nucleare. Su Video Bergamo e canale Sky 931 alle ore 22.00. Ci sarò io e ci sarà Marco Cimmino. Da sinistra e da destra. E che destra!
Come sempre conduce Eliana Pasquini e i servizi sono di Andrea Seroni.
Per chi non fosse interessato agli atomi e alla loro fissione ricordo che su Più Blu Lombardia alla stessa ora dello stesso giorno (giovedì sera alle 22.00) viene trasmessa la puntata della settimana precedente in differita. Quindi si parla di “Negozi sempre aperti?“. Non telefonate per chiedere se la centrale nucleare è aperta anche la domenica…. :-)
E per chi proprio il giovedì vuole fare altro… ci vediamo su Youtube.

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111 Responses to “Sorci Verdi. Questa sera per la radioattività.”

  1. Mauro Invernizzi Says:

    Ah, ma se c’è anche il Marco non me la voglio perdere
    10-100-1000 centrali!

  2. arcobalen Says:

    Non era disponibile il consigliere di Alemanno? Impegnato alla dedica della via ad Almirante?

  3. Mauro Invernizzi Says:

    Marco è consigliere di Alemanno
    Sono già 200 in Italia le vie dedicate ad Almirante

  4. Virgilio Says:

    Marco Sironi?

  5. ureidacan Says:

    Il primo ministro albanese Sali Berisha è disposto ad ospitare per conto dell’ Italia delle centrali nucleri in Albania.
    Cosa facciamo? Accettiamo o ci teniamo quelle francesi e tedesche ai nostri confini?

  6. arcobalen Says:

    200 vie o fogli di via?

  7. ureidacan Says:

    Scusa Mauro, ma via Almirante, no. Voterei sempre contro.Anche perchè Almirante, a parte suscitare prima l’odio razziale e poi fomentare gli scontri tra giovani di opposti estremisti, per il nostro Paese non ha fatto proprio niente. Spero che anche tu voteresti contro.

  8. Mauro Invernizzi Says:

    Tutti quando era vivo dicevano “via Almirante!”
    Volete negargliela dopo morto?
    P.S. Durante la storia repubblicana Almirante, sempre eletto dal popolo italiano, ha parlamentarizzato una fascia di popolazione che senza di lui chi sa che…vie avrebbe preso
    D’altronde se si è d’accordo con una via Craxi, morto da latitante all’estero e, soprattutto, una via Togliatti, di uno che è stato complice dei peggiori misfatti dell’Unione Sovietica e dei paessi satellite…

  9. E. Says:

    né via craxi, un ladro datosi alla fuga una volta scoperto, né via togliatti, uno dei peggiori criminali italiani del XX sec., criminale ideologo del terrore e mandate di omicidi, né via almirante, anche lui criminale ideologo del terrore e mancato mandate di omicidi solo per accidenti della storia.

    lascerei eventuali riabilitazioni di questi loschi figuri ai nostri futuri pronipoti.

  10. ureidacan Says:

    Se ci sarò e quando tu starai con Cappuccio,Bonalumi, Amati, Frosio Roncalli e la Gallone, cercherò di impedirvelo.
    Meglio via Togliatti, ministro della giustizia del primo governo repubblicano e che ha fatto il primo condono in Italia che via Almirante.

  11. Mauro Invernizzi Says:

    Dopo un bereve excursus sulla toponomastica (che non vuol dire addentare i topi di fogna) torniamo all’argomento
    Chi è Marco Cimmino?

    AN SI SPACCA ANCORA: NASCE LA “DESTRA SOCIEVOLE” di Marco Cimmino

    (di MARCO CIMMINO) – Destra sociale? Sì, no, boh! E poi Destra? Non sarà troppo perentorio? E quel “sociale” non suona di vecchiotto? Fa pensare un po’a Salò (Dio ne scampi…) e un po’ al vecchio partitaccio di Almirante. Oggi si viaggia a Neocons, a Teodem, e noi dovremmo rimanere fermi a questa vecchia carabattola di Destra sociale? Aria nuova ci vuole: chiamiamoci semidestra, nonpropriocentro, conservatorimasolounpochettino. E poi non si era detto che le componenti erano state sciolte? Andiamo: sono finiti i tempi in cui si parlava di “gabbianelli” e di “poltronisti”. Oggi esiste una sola componente in An. Ed è sempre la stessa: quella di chi il potere ce l’ha e se lo tiene bello stretto. Che dire? Ci eravamo sbagliati. Anche chi scrive deve fare un atto di contrizione e chiedere scusa ai gentili lettori e alle stupende lettrici: un tempo, egli si ebbe a scrivere un pezzullo, che, ad onta del suo pochissimo spessore, ottenne un qualche successo. Il pezzullo spiegava vulgo cosa fosse la Destra sociale: quattro nozioncine imparaticce, intendiamoci, ma, nonostante ciò, moltissimi siti internet di destra, dovendo spiegare l’essenza sociale di An, utilizzarono proprio le striminzite noterelle cimminiane. Questo, se portò all’autore un qualche orgoglietto da poveri, per certo non gli portò palanche: carmina non dant panem…Fatto si è che qualche burlone, in vena, evidentemente, di parodia, indicò il sottoscritto come uno degli ideologi di riferimento della Destra sociale. A parte che uno, per fare l’ideologo, dovrebbe avere almeno qualche buona idea, mentre io non partorisco una buona idea nemmeno sotto ossitocina: nego, soprattutto, di avere qualcosa a che fare con questo reperto archeologico che è la Destra sociale! Io sono come Veltroni: sono sempre stato antiqualcosa, anche se, per la verità (il diabete…gli anni…) non mi ricordo più di cosa si trattasse. Non ho mai veramente pensato che l’Italia potesse virare in direzione sociale: delle pensioni delle vecchiette mi sono sempre fatto un baffo. Della scuola, della previdenza sociale, della pressione fiscale, cosa volete che me ne impodi? E la sanità? Ma non scherziamo: me n’è sempre fregato meno che a Storace di diventare ministro! Io ho scritto quelle cose sulla Destra sociale perché me le avevano chieste: ma con la DS non c’entro nulla, chiedetelo pure in giro. Sono sempre stato un assertore convinto del clientelismo più caparbio: mi dispiace di essere figlio unico soprattutto per non avere dei fratelli da piazzare in qualche posto. Ho sempre rispettato il potere e, ancor più, i potenti: la mia tecnica di genuflessione meriterebbe un trattato in giapponese, del tipo di quelli sul Bushido. Figuratevi se avrei mai potuto dichiararmi sociale: anche solo concepire un’idea sociale di società. Semmai socievole: feste, garden party, happy hours. Ho sempre posseduto rare doti di intrattenitore da dopocena: anche adesso che, per ragioni patologiche, devo spesso saltare la cena, intrattengo e intrattengo…Ecco: Destra socievole potrebbe essere il nuovo nome! Una Destra moderna, telegenica, che viaggia in Bmw: sempre pronta a stappare un Dom Perignon in onore degli sfrattati di Tor Vergata o delle liste d’attesa del Policlinico. Una Destra spumeggiante, insomma. Al diavolo Mussolini, uno e due. Al diavolo Salò e la Giovane Italia, l’FdG e l’Msi: siamo nel 2007 e abbiamo appena vinto le amministrative in Brianza. Cosa volete che gliene freghi a Lissone di Julius Evola? Lì conta di più una fabbrica di abat-jours! E poi, cari miei, c’è poco da fare: oggi, in un’epoca di navigatori satellitari, la Destra non è nemmeno più un’indicazione attendibile. Oggi mica svolti a destra: tra centocinquanta metri girare in via Pigafetta…oggi ci vogliono coordinate più precise. Oggi si è “finiani”, mica di Destra. Dire che si è “finiani” è chic e non impegna: fa pensare a giacche di buon taglio e a camicie fresche di bucato, a mute da sub e a cristiania a scodinzolo. E poi non ti costringe ad avere un’opinione: uno che sia “finiano” non è tenuto ad esprimersi o, se lo fa, cita a memoria i passi più entusiasmanti di Porta a porta. Altro che quelle belinate astruse che avevo scopiazzato per la Destra sociale. Datemi retta, companeros, non c’è bisogno nemmeno di discutere: la Destra sociale non esiste più, anzi, non è mai esistita. Prova ne sia che gli ex “sociali”, ultimamente fanno i pesci in barile, in attesa del definitivo rendiconto: si farà un bel partito unico o nascerà una federazione con un Partito della Libertà al posto di Forza Italia? Siccome non si sa (anche quelli che dicono di saperla lunga bluffano alla grande), meglio lasciar da parte queste favolette sociali, buone per prendersi qualche voto dai ragazzini e dalle vecchiette: nel dubbio di far male è meglio non fare proprio niente. Quando avremo vinto le elezioni, se ne discuterà. Avremo cinque anni di tempo. E la pensione assicurata. Anche questo è un punto di vista sociale, vedete? Destra socievole: una scelta per il nostro futuro…peccato solo che quel “nostro” sia inteso tutt’altro che estensivamente! Comunque, se a qualcuno a destra, cioè, pardon, a lato di Berlusconi avesse bisogno di un sottosegretario alla Pubblica Istruzione, io mi candido. In subordine, posso anche vuotare i posacenere: so fare un po’ di tutto. E’ proprio vero che l’uomo è un animale sociale. Spesso, invece, il politico è semplicemente un animale.

    Marco Cimmino

    fonte: http://www.destrasociale.org

  12. Mauro Invernizzi Says:

    Marco Cimmino
    Storico, giornalista e collaboratore fisso di Radiouno Rai, si interessa in particolare di didattica della storia; ha curato manuali di storia antica e medievale ad uso delle scuole superiori, fra cui Alle Radici (Atlas, 2000); Operazione ’900 (Area, 2002

  13. Roby Says:

    Sottoscrivo Ureidacan.

  14. Arcobalengo Says:

    “Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose – fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.”

    Giorgio Almirante

    Chi è che vuol intitolare una strada a questo mentecatto?

  15. Mauro Invernizzi Says:

    Trasmissione scialba ed unilaterale
    La maggioranza di governo vuole le centrali (ed anche molti nel centrosinistra tipo il verde Chicco Testa ed il compagno Veronesi)
    La stragrande maggioranza della popolazione vuole le centrali (molti di più di quelli che han votato centrodestra)
    E voi fate mezz’oretta con Realacci e sfoggiando un non esperto (seppur giornalista, storico e professore all’Istituto alberghiero di Nembro) di destra che non ha fatto altro che parlar male del governo in carica?

  16. arcobalen Says:

    Ci possiam pure permettere di invitare il consigliere di Alemanno, tuo amico, e farle pure dire ciò che vogliamo pensa un pò….

  17. Mauro Invernizzi Says:

    Sì, anche saponaro è mio amico
    Ma cio’ non toglie che la trasmissino era unilaterale
    Invitate Cimmino a parlar di fascismo, di cui s’intende assai di più che di energia nucleare, se ne avete coraggio

  18. Marco Cimmino Says:

    Due cose vere e una falsa come Giuda: è vero che sono amico di Mauro ed è vero che m’intendo assai più di fascismo che di energia nucleare: che vi sia persona al mondo ( e nel novero includo anche quelli svantaggiati culturalmente, così chi deve intendere intende..) che possa farmi dire ciò che vuole è penosissima bugia. Ciò che ho detto ieri sera, cazzate o verità di fede che fossero, è semplicemente ciò che penso io: io me, io me medesimo. Posizione, peraltro, condivisa da molta gente all’interno della destra italiana (Fare Verde, DS.org eccetera). Prego, perciò, la zecca che si attribuisce il merito di farmi dire ciò che vuole (usa il plurale, per la verità, giacche le zecche, com’è noto, sono collettiviste) di non gongolare a sproposito: sarebbe, tra l’altro, inelegante sottolineare come, in periodi di vacche magre, ognuno gongola con quel che ha. Caro Mauro, come sai, io parlo male di qualunque governo, finchè non mi dia motivi di parlarne bene: d’altronde, se penso a come sono stato trattato io da alcuni di codesti illustri governanti, sono stato fin troppo generoso. Può essere, infine, che la trasmissione sia apparsa unilaterale: questo non è certo colpa mia. Mi hanno chiesto di dire come la pensavo e io l’ho detto. Lo ripeto, probabilmente una trasmissione sulla strage di Rovetta sarebbe stata assai meno unilaterale. E’ che a parlare di Rovetta non mi invita nessuno…e mi chiedo ancora come mai. Anzi, a leggere le sciocchezze che compaiono in questa sede su Almirante, Alemanno e compagnia bella, lo capisco benissimo: dove si è abituati a ragionare col chiurlo, ogni monocolo è re! Buona continuazione.

  19. nonRiCoRdO Says:

    “(di MARCO CIMMINO) – Destra sociale? Sì, no, boh! E poi Destra? Non sarà troppo perentorio? E quel “sociale” non suona di vecchiotto? Fa pensare un po’a Salò (Dio ne scampi…)” chi l’ha riportato?

  20. arcobalen Says:

    Gira gente preparata wow, gente che capisce al volo l’ironia. Complimenti e buona domenica ;-) ….
    Ah, unilaterale non c’azzecca.

  21. Marco Cimmino Says:

    Certo, zecca: quando qualcuno vi sputtana, stavate sempre facendo gli ironici…Se mi dici dove possiamo vederci ti faccio vedere come so essere ironico anch’io, se necessario…;-)

  22. arcobalen Says:

    Non ti escono le faccine vedi, il gioco dura poco è la preparazione, da dimostrare, non serve a granchè se non si coglie. Una volta un tizio, che mi pare avesse il tuo stesso cognome, non attaccò con la solita solfa.
    Unilaterale non c’entra una beneamata cimma.
    Saluti al funs club.

  23. E. Says:

    per chi condivide l’idea di dedicare una via a togliatti.

    http://legislature.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed1098/sed1098.pdf

  24. Roby Says:

    Con chi ce l’hai con Ureidacan o con me?

  25. Mauro Invernizzi Says:

    Caro Marco,
    come tu sai benissimo perchè sei sopra la media, non ho assolutamente addebitato a te la unilateralità della trasmissione, essendo tu un invitato e non il responsabile, ideatore, conduttore della trasmissione
    Ce l’ho con chi (ti) ha strumentalizzato: chi ha fatto il …grande gesto di sdoganare (in un certo ambiente impermeabile, chè tu non hai certo bisogno d’esser sdoganato) solo perchè ha scoperto che un ragazzo (:-)) di destra era contro le centrali
    Comunque prepara le solite birre in fresco (dato che dopo l’ultimo nescafè che m’hai offerto non vorrei rischiare la tisana alla mentuccia) che passo da te a continuare le nostre chiacchierate senza zecche che s’infilano

  26. Mauro Invernizzi Says:

    Bravo E.!
    Dopo aver letto l’intervento di Togliatti in occasione della morte di Stalin, a maggior ragione aderisco al comitato per togliere il nome dell’infame segretario del Partito Comunista da ogni vicolo o giardinetto di periferia
    E pensare che c’è ancora qualcuno che pensa ai comunisti italiani come ai nostri liberatori e non come agli spietati assassini e traditori della nostra Patria
    Meno male che vinse De Gasperi!

  27. Marco Cimmino Says:

    Comunicazione di servizio: le Bud sono già in fresco, ripeto, le Bud sono già in fresco….
    Scusa per il peculato d’uso, Marcello: se hai voglia di una birretta anche tu, non fare complimenti.
    Soltanto una coserella sull’affaire Togliatti: egli fu, senz’altro, un arnese di Stalin ed un traditore della propria Patria. Questo non solo nel 1943-1945, ma anche molto più tardi. Va, però, detto che “il migliore” non fu il peggiore, almeno qui in Italia (in Spagna, gli anarchici se lo ricordano ancora). Il peggiore fu l’infame Pietro secchia, con il degno fratello: devo giusto andare a parlare di lui ad un convegno nel suo paese natale, e credo che ne vedremo delle belle…In ogni caso, senza scomodare illustri colleghi, basterebbe leggersi gli atti della Commissione Stragi, XII Legislatura: il fascicolo intitolato “L’apparato paramilitare comunista” è considerevolmente illuminante circa le reali intenzioni di quei gentiluomini cui sono intitolate alcune strade italiane. E pensare che il presidente della commissione era un ex comunista: eh, altri tempi, altri uomini! D’altronde, uno è libero di tifare per chi meglio crede: da Goebbels a Togliatti, passando per Del Piero. Almeno, però, ci risparmiassero il fervorino sulla democrazia: meglio sarebbe ripartire da zero e guardare al futuro, detto tra noi, ma, se proprio vogliamo rivangare il passato, badino le zecche che non gli conviene granchè…

  28. Arcobalengo Says:

    @ Saponaro
    Ci spiega com’è che quando le minacce e le offese vengono da destra si guarda bene di rimuoverle (vedi post di tal Cimmino ad arcobalen: “Se mi dici dove possiamo vederci ti faccio vedere come so essere ironico anch’io, se necessario”)?
    Ma ce lo spiega?

  29. Arcobalengo Says:

    PREFETTURA DI GROSSETO
    ufficio di p.s. in Paganico
    COMUNICATO
    Si riproduce il testo del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto 10 aprile:
    <>
    per il Ministro Mezzasoma – capo gabinetto

    GIORGIO ALMIRANTE

    Chi è che vuol intitolare una strada a questo mentecatto?

  30. Arcobalengo Says:

    PREFETTURA DI GROSSETO
    ufficio di p.s. in Paganico
    COMUNICATO
    Si riproduce il testo del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto 10 aprile:
    Alle ore 21 del 24 maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande.
    Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso in tutti i Comuni vostra Provincia
    per il Ministro Mezzasoma – capo gabinetto

    GIORGIO ALMIRANTE

    Chi è che vuol intitolare una strada a questo mentecatto?

  31. Giu Says:

    Ah no no no, dimmi Pol che non l’hai detto…ma come si fa? Almirante nooooo

  32. E. Says:

    non credo che i comunisti abbiano mai tradito una patria piuttosto che un’altra. i comunisti fanno ciò che promettono: applicano le teorie marxiste ossia cercano di attuare con metodi violenti una dittatura di un ceto non meglio identificato ammazzando tutti quelli che non ne sono considerati parte o non si adeguano, al sempre dichiarato fine di decidere cosa gli altri debbano fare da quando si alzano la mattina a quando si coricano la sera.

    tutto qui.

    i fervorini democratici di questi personaggi fanno sorridere. un po’ come quelli di chi considera almirante un grande italiano, d’altronde.

  33. mauro invernizzi Says:

    Vedi triangolo della morte in Emilia Romagna dove i comunisti ammazzarono nel dopoguerra chiunque avrebbe potuto anche solo in teoria ostacolare il loro obiettivo: condurre l’Italia nell’orbita dell’Unione Sovietica

  34. Marco Cimmino Says:

    Chiariamo un punto, innanzi tutto: nel panorama intellettuale di destra (di destra, eh, gente sveglia, mica di Berlusconi, sennò chissà che altre scemenze scrivete…) la figura di Almirante non è certamente vista come quella di un grand’uomo a tutto tondo: semmai, prevalgono le posizioni critiche nei suoi riguardi. Tra tutte, oltre alla mia, si parva licet, quella di Marcello Veneziani. Personalmente, non gli avrei mai dedicato una strada, come non l’avrei dedicata a Gramsci o a Togliatti o a Secchia o a Boldrini: se qualcuno dei soliti saputelli da blog si prendesse la briga di fare copia incolla, estrapolando da qualunque contesto storico (e questo sarebbe il punto chiave di tutta la faccenda, ma sorvoliamo: certa sinistra ha sempre considerato la storia un optional o tutt’al più uno strumento della “dezinformacija”) delle frasi da antologia dei suddetti, vedrebbe che la lista dei mentecatti, nell’odonomastica italiana, è piuttosto lunga.Sia come sia, mi piacerebbe capire perchè non si voglia tenere conto ( o, forse, semplicemente, lo si ignora) del fatto che nel 1942 c’era un esercito di futuri intellettuali comunisti (comunisti, non antifascisti: co-mu-nis-ti) che scriveva cose uguali o peggiori su riviste analoghe a quella di Interlandi o perfino sulla stessa rivista (Giorgio Bocca, per dirne uno). Sono i cosiddetti “redenti” candeggiati ed arruolati dal Pci negli anni successivi alla fine della guerra: che vogliamo fare? Disintitoliamo le strade dedicate a Bobbio o a Pratolini? In definitiva, cari compagni, converrebbe ammettere che, in materia di guerra civile e di adesione o meno all’ideologia fascista in quegli anni, il più sano ha la rogna, e, finalmente, mandare in soffitta tutte le bubbole con cui vi baloccate, in assenza di idee, dalla mattina alla sera. Capisco che il futuro, data la situazione, vi offra poche prospettive, ma vi consiglio ugualmente di guardare avanti, perchè, mentre voi ve la menate con l’antifa e il razzismo di ritorno (che vedete giusto voi e Amnesty), il mondo sta cambiando e potreste perdere l’ennesimo autobus. Secondo me, la strada intrapresa da quelli come Marcello è quella giusta e la vostra è quella sbagliata: poi, intitolatela pure a chi vi pare….Quanto alle minacce….come, non vi siete accorti che stavo facendo dell’ironia? Io so essere meravigliosamente ironico, quando trovo un pubblico attento ed intelligente!

  35. ureidacan Says:

    Se si percorrono le strade delle nostre città, per il novanta per cento, leggiamo strade con nomi che non conosciamo. Questo perchè la memoria storica popolana è molto corta e quelli che negli anni 30 a 40 erano considerati dei piccoli-grandi eroi, chessò perchè morti in battaglia, nella grande guerra, oggi nessunno ne ha il più pallido ricordo. Nel mio paesino del sud di 1000 abitanti, alla fine degli anni 50 un giovane sindaco socialdemocratico ha dato un nome lungo ma significativo ad una via: Via Eroici Insortio Ungheresi. E’ il nome di una strada che più mi piace e che mi è più familiare.
    Ma la storia, quella scritta con la minuscola, è così. Io ho visitato Re Di Puglia, di notte, mentre tornavo una sera d’estate da Trieste. Mi sono fermato e salendo i quindici o venti gradoni ho letto alcune centinaia di nomi dei ragazzi, del nord e del sud, che rano morti nella prima guerra mondiale. E’ stata una grandissima emozione. Addirittura (poichè erano in ordine alfabetico) ho ritrovato il nome del fratello di mio nonno. Non so se esistono strade intotolate a Bodrini, o a Secchia o anche a Bobbio in Italia. Ricordare Gramsci però, che è stato incarcerato senza aver commesso alcun reato di sangue o contro il patrimonio (come si dice), in pratica nessun reato, e che è morto in carcere, non mi sembra ancora oggi una cosa disprezzabile.

  36. Marco Cimmino Says:

    Bello ciò che scrivi di Redipuglia: i sacrari furono edificati anche per permettere questo tipo di sentimenti ai familiari dei caduti. Il problema della memoria è un problemone: non è questa la sede, probabilmente. Quanto a Gramsci, si parlava di mentecatti, non di assassini: mi limitavo a sottolineare come, sottraendoli al contesto storico in cui sono stato concepiti, un pensiero o un’affermazione possano suonare criminali o privi di senso. Gramsci non commise alcun delitto di sangue, ma ne giustificò e ne ispirò parecchi, scrivendo cose da fare accapponare la pelle ad un democratico del XXI secolo: ma il punto non è questo, lo ripeto, è la storicizzazione. Quando la si applica secondo interesse e convenienza, diventa vera e propria mistificazione. Perciò, perchè Almirante no ed altri, ugualmente indigeribili, sì? Per la solita vecchia storia, per cui la violenza è sempre ontologicamente fascista? Ma non siete un po’ stufi di questa manfrina? Tanto la gente non ci crede più (e recenti eventi elettorali sono lì a dimostrarlo)! Lo ridico, a costo di sembrare ripetitivo: alla sinistra CONVIENE lasciar perdere, perchè, il giorno che dovessero uscire dagli armadi i suoi scheletri, altro che Almirante! E non è un momento poi così lontano…meglio storicizzare adesso che a babbo morto, date retta!

  37. E. Says:

    l’inquadramento storico dell’esperienza del comunismo come quotidianità criminale è già acclarato per chi vuole informarsi. poi se qualche d’uno non riesce a maturare pensieri che vadano oltre la maglietta del che (altro criminale incallito), sono un po’ fatti suoi.

    quello che mi sembra ancora manchi nella riflessione comune è il collegamento tra teoria marxista e tirannia omicida. quasi che i regimi comunisti fossero diventati i più grandi mattatoi e le più grandi carceri a cielo aperto che la storia ricordi per caso, per vizio di forma, per insufficienza degli interpreti di quello che viene ancora visto come un valido spartito, le teorie di marx appunto.

    speriamo non manchi troppo tempo a quando si potrà dire che gli orrori dei regimi comunisti non sono altro che la naturale conseguenza dell’applicazione dell’ideologia marxista: tirannia per censo, negazione di ogni libertà individuale, sottomissione dell’individuo alla massa e dunque alla sua rappresentanza funzionale, negazione di alcun limite dei poteri della massa rispetto all’individuo, etc.etc..

    allora sarà possibile quello che oggi è solo un auspicio: la messa fuori legge delle organizzazioni che si ispirino alle teorie marxiste.

  38. Arcobalengo Says:

    Le strade le hanno intitolate, con enorme gratitudine, a Gramsci ed altri perché, caro mio, hanno liberato l’Italia da una ghenga di criminali assassini fascisti. E pure corrotti.
    L’unico partito fuorilegge è quello fascista, ci sarà un perché.
    State usando la stessa tecnica del ventennio, ciccini.
    Denigrare. Denigrare. Mistificare.
    Straparlano perfino di quelli che anno ammazzato in galera. E le squadracce come le giustificate? E le torture? E Matteotti? E l’esaltazione della razza? E il terrore? E le fucilazioni alle spalle? Vergogna.

    Ma tornare nelle fogne no?

  39. Marco Cimmino Says:

    Tornaci tu nelle fogne, e nel molto tempo libero che ti rimane, leggiti qualche libro, anzichè perdere tempo con Dylan Dog e Topolino. Comincerei con una bella grammatica italiana, per proseguire con la storia. Adesso basta con gli interventi del menga di qualche zecca semianalfabeta che abbaia anzichè discutere: sei dalla parte dei delinquenti? Hai due pesi e due misure? Vorresti distruggere delle classi sociali? Vorresti che governassero il paese quelli come te, ignoranti e pieni d’odio e d’invidia? Bene: il paese ti ha già risposto. Ed ha perfettamente chiarito chi debba tornarsene nelle fogne e chi, invece, lo debba governare. Perciò, zitto e mosca e salutami le pantegane…

  40. Arcobalengo Says:

    Come la costituzione italiana sono ANTIFASCISTA.
    Non siete riusciti a farci stare zitti neppure nel ventennio, figurati adesso. Sempre uguali i fascisti.
    Tornate nelle fogne.

    Ah, poi sulla grammatica italiana ti ho già fatto un mazzo così quando ti firmavi E., ricordi?
    Salutami i tuoi camerati ratti.

  41. mauro invernizzi Says:

    Forse Marco si riferiva alla tua frase “Straparlano perfino di quelli che ANNO ammazzato in galera”

    E. non è Cimmino: le persone intelligenti sono più d’una in questo blog come gli ignoranti “archi”

    L’Italia è stata liberata dagli anglo-americani
    Se non si fossero stati loro…

  42. mauro invernizzi Says:

    Lo strappo di Fini: Almirante è razzista

    Luca Telese
    da Roma

    Un altro strappo, alla sua maniera, d’istinto. Stavolta «nel nome del padre». Un’altra piccola-grande marcatura di discontinuità, ma anche di appartenenza culturale (prima che politica), verso il suo maestro di una vita. E poi una ricucitura nel pomeriggio, stavolta su un altro piano, storico-istituzionale. Solo chi non conosce Gianfranco Fini resta interdetto di fronte a questo uno-due sulla figura complessa di Giorgio Almirante. E ovviamente, data la delicatezza del tema e il contesto in cui si torna a parlare del leader missino, bastano le prime parole ad accendere la reazione di Donna Assunta Almirante (ma non solo la sua).

    Il primo intervento, in realtà, è poco più di un inciso, anche se simbolicamente molto rilevante. Sono le parole con cui il presidente della Camera, presiedendo la seduta, risponde a un deputato del Partito democratico, Emanuele Fiano, che in Aula legge un articolo del futuro leader missino scritto nel 1942 su una rivista (La difesa della razza di Telesio Interlandi) che sosteneva le leggi antisemite. Fini risponde a Fiano: «Sono certamente vergognose la frasi che lei ha letto – osserva – che esprimono un sentimento razzista che albergava in tanti, troppi, esponenti che in quegli anni, dopo la guerra si collocavano a destra e in altri casi in altre formazione politiche». Dato anche il contesto Fini si ferma qui. Anche perché già sa che nel pomeriggio dovrà tornare a parlare dell’uomo che lo ha messo alla guida del Msi nella cerimonia ufficiale con cui la Camera presenta la raccolta dei suoi discorsi in tre volumi (compilata in occasione del ventennale della scomparsa).

    Il primo a dar fuoco alle polveri, con il noto tempismo mediatico, è Francesco Storace: «Sulla rivista Difesa della razza – ironizza il leader de La Destra – scrissero anche Giovanni Spadolini e Amintore Fanfani. Vergognosi pure loro?». Subito dopo arriva il commento, amareggiato di Donna Assunta: «A queste cattiverie non vale neanche la pena replicare. Mio marito è stato l’uomo della pacificazione nazionale, un vero cristiano, ha aiutato numerosi ebrei anche economicamente. Tutto il resto? Chiacchiere prive di fondamento». In un’altra dichiarazione la vedova del leader missino sembra meno preoccupata: «Il contesto è quello degli anni ’40. E in quel contesto c’erano anche altre persone come Bocca, Spadolini e Fanfani…». Lo stesso ragionamento che fa Italo Bocchino, capogruppo vicario del Popolo della libertà: «Furono vergognose le frasi razziste di tutti, anche di Spadolini e Fanfani, nonché quelle scritte da Eugenio Scalfari. La condanna verso ogni atteggiamento razzista non ha colore politico e riguarda tutti coloro che in un determinato periodo storico ne furono protagonisti». Parla anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Intitoleremo la strada ad Almirante se la comunità ebraica sarà d’accordo». E paradossalmente una «difesa» arriva da Luciano Violante: «Almirante fu l’unico che, entrato nella vita repubblicana, prese le distanze da quell’esperienza. Lo fece in una dichiarazione pubblica, non in privato. Altri non lo fecero».

    Così si arriva al pomeriggio. Poco prima delle cinque, Fini riceve donna Assunta. I due si chiariscono prima della cerimonia. Poi il presidente della Camera pronuncia il suo intervento: «Democrazia e pacificazione. Democrazia e nazione. È in questo doppio binomio l’insegnamento più fecondo di Giorgio Almirante a vent’anni dalla sua scomparsa». Fini lo commemora nella Sala della Lupa di Montecitorio. Oltre a Donna Assunta a sentirlo c’è Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Luciano Violante, Gennaro Malgeri, Gennaro Acquaviva e molti altri esponenti di maggioranza e di opposizione. «Il leader del Msi – dice Fini – intuiva che non vi sarebbe mai stata piena integrazione di tutti i cittadini nelle istituzioni senza un Paese riconciliato con se stesso oltre le appartenenze di partito e in nome di un’idea condivisa di nazione». E poi: «Come uomo di parte, Almirante capiva che il futuro della destra non poteva consistere nell’inseguire fumose, velleitarie e sterili prospettive rivoluzionarie, ma nel suo essere dentro la comunità nazionale condividendone fino in fondo le sorti. La sua lungimiranza – osserva – fu nel non chiamarsi mai fuori dall’Italia anche quando l’Italia della politica puntava a marginalizzarlo e, in una certa fase, anche a perseguitarlo». E infine: «Almirante volle mantenere sempre la sua critica entro la dialettica democratica – aggiunge Fini -. La sua polemica non era diretta alla demolizione del sistema politico ma all’alternativa. Per lui alternativa voleva dire una nuova repubblica capace non solo di decisione ma anche di una più compiuta rappresentanza sociale».

    Insomma, alla fine della giornata i pesi si riequilibrano. Ma come dopo le parole su Salò, e come per quella sulla fecondazione, resta il senso di un altra svolta con cui Fini ripensa l’«album di famiglia». Lo fa facendo uscire Almirante dal proprio pantheon privato, per trovargli idealmente un posto in quello pubblico. Lo fa cambiando le luci, illuminandolo con una visione più critica.

  43. Giu Says:

    Il razzismo non sta ritornando, c’è sempre stato…solo che molte volte si concentra in aree particolari o in tempi particolari…e come sempre, non lo riconoscono tutti, c’è sempre qualcuno che non lo vede o inconsciamente fa finta di non vederlo perchè è più comodo così…ed è normale…ma forse, se un’associazione come Amnesty, che si occupa di queste cose, se ne è accorta, vuol dire che qualcosa come minimo sta succedendo…e in questi ultimi tempi non è tanto il razzismo che preoccupa, bensì l’intolleranza del diverso in sè.

  44. Marco Cimmino Says:

    Scherzi? Io adoro i “diversi in sè”, mi ricordano tanto “l’io che pone il non -io”, al limite, cioè: rende molto hegeliana tutta la discussione! Quanto alla zecca psicotica, ne azzeccasse mezza! Al confronto, l’ispettore Clousot era uno sveglio…Vabbè, adesso torno agli affaracci miei: voi continuate pure a preoccuparvi di belinate assortite, tipo il razzismo dilagante o le vie intitolate a pinco e a pallino, che vi ci vedo bene. Pensa se scoprissi di essere “diverso in me”! Orca, che botta al mio ego smisurato! Magari ero diverso e non me n’ero mai accorto: ora dovrò autointollerarmi…

  45. Giu Says:

    Molti vogliono rendere il mondo tutto uguale senza accorgersi della diversità di tutti, compresa quella di loro stessi (a volte fan parte anche loro della diversità che condannano)… Comunque se credi che il razzismo o l’intolleranza non ci siano, non ti preoccupare, non fa niente, molti altri che vivono sotto campane di vetro non se ne sono accorti, per cui è normale…

  46. mauro invernizzi Says:

    Quando il sottoproletariato di periferia reagisce allo scempio del proprio quartiere, sia responsabile un italiano od uno straniero, non c’entra assolutamente il razzismo.
    Elencami i casi di razzismo accertato e potremo discuterne ed approfondire se si può veramente parlare di xenofobia in Italia
    Parlare di razzismo montante senza portare un adeguato numero di esempi (e che non sia il Pigneto, che quella è stata la bufala della settimana, nè le molotov a Napoli al campo Rom chè quelle eran lanciate dalla camorra per interessi edilizi) è fare allarmismo pericoloso
    In realtà gli stranieri a Bergamo sono accolti bene: sui luoghi di lavoro, nelle fabbriche, tra vicini di casa si sono create buone solidarietà
    Nelle scuole l’impegno degli insegnanti è notevole
    E si deve, logicamente, parlare solo di stranieri regolari, con permesso di soggiorno ed attività lavorativa lecita
    Se invece uno è un clandestino non c’entra nulla la xenofobia: deve essere rimandato a casa per questioni di tutela della legalità
    P.S. A Bergamo chi picchia il pachistano? Il Tunisino, vedi la rissa di ieri in centro che ha portato la chiusura del call center
    Il razzismo vige tra le diverse etnie straniere: il maghrebino odia l’albanese perchè gli scippa lo spaccio; il rumeno odia il rom, anche qui, come ha sempre fatto a casa sua; il nomade kaldaresch odia il sinti (sentito con le mie orecchie quando ho fatto il giro degli accampamenti
    Parliamo di questo, che è reale, e non inventiamoci teorie basate sul niente

  47. Giu Says:

    Il 27 giugno 2003, presso la Promoteca del Campidoglio ed alla presenza del Sindaco di Roma Walter Veltroni e del Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane professor Amos Luzzatto, è stata presentata una importante ricerca sui giovani ed il razzismo in Italia.
    Alcuni dati:
    La ricerca, effettuata su una popolazione giovanile tra i 14 e i 18 anni (2200 intervistati) è stata condotta su tutto il territorio nazionale. I risultati non possono essere letti secondo la facile dicotomia “buoni/cattivi” nel senso che i comportamenti tra i giovani non sono facilmente divisibili, ma spesso come risulta dalle loro risposte agli “item” proposti, si intersecano e si contaminano.
    Un dato inquietante svela gli stereotipi ben radicati tra i giovani relativi a tre gruppi sociali e culturali presenti in Italia: ebrei, musulmani e extracomunitari.
    Il 64% degli intervistati sostiene che «i musulmani rimangono fedeli al mondo islamico», mentre il 52% li definisce «nemici del progresso».
    Per quanto riguarda gli “extracomunitari” per il 24% degli intervistati essi «inquinano la nostra cultura», mentre per il 32% «sottraggono agli italiani casa e lavoro», «portano malattie» il 24%, e infine «alimentano la prostituzione» il 52%.
    Un motivo di preoccupazione per quanto riguarda la memoria storica e la tenuta democratica delle giovani generazioni emerge infine dagli stereotipi che riguardano la comunità ebraica. Per il 17,5% degli intervistati «gli ebrei devono ritornare in Israele». Campelli precisa che “ritornare” « è molto diverso da andare, come se gli ebrei non appartenessero all’Italia.» Per tacere poi di un altro dato estremamente preoccupante: il 18% degli intervistati definisce infatti l’olocausto «una esagerazione rispetto a quello che davvero è successo.»

    Se i dati erano così preoccupanti allora, non immagino ora in questa situazione, soprattutto perché, se prima attorno a me sentivo meno affermazioni preoccupanti, oggi ne sento molte di più.
    Ricordo poi il rapporto di Amnesty del maggio 2008, il rapporto dell’Onu del 2007, ”Italia non immune da razzismo e xenofobia”. Poi il Consiglio d’Europa di questi ultimi tempi in cui si è definita la Lega razzista e xenofoba.

    Ricordiamo poi la Lega, oggi al governo, che è causa di comportamenti intolleranti, già dai discorsi degli stessi politici:
    Boso sulla schedatura delle impronte dei piedi agli extracomunitari è entusiasta: “Dai piedi si può risalire ai “tracciati particolari” delle tribù”, e anche se non si dichiara razzista nei confronti delle nere -”Me ne son fatte di tutti i colori”- non dimostra un particolare amore per gli extracomunitari: “Bisognerebbe metterli sul nevaio del Bianco: da una parte potremmo contarli tutti bene, dall’ altra potrebbero macinare il ghiaccio per fare granite alla menta”. Dimostra di avere le idee molto chiare su come rimpatriare i clandestini: “Dovremmo rimpatriare i clandestini con gli Hercules C130 dell’ Aeronautica militare. Intanto perché su gli aerei di linea possono violentare le hostess e va ben che certe donne sono porcellone e ci provano gusto, però… Ma c’ è un altro motivo. Sapete cosa fanno quelli prima di partire? Si sporcano in modo indecente, così puzzano e i passeggeri non li fanno prendere su. Sugli aerei militari, invece, con una bella pompa li annaffiamo tutti senza troppe storie”. E l’atterraggio? Non è un problema: “Ogni extracomunitario viene fornito di un bel paracadute. Così quando si arriva in zona loro, si apre il portellone e li si paracaduta giù”.
    Il “Ministro degli Interni” Padano Borghezio propone misure di polizia efficaci: “Dovremmo dotare le forze dell’ ordine di uno strumento deterrente energico ed efficace: i proiettili di gomma”. Pure lui come il collega Boso non si dichiara razzista anzi: “Le katanghesi! Le ho provate invece quando sono stato in Africa, nello Zaire. Prodotto notevole. Mica come le bruttone nigeriane che battono da noi”.
    Il sindaco di Treviso Gentilini invita i cacciatori a risolvere il problema degli extracomunitari sapientemente travestiti “come leprotti”. Su di loro non nutre nessun pregiudizio: “Fosse per me gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore. È dimostrato che portano ogni genere di malattia: tbc, scabbia, Aids, epatite…”. Comunque sulle prostitute di colore è tollerante: “Cosa vuole, le prostitute sono le navi scuola dei giovani! Chiudo un occhio”.
    Tre anni fa la “Padania” scriveva:”Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai criminali, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Sbatteteli fuori questi maledetti!”.
    Poi Stiffoni, che ha proposto agli italiani di fregiarsi con un tatuaggio “contro la presenza della cultura islamica in Italia” che riporti, a fianco al simbolo della stella alpina, lo slogan “Sono un Padano, sono un Cristiano”.
    Bossi in tutto questo marasma interpreta la parte del moderato: “Nei prossimi dieci anni vogliono portare in Padania 13 o 15 milioni di immigrati, per tenere nella colonia romano-congolese questa maledetta razza padana, razza pura, razza eletta”, “Glielo saniamo noi il cranio a questi matti che vogliono le sanatorie. Altro che 250 mila immigrati, coi parenti si arriva a tre milioni. E se si ammettono anche i cugini è una catena aperta. C’ è poi da aggiungere che i musulmani possono avere quattro mogli: e dove le mettiamo le suocere?”. E poi rassicura:”Noi non siamo razzisti, per me tutti gli uomini sono uguali, hanno la medesima dignità. Il più nero dei neri ha gli stessi diritti del mio vicino di casa. Però a casa sua”.

    Ho già citato inoltre in un altro post di quello che è successo in una frazione piccola come quella in cui abito, (chissà allora da altre parti), ad esempio cosa hanno scritto davanti al centro di immigrati di fianco a casa mia, cosa succede tuttora sull’autobus e cos’è successo quando c’è stato l’omicidio; in più ricordo il dilagare dei volantini, molti non credo neanche autorizzati, di ritrovi giovanili, soprattutto nelle scuole, con sopra foto di immigrati tutti in fila contro il muro, disegni di ragazze occidentali con il velo, con le scritte del tipo: “fuori dalle palle!” “straniero è criminale” “razza pura padana”; o gli stessi volantini e manifesti delle campagne elettorali: “fermiamoli: arrivano a milioni!” “no, al voto agli immigrati”, “Per il fucile c’è una prima volta”, che rivelano una certa intolleranza…
    Come vedi mi sono basata su pochi fatti di cronaca perché, per quanto fondamentali, possono essere casi isolati o interpretati in 1000modi diversi, quindi li lascio analizzare ad associazioni e organi più competenti di me in materia, ma ho puntato più che altro su opinioni, poiché queste rappresentano il pensiero comune di una popolazione.

  48. Arcobalengo Says:

    Napolitano: “Fermiamo la regressione civile”
    “Il Paese riparta dai valori del 1946″

    In Italia c’è il rischio di una “regressione civile”. Parole durissime quelle pronunciate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio agli italiani in occasione della Festa della Repubblica. Parole dure e toni preoccupati. Che alludono ai recenti fatti di cronaca dalla questione dell’immigrazione

  49. Mauro Invernizzi Says:

    Citare esponenti della Lega Lombarda e loro affermazioni non aggiunge niente di nuovo.
    Lo sappiamo da molti anni, almeno 20
    Noto, però, che c’è stata una regressione notevole dagli albori di tale forza politica
    Prima di tutto non parlano più male dei meridionali, ed io, che ho una moglie siciliana, vedo in questo un progresso notevole.
    Si sono addirittura alleati con la Lega del Sud e vanno con loro d’amore e d’accordo.
    Fino al punto che Lampedusa ha chiesto di poter far parte della provincia di Bergamo.

    Per quanto riguarda gli stranieri, alla Lega hanno negli ultimi tempi aderito sempre più extracomunitari: lasciamo quindi a loro il giudizio
    La Lega ce l’ha con i clandestini irregolari, non con gli extracee.
    Il Nord-Est leghista ormai assume solo stranieri di tutte le etnie

    Per quanto riguarda la ricerca statistica tra i giovani, si dovrebbe compararla con altri dati di riferimento: chessò, un’analoga indagine di dieci anni prima per vedere se c’e’ stata regressione o meno, oppure un confronto con i giovani di altri Paesi, magari mussulmani, per sapere dove c’è più accettazione del diverso-
    Comunque:
    Il 64% degli intervistati sostiene che «i musulmani rimangono fedeli al mondo islamico: è vero, risponde alla verità che è sotto gli occhi di tutti, e non mi pare che ciò sia indice di razzismo. E’ semplicemente la constatazione dell’attaccamento ad una religione, che, ricordo, punisce con la morte l’apostasia. Se un mussulmano cambia religione o diventa ateo, per il Corano diventa un reietto, il nemico da combattere fino alla soppressione. Quindi il confronto sul razzismo nostro e loro conduce a opposte conclusioni. Da noi aumentano sempre di più i matrimoni misti, molti italiani si convertono all’Islam, la solidarietà è sempre più forte

    Il 52% li definisce «nemici del progresso»: ma è l’Islam stesso che contesta il progresso occidentale, definendolo la sciagura dell’umanità: basta vedere come è considerata la donna per capire che le nostre usanze libertine non sono certo viste di buon occhio

    Per quanto riguarda gli “extracomunitari” per il 24% degli intervistati essi «inquinano la nostra cultura»: è la conseguenza del multiculturalismo. Inquinare è un verbo scelto dal sondaggista in modo malizioso. In realtà il credo multietnico inneggia alla contaminazione tra culture, con un conseguente impoverimento di quella locale.

    Per il 32% «sottraggono agli italiani casa e lavoro», è un dato di fatto: le case popolari ora sono assegnate per quasi la metà all’extracee che ne ha più bisogno, mentre all’indigeno tocca un punteggio più basso.

    Portano malattie il 24: prova a verificare i casi di tubercolosi e scabbia tra gli africani e vedrai che è un dato accertato

    Infine«alimentano la prostituzione» il 52: perchè non è vero che le prostitute sulle nostre strade son tutte ormai straniere?

    In conclusione, non mi pare tu abbia portato argomentazioni alla tua tesi

    P.S. Discorso a parte i pregiudizi sugli ebrei.
    Avendo fatto parte per alcuni anni del direttivo dell’Associazione Italia-Israele posso con tranquillità affermare che l’antisemitismo ormai è fomentato dalla sinistra che parteggia per i palestinesi
    Questo si’ che è un grosso problema

  50. E. Says:

    giu, mi sembra che confondi il razzismo con i dati di fatto secondo un presupposto, questo si razzista, che le marco sollecitazioni culturali portate dai cittadini extracee non possano essere oggetto di analisi.

    ad esempio i mussulmani.
    a parte che non identificano una razza ma una religione, quello che tu indichi come razzismo è ciò che ti viene rivendicato da qualsiasi imam. sono persone molto disponibili: chiedi un incontro con quello a te più vicino e vedrai cosa ti dirà della conversione di un mussulmano, del progresso occidentale etc.etc.. tanto per darti un idea, nello statuto di hamas gli ebrei sono accusati dell’orrendo crimine di essere dietro la rivoluzione francese, secondo loro madre di tutte le degenerazione del mondo attuale.
    capisci? quello che per me e per te costituisce il presupposto storico della nostra civiltà e convivenza per quella gente è il vulnus.
    possiamo dirlo, e magari anche parlarne, o è razzismo?

    andiamo avanti …

    sull’inquinamento della cultura, bisogna intendersi. la sinistra rivendica un’aspirazione ad una cultura meticcia e dunque “inquinata” ciascuna dall’altra. la destra non la vede così di buon occhio.
    ma a parte il giudizio di merito, sul fatto che la contaminazione sia in atto mi sembra assodato.

    le case popolari sono un problema serio: è uscita una recente statistia dell’ente del comune di torino da dove emergeva che la metà sono assegnate a cittadini extracee, a fronte di richiesta pari al 17% percui in media per ogni 10 italiani che chiedono una casa popolare solo 1 la ottiene (10%), mentre i cittadini extracee è più del 50%.
    ma in realtà basta farsi un giro in un quartiere aler di milano per vedere aumentare vertiginosamente la quantità di cittadini extracee.
    sul lavoro mi sembra ovvio: chi emigra da un paese povere di solito lo fa per lavorare e non per prendere il sole.

    sulle malatie non ho idea. di certo mi stupirei del contrario, vista la differenza delle condizioni igieniche quotidiane tra chi vive in occidente e chi vive in un paese del terzo mondo.

    sulla prostituzione direi che le italiana semplicemente non sono più in strada. completamente. chi ne trova una dovrebbe segnalarla al wwf! ma si tratta di un’ipotesi irrealizzabile.

    per quel che riguarda gli ebrei, devo dire che mentre a destra l’antisemitismo è un antico lascito di cui vergognarsi (mi riferisco alla destra parlamentare, e dunque tralascio forza nuova e frattaglie), ti do ragione sulla recrudescenza dell’antisemitismo a sinistra. soprattutto tra chi si dichiara comunista.
    ma non credo che sia legato alla questione dell’immigrazione degli ultimi anni. si tratta di uno degli ultimi riflessi di chi è a favore della tirannia e contrario alle libertà individuali.
    va detto però che il popolo italiano li ha messi fuori dal parlamento. e questo in qualche modo tranquillizza.

  51. spazzascorretti Says:

    tornate nelle fogne!

  52. Mauro Invernizzi Says:

    Direi che l’intervento assai documentato di E. e’ assai sovrapponibile al mio
    E’ forse tempo che inviti E. a bersi un calice col sottoscritto: offro io
    Magari nelle fogne, ambiente naturale di chi lo vorrebbe cacciare non avendo alcun argomento da contrapporgli perchè limitato in cervice

    E’ ora che si analizzino con onestà intellettuale gli argomenti in discussione
    Non dovremmo più parlare di stranieri in generale, ma entrare nel merito delle varie etnie
    Faccio un esempio
    Sono parte dei maghrebini che spacciano droga: non i neri, nè i latinoamericani
    Quindi avercela con questo tipo di tunisini e marocchini non è xenofobia, men che meno razzismo: è solo una constatazione di fatto
    Il 35% della popolazione carceraria è straniero
    A Bergamo più del 50%
    Ma sono africani del nord, rumeni ed albanesi, non senegalesi, ghanesi, boliviani o brasiliani

    A rischio di ripetermi, le risse in Italia sono aumentate esponenzialmente
    Ma hanno come protagonisti extracomunitari
    Sudamericani alticci, tunisini che girano con machete, marocchini che difendono il loro territorio dello spaccio dagli albanesi
    Maghrebini contro pachistani, slavi contro tunisini
    Sono loro, quindi, i razzisti: smettiamola d’incolpare gli italiani
    Risolviamo il problema con il reimpatrio dei clandesini nullafacenti e regolarizziamo le badanti che col mondo delinquenziale nulla hanno a che fare

  53. Marco Cimmino Says:

    Ecolalia: s.f. ripetizione immediata, automatica, patologica di suoni o parole altrui.

    Ad esempio, un idiota che ripeta compulsivamente uno slogan destituito di senso: se è uno solo, si chiama minus habens; se sono migliaia, si chiamano sinistra antagonista: in tal caso, possiamo parlare di psicosi collettiva, o, a seconda, di eccesso di tempo libero.

    Ma la cosa che mi diverte di più di tutta la faccenda è la rabbia impotente di questi poveracci: orcocan come gli ruga di non poter più fare i comandina! Bei tempi eh, quando per aver ragione bastava dire: zitto tu! E tu in assemblea non parli, e tu a scuola non ci entri, e tu le conferenze non le tieni…lo so che è dura vivere in un paese normale, in cui si ha ragione in virtù della bontà delle proprie argomentazioni. Che dire? E’capitato.
    E mi venite a parlare di razzismo, voi?
    Voi che avete imposto con la violenza la vostra volontà nelle scuole, nelle università e nelle piazze, tiranneggiando un’intera generazione di ragazzi?
    Il fatto che vi bruci il boffice, oggi, è il minimo dei contrappassi, cari i miei voltafrittata!
    Altro che tornate nelle fogne: ringraziate il cielo che nessuno vi ha mai chiesto il conto….

  54. Mauro Invernizzi Says:

    Non erano solo qurelli di destra quelli a cui s’impediva di parlare
    Anche ai cattolici, alla sinistra non comunista, ai partiti laici
    La dittatura dell’estrema sinistra l’abbiamo vissuta un po’ tutti

    Certo, a quelli di destra impedire di parlare era il meno
    Gli si impediva anche di vivere in società
    Se c’era solo il sospetto ch’eri un fascio, o un destro, o anche solo -come si diceva al tempo- un fighetto con le scarpe a punta, non potevi uscire di casa (a parte i fratelli Mattei a cui fu vietato di vivere anche in casa propria)

    E’ paradossale che ora il Parlamento è pieno di gente di destra e non c’è più nemmeno l’ombra di un comunista!
    O forse è proprio conseguenziale all’arroganza e alla violenza di quelli della sinistra radicale

    Il problema è che ancora oggi alla Sapienza -per colpa di un’esigua minoranza dei collettivi- si fa divieto ad un gruppo di destra di parlare in un pacifico convegno della strage di innocenti nelle foibe da parte dei comunisti

  55. Giu Says:

    Per togliermi dal “voi” di Cimmino dico subito che non sono comunista, prima che qualcuno salti addosso a qualcun altro per le sue idee…
    Parlo di intolleranza, perchè è quello che percepisco io quasi tutti i giorni attorno a me, e non sono paranoica dato che pochi anni fa non sentivo tutte queste frasi razziste piene di paura per l’uomo orientale, non vedevo scritte sui muri contro immigrati, non ricevevo volantini che disprezzavano la cultura islamica, non vedevo, salendo sul bus, scene raccapriccianti…Ora, non è tutto concentrato nella mia città dato che navigando su internet trovo lo stesso clima, con commenti da far accapponare la pelle, e sento i media passare una notizia piuttosto che un’ altra (parlando di cronaca! Capisco di politica, dato che sono influenzati da fazioni diverse,ma la cronaca..).
    Inoltre, essendo quotidianamente in stretto contatto con bambini e ragazzi, posso affermare con certezza che essi hanno una concezione del diverso spettacolare: ora, gli insulti non sono più le parolacce come qualche anno fa, bensì “immigrato”, “albanese”, “omosessuale” (c’era anche prima naturalmente, ma ora è in uso fin dalle elementari con la consapevolezza del significato), “sporco negro”, (anche se la persona in questione è di quasiasi altro colore)…In più hanno paura, una paura del diverso che invece i media e i politici (e anche genitori e insegnanti) non dovrebbero alimentare…Vuoi cacciar via i clandestini? Bene, fallo, ma non facendo crescere nel terrore per il diverso coloro che son più vulnerabili a questo tipo di pregiudizi come bambini, anziani e persone ignoranti (che ignorano altre culture, altre realtà al di fuori della propria) che giudicheranno poi tutti gli immigrati o tutti quelli di colore diverso (anche se sono qua da tre generazioni) come dei criminali che sono delinquenti a causa della loro religione…Ora, l’immigrato viene spesso identificato come un mussulmano, il mussulmano come un terrorista e un criminale per la sua religione, che invece, oltre a condannare il razzismo e la discriminazione, non perdona l’uso gratuito della violenza o il sacrificio di innocenti: è dunque anti-terroristica nei suoi principi. La pratica del terrorismo da parte dei Mussulmani negli ultimi decenni non giustifica l’associazione del terrorismo all’Islam, non più di quanto l’esercizio del terrorismo in Irlanda, per esempio, giustifichi l’associazione del terrorismo al Cattolicesimo. Concludo riportando le parole dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun in un libro che ho letto: “[...] Bisogna cominciare con il dare l’esempio e fare attenzione alle parole che si usano. Le parole sono pericolose. Certe vengono usate per ferire e umiliare, per alimentare la diffidenza e persino l’odio. Di altre viene distorto il significato per sostenere intenzioni di gerarchia e di discriminazione. Bisogna rinunciare alle idee preconcette, a certi modi di dire e proverbi che vanno nel senso della generalizzazione e per conseguenza del razzismo. Bisognerà riuscir ad eliminare dal tuo vocabolario le espressioni che portano ad idee false e pericolose. La lotta contro il razzismo comincia con un lavoro sul linguaggio. [...]“

  56. E. Says:

    giu, mi sembra che tu non faccia meno confusione dei tuoi bambini.

    distinguere, dicevi.
    bene, distinguiamo.

    l’aggettivo “albanese” e “marrochino” si sente da almeno 15 anni. che non sia un complimento, è evidente. come è evidente che sia un fenomeno deprecabile. non è un complimento: è un misto tra ladro, stronzo e straccione.
    ma non mi spaventa, perché secondo me è ricollecabile alla necessità di semplificazione che la lingua adotta per descrivere dei fenomeni come, in questo caso, l’immigrazione da paesi più poveri: dare del polacco a uno negli usa significa dargli dello stupido, dare dell’italiano in inghilterra significa dargli dell’incivile. etc.etc.etc..

    l’unica vera ondata di protesta razzista l’ho percepita, e subito, rispetto ai rom e ai rumeni.
    qui ci sono fatti precisi che spingono al razzismo, ma condivido la tua preoccupazione.

    sui mussulmani il discorso “razzismo” secondo me non sussiste perché non si tratta di una razza, ma di un credo religioso.
    in italia si è vissuti nell’ignoranza assoluta su cosa significhi essere mussulmano, soprattutto su quali valori si fonda questa religione.
    sono d’accordo con te che ora all’impreparazione si unisce la “droga” delle notizie di cronaca nera, dagli attentati e dalle fatwa.
    ma a parte il fatto che sono comunque una manifestazione di quella cultura, come la militia cristhi lo è della cultura cattolica, se cerchi di comprendere l’islam volendolo farlo comunque nei tuoi presupposti valoriali non è detto che tu ottenga un grande risultato.

    ti ho citato prima quello che hamas ha scritto sul suo statuto: la rivoluzione francese come cancro.
    generalizzando, quale visione della società hanno i mussulmani? quali con la libertà individuale, con le scelte di ogni individuo, con le relazioni sociali, con il rapporto tra i sessi?

    io ti invito a parlarne con chi studia questi fenomeni molto più di me, ad informarti.
    per quel che posso dirti in poche righe, personalmente ho verificato come la cultura mussulmana valuti la democrazia negativamente perché inevitabilmente non sottomessa al corano l’unica “vera” legge (noi ci siamo liberati della visione teocratica con la rivoluzione francese, guarda caso additata come vulnus), come la libertà delle scelte individuali venga giudicata inammissibile e fonte di depravazione e corruzione (gli omosessuali vengono impiccati in tutti i paesi islamici, senza eccezione alcuna), come la donna sia assolutamente ritenuta per fatto genetico e morale inferiore all’uomo.

    se faccio queste considerazini sono razzista?
    io penso di no.

  57. Mauro Invernizzi Says:

    E parliamo allora di Islam
    La data: 11 settembre 2001
    L’ora: poco più tadi delle 15.00, ora italiana
    Il luogo: il mio studio
    Quel pomeriggio avevo cinque appuntamenti: con due tunisini, due marcocchini ed un algerino
    Tutti e cinque sono entrati nel mio ufficio raggianti, inneggiando alla jihad, orgogliosi d’esser della stessa religione dei dirottatori, lodando dio (il loro dio, che non ha niente a che fare col mio) per la strage d’innocenti “infedeli” che speravano fossero molti di più
    E così è andata avanti per tutta la settimana, e poi per quella successiva, e quell’altra ancora
    Ed io, ch’ero chiamato fino a quel momento “il miglior amico dei maghrebini”, che non potevo entrare in un bar del centro o della periferia frequentato da tunisini senza dover accettare l’offerta di boccali di birra e pacche sulla spalla, ho incominciato a farmi dei problemi ed a approfondire cosa pensavano di noi italiani i miei clienti e le loro mogli italiane convertite all’islam
    Ed è venuto fuori che voi donne siete tutte puttane, non meritevoli di nulla e che gli occidentali devono tutti convertirsi o perire perchè così dice il corano
    E così è proseguita la faccenda ed ora siamo nel 2008 ed il loro idolo Bin Laden è ancora vivo e -dicono- sta preparando la soluzione finale e loro si stanno preparando a passare al comando del corrotto mondo occidentale: e sto parlando di ragazzi dai diciotto ai trent’anni, con le nike ai piedi e gli occhiali all’ultima moda, che vivono a Bergamo, che ritengono giusto picchiare le loro compagne, che spacciano eroina (che tanto se muore un italiano è uno di meno) e mandano migliaia di euro a casa loro ogni settimana per acquistare negozi, case, camion, auto.
    Bene, adesso se sento uno avere qualche timore dell’islam (quando è lo stesso Magdi Allam, ex mussulmano, e Salman Rushdie, e Hirsti Allej, somala che dichiarano che l’islam è l’antitesi della democrazia e della libertà) come faccio a dargli torto?
    I razzisti sono loro!

  58. Mauro Invernizzi Says:

    http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_29/conversione_rapporto_islam_dee03f0e-fd58-11dc-8ecb-00144f486ba6.shtml

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=7355

  59. initaliaglieroimangano Says:

    Trasformare un sito di un consigliere regionale dei verdi in uno spazio di rivendicazione di pregiudizio e intolleranza al diverso è indegno.
    Abominevole l’assenza del minimo controllo sulle bugie che si vanno scrivendo.

  60. Marco Cimmino Says:

    Io rifuggo dai citazionisti: una volta ho quasi litigato col mio amico Veneziani, perchè lui cita Todorov anche per spiegare che d’estate fa caldo. Secondo me, la questione è assai semplice: quindici anni fa non c’erano reazioni intolleranti perchè non c’era praticamente nulla da dover tollerare. In quindici anni, da un lato, il numero degli immigrati è enormemente aumentato e, dall’altro, questo ha dato vigore ad atteggiamenti che, un tempo, dagli immigrati, venivano prudentemente evitati, ma che, dato che il numero dà coraggio, oggi divengono sempre più spavaldi. L’intolleranza è, semmai, il contraltare di un sistema sbagliato di gestire il problema e che poggia su tre o quattro dogmi, del tutto indimostrati, ma presi per verità di fede, dalla solita pastafrolla cattocomunista.
    Il primo è che la società multietnica sia: a) inevitabile ; b) auspicabile; c) la nostra salvezza. Il secondo è che, se non si è clamorosamente cordiali con lo straniero, si è automaticamente xenofobi. Il terzo è che in Italia ci voglia per forza manodopera straniera: ci sono due milioni e mezzo di disoccupati italiani e tre milioni e mezzo di lavoratori stranieri…qualcosa non torna. Il quarto è che una società multiculturale imponga la cancellazione delle identità e delle tradizioni, per non offendere nessuno. Il quinto è che la cosiddetta reciprocità internazionale non sia applicabile in questo specifico caso. Questi dogmi sono portati avanti dalla solita intelligentsija, autoreferenziale e del tutto lontana dal sentire comune della gente: il risultato è che, per reazione, la gente sta cominciando a stufarsi. Sarebbe bastato, invece, affrontare la questione meno dogmaticamente e più realisticamente. Solo che, come sempre, la sinistra predilige la teoria, anche quando si rivela disastrosa nella sua realizzazione pratica: così, facendo entrare tutti senza regole e senza sistema, ha propiziato lavoro nero, schiavitù, condizioni di vita inaccettabili e, in sostanza, un’esistenza ai margini o al di là dei margini, per gente che non eravamo in grado di accogliere in un modo degno di un paese civile. La solita rozzezza, le solite frasi fatte, i soliti nobili intenti: il risultato è sotto gli occhi di tutti. Extracomunitari che vivono come animali e Italiani che li guardano con sempre maggior sospetto o indifferenza. perchè non basta sparare slogan: vogliamoci bene, siamo tutti uguali, più lavoro per tutti…Bisogna fare i conti con la realtà. Altrimenti si fanno proposte grottesche, come il sussidio di disoccupazione di 1.300 euro ai disoccupati: ad un operaio converrebbe perdere il lavoro…Te capitt Giulietta? Altro che cominciare dalle parole: cominciamo dai fatti, che di parole, in questi ultimi quarant’anni, ne abbiamo sentite anche troppe!

  61. Mauro Invernizzi Says:

    “La veritàààà ti fa male e lo sai”
    Caterina Caselli
    da “Nessuno mi può giudicare”

    Il mio ultimo intervento dimostra un GIUDIZIO dopo analisi di fatti concreti, non certo un pre-giudizio
    Il pregiudizio ideologico è il vostro, komunisti che tra valori occidentali e teocrazia mediorientale stanno con quest’ultima
    P.S. Vediamo se sei capace di dimostrare che son state dette bugie, o sei così limitato da riuscire solo a ripetere vuoti slogan preconfezionati?

  62. initaliaglieroimangano Says:

    Guarda che di immigrati ne servono e ne serviranno sempre più. E non per colpe o meriti degli immigrati ma per altre tipologie di motivazioni.
    E’ da ricercarsi nella convenienza a cavalcare certe derive intolleranti la motivazione al dilagante odio razziale. Tutto quello che non si allinea a cavalcare queste derive e comunista o diverso?
    Ma per favore !

  63. initaliaglieroimangano Says:

    Non devo proprio dimostrare nulla a nessuno, tantomeno a chi scrive le bugie che scrivi tu. E’ assolutamente indegno l’approccio con cui si pongono determinate dinamiche sociali!

  64. Mauro Invernizzi Says:

    Un conto è parlare di immigrati, un altro di mussulmani
    Coi sudamericani o i senegalesi non si parla di timore ma solo di un po’ di fastidio la sera durante le risse fuori dai bar relativamente ai primi ed ai posteggi relativamente ai secondi
    Nei confronti delle donne di ogni etnia nessuno ha mai obiettato alcunchè, anzi: sono assai ben accette nelle nostre case
    Diverso un pochetto è invitare a casa tua un rom

  65. Mauro Invernizzi Says:

    Non devi dimostrare niente a nessuno?
    E allora pussa via, che qui ci si confronta e si discute, non si fa vuota propaganda

  66. initaliaglieroimangano Says:

    Che dire di fronte al reiterazione delle volontà di pensare per compartimenti stagni. Nulla solo spero che di dovere intervenga al fine di chiudere un imbarazzante quanto improbabile scambio civile di opinioni.

  67. initaliaglieroimangano Says:

    La propaganda la fa chi fa leva sulle emozioni delle gente per dividere per categorie, cultura e razza .

  68. initaliaglieroimangano Says:

    Chi addita al diverso o comunista tutto ciò che distoglie dal pensiero unico!

  69. Giu Says:

    Infatti, non lo sei. La cultura islamica non lascia spazio a scelte individuali, e la considerazione della donna è inammissibile, come del resto lo è stata nel Cristianesimo…
    Poi dici che non si parla di razzismo per i Mussulmani perchè è una religione…Ogni immigrato orientale ormai, viene identificato con il mussulmano: tanto che quando arrivano in classe ragazzi emigrati dal Libano o dall’Albania tutti danno per scontato che siano di religione islamica, quando invece non lo sono…E accade molto più spesso di quanto credi, con conseguenti fraintendimenti.
    Inoltre l’islamico qui in Italia (non so negli altri Paesi), identificato con il clandestino criminale, molte volte viene considerato tale, causa la sua religione.
    Ora Pol, lo so che ci sono individui del genere, e la donna è considerata nulla, ma se dobbiamo citare esperienze, ero a Milano con un gruppo di amiche e un Italiano, perfettamente sobrio è venuto lì a dirci che le Italiane erano tutte delle puttane e che dovevano tutte morire dato che chiamavano la polizia appena le si toccava e che la loro esistenza era solo finalizzata a procurar piacere agli uomini…Poi un ragazzo di colore si è avvicinato e l’altro, dato che aveva paura, dopo averlo insultato come pochi se n’è andato…Quindi, non sono solo gli Islamici a pensarla così purtroppo…Inoltre so abbastanza sull’argomento, poichè mi ero ben documentata un paio di anni fa, e nel Corano c’è scritto: Sulla diversità: “Fra i Suoi segni ci sono la creazione di cielo e terra, la varietà dei linguaggi, il diverso colore della pelle.”(30,22) Sulla fede: “Non ci sia coercizione in materia di libertà religiosa”(2,257) Sulla discriminazione: “Il Faraone era altezzoso assai sulla faccia della terra. Razzista fu tra la sua gente discriminandola in gruppi opposti. Aveva fatto di tutto per indebolirne uno, strozzava i loro figli e risparmiava le femmine. Egli era scandaloso e fautore di scandali.” (28,4). Inoltre Maometto ha detto: “Tutte le persone sono uguali. Sono uguali come denti di un pettine. Non esiste alcun motivo di superiorità di un Arabo su un non-Arabo, di un bianco su un negro, o di un uomo su una donna. Solo le persone timorate di Dio meritano una preferenza di fronte a Dio”. Quindi, la prossima volta che li vedi, zittiscili citando queste parole, e vedrai che staranno buoni buoni…

  70. Marco Cimmino Says:

    Intanto, a parte la solita aggettivazione ridicola, a base di “indegno”, “abominevole” e via apoftegmando, ho ancora da sentire un’argomentazione, non si dice documentata, ma, perlomeno, dotata di un filo di coerenza logica, su quello che ho obiettato. Tra l’altro è esilarante l’utilizzo del termine “pensiero unico”, che è termine nato a destra per indicare l’ egemonia culturale della sinistra, da parte di uno che parla talmente sinistrese stretto da sembrare un parente svantaggiato di Asor Rosa. Insomma, io ho posto delle questioni, non ho bestemmiato in chiesa. E agli argomenti si risponde con altri argomenti, non con lo sdegno della domenica o con la superciliosità un tanto al chilo. Questo, almeno, nei contesti civili. Negli altri non so. Non basta dire che avremo sempre più bisogno di manodopera straniera: quello lo dice anche Soros, che non è certo un tipino umanitario. Bisogna anche spiegare il perchè. Soros, ad esempio, vorrebbe sostituire la delocalizzazione delle aziende con quella della manodopera: neoschiavismo, insomma. Il vostro perchè qual è? Ce n’è uno, o ripetete a pappagallo gli slogan che avete sentito alla tivvù? Dico a te, sdegnato paladino della giustizia: oltre ad insorgere nobilmente, sei capace di qualche processo neurale autonomo o ti caricano a molla alla mattina? Io sono qui che aspetto, ma già so che non ci sarà risposta o mi risponderanno che: a) con quelli come me non vale la pena di discutere; b) su certi argomenti non c’è da discutere; c) tutti sanno che ha ragione la sinistra; d) meglio buttarla in vacca…tutte cose già sentite…la solita fuffa.

  71. Giu Says:

    Wè wè Pol, calmati…
    1. Non bisogna esser tutti uguali, ma tutti diversi rispettandosi
    2. Bisogna agire, come hai detto tu, son stanca anchio delle tante belle (o brutte) parole, ma agire col cervello, non trascinati da un’orda di opinioni popolari frutto soprattutto di stress e insofferenza accumulati perchè i governi non hanno saputo far qualcosa, e alimentati da altre fazioni politiche.
    3. Tendi troppo a generalizzare
    4. Far entrare un immigrato, cancellerebbe la mia identità o le mie tradizioni? Capisco il Friulano anche se abito in un altro posto, anche se ci sono tot immigrati mussulmani e non. Non puoi dar la colpa ad altre etnie se i ragazzi di oggi non parlano il dialetto o non vanno alle feste di paese (non è vero! in Friuli ce ne sono a palate, e mio zio è convinto che sia colpa degli immigrati se i suoi figli non abitano di fianco a lui e tendono a parlare anche l’Italiano). La società è sempre in movimento, come la cultura, le lingue e le popolazioni…

  72. Giu Says:

    Scusate era per Marco, non per Pol

  73. Marco Cimmino Says:

    Evidentemente, non mi spiego: innanzi tutto, sono la persona meno emotiva e meno travolta da ondate di sentimenti popolari sulla faccia della terra. Per me, la questione immigrati clandestini non è diversa da quella degli omicidi colposi commessi da ubriachi o da quella del giallo troppo breve ai semafori. Una questione da affrontare col buon senso, non con la propaganda o con la disinformazione. Per questo chiedo argomenti e non slogan ai miei (si fa per dire) interlocutori. E’ talmente ovvio che non sia l’ingresso dell’immigrato a minacciare le mie tradizioni, che farei un torto alla tua intelligenza rispondendoti sullo stesso tono: il problema siamo noi, non gli immigrati. Sono le maestrine di sinistra, più realiste del re, che tolgono il crocefisso per non offendere i musulmani. I quali, in realtà, non si sentirebbero offesi per nulla, ma tant’è. E questa è cronaca bergamasca: non marziana. La verità è che la sinistra non ha fatto che predicare, per decenni, la cancellazione di ogni aspetto tradizionale, indentitario, spirituale, della nostra società: oggi, questo le si rivolta contro in molti modi. Tra questi, uno è questo malinteso spirito crociato, che, tra l’altro, è un fenomeno molto ma molto marginale. Invece che prendere atto delle sue enormi colpe e delle infinite idiozie commesse, la sinistra continua ad assumere un atteggiamento di supponente superiorità morale ed intellettuale, che non si sa da cosa derivi, ma che è lì da constatare. Il risultato è che la gente, appena sente parlare sinistrese, si volta dall’altra parte e che la sinistra radicale è fuori dal parlamento. Continuate così: fatevi del male…Mentre gli Italiani si preoccupano della realtà, un manipolo di pensatori fuori dal mondo continua a parlarsi addosso. E il brutto è che c’è ancora gente che dà loro retta. Tutto questo, scendendo de excelsis sulla terra, dà origine a penosi interventi come quello del tipo sdegnato di cui non ricordo il nick. Ma il tempo è galantuomo. Quanto al generalizzare, è logico che generalizzi: se si parla di un fenomeno antropologico mica si può analizzare caso per caso. Magari scrivere un saggio su Ahmed, uno su Abdul, uno su Omar…generalizzare è ingiusto per le minoranze statistiche, ma questa è la scienza, baby. E io sono uno studioso, non un mistico sufista.

  74. Arcobalengo Says:

    @ initaliaglieroimangano
    Non sperare in un intervento di Saponaro. E’ pappa e ciccia con questi fasci.
    Del resto è un verde del sì.
    Vedrai che salto della quaglia che farà anche lui.

  75. Arcobalengo Says:

    PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

    L’Italia avrebbe bisogno di “un forte impegno e slancio comune”, come sessant’anni fa, quando speranza e volontà diffuse fecero “rinascere il Paese in un clima di libertà” dice Napolitano.
    “Riuscimmo – dice il presidente – in quegli anni lontani a risalire dall’abisso della guerra voluta dal fascismo”.

    Giorgio Napolitano, discorso in occasione del 2 giugno.

    FASCI, TORNATE NELL’ABISSO.

  76. Mauro Invernizzi Says:

    Anche tu avresti bisogno di un grande slancio: prendi bene la rincorsa

  77. Mauro Invernizzi Says:

    Cara Giuggiù, per continuare la luuunga conversazione telefonica di ieri sera, ti invito a leggerti tutto il Corano, dove c’e’ scritto tutto (ciò che hai citato) e il contrario di tutto (tutto il resto)
    Anche di “far fuori tutti gli infedeli” e di “far conquistare il mondo all’Islam con la guerra santa”
    Chiedi consiglio a Magdi Allam che conosce Maometto molto meglio di me e di te

  78. Mauro Invernizzi Says:

    Il contrasto tra Islam e Democrazia

    Ha ragione lo scrittore anglo-pachistano Hanif Kureishi nel sostenere che «l’islam non è compatibile con la democrazia». Certamente non l’islam dei terroristi di Al Qaeda che hanno appena rivendicato l’attentato suicida che ha posto fine alla vita di Benazir Bhutto. Neppure l’islam degli estremisti islamici che praticano il lavaggio di cervello a milioni di giovani nelle moschee e scuole coraniche, indottrinandoli alla guerra santa e inculcando la fede nel «martirio» islamico. Né infine l’islam moderato nella forma ma dittatoriale nella sostanza, sostenuto dall’Occidente solo per la paura che i terroristi e gli estremisti islamici prendano il potere.

    Nell’intervista concessa a Francesca Marretta e pubblicata su Liberazione, Kureishi spiega così la sua sfiducia assoluta: «Il Pakistan è stato formato come Stato democratico per i musulmani, ma gli islamisti non sono capaci di essere democratici, perché mettono la religione davanti a tutto. Islam e democrazia non sono compatibili. Per quanto mi riguarda, il Pakistan non doveva essere creato come Stato. Doveva restare parte dell’India. Musharraf resterà al potere perché gli Usa non permetteranno che il Pakistan diventi una sorta di Stato talebano ». I fatti gli danno ragione.

    Se consideriamo gli Stati che si autodefiniscono «Repubblica islamica», quali il Pakistan, l’Iran, le Comore, Mauritania e Afghanistan, in aggiunta all’Arabia Saudita che ha adottato il Corano come Costituzione, ebbene nessuno di loro è democratico. Ma più in generale dei 56 Paesi membri dell’Organizzazione per la Conferenza islamica e che hanno una popolazione a maggioranza musulmana, nessuno rispetta pienamente i parametri della democrazia sostanziale così come è concepita e praticata in Occidente.
    Nella gran parte dei casi la democrazia è trattata alla stregua di un rito formale, che si esaurisce nella messinscena delle regole del processo elettorale per legittimare il perpetuamento dei regimi autoritari al potere e violando comunque i diritti fondamentali della persona che sono l’essenza della democrazia sostanziale.

    La storia moderna e contemporanea ci insegna che i Paesi musulmani si sono avvicinati in qualche modo all’esercizio della democrazia soltanto quando si sono apertamente ispirati a un modello complessivo di società e di civiltà occidentale, con la separazione sostanziale della sfera religiosa da quella secolare. Perché il nodo principale risiede appunto nella pretesa dell’integralismo e dell’estremismo islamico di definire religiosamente ogni minimo dettaglio del vissuto e della quotidianità delle persone. Alla base c’è la realtà di una religione che, in assenza di un unico referente spirituale, sin dai suoi esordi ha fatto leva sull’interpretazione soggettiva del testo sacro producendo una fede che è plurale ma non pluralista, proprio perché non c’è mai stata la democrazia sostanziata dal rispetto verso la moltitudine di comunità, sette, movimenti e partiti che spesso, singolarmente, rivendicano di essere i detentori dell’unico vero islam. Con il risultato che storicamente l’islam è conflittuale al suo interno prima di esserlo con il mondo esterno.
    Ecco perché la radice del male è nell’intolleranza endogena all’islam che dal settimo secolo, quando tre dei primi quattro califfi che succedettero a Maometto furono assassinati da loro correligionari, vede a tutt’oggi i musulmani assumere i panni dei carnefici della maggioranza delle vittime musulmane. E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo terrorismo islamico che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all’occupazione di una potenza straniera.

    Perfino i musulmani praticanti che beneficiano della democrazia in Occidente, compresi gli autoctoni convertiti all’islam, considerano la democrazia come uno strumento utile al radicamento del loro potere con il fine dichiarato o tacito di sostituirla appena possibile con la «shura», cioè un organismo consultivo, dove ai partecipanti è concesso soltanto definire le modalità attuative della sharia, la legge islamica.

    Perché all’uomo non è permesso anteporre la propria legge a quella divina. Fede e ragione vengono ritenute incompatibili. E anche se di fatto non esiste una versione unica e condivisa della sharia, tutti gli integralisti e gli estremisti islamici sono però d’accordo nel rifiuto della democrazia sostanziale.

    Magdi Allam

  79. Marco Cimmino Says:

    Come volevasi dimostrare: un po’ resistono, ma, poi, devono mostrare la loro vera faccia. E’ più forte di loro. Visto che gli argomenti mancano, la satira delude, l’uditorio non è unanime e bulgaro e il webmaster non è sfacciatamente di parte, non rimane che la strada del: lascia perdere, sono fasci. Fascio io, e vabbè, fascio Invernizzi, che già mi pare un tantino meno probabile, fascio perfino Saponaro, che mi risulta essere di sinistra. Insomma, o uno la pensa come me oppure è un fascio, non si scappa: questo a prescindere dalle bischerate assolute che sono in grado di postulare. E dunque, di nuovo e una volta di più, viene dimostrato che la sinistra bifolca e radicale è intollerante e tirannoide quanto e più di un manicheo, che è disperatamente priva di argomenti e di capacità argomentativa e che è ferma a slogan vecchi di trent’anni. Ed è per questo che gli Italiani l’hanno cancellata: perchè la gente non crede più a chi blatera vanamente di democrazia, di tolleranza e di pace, e nei fatti dimostra di non avere la più pallida idea di dove stiano di casa. Ammetto che, culturalmente, lo scontro era impari, però, per trovare qualcuno, non si dice di normale, ma meno che cretino, da quelle parti ci vuole il miscroscopio a scansione: non è colpa mia se gli interlocutori sono questi. Trovatemene di meno pirla…Il bello è che più si danno da fare e più peggiorano la propria posizione: proprio degli idioti!

  80. arcobalen Says:

    Vedo che il funs club si alimenta delle solite comparse (2).
    Saluti

  81. Arcobalengo Says:

    Hai proprio toccato il “fondale” ciccio.

  82. Marco Cimmino Says:

    Beh, tra “funs club” e “toccare il fondale”, viene da pensare che o siete la stessa persona, o siete fratelli, o avete frequentato le stesse scuole…ahahahahahah! Il bello è che riuscite anche a prendervi sul serio coi vostri “funs club” e i vostri “fondali”: nemmeno vi accorgete delle bestialità che riuscite a scrivere! Continuate così, che mi diverto come un matto…funs club…impagabile!

  83. arcobalen Says:

    Bravo, impagabile: come quel tizio che pretendeva soldi per una comparsa in TV.

  84. Arcobalengo Says:

    Fascio, il “toccato il fondale” era dedicato a Inver., che pensa che lo sfondo del computer si chiami, appunto, fondale.
    Se non capisci le cose astieniti, dai.
    Non segui. Non segui.

  85. Marco Cimmino Says:

    Ma credi davvero che non avessi capito: la triste cosa era il calembour (spero tu sappia cosa vuol dire) non l’uso adenotativo. Mi sottovaluti sempre, zecca: è un grave errore strategico. Il dramma è che sei tu a non capire, e mi fai anche la lezioncina…Quanto all’altro furbone, si dice “comparsata” (la comparsa è la persona che fa la comparsata) e, personalmente, se ti riferivi a me, non ho mai preso nemmeno il rimborso spese dalla Rai, figuriamoci dei soldi per fare ventisette minuti di trasmissione a Videobergamo. Se vuoi, ti do il numero del mio commercialista…ti troverebbe pittoresco!

  86. Pol.sco. Says:

    E tu perchè non prendi un “frontale”?

  87. Arcobalengo Says:

    Dici cose che non c’entrano un cazzo, ciccio, ti rendi conto?
    Anche quando arringhi fai cosi?
    Ma forse non ti rendi ormai più conto di nulla.

  88. Giu Says:

    Neanche “i miei bambini”, come li chiama E., hanno questi comportamenti…Ora, o lasciate posto a chi vuole discutere di cose serie e non degli errori che fate voi o fa Pol.sco., o vi invito caldamente a farvi dare lezioni di recupero insieme a loro…

  89. Arcobalengo Says:

    Brava. Spiegaglielo tu a Polskino.

  90. Pol.sco. Says:

    Ci sentiamo tutte le sere al telefono e con messaggini durante la giornata
    Ormai ci conosciamo meglio dei nostri rispettivi compagni
    E certe volte parliamo anche di te
    Ciao giuggiu’, ti ho risposto all’e'mail

  91. arcobalen Says:

    Cimino sii coerente con i tuoi propositi preelettorali e se leggi cerca di capire anche i tuoi scritti. Non oso immaginare quanto sarà pittoresco il tuo commercialista.

    @Saponaro, Gaber ha sollevato un interrogativo realmente condiviso….

  92. Marcello Saponaro Says:

    Gaber può stare tranquillo che non ho (ancora) bannato il suo nick precedente.
    Ma quanto a chiedere di estromettere gli altri………………

  93. Roby Says:

    Quoto Arcobalengo per me uno dei blogghisti più utili presenti.

  94. Gaber Says:

    @Saponaro
    Si rilegga la normativa sulla privacy e sia estremamente più chiaro.

  95. Arcobalengo Says:

    Grazie Roby.

  96. Arcobalengo Says:

    @Saponaro
    Me lo spiega perché non ha pubblicato il mio post con la bio di McCain?
    Siamo alla censura preventiva di bushiana ispirazione?

  97. marcello saponaro Says:

    @Gaber

    da nessuna parte in tutta la normativa sulla privacy c’è scritto e ci potrebbe essere scritto che io non posso dire che un troll che utilizza due nick diversi sono la stessa persona….

    @ Arcobalengo

    boh! ha fatto tutto wordpress da solo… sicuramente avrà scritto una delle parole sottoposte a “censura”… Preventiva? Beh, si, mi sembra però sufficientemente incruenta… anzi… quasi quasi si sta meglio…. :-)

    Marcello

  98. marcello saponaro Says:

    @Arocobalengo

    oppure conteneva più di due URL… in quel caso viene identificato come “spam”. Tutta la pubblicità dei medicinali (che non posso nominare altrimenti non viene pubblicato neppure il mio commento) utilizzano infatti molti link e per questa ragione ho impostato wordpress affinchè li cestini tutti automaticamente….

  99. E. Says:

    il troll che vanta il diritto di non vedersi contestato l’utilizzo di più nick invocando la normativa sulla privacy è una gemma che custodirò gelosamente.

  100. arcobalen Says:

    Il diamante grezzo che sottolinea la gemma va riposto in apposita cassa…panca.

  101. Pol.sco. Says:

    Incredibile: si usa indebitamente il cognome di un grandissimo cantautore purtroppo ormai deceduto per far sembrare che il gruppetto di troll sia aumentato nel numero
    Il povero Giorgio (proprio lui che contestava certa becera sinistra) si rivolterà nella tomba!

  102. arcobalen Says:

    Quando parli di troll t’includi ?

  103. Pol.sco. Says:

    Non più
    Ho peccato in gioventù, lo ammetto
    Ora, guardando i troll, mi sono reso conto di quanto facciano pena agli altri

  104. arcobalen Says:

    Non fare così, dai perdonati.

  105. Gaber Says:

    Polko, senta un po’ il Grande chi criticava:

    “Io se fossi Dio,
    quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
    c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
    che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
    è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.

    Io se fossi Dio,
    un Dio incosciente enormemente saggio,
    avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
    ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
    quella faccia che era!”

    (Io se fossi Dio – 1980)

  106. pol.sco. Says:

    Non si storpiano i nick, se no ti chiamo Gruber
    Solo Giu può farlo perchè so che mi vuole bene

  107. Gaber Says:

    Piaciuta la canzoncina, Polsko?

  108. Pol.sco. Says:

    Giorgio Gaber era un grande uomo
    Utilizzarlo come nick lo si dovrebbe meritare
    Quantomeno chiedere il permesso alla sua amatissima moglie, Ombretta Colli
    La trovi alla sede di Milano di Forza Italia

  109. Gaber Says:

    Ma la canzoncina, Ponko?

  110. pol.sco. Says:

    Bella; la cantavo anch’io

  111. wallace Says:

    No centrali nucleari in finanziaria, basta politiche buoniste con gli psicotici alla Ferrara.

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