Il sole non ha più niente da ridere…

11 maggio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in politica, verdi | 62 visite.

Il Consiglio Federale dei Verdi è terminato. Nonostante il più basso livello di autorevolezza mai raggiunto dalla dirigenza verde in vent’anni di storia, nonostante la più devastante sconfitta elettorale dalla nascita dei verdi, il Consiglio Federale ha votato per la continuità. La mozione Lo Melo / Roggiolani ha raccolto quasi l’80% dei voti dei consiglieri federali. La nostra mozione il 20%. Cosa chiedevamo? Chiedevamo un ricambio radicale di classe dirigente e di programmi. La Sinistra Arcobaleno è fallita, lo hanno deciso i cittadini. I dirigenti che ci si sono buttati dentro nel vano tentativo di salvare il proprio seggio parlamentare hanno fallito.
La mozione che ha perso, la mia, era sostenuta anche da Marco Boato, Monica Frassoni, Maurizio Baruffi, Barbara Diolaiti (prima firmataria e preziosissima coordinatrice del gruppo “ferrara”), da Milano con il cuore da Carlo Monguzzi, e poi da Sauro Turroni, Maurizio Pieroni, Ilaria Ferri e e Gabriele Volpi, da Pietro Mezzi e Massimo Molteni, e da tanti altri bravi e generosi militanti e consiglieri federali con i quali proseguiremo ora il percorso di ricostruzione dell’ecologismo politico in Italia.
Abbiamo sperato nello scatto d’orgoglio del Consiglio Federale, nel suo affrancamento dalla logica delle tessere, dei cammelli, dei pullman di iscritti sulla tratta Napoli-Roma. Non è avvenuto.
Il Consiglio Federale ha approvato un unico dispositivo (neppure una mozione, non una riga di politica, non una riga di strategia) che delibera di affiancare l’Esecutivo Nazionale con un “Comitato di Garanzia” di dodici persone che saranno elette dallo stesso Consiglio Federale sulla base delle cordate e delle correnti. E’ dividersi le spoglie del morto.
Ora vedremo il da farsi. Il Congresso si terrà entro luglio coon le stesse tessere del 2007.
Le dimissioni di Pecoraro non bastano. Pensare di salvare la baracca sostituendo Pecoraro con i dirigenti che ha selezionato in questi sette lunghi anni è perverso.

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39 Responses to “Il sole non ha più niente da ridere…”

  1. LETI Says:

    beh quantomeno mettiamoci negli affari dei pullman sulla tratta Roma – Napoli visti i prossimi appuntamenti in soli 2 mesi……..

  2. Pol.sco. Says:

    Sono totalmente solidale con te
    Mi ha stupito molto l’esito, dopo quello che è successo in Italia
    Consolati con questo sincero giudizio di un ex verde (che è anche disposto ad iscriversi in caso la minoranza diventasse maggioranza)
    Il miglior consigliere comunale a Bergamo: Roberto Bertoli
    Il miglior assessore della giunta Bruni: Fausto Amorino
    Il miglior consigliere alla Regione Lombardia: marcellino

  3. Andrea Says:

    Non ero a Roma perché – purtroppo – non faccio parte del Consiglio nazionale. In questa settimana ho fatto circolare il più possibile la proposta di azzerare l’intero vertice dei Verdi per evitare la solita soluzione all’italiana (che di fatto mi pare si sia verificata…) e dar vita ad un comitato di reggenza straordinaria costituito da chi, nel nostro movimento, non si è compromesso col “pecorarismo” e da esponenti del mondo eco-ambientalista, affidandone il coordinamento a Maurizio Pallante.
    Il tuo resoconto è, a dir poco, deprimente. Eravamo al bivio: cambiare gestione o tirare giù la saracinesca e temo si vada verso questa seconda soluzione. Ma non dobbiamo lasciare che le piccole ambizioni di qualcuno annientino una grande idea di tanti.
    Rilanciamo il progetto originario di Liste Verdi, equidistanti sia dalla Sinistra Arcobaleno che dal Partito Democratico.
    Voi che avete un peso maggiore, non mollate. Non molliamo!

  4. Arcobalengo Says:

    Perde la mozione delle damine da canile come Saponaro.
    Una fortuna per i verdi.

  5. Pol.sco. Says:

    Insultare il padrone del blog è la cosa più indecente che potevi fare
    Continua a insultare me ma lascia stare marcellino!

  6. Arcobalengo Says:

    Proprio non resisti a fare il lacchè del padrone di turno, eh…

  7. Pol.sco. Says:

    Quando rispetto una persona, posso prenderla in giro ma la difendo quando c’e’ bisogno

  8. Arcobalengo Says:

    E’ la lingua che parte da sola…

  9. E. Says:

    I verdi sono controllati da anni dai “signori delle tessere”, persone con nomi e cognomi e che per individuarli basta scorrere i posti creduti sicuri nella liste di sa alla camera.

    Questi signori, che in questi giorni potete trovare sull’uscio del sindaco di roccacannuccia ad elemosinare un assessorato della pace (cosa non si fa pur di non tornare – ma per molti si tratterebbe di un esordio assoluto – a lavorare), hanno deciso di rimanere attaccati ai verdi per mancanza di alternativa: nessuno li vuole, e il sole che ride una manciata di parlamentari europei può ancora garantirli. oltre che qualche consigliere comunale qua e là e, appunto, qualche assessorato o qualche nomina in una municipalizzata o in un ente a 2.000 euro al mese.

    Questo però riguarda loro.
    Il punto, per gli altri, è cosa fare: cosa fare in un partito che di fronte allo 0,% decide a larghissima maggioranza (l’80%) di non cambiare nulla? Cosa fare in un partito controllato militarmente dai signori delle tessere?

    L’opzione di rimanere per fare una battaglia interna è legittima. Basta non venire a dire, tra qualche tempo, “io non sapevo”.

  10. Arcobalengo Says:

    Bé, se volevano posti e soldi sapevano che oggi si trovano soprattutto nel PD.
    La Bonino ci ha tirato su un bel gruzzoletto e tanti posti al sole…

  11. Verdi Riformisti Says:

    Durante il consiglio federale è stata presentata un’altra mozione…proprio nelle mani di Marcello, però non per colpa sua …ma per “burocrazia” del consiglio. Visto che la presentazione non è avvenuta entro le 10.00 ma bensì alle 12.00 – non è stata accolta per il voto … ma solo come contributo alla discussione … quale ???? quella che faremo a Luglio?

    Mozione Verdi Riformisi – Calabresi

    <> Robert Louis Stevenson

    Roma – Era febbraio 2008, cioè 2 mesi prima del voto, sicuramente tardi, per indicare percorsi diversi, ma abbiamo sentito lo stesso la necessità di varare in Calabria il progetto dei VERDI RIFORMISTI. L’idea era quella di porre una seria discussione che dava la possibilità a laici e Cattolici del nostro partito di condividere uno spazio politico comune, indispensabile per avviare un percorso verso nuovi obiettivi, prima di arrivare ad una “fusione totale” nella Sinistra Arcobaleno.

    Adesso, in particolare dopo il voto, abbiamo percepito che molti “verdi moderati” hanno avuto il timore di vivere qualche contraddizione, per la scelta verso la “sinistra radicale”, tradendo il riferimento al nostro storico slogan : “né a destra… né a sinistra… ma avanti !” Purtroppo,come abbiamo visto non possiamo stare da una sola parte, escludendo ovviamente i più deboli ! In una società così complessa, in cui la battaglia sacrosanta per l’ambiente non può essere combattuta solo in nome di astratti ideali e di pregiudiziali ideologiche, la lotta politica non deve prescindere dal concetto di equità sociale. Adesso, però, solo dopo il voto, abbiamo compreso la lontananza avuta con la realtà del Paese. Gli operai hanno votato per Berlusconi e per Bossi. La politica che ci è mancata sicuramente è stata quella di non capire i reali bisogni della gente… non abbiamo compreso che oggi il precariato non riguardava solo la classe operaia, ma anche tanti giovani professionisti, neo laureati, commercianti, la piccola e media impresa … questa purtroppo è l’Italia che non abbiamo ascoltato e che abbiamo dimenticato! L’assillo dei problemi quotidiani della gente comune è stato fuori dalle nostre analisi ideologiche e astruse. Se siamo stati spazzati via, senza pietà, travolti nella nostra retorica sulla sinistra e sul bisogno di sinistra, fallendo soprattutto sulle nostre tematiche come la questione dei rifiuti . Forse c’è lo siamo meritati ! L’analisi politica di una sconfitta porta con se strascichi che non si colmano se non con la riedificazione di modelli nuovi, senza escludere e senza abbandonare la propria storia e le fondamenta consolidate. I dati che si intrecciano nelle varie analisi ci fanno tutti orfani di una politica con ideali forti, ma confusa e trincerata in posizione nette, dove per principio si è costituito un drappello di difesa dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile della società, ma che di fatto ha evidenziato, prima di ogni cosa, una rottura interna e un distacco dalla base dei militanti che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni della disfatta. Dall’inizio del nuovo millennio, il movimento ambientalista Italiano non ha superato concretamente il limite sulla quale si è inabissato e procedendo a tendoni sulla linea politica di centrosinistra non ha potuto che essere un protagonista relativo della proposta di rinnovamento del paese dettata e conclusasi con il Governo Prodi. I Verdi, con le contraddizioni interne e la divisione distaccata dalla base, aiutati dalle diatribe indiscusse di alcuni vertici del partito, non hanno suscitato quella sensazione di cambiamento, che dal 1999, si prospettava lungo il cammino del sole che risorge. Il lato buono del messaggio, se si può considerare tale, è stato “esportato” negli altri partiti e addirittura nelle altre coalizioni. Questa per la comunità può essere valutato con uno stimolo di crescita e idealmente si sottopone ad un processo di sviluppo che valuta gli impatti ambientali come espressione socialmente indispensabile, ma la pratica, senza veri ambientalisti a rappresentare l’istanza ecologista, può essere diversa e il rischio di strumentalizzazione utilitaristica degli incentivi sull’ambiente diventa un pericolo di portata rilevante, in tutti i punti di vista. L’errore del movimento ambientalista, inteso come organizzazione per rappresentare l’istanza democratica ecologista e cercare il consenso, anche come forma di sensibilizzazione delle masse, è legato prima di tutto ad una questione che concerne la mentalità dell’ecologista in genere. Si deve avere il coraggio di prenderne atto: la lotta del movimento a difesa dell’ambiente funziona solo quando le emergenze sono definite e se l’azione non è determinante, sulla risoluzione delle emergenze, affonda! Il secondo motivo è strettamente legato all’organizzazione. Un Partito di per se è un organizzazione differente dalla concezione del movimento concepito come insieme di associazioni e persone che si mobilita per protestare, o condurre una lotta pacifica per difendere e attuare una proposta. Nel movimento gravitano diverse anime e non essendo omogenee, ma di diversa estrazione o cultura politica individuale, non pensano nemmeno, in genere, di innestarsi in un organizzazione che si immagina più complessa e che a scopi sociali ben delineati. Il movimento nasce e muore dove comincia, ha uno scopo preciso, senza che vi siano obblighi morali ulteriori da conseguire e senza che vi siano particolari preclusioni, agisce localmente e non esclude la possibilità che l’esperienza venga ad essere immessa o assorbita dalle organizzazioni partitiche, ma il processo si relega più nelle sfera del personale: è individualistico. E’ più facile trovare un nuovo leader nel movimento che un gruppo di persone che fondano una sezione di partito. La radice dell’organizzazione partitica è la mobilitazione, l’aggregazione civile delle associazioni e dei comitati, ma non è nient’altro che il sostegno fondamentale, la base dove si poggiano i primi pilastri dell’organizzazione, che sono gli uomini che fanno il Partito. Questa nostra puntualizzazione è giusto per replicare a chi propone l’idea di tornare ad essere movimento. I Verdi che vogliono affrontare il futuro dovranno raccogliere e arginare la diaspora che c’è stata nel corso degli anni nella realtà ecologista, puntando alla lungimiranza di un Egemonia che sia espressione di un grande famiglia di idealisti e, allo stesso tempo, il crogiolo di una società sostenibile. Bisogna avere il coraggio, però, di mutare l’atteggiamento e di aprirsi a questa difficile prospettiva. Il ceto moderato italiano, quello che si definisce tale e che attualmente possiede l’egemonia in questo paese, ha dettato le regole di una piattaforma precisa per rappresentare la politica democratica. Il concetto di voto utile, dannoso per tutti i partiti che non sono diretta espressione dell’eredità intellettuale moderata proveniente dal passato e imposto nei quadri dei nuovi gruppi di potere, ha dato il colpo definitivo alle metodologie di militanza che non hanno rinnovato gli atteggiamenti, i colori e le espressioni delle proprie organizzazioni. Un paese che ha bisogno di certezze come L’Italia, volutamente imposte o dolorosamente avvenute in virtù di errori programmatici e politici che si ripercuotono nell’economia e nel sociale, non sceglie di stare con chi non ha prima di tutto fermezza egemone e proposta utile immediata. I moderati di destra e di sinistra hanno cambiato la legge elettorale proprio per far si che ciò avvenisse e per abbattere l’istanza che veniva dalle forze dal basso, considerate estreme per semplice convenzione, o per propensione di alcuni gruppi di essere tale. Quello che è definito il terzo, ma il più grande errore dei gruppi minoritari in parlamento, è stato proprio l’accettare il gioco imposto dai gruppi egemoni, dal punto di vista delle prospettive. Grazie a questa metodologia non sarà possibile rappresentare i propri ideali in parlamento neanche in futuro, se non con forze esigue, e che probabilmente, non saranno in grado di determinare neanche l’approvazione di alcune leggi o proposte per il Paese. Per questo occorre riorganizzare la politica dei verdi ripartendo dal basso, dalle istanze locali. Se andiamo alle radici delle ultime sconfitte elettorali, paghiamo l’incapacità a trasformare le idee in pratiche alternative, la debolezza strutturale dei verdi, l’appiattimento su tematiche da sempre le stesse, il cattivo rapporto tra rappresentanti istituzionali e le istanze di base. La mancata percezione di una società che in 20 anni è radicalmente cambiata, con nuovi bisogni, con un senso di insicurezza sempre maggiore, con una globalizzazione che ha messo in ginocchio ampie fasce di popolazione e precarizzato il lavoro. Sono ancora sul tappeto ed irrisolti i temi che ci hanno visto protagonisti da sempre di ampie lotte ambientaliste: la raccolta differenziata, l’energia alternativa, la nuova occupazione legata all’ambiente, ecc. Ci siamo logorati al nostro interno, ci siamo divisi per questioni di ordine personale. I temi ambientali sono ancora al centro di tutte le agende politiche a livello mondiale.

    I Verdi riformisti vogliono RIPARTIRE DAI TERRITORI !! Questo slogan, bisogna dire, è anche il motto lanciato dalla Federazione Regionale della Calabria, con la quale abbiamo condiviso questa strategia, perché la riteniamo molto utile ed interessante per il partito. Per questo, oggi, presentiamo la nostra mozione, che per prima cosa vuole rafforzare la proposta esposta dall’Esecutivo Regionale della Calabria, che prospetta il ritorno al federalismo regionale del partito. <>

    Perché un partito riorganizzato con la flessibilità di un movimento locale può essere un punto di forza fondamentale, ma non abbastanza efficace nella lotta per raggiungere L’egemonia e imporre il proprio peso di ideali e di istanza nella dialettica della risoluzione dei problemi della nazione. Per gli ambientalisti le regole sono chiare e per ritornare in parlamento bisogna ripartire dai territori, con il sistema federativo. Imporsi un cambiamento dei vertici non è solo necessario, ma è essenziale anche modificare la metodologia di base con un apporto di responsabilità più definite. Il tempo, attualmente, permette di riflettere molto bene sulla situazione e sebbene si possa esprimere che il cammino si fa camminando, si deve ritenere necessario un cambio di mentalità e di metodologia più conformata per il confronto con i gruppi egemoni e verso la conquista della stessa con linfe programmatiche già testate in altre realtà d’Europa. Gli incentivi per migliorare il metodo di rappresentanza interno al partito dei Verdi dovrà vertere percorrendo l’esperimento testato del federalismo regionale in tutti i termini come primo punto del nuovo approccio con la politica, poi bisogna ritrovare il senso che permette di raccogliere la sfida della rinascita con gradualità, formando una momentanea costituente allargata per affrontare, come primo appuntamento, le Europee del 2009 con le amministrative, e poi suggeriamo l’apertura sperimentale di un nuovo corpo politico dirigenziale che valuti con attenzione le possibilità di formare una piattaforma culturale comune con i partiti e i movimenti vicini al mondo dell’ambientalismo, al fine di forgiare uno strumento che si appropri dell’Egemonia intellettuale che apparteneva al popolo ecologista e formi nuova classe dirigente per il futuro, meno orientata verso l’utilitarismo economico e l’estremo liberismo e più proiettata verso le ideologie progressiste legate allo sviluppo sostenibile e all’uguaglianza della società civile.

    Creare una nuovo percorso che rappresenti la storia del movimento che ha caratterizzato la Sinistra italiana nelle varie espressioni, ma che sia pure la base di rilancio di un nuovo modo di fare politica e di rappresentare le esigenze dei cittadini, partendo si da un federalismo democratico, ma senza tralasciare le sfide, i territori, la gente comune, senza trascurare l’aspetto determinante dell’alternanza democratica e la libertà dal bisogno delle famiglie italiane. Per questo il partito non deve continuare a frantumarsi, ne in divisioni interne, ne nel girare attorno all’universo delle “mozioni”, ma che trovi una sintesi condivisa. Di fronte ad un esercito svariato, senza valori e senza colori, bisogna formare una sola tenaglia omogenea d’attacco, capace di imporsi nella sfida per il futuro e di creare proposta utile, nel divario che ci differenzia nella vita di tutti giorni da quelli che oggi fanno le file maggiori del PD e del PDL. In pratica costruire per il futuro una nuova proposta. Dobbiamo avere il coraggio di scuotere le nostre fondamenta ideologiche ed etiche per formare un Laboratorio Politico che guardi alla società moderna. i Verdi tedeschi, ad esempio, dopo la sconfitta hanno iniziato nuovi dialoghi, hanno dato l’impressione di rimanere concreti, aperti alle novità, attenti alle nuove tendenze, e in generale alla ricerca di un ragionevole equilibrio tra la difesa dell’ambiente e lo sviluppo dell’economia. E perché no ! ascoltare anche un vecchio motto di un “Grande” … diceva Alex Langer : <> purtroppo non sapremo mai, se oggi lo avrebbe pronunciato e se ci avrebbe indicato questa strada.

    La nostra proposta è chiara, quella di costruire con il modello LABURISTA il futuro della Sinistra Ecologista Democratica. Come successe in Inghilterra, dove forze minori con identità omogenee si unirono per ripartire dai territori e rilanciare le loro idee. L’azione verso il metodo “riformista” è nell’approccio ai problemi che tenga conto della necessità di governare per risolvere gli stessi senza adottare delle scelte che possano portare ad una radicalizzazione dello scontro politico e ad un arroccamento sulle proprie posizioni.

    In futuro crediamo questo toccherà a noi ! Dalle ceneri bisogna risorgere … e soltanto dalla base e dai territori si può ripartire, unitamente alle forze moderate Socialiste- Democratiche- Liberali e Cattoliche in Italia, perché ormai da soli, purtroppo, non si va da nessuna parte. L’ambientalista del futuro è un soldato della democrazia che vuole un partito efficiente, che non lascia isolati i propri militanti in ogni parte della nazione. E’ per se stesso un uomo che crede nei valori della giustizia e della uguaglianza dei diritti, un lottatore pacifista che sogna un mondo diverso, fatto di rispetto, senza violenza e oppressione, senza sfruttamento e dittature. E spera che la forza della ragione si concretizzi nel proprio paese.

    Verdi Riformisti

    Sottoscritta : Verdi del Tirreno – Scalea – Cetraro – Orsomarso – Praia a Mare ed altri …

    Questa mozione è stata accolta dalla Presidenza, ma purtroppo non è stata votata, perchè non è stata presentata nei tempi prestabiliti dal Consiglio Federale Nazionale – Quindi, rimane come contributo alla discussione sul futuro dei Verdi Italiani – che si stabilirà con ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI LUGLIO.

  12. Nicola Ruggiero Says:

    E’ possibile sapere i contenuti delle altre mozioni? Marcello, potresti anche ragguagliarci maggiormente e con precisione su ciò che è avvenuto sabato e domenica?

  13. rigitans Says:

    allora, la vogliamo organizzare una seria ooposizione con le palle al internod ei verdi? vogliamo mandarci acnhe a quel paese se questos erve a salvare una cultura ecologista? io non mi iscriverò mai ad un partito che fa finta di cambiare come nel gattopardo. non perderò il mio tempo, i miei soldi, il mio stress, il mio impegno, anni di vita per dare la possibilità a pecoraro e i suoi bosy di continuare ad avere poltrone, e cambiarle nel tempo se se ne libera una migliore. questa gente deve avere il pudore di chiedere scusa pubblicamente, scendere dal palco e sedersi tra i semplici iscritti.

    io sono stanco. i verdi cadono a picco, acqua da tutte le parti. i giovani non si avvicinano piu’ ai verdi, e quelli che vengono con entusiasmo(come il sottoscritto) fuggono a gambe levate per la delusione e la rabbia. si mettano una mano sulla coscienza non tanto i capetti(quelli vanno epurati e basta) quanto quelli col numeretto delle truppe cammellate, in cerca e in paziente attesa di una poltroncina per non sentirsi degli sfigati…ma ragazzi miei, per me far parte di una truppa cammellata è essere sfigati!

    io vedrei bene un bello striscione con su scritto”toglietevi dalle palle”, e dovrebbero essere i giovani verdi a farlo. naturalemente la vena polemica(fino ad un certo punto) serve a mettere in chiaro alcuni punti senza i quali l’esperienza dei verdi è già finita. o ci si chiarisce subito o si fa prima a dividersi tra chi sceglie il pd e chi la sinistra arcobaleno.

    patti chiari, amicizia lunga.

  14. Kuda Says:

    Marcello, da simpatizzante verde lombardo comprendo a pieno le tue ragioni e anche la tua delusione, io sono con te, questo movimento va rinnovato dall’interno, completamente, oppure rifondato.

  15. E. Says:

    rigitans, se hai voglia di investire tempo, energie e denaro all’interno di un partito che da lustri non supera il 3% e che oggi è allo 0,%, che è ridotto al suo interno ad essere un partito regionale campano-laziale controllato con maggioranze bulgare attraverso il cammellaggio professionale non solo non celato ma addirittura esibito (il dettaglio di marcello sulla mancanza di interventi è quanto di peggio si possa sentire se si ha in mente l’idealità che dovrebbe accompagnare le persone nell’adesione ad un partito), fai pure.

    non avertene se altri cercano di impiegare altrimenti il proprio tempo.

  16. arcobalen Says:

    Nemmeno tre mesi fa forza italia era considerata un ECTOPLASMA da Berlusconi colui che non muove foglie se non dopo un consulto con l’”astrologo” Branco…

  17. Pol.sco. Says:

    Infatti ha fatto nascere il Popolo delle libertà

  18. Arcobalengo Says:

    Mai come in quel caso avremmo benedetto la 194.

  19. florence Says:

    perchè non publicate le due mozioni, la vincente al 80% e quella del 20%. così noi simpatizzanti e militanti potremmo vedere le differenze.
    Tuttavia per il congresso di luglio, aver stabilito nuovi rappresentanti 4 al nord , 4 al centro, 4 al sud e isole mi sembra una buona prova di pluralità, o no? Il cambiamento mi sembra che ci sia: prima erano tutti concentrati in una regione.!!!!. In bocca al lupo e spero che tutti voi facciate un buon lavoro di coordinamento. L’Italia ha bisogno degli ambientalisti nelle istiuzioni da contrapporre agli inceneritoristi di Matteoli e Realacci.

  20. E. Says:

    mi sa che sei un po’ a digiuno di dinamiche assembleari.

    la mozione che ha preso l’80% lascia le cose così come stanno sotto tutti i punti di vista: soprattutto non tocca il sistema del controllo dei pacchetti di tessere, concentrate in massima parte in campania (dove però il nostro amato presidente non ha voluto presentarsi preferendo la confinante puglia … strano!) con l’inevitabile conseguenza che a luglio assisteremo, o meglio assisteranno perché non credo che siano in molti a volersi far prendere in giro per l’ennesima volta, alla solita farsa delle assemblee preconfezionate ad uso e consumo dei soliti noti.

  21. Arcobalengo Says:

    Matteoli e Realacci sono inceneritoristi sfegatati, ma state attenti anche a Saponaro, lui è un verde del sì. E questi vanno guardati a vista.

  22. arcobalen Says:

    La Prestigiacomo è una rigassificatrice forsennata

  23. Pol.sco. Says:

    Meglio un verde del sì che un Pecoraro del no

  24. arcobalen Says:

    sì all’aborto naturalmente

  25. Verdi Riformisti Says:

    I Verdi Riformisti per la prosssima Assemblea Nazionale che si terrà a Luglio, proporranno nuove norme per futuro Esecutivo che in linea di massima dovrà avere questi presupposti :
    Proposta per il futuro Esecutivo – dovrà essere formato da una rappresentanza del 50% di persone che non hanno mai ricoperto incarichi istituzionali in Provincie e Regioni e l’altro 50% spetterà a chi non ha mai svolto il ruolo di Deputato o Senatore della Repubblica Italiana.
    Una rappresentanza dovrà essere per gli Over 20/30 giovani Verdi – In realtà si propone un esecutivo così composto:
    Es. 7 componenti + il portavoce
    max 2 ex deputati o senatori -
    max 2 ex consiglieri /assessori Provinciali e Regionali
    1 rapp. Over 20/30 Giovani Verdi

    Si dovrà raggiungere l’obiettivo minimo, con almeno la presenza di 2 persone che non hanno mai ricoperto nessun incarico nell’esecutivo e nel consiglio federale nazionale dei Verdi.

    Cordiali saluti

    P.S. Per quanto concerne il sistema “anticasta”: limite di 2 legislature consecutive, che c’era ma è stato tolto, siamo convinti che oggi è indispensabile rintrodurlo … anche per essere più credibili con noi stessi. Crediamo che ci dovrà essere l’impegno di tutti i Verdi, affinchè siano introdotte norme tese a favorire il ricambio della classe dirigente del partito.

    Per chi vorrà sostenere la nostra proposta, la potrà sottoscrivere tramite email – verdiriformisti@libero.it -
    Oppure tramite dichiarazioni: In questo Blog o nel sito http://www.periodicoilfaro.net

  26. Pol.sco. Says:

    Meglio un Boato con molte legistlature alle spalle che un Pecoraro junior ed i suoi cammellini

  27. arcobalen Says:

    Sì all’aborto

  28. Arcobalengo Says:

    Boato quante volte è riciclato?

  29. TM Says:

    E, non ho capito se hai una proposta o fai solo disfattismo.

  30. E. Says:

    disfattismo allo 0,% è difficile anche volendo.
    vuoi soluzioni pronte? ne ho pochine.

    un’idea però si. che poi è sempre quella da quando mi iscrissi ormai qualche tempo fa: declinare le libertà della tradizione liberale occidentale ponendo come questione centrale, insieme ad altre non meno centrali quali, ad esempio, il rapporto tra cittadino e stato rifiutando il paternalismo di matrice socialista ma incentrandolo sul principio di non ingerenza dello stato nelle scelte individuali, il rapporto uomo-natura.

    verdi lierali in economia e libertari nel rapporto cittadino-stato, per intenderci.

    negli ultimi 10 anni è successo l’opposto, con i risultati che sono noti e di cui personalmente mi compiaccio.
    d’altronde sono sempre stato il primo a ridere amaramente quando vedevo i verdi al guinzaglio dei sempre meno numerosi ma sempre più deliranti marxisti.
    non più tardi di un mese fa, passati 19 anni dalla caduta del muro di berlino, mi sono ritrovato i verdi assorbiti da chi proclama cuba e la corea del nord l’eden a cui tendere. vedi un po’ tu.

  31. Arcobalengo Says:

    Questo E. nel suo delirio liberista spara delle cazzte incredibili tipo quando invoca il principio di non ingerenza dello stato nelle scelte individuali e nel rapporto uomo-natura.
    Ovvero io cementifico quanto cazzo mi pare e non rompete i coglioni, sporchi komunisti.

  32. spazzascorretti Says:

    Tra gegno, E., Polsco, c’è poco da farsi consigliare.
    Una massa di fascisti mascherati che cercano di passare per riformisti dei miei stivali.
    Poi c’è il solito furbo di Dalmine che vorrebbe pigliare tutti per il culo ma che non se reso conto di non essere il solo a pensare con la propria testa: questo glielo riconosco: ma che testa..

  33. spazzascorretti Says:

    Contro la bieca cecità fascista-leghista, anzi leghista-fascista:
    Cinque giorni fa, a Roma, una ragazza rumena, mentre faceva le pulizie in un call center, è stata stuprata da un italiano. Non abbiamo sentito la notizia in apertura dei notiziari, né l’abbiamo letta in prima pagina. Non ha suscitato lo sdegno e l’orrore dei benpensanti, non ha rappresentato motivo di allarme sociale.
    Una povera rumena vittima di un abuso non fa notizia, e soprattutto non fa comodo a chi usa l’informazione per condizionare l’opinione pubblica con finalità di potere.

  34. Marcello Saponaro Says:

    Arcobalengo dice: “ma state attenti anche a Saponaro, lui è un verde del sì. E questi vanno guardati a vista.”

    A parte quel “vanno guardati a vista”… non ho ben capito quale sia l’aspetto negativo. Se per verdi del SI, intendi i Verdi che scelgono le priorità, decidono – per esempio sulle infrastrutture – in base a un bilancio costi benefici che consideri nei costi e nei benefici anche la salute e il consumo delle risorse ambientali… allora si, sono un verde del SI.

    E sono felice di esserlo soprattutto se l’alternativa sono i “quelli del NO”, quelli che da movimento simpatico e considerato per un possibile voto da tutti, sono diventati un partito detestato dalla stragrande maggioranza dei cittadini.

    Io sono il primo a dire che alcuni NO sono sacrosanti ma non aver contrastato la percezione degli ecologisti come “partito del NO” è stato criminale.

    Quindi, ben vengano gli ecologisti del SI.

  35. Arcobalengo Says:

    I verdi del SI’ sono una sciagura, la fine dell’ambientalismo, la riduzione dei verdi a “damine da canile”. Fanno un gran comodo ai cementificatori, agli inceneritori, agli infrastruttori, perché li legittimano, e da questi ovviamente vengono legittimati come il vero e utile movimento verde.
    E poi non c’è un bilancio costi-benefici, ci sono solo costi. E benefici per i ricchi costruttori che vi allisciano se dite sì e vi mettono in cattiva luce se dite no. Loro hanno solo da guadagnare, noi da perdere. Certo, se non hai le palle hai paura che la gente ti percepisca male e per farti accettare sei disposto a cambiare le tue idee.
    Certo queste cose le dovresti capire anche da solo…

  36. pol.sco. Says:

    Perchè essere costruttori vuol meccanicamente dire essere “biechi”?
    Forse che arcobalengo vive in una capanna?
    Il sindacato dei muratori -gente del popolo, quindi- vorrebbe tanto avere l’indirizzo di casa di A.: disponibile a smontargliela agratis pezzo per pezzo per permettergli finalmente di vivere tra l’erbetta, perfetto concime per le spighe di domani

  37. Arcobalengo Says:

    Polsco, per curiosità: hai una scolarizzazione medio-bassa?

    @Saponaro
    I verdi del SI’ sono una sciagura, la fine dell’ambientalismo, la riduzione dei verdi a “damine da canile”. Fanno un gran comodo ai cementificatori, agli inceneritori, agli infrastruttori, perché li legittimano, e da questi ovviamente vengono legittimati come il vero e utile movimento verde.
    E poi non c’è un bilancio costi-benefici, ci sono solo costi. E benefici per i ricchi costruttori che vi allisciano se dite sì e vi mettono in cattiva luce se dite no. Loro hanno solo da guadagnare, noi da perdere. Certo, se non hai le palle hai paura che la gente ti percepisca male e per farti accettare sei disposto a cambiare le tue idee.
    Certo queste cose le dovresti capire anche da solo…

  38. E. Says:

    la domanda su dove abitino le persone che stirllano alla “cementificazione” ogni volta che viene eretto un muro, è pertinente. e pertanto non troverà risposta.

    come lo è sempre stata l’osservazione che se qualsiasi intervento dell’uomo deve essere contrastato perché modificatore dell’esistente, a quest’ora andando in friuli non ammireremmo venezia ma delle bellissime zone umide.

  39. arcobalen Says:

    Analisi forzata: non è che esiste solo il cemento nel 2008 e qualche ponte in meno non sarebbe male.

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