Morte a 3 euro, schiavi a gratis

22 maggio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Legalità | 957 visite.

Paolo Berizzi inizia il tour di presentazione del suo libro. Da Milano. E’ un libro importante, frutto di un bel giornalismo. Per scrivere il reportages su Repubblica e, poi, infilatosi il berretto ha venduto le proprie braccia al mercato degli schiavi. Al Cairo? No, a Piazzale Loreto, nel cuore della “Regione locomotiva d’Italia”, come recita la retorica…
Qui, di seguito, l’invito per lunedì 26 maggio alle 18.30.
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Clandestinità, lavoro nero e morti bianche

LUNEDI’ 26 MAGGIO ore 18.30
Milano, Camera del Lavoro – C.so di P.ta Vittoria 43

Paolo Berizzi
Morte a 3 euro
Nuovi Schiavi nell’Italia del Lavoro

Baldini Castoldi Dalai editore

Intervengono
Ferruccio de Bortoli, Pietro Ichino, Onorio Rosati

Il mercato degli uomini è una delle piaghe più dolorose, nascoste e tollerate di un Paese che dimentica in fretta e non vuole imparare. Paolo Berizzi, una delle firme emergenti del giornalismo d’inchiesta italiano, si è dedicato a una delle più grandi vergogne nostrane, spesso protetta da moralismo di facciata. Berizzi si è infiltrato nel sistema osceno del lavoro che uccide, quello del caporalato e del lavoro nero ma anche quello delle occupazioni sottopagate e pericolose; ha lavorato e rischiato la vita per pochi euro e ne ha scritto tratto un’inchiesta emozionante e terribile, un saggio unico nel suo genere. Una galleria di ritratti crudi e ferocemente necessari a scuotere le coscienze di chi finge di non vedere quelle file di uomini stanchi, provati e umiliati, di chi finge di non capire i motivi di tante improvvise fughe e suicidi, di chi lascia che tutto questo accada in nome di uno strano, incomprensibile quieto vivere, tutto italiano

«A un certo punto mi assale l’angoscia dell’infortunio, e non mi mollerà più. Paura di finire schiacciato sotto un blocco di tavole di ferro, quelle imbracate da una corda consunta che dal cortile vedo piombare giù dal settimo piano del ponteggio, e se perdi l’attimo, o ti distrai, o se una di quelle lastre che devi afferrare prima che tocchino terra si ribella alla morsa del moschettone, rimani sotto. Il terrore di venire travolto da una betoniera. Stritolato da un cavo d’acciaio. Che le braccia cedano, o semplicemente di scivolare dall’impalcatura dove mi fanno arrampicare anche se sono nuovo del mestiere.»

«Ti reclutano all’alba e ti scaricano nei cantieri dove rischi la vita per pochi spiccioli, e se ti fai male ti lasciano lì in strada. Mai visto, mai conosciuto. Nemmeno al pronto soccorso puoi andare. Altrimenti metti nei guai chi ti ha assunto. E perdi il posto.»

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One Response to “Morte a 3 euro, schiavi a gratis”

  1. Arcobalengo Says:

    Si è detto poco, ma proprio ieri è morto un lavoratore nella tuberia di Emma Marcegaglia, neo confindustrialessa, che oggi sbraitava contro le morti bianche.
    Anche questo è mercato degli uomini. Del resto per i liberisti il mercato ha sempre ragione.

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