Non fa una grinza riformista

5 maggio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in politica | 394 visite.

L.ELETTORALE: RIFORMISTA, FRANCESCHINI KAMIKAZE DEL LOFT

(ANSA) – ROMA, 5 MAG – ”La proposta avanzata ieri da Franceschini (l’uomo delle proposte impossibili, il kamikaze del loft), presenta due rischi: uno democratico, e uno politico”. lo scrive il Riformista di domani in un editoriale dal titolo ”Europee, la trovata di Franceschini”, dedicata all’idea lanciata dal numero due del Pd di inserire una soglia di sbarramento alla legge elettorale per le europee.
”Il rischio democratico – afferma il giornale diretto da Antonio Polito – che sta nel ridurre la rappresentanza proporzionale nel parlamento europeo degli elettori italiani, alzando la soglia di sbarramento necessaria per avere eletti a Strasburgo, e’ evidente” giacche’ le leggi maggioritarie servono ad eleggere un governo, ma non e’ questo il caso.
”Impedire dunque a radicali, socialisti, comunisti, e perfino estremisti di destra che siano in grado di raccogliere i voti necessari, di avere il loro diritto di tribuna non ha senso istituzionale e crea un deficit democratico”.
”Dal punto di vista politico, poi, e’ evidente – aggiunge l’editoriale – che la proposta di Franceschini e’ fatta nell’interesse del Pd”, o meglio della sua classe dirigente che sarebbe ”colpita al cuore” da un risultato sotto il 30%.
Un ”ulteriore schiaffo alle europee” a quegli elettori rimasti senza rappresentanza parlamentare, inoltre, ”potrebbe spingerli a non votare affatto, piuttosto che a votare per chi, d’intesa con Berlusconi, li ha fatti fuori.
”C’e’ un solo punto – conclude – su cui Franceschini ha ragione: il finanziamento pubblico che oggi prendono tutti i partiti che superano l’1 per cento. Ma invece di eliminarlo eliminando il partito, basterebbe eliminarlo e basta, lasciando il partito. Piu’ semplice, e piu’ democratico”. (ANSA).

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- Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose…


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56 Responses to “Non fa una grinza riformista”

  1. Pol.sco. Says:

    Sono d’accordo al 100%
    Almeno alle europee lasciateci votare come ci pare e piace!

  2. Arcobalengo Says:

    MORTO IL RAGAZZO PICCHIATO DAI FASCI VERONESI
    ECCO I RISULTATI DEL REVISIONISMO E DEL LASSISMO
    VERGOGNA

  3. Pol.sco. Says:

    Mi dispiace moltissimo che un innocente sia morto per colpa di un gruppuscolo di nazi, che nulla hanno a che fare col 53% preso da Alemanno alle elezioni romane

  4. Arcobalengo Says:

    FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE

  5. Arcobalengo Says:

    Ma vi rendete conto di questo criminale di Pol.sco che ancora continua a fare il portaborse dei fascisti?

  6. Marcello Saponaro Says:

    Per il ragazzo morto, Nicola, non so che dire. Mi dispiace tantissimo.
    Per il resto, Arcobalengo, se dovessi decidere sulla base di questo post chi è quello intelligente tra te e Polsco… scelgo Polsco.
    Cerca di dimostrarmi il contrario nei prossimi commenti.
    grazie

    Marcello

  7. Arcobalengo Says:

    Non devo dimostrare proprio nulla. Tu invece ti sei svelato tutto.

  8. Marcello Saponaro Says:

    Vabbè devo anch’io fare i conti con i troll e abituarmici su questo blog…

  9. Arcobalengo Says:

    Sei ma un po’ troppo abituato a cinguettare con i destrorsi

  10. verdi sinistri Says:

    non esageriamo, con i destrorsi no, pero’…

    tratto da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Chi-paga-i-partiti/2003651

    La documentazione relativa ai finanziamenti concessi da privati e aziende a uomini politici e partiti.
    Anno 2006, in ordine alfabetico per soggetto ricevente

    Federazione dei Verdi – Verdi
    Forza Italia € 80.000,00 2006

    TOTALE € 80.000,00

  11. Pol.sco. Says:

    Gianni Alemanno ha detto ieri: “I valori della Resistenza non si discutono, sono valori di libertà. Non c’e’ nessuna polemica ma grande rispetto e radicamento. Poi c’è la componente di odio e di guerra civile sulla quale siamo chiamati a un’opera di verità condannando gli abusi che furono fatti da ogni parte affinchè di quella guerra civile non rimangano strascichi. In ogni caso qualsiasi opera di chiarimento storiografico e di ricucitura nazionale non mette in discussione i valori della resistenza, fondativi della Costituzione”

  12. Arcobalengo Says:

    Gianfranco Fini ha detto ieri: “è più grave il fatto che contestatori abbiano bruciato la bandiera d’Israele che l’omicidio del ragazzo di verona”

    VERGOGNA

  13. Pol.sco. Says:

    Ho visto Porta a porta
    Fini ha detto che i due fatti non sono per niente paragonabili ed infatti ha criticato Bruno Vespa per aver fatto seguire al servizio sul povero ragazzo ammazzato un altro servizio sul boicottaggio a Torino
    Fini ha definito il delitto da scellerati ma che lo preoccupa di più l’organizzazione politica che sta dietro all’incendio delle bandiere perchè lì c’è un’ideologia mentre dietro ai cinque ragazzi che si sono costituiti in Questura c’è il nulla

    Anche per me non sono assolutamente paragonabili tra loro i due eventi
    I giovani ragazzi hanno rovinato la vita ad una innocente famiglia ed alle loro personali e dei rispettivi genitori

    Ciò che invece è successo il 1° maggio a Torino mi ricorda la “Notte degli specchi” quando i nazisti infransero le vetrine dei negozi ebrei e fecero un falò con i libri (guarda caso sempre di libri si parla) depredati

  14. Arcobalengo Says:

    A Torino si è manifestato, a Verona si è ammazzato. Sarà la stessa cosa?

    Pol.sco. fatti curare.

  15. Pol.sco. Says:

    Infatti non sono per niente la stessa cosa
    Impara ad accendere il cervello (se te ne è rimasto) quando ti accingi a leggere il pensiero altrui

  16. Arcobalengo Says:

    Fini è clamoroso. Dice che è peggio una bandiera israeliana bruciata per protesta che un ragazzo ammazzato dai neofascisti. Poi però sta al governo con la Lega che le bandiere italiane le brucia a ogni piè sospinto…
    Che gente.

  17. Pol.sco. Says:

    La Lega non ha mai bruciato la bandiera italiana: affermare il contrario è disinformare
    Fini non ha detto che bruciare una bandiera israeliana è peggio di uccidere un innocente. Ha detto che come FENOMENO POLITICO, è più preoccupante l’organizzazione antisionista ed antisemita a Torino per gli sviluppi POLITICI che può prevedibilmente avere (come proselitismo), rispetto al tragico evento dei cinque balordi che non hanno ucciso un avversario politico, ma un povero comune ragazzo innocente a causa di una sigaretta negata

  18. Arcobalengo Says:

    Già, ragazzate, sempre ragazzate…

  19. Pol.sco. Says:

    No, assolutamente non ragazzate: saranno puniti duramente dalla giustizia per ciò che hanno fatto
    Ma non un evento da strumentalizzare per riaversi dal trauma che a Roma è stato democraticamente eletto un ex fascista

  20. arcobalen Says:

    Serve più di una condanna serve intervenire nell’humus che provoca tutto questo, il martellamento su una presunta sicurezza neorazzista.

  21. Arcobalengo Says:

    “SONO ASSASSINI FASCISTI, NON BULLI”
    L’Unità, titolo a tutta prima pagina.

    E con questo Pol.sco. è tacitato per sempre.

  22. Arcobalengo Says:

    Oltretutto va ricordato al nostro divertente individuo che Bossi è stato perfino condannato per vilipendio alla bandiera.
    Polsco, quando l’ignoranza è una virtù.

  23. Pol.sco. Says:

    Sicuramente serve prevenzione e rieducazione, in tutti gli anfratti della società che coltivano ancora la violenza, da qualunque parte provenga, sia essa la tifoseria, il gruppo di skineads o qualche centro sociale

    Non è che “se l’ha detto l’Unità” è necessariamente oro colato. Son finiti quei tempi, almeno da quando è crollato il muro. Io sto a quanto detto in conferenza stampa dal Questore di Verona che ha indagato sui cinque, li ha arrestati, ha parlato con loro, con i familiari ed ha visto le loro stanze da letto. Non siamo davanti ad un gruppo organizzato ma alquanto occasionale. Solo uno dei cinque ragazzi ha avuto particolari problemi d’intemperanza antisemita in passato ma non svolgeva alcun tipo di militanza, a parte il tifo allo stadio

    Bossi ha detto “Con la bandiera italiana mi ci pulirei il culo”: non certo fine ed elegante ma sempre delitto di opinione è.
    Ma non si è mai permesso di bruciarne una, cosa sicuramente più grave

  24. Arcobalengo Says:

    Bossi è stato condannato. Polsco, ma sei duro.

  25. Arcobalengo Says:

    Da oggi tutti a pulirsi il culo con la bandiera israeliana.

  26. Pol.sco. Says:

    E chi l’ha negato?
    Ci sono ancora molti reati di opinione: si può essere d’accordo o meno
    Secondo me -e anche secondo parte della sinistra- i reati di opinione dovrebbero esser depenalizzati magari degradandoli in illeciti amministrativi

  27. Pol.sco. Says:

    E’ destino di Israele accendere sempre smodate passioni di ostilità. Spesso si deplora che sia brutalmente liquidata come antisemita qualsiasi critica alle politiche israeliane. Lo ha anche insinuato, riferendosi maldestramente al capo dello Stato, Tariq Ramadan, che ha già ricevuto una risposta esemplarmente chiara da parte del presidente Napolitano, e che invece pare non abbia nulla da obiettare al rogo delle bandiere con la stella di Davide inscenato a Torino, lugubre antefatto coreografico del boicottaggio alla Fiera del libro. Ma se non è antisemitismo, come definire allora quella sistematica dismisura di giudizio, quell’eccesso lessicale, quel sovrappiù di concitazione che assegna da sempre a Israele il ruolo di bersaglio privilegiato dell’odio collettivo?
    Si può criticare Israele senza passare ipso facto
    per nemici degli ebrei, ci mancherebbe. Ma non suona già un po’ singolare che passi come ovvia l’espressione «criticare Israele»? Cosa diremmo di un commentatore straniero che criticasse «l’Italia», oppure lo «Stato italiano» (o francese, o tedesco, o un altro qualsiasi)? Ricorderemmo l’elementare distinzione tra Stato e governo. Obietteremmo che un conto è l’Italia intesa come Nazione democratica che non spezza la sua continuità storica malgrado il variare delle sue (provvisorie) compagini governative. Tutt’altra le specifiche e circostanziate politiche attuate da un particolare governo. Si critica il governo Berlusconi, o il governo Prodi, non lo Stato italiano. Perché allora, nel caso di Israele, questa distinzione politica e lessicale è destinata a saltare? Certo che si può criticare il governo Olmert, o il governo Begin, o il governo Barak. Ma non lo si dice mai, o quasi mai, in questo modo. Le critiche si trasferiscono invece sullo Stato israeliano in quanto tale. Un trattamento speciale. Che peraltro allude obliquamente al cuore della «specialità» di Israele: il suo precario diritto all’esistenza, il pregiudizio che delegittima alla radice Israele come il frutto di un sopruso, di una mostruosa violenza storica. Uno dei pilastri dell’antisionismo. Ma davvero l’antisionismo non ha nulla da spartire con l’antisemitismo?
    E non è inoltre molto strano che, almeno dal ’67 ad oggi, non ci sia stata una volta, una sola volta in cui un qualunque governo israeliano (di destra o di sinistra, dei laburisti o del Likud) abbia meritato il consenso di chi è vigorosamente impegnato a sottolineare la distinzione tra antisemitismo e legittima «critica dello Stato di Israele»? Possibile che ogni governo israeliano commetta lo stesso errore, si macchi degli stessi crimini, affronti la questione palestinese nello stesso, catastrofico modo? E’ possibile perché nella dismisura anti-israeliana è impossibile riconoscere che Israele sia una democrazia ricca di conflitti e diversità, a differenza di tutti i dispotismi da cui è circondato. Una società libera dove sono per primi gli storici israeliani a frugare negli archivi, per svelare anche le pagine meno luminose della nascita dello Stato che oggi gli incendiari torinesi delle bandiere vorrebbero impedire di celebrare. Nei libri di testo che circolano nei territori controllati dall’Autorità nazionale palestinese, Israele è cancellato dalle carte geografiche e si ricalcano tutti i luoghi comuni della propaganda antisemita. Israele è invece una società pluralista, dove si scontrano idee, giornali, partiti. Perché è così difficile ammetterlo?
    È questa realtà che l’eccesso polemico anti-israeliano cancella drasticamente. Il trattamento speciale riservato a Israele consente una spietata radicalità di linguaggio impossibile da usare verso qualsiasi altra Nazione. La condizione degli arabi di Israele diventa per forza di cose raccapricciante «apartheid». La barriera difensiva antiterroristica che ha fortunatamente fatto crollare il numero di attentati suicidi in Israele si trasforma nella vulgata in un terrificante «muro» di segregazione e di infamia. Avallata persino da premi Nobel come José Saramago, la grottesca equiparazione tra Gaza ed Auschwitz diventa luogo comune, immagine che acquista addirittura una sua plausibilità. La politica verso i palestinesi viene ribattezzata «pulizia etnica», come l’apocalisse in Ruanda e il furore antialbanese di Milosevic.
    Non è antisemitismo? Ma come definire allora questo insieme di pregiudizi che fornisce agli intolleranti impegnati nel boicottaggio della Fiera del libro il carburante ideologico ospitato da università come quella di Torino dove, ospite Tariq Ramadan, si spacciano falsità storiche come se fossero vere e si altera alla radice l’intera vicenda dello Stato di Israele lungo un arco di sessant’anni?
    Giustamente Lucia Annunziata sulla Stampa esorta chi difende Israele a non lasciarsi afferrare dallo stesso demone della faziosità esibita dai suoi nemici. Eppure la cultura democratica occidentale dovrà pur spiegare come si fa a commuoversi per
    Schindler’s list e contemporaneamente restare indifferenti al negazionismo minaccioso di Ahmadinejad che, cancellando il primo, auspica un secondo Olocausto degli ebrei. Come si fa a conciliare le visite solenni nei campi di sterminio con l’imbarazzato silenzio che circonda la martellante diffusione nei media arabi di serial tv ricavati dai Protocolli dei savi anziani di Sion?
    È questo silenzio che incoraggia i nemici di Israele a bruciarne i vessilli. A dare per scontato che contro Israele si possa dire tutto e che persino i suoi scrittori siano maltrattati come la personificazione del Male assoluto meritevole di boicottaggio. Altro che questione di ordine pubblico.

  28. Arcobalengo Says:

    Poveri bambini israeliani, costretti a difendersi a sassate dal più feroce esercito del Medio Oriente…

  29. Pol.sco. Says:

    Hamas da Gaza e gli Helzbollah dal Libano non lanciano sassi ma razzi sulla cittadinanza inerme

  30. Arcobalengo Says:

    L’esercito di Olmert lancia cioccolatini per i bimbi palestinesi.

  31. Pol.sco. Says:

    Oh, questo finalmente è il modo corretto di scrivere!
    La critica deve andare al governo (in questo caso di Olmert) non allo Stato o Nazione israeliana o al popolo israeliano o agli ebrei in generale
    Come la critica va al governo Prodi o Berlusconi, non all’Italia e agli italiani

  32. arcobalen Says:

    Arrivi in ritardo a prenderne atto

  33. Pol.sco. Says:

    A non prenderne atto è chi manifeterà dopodomani contro Israele in una manifestazione che prevede la partecipazione Grosman, Jeoshua, Amos Oz e i tanti scrittori progressisti israeliani che criticano anche ferocemente il proprio governo quando pone in essere reazioni sproporzionate agli attacchi di kamikaze e bombardatori vari

  34. arcobalen Says:

    Manifestare pacificamente è lecito un pò meno bruciare bandiere italiane in svizzera come da video trasmesso da Marcellino…

  35. Arcobalengo Says:

    Israele, 60 anni di occupazione militare. Con qualsiasi governo.
    Questo si celebra alla festa del libro.

  36. ureidacan Says:

    Nei libri delle scuole elementari dell’Egitto, dell’Egitto che ha firmato un accordo di pace da più di 20 anni e non dell’Iran, non figura lo stato di Israele. I ragazzi delle elementari del Cairo imparano che lo stato di Israele non esiste.Noi sappiamo che esiste da 60 anni ed è quello che si celebra al Lingotto, così come vogliamo che sia fondato ed esista uno stato libero palestinese. Non si può affermare l’esistenza di uno negandone un altro.

  37. Roby Says:

    Speriamo di avere, quanto prima, la data del festeggiamento al Lingotto dello stato libero Palestinese. E speriamo che bruciare bandiere Italiane sia considerato parimenti di bruciare bandiere di ogni stato e comunque molto diverso, inavvicinabile imparagonabile, di assassinare delle persone.
    Fini dovrebbe dimettersi e farsi processare per il G8 di Genova.

  38. Arcobalengo Says:

    Totalmente d’accordo con Roby.

  39. Pol.sco. Says:

    Grazie, Presidente!
    Nota del Quirinale in risposta a stizzose critiche di uno scritore egiziano;

    “…La critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto all’interno di Israele; quel che è inammissibile – si legge nella nota – è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all’esistenza nella pace e nella sicurezza».

    e bravi anche i giornalisti del Riformista:

    “il Riformista uscirà l’8 maggio incartato dalla bandiera con la stella di David, in occasione dell’apertura della Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, e per festeggiare i sessant’anni della nascita dello stato ebraico. Avevamo già preso questa decisione per ricordare il sessantesimo di Israele. Ma è tanto più giusto e necessario farlo adesso, dopo la decisione del prefetto di Torino che, vietando i cortei organizzati contro Israele, ha anche vietato le bandiere israeliane che l’associazione «Appuntamento a Gerusalemme» voleva esporre nel corso di un presidio, per salutare la presenza alla Fiera del Capo delllo Stato Giorgio Napolitano.

  40. Arcobalengo Says:

    Grazie Nobel

    Come giustamente ha detto Dario Fo quello di Torino non è un appuntamento culturale ma una iniziativa politica di celebrazione e propaganda dei 60 anni di occupazione israeliana, santificata dalla presenza del presidente della repubblica.
    Più politica di così…

  41. Pol.sco. Says:

    http://www.bergamoisraele.net/PPT/LeMonde.pps

  42. Arcobalengo Says:

    LA PAROLA A GAZA

    Assemblea per la fine dell’embargo

    TORINO

    Sabato 10 maggio – ore 10-14

    Centro Italo Arabo Dar al Hikma

    Via Fiochetto 15

    (zona Porta Palazzo)

    - Per ascoltare la voce di chi vive quotidianamente l’oppressione

    - Per conoscere la situazione nella Striscia, vero lager del XXI secolo

    - Per capire le ragioni della resistenza palestinese

    - Per condannare il golpe attuato contro i legittimi vincitori delle elezioni del gennaio 2006

    - Per continuare la lotta contro l’embargo genocida

    Per tutti questi motivi, per ricordare il 60° anniversario della Nakba, per protestare contro la Fiera Internazionale del Libro dedicata ad Israele ci ritroveremo a Torino sabato 10 maggio.

    Aderiamo a tutte le iniziative di protesta contro la Fiera del Libro, ma vogliamo mettere la situazione di Gaza al centro della mobilitazione.

    L’embargo, il lento genocidio che si sta consumando, è infatti il più grande atto di accusa sia nei confronti dello stato sionista che di chi in Italia sottolinea ogni giorno il proprio integrale sostegno ai criminali israeliani.

    Chi ha voluto dedicare ad Israele la Fiera ha compiuto una chiara operazione politica ed ideologica. Rovesciamogliela contro partendo dalla denuncia dei crimini che questo stato sta compiendo.

    Iniziamo a rispondere da Torino – città gemellata con Gaza – ad una politica sorda verso gli oppressi e servile con gli oppressori.

    Interverranno:

    Ismail Haniye, primo ministro palestinese, in diretta da Gaza

    Gamal Elkoudary, parlamentare palestinese e presidente del Comitato contro l’assedio di Gaza

    Giulietto Chiesa, giornalista e parlamentare europeo

    Gianni Vattimo, filosofo

    Presiedono Leonardo Mazzei e Angela Lano

    Interverranno inoltre:

    Ugo Giannangeli – Gaza Vivrà

    Mohammad Hannoun – ABSPP (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese)

    Alberto Tradardi – ISM Italia (International Solidarity Movement – Italia)

    Maria Grazia Ardizzone – Campo Antimperialista

    Hamza Piccardo – EMN (European Muslim Network)

    Vainer Burani – Giuristi Democratici

    Promuovono:

    Comitato Gaza Vivrà

    Abspp – Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese

    Aderiscono:

    Soccorso Popolare, Padova – Fondazione Luigi Cipriani – Campo Antimperialista – ISM Italia (International Solidarity Movement – Italia) – Collettivo Iqbal Masih, Lecce – Associazione Juthur – Laboratorio Marxista – Associazione Zaatar – Antonia Sani, presidente WILPF (Women’s Intern. League for Peace and Freedom) – Legittima Difesa – Lupo, Osimo (AN) – Gp Caav (Gruppo promotore Coord. Antimperialista Antifascista Alto Vicentino) – Comunità Proletarie Resistenti

    *************************

    Sempre il 10 maggio a Torino

    Il Comitato Gaza Vivrà aderisce e partecipa al corteo che prenderà il via alle ore 15 da Corso Marconi (angolo Madama Cristina).

    Causa problemi tecnici, lo spettacolo “Ingannati” del gruppo teatrale Narramondo, previsto per le ore 21 di sabato è stato annullato.

    **********************

    GAZA VIVRA’

    Le prossime tappe del tour della delegazione del Popular Committee Against Siege di Gaza

    - Sabato 10 maggio – ore 10 – TORINO, Centro Italo Arabo Dar al Hikma, via Fiochetto 15

    - Lunedì 12 maggio – ore 21 – MILANO, Casa della Pace, via Dini 7 (fermata metrò Abbiategrasso)

    - Venerdì 16 maggio – ore 21 – PADOVA, Sala comunale “Pertini”, quartiere Mortise

    - Sabato 17 maggio – ore 18 – OSIMO (AN), Sala Astea, via Guazzatore 20

    - Lunedì 19 maggio – ore 17 – LECCE, Sala della Provincia, via Salomi

    - Mercoledì 21 maggio – TARANTO

    - Venerdì 23 maggio – NAPOLI

    09 maggio 2008

  43. pol.sco. Says:

    Memorabile flop del penoso minicorteo antisionista ed antisemita
    Solo poche centinaia di partecipanti
    Siete proprio finiti anche nelle piazze, non solo nelle urne!

  44. Arcobalengo Says:

    Grande successo del corteo contro la sanguinosa occupazione israeliana.
    Migliaia di persone sfilano pacificamente per Torino. Flop della Fiera del Libro.

  45. gegno Says:

    Pacificamente mi sembra il minimo.

  46. Pol.sco. Says:

    20% di pubblico in più alla Fiera del Libro di Torino: record di presenze
    Grande pubblicità per gli scrittori israeliani in tutti i TG, le trasmissioni di approfondimento, i giornali d’informazione
    Quanto vi dobbiamo per gli spots?

  47. Arcobalengo Says:

    Come sempre Polsco travisa. Il giorno della manifestazione la Fiera ha registrato un notevole calo di presenze. Affollatissima la conferenza di Dario Fo, che invece di parlare del suo libro ha parlato dei massacri israeliani in Palestina. Non ci fosse stata la protesta sarebbe stata una vergognosa celebrazione politica a senso unico.
    Perché non sono stati invitati anche gli scrittori palestinesi?
    Affrontando quell’argomento era il minimo che la Fiera avrebbe dovuto fare.

  48. Pol.sco. Says:

    Sono stati invitati gli scrittori palestinesi!
    Ma loro si sono rifiutati di partecipare a causa della presenza di Israele

  49. Arcobalengo Says:

    Sono stati invitati nella riserva indiana, senza pari dignità. Informiamoci, ciccio.

  50. Pol.sco. Says:

    Quest’anno era dedicato al sessantesimo alla fondazione di Israele
    Jeoshua ha dichiarato che sarà ben lieto di partecipare quando la Fiera sarà dedicata alla Palestina.
    L’anno prossimo l’invitato d’onore sarà l’Egitto, che ha fatto la pace con Israele

  51. Arcobalengo Says:

    Invitare i palestinesi a celebrare la fondazione d’Israele. Ma dimmi tu…
    Come invitare Napolitano a celebrare la fondazione della Padania.
    L’errore, o meglio la vergogna, è stato proprio quello di dedicare la Fiera all’occupazione israeliana. Si doveva casomai dedicarla a entrambi i popoli, con pari dignità, facendo sparire la celebrazione e titolando, magari, “Due popoli due stati”.
    E questa è la riprova di quanto la Fiera sia un evento politico e non culturale.

  52. Pol.sco. Says:

    Il sessantesimo della fondazione (tramite O.N.U.) di una Nazione e di uno Stato che vede tra la sua popolazione anche un rilevante numero di palestinesi (mentre di ebrei nei territori palesinesi ne puoi trovare solo i cadaveri) poteva ben prevedere anche israeliani arabi

  53. Arcobalengo Says:

    Il sessantesimo di un’occupazione criminale e violenta (tramite U.S.A. – ciccio ripassa la storia e le tabelline) che vede in vigore l’apartheid contro un numero rilevante di palestinesi, imprigionati e soggetti all’embargo perfino dei generi di prima necessità (leggi i giornali di questi giorni, ciccio), massacrati quotidianamente dall’esercito più feroce del medio oriente (armato simpaticamnte dagli USA) non poteva certo vedere la presenza di scrittori palestinesi a legittimare tutto questo. Solo un idiota o un tendenzioso può pensarlo. Scegli tu.

  54. Pol.sco. Says:

    “Il sessantesimo di un’occupazione criminale e violenta (tramite U.S.A.)”
    Cazzata colossale!!!

  55. arcobalen Says:

    il transfert dell’integralismo ?

  56. Pol.sco. Says:

    Troll!

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