Una rivoluzione video musicale arriva dall’Europa: abolito il bollino siae
Susanna Chiesa me l’ha spiegata così:
Se un CD/DVD è originale non deve più avere il bollino SIAE, quello d’argento che ti lascia la colla per i secoli sulla copertina. E’ una piccola rivoluzione. Gli autori e gli editori pagano già la SIAE in altro modo. Applicare il bollino era una tassa aggiuntiva solo italiana (i bollini si pagano). Una tassa che comportava lunghe attese prima della messa dei CD sugli scaffali. Anche un mese…
Inoltre, i negozianti spesso scartano i CD della pellicola per farli ascoltare ai clienti. Quando il bollino è sul cellophane, significa perderlo. Significa cadere nel “penale” in caso di controllo.
Ma non è finita. Le Major spesso applicano prezzi diversi anche in paesi confinanti. Prezzi spesso molto differenti. Eros Ramazzotti sugli scaffali sloveni non ha lo stesso costo di Ramazzotti sugli scaffali italiani. Un negoziante può e poteva andare in Slovenia a comprare una partita di cd/dvd ma fino ad oggi, rientrato in Italia, doveva aspettare un mese la SIAE per la stampa dei bollini. Oggi non più. Ci si può aspettare una riduzione del prezzo nei mercati più costosi o dove l’artista non ha bisogno di politiche di “lancio”? Probabilmente si.
Infine una chicca: la sentenza europea anti-burocratica è del Novembre 1997. La sentenza della Corte di Cassazione è dell’Aprile 2008: 11 anni di rimborsi!
Qui sotto, la versione semplificata (solo per me…
dell’informativa che Susanna Chiesa ha inviato ai propri clienti. Volete il rimborso? Contattatela….
Lo scorso Novembre 2007, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva dichiarato illegittimo l’obbligo normativo di apporre il bollino S.I.A.E. sui supporti contenti opere dell’ingegno.
Si è però attesa in Italia una sentenza della Suprema Corte di Cassazione per dichiarare non obbligatorio il bollino ed inapplicabile la normativa penale legata alla legislazione sul copyright.
La Corte di Cassazione italiana ha utilizzato la sentenza Schwibbert emessa dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea in data 8 novembre 2007, in tre sentenze depositate il 2 aprile 2008, in cui stabiliva la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d’autore italiano in caso di assenza di contrassegni.
La Cassazione ha sancito che i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari sono inapplicabili in Italia, bocciando i contestati bollini Siae, introdotti senza ufficializzazione all’Unione Europea.
Per effetto della decisione della Corte di Giustizia, non è più obbligatorio apporre i contrassegni SIAE anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati, software e videogiochi.
Di conseguenza, non essendo più reato la mancata apposizione del contrassegno SIAE, anche la detenzione di supporti non contrassegnati deve ritenersi non più sanzionabile penalmente quando l’illiceità della detenzione discenda soltanto dalla mancanza del bollino.
Dr. SUSANNA CHIESA
Consulente Legale in materia di Diritto d’autore
E.mail: susannachiesa at libero dot it
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aprile 30th, 2008 at 4:32 pm
Grande notizia! Adesso c’è d alvorare sull’eliminazione o il contenimento della siae su musica dal vivo e teatro quando amatoriali e la chiarificazione dell’Enpals, che mi sembra abbia causato un bel po’ di confusione nel mondo della musica amtoriale. (Non so se recentemente è cambiato qualcosa, ma sino a qualche anno fa, era un casino far suonare un gruppo di ragazzi che non fosse iscritto all’Enpals).
aprile 30th, 2008 at 10:13 pm
L’iscrizione all’Enpals non costa nulla, la verità è che i controlli sono sempre stati fatti da qualcuno che aveva tutto l’interesse – come si è visto dal recente arresto di un ispettore Siae di Zogno, per un reato “pare” commesso all’ex-Contrada di Dalmine – a essere zelante sempre e solo con qualcuno. In realtà anche in ambito professionista conosco molti colleghi che non lo hanno mai avuto in 30 anni di “carriera”. Sono d’accordo a pagare i diritti per il lavoro di chi ha creato l’opera, anzi è importante. Però è anche importante trovare un modo per agevolare l’iscrizione e la fruizione dei diritti da parte dei gruppi giovanili. Qualcosa è già stato fatto, come ad esempio l’eliminazione dell’esame d’iscrizione alla Siae (che prima era semi-automatica, senza esame attraverso il titolo, per i diplomati di conservatorio). La Siae E’ importante per chi fa il mestiere di musicista. Ma ci sono delle lobby sui diritti (dichiarazioni false, riguardo l’esecuzioni di brani mai fatte, che servono a far figurare un sacco di musiche mai eseguite – e realizzate con un metodo tipo catena di S. Antonio) che andrebbero seriamente ridimensionate. Lo scorso anno al nostro pranzo di nozze abbiamo dovuto spendere 200 euri di Siae (che in più voleva sapere, per la giusta tariffazione da pagare, il costo del singolo coperto al ricevimento) per avere un poco di musica al ristorante perchè altrimenti il gestore del locale non ci avrebbe neppure fatto accendere la radio. In ultimo, vorrei tanto che gli operatori Siae non fossero privati agenti che curano i propri interessi (con tutti i risvolti privatistici) prima di quelli degli iscritti.
Evviva la fine dei bollini! Anche perchè già su ogni CD che acquistiamo c’è già una Siae inclusa (si erano già portati avanti, guadagnandoci il doppio).
Brava Susanna
splendida notizia.
maggio 1st, 2008 at 12:01 am
Ma scusa…
Se non erro la Siae è privata infatti.
In teoria da qunato ho capito, le opere d’ingegno basterebbe registrrarle all’ufficio brevetti. O sbaglio?
Io ho sempre trovato assurdo che chi suona pezzi propri sia comunque tenuto a far pagare al gestore del locale la siae.
Se non ricordo male, la Siae si paga preventivamente, poi se si dimostra di non aver suonato canzoni altrui (ma bastano 4 battute uguali ad un pezzo registrato da qualche parte) la Siae ti rimborsa la caparra.
Mica tanto comodo.
Poi bisogna vedere come sono ripartiti i diritti perchè sempre se non erro, solo una mimima parte dei tuoi 200 euri va a chi ha scritto i pezzi che hai suonato. Senza contare che il borderò compliato dagli artisti, spesso è incompleto, errato.. Basta che ci si confonda un titolo (non esatto), o un compositore (ad esempio tu scrivi che “Per Elisa” è di Alice, senza ricordarti che il testo è di (Alice / Battiato / Pio), finisce che l’intero Borderò si annulla (o giù di li, ma se vogliono così , così fanno, e i soldi entrano nel calderone in cui tot vanno al musicista che ha fatto la canzone di liscio che decine di orchestre suonano tutte le sere, o del grande cantautore ombra che sta ditetro a metà cnazoni di Sanremo.
Tra l’altro tempo fa se non erro avevano fatto anche una puntata di Report, sottolineando un sacco di porcate dietro alla Siae e alle Case Editrici/Discografiche.
maggio 1st, 2008 at 9:26 am
Quando dico privata, intendo una Società privata che gestisce lei stessa tutto. Invece Siae affida i suoi compiti anche a tante (passami il termine) società esterne, le quali a mio avviso curano più del dovuto i propri interessi.
Riguardo il far pagare la Siae al gestore del locale. Quei soldi dovrebbero (e 200 euri di caparra mi sembrano quasi pochi) finire di nuovo al gruppo se questo ha depositato in Siae i propri pezzi. I gruppi di liscio, ad esempio, compilano i borderò con tantissimi pezzi propri, o di gente parte dello stesso impresario, perchè in quel modo ottiene un doppio incasso di serata. Occorrerebbe far entrare in testa che è un VANTAGGIO essere iscritti per sfruttare il sistema e non esserne sfruttati. Anche perchè, specialmente oggi, esistono agevolazioni ed incentivi verso i locali che fanno musica dal vivo.
La ripartizione dei diritti vede solo una minima parte andare verso il calderone di cui parli tu Marcutio, io da iscritto (perchè poi sono davvero tanti gli iscritti) ti dico che quella quota quasi non si vede nei rendiconto.
Quando scrivi di quattro battute etc.: sappi che non sei tu a dover dimostrare nulla, sono loro che debbono essere sul posto e segnalare (dopo essersi fatti presentare al gruppo o a chi si esibisce) i brani noti.
Non devi TU dimostrare nulla, ti basta compilare il borderò in maniera semplice coi TUOI titoli. Un consiglio è quello di alternare magari cose tue a cose di altri, ma non è obbligatorio. Però, davvero e credimi specialmente se si hanno parecchie date, è conveniente sfruttare il sistema perchè rende, ed i gestori prendono molto più seriamente chi gli sta davanti (questi oltretutto hanno anche vantaggi fiscali legati alla Siae che già pagano per avere i vari Sky o radiodiffusori nel locale).
Ciao
maggio 1st, 2008 at 2:40 pm
Onestamente è un po’ che non suono. Quando suonavo, facevo sempre pezzi miei alternandoli ad altri. Non ho mai pensato seriamente di iscrivermi alla Siae, perchè per me suonare un divertimento, ed è già tanto poterli proporre a un pubblico davanti a se.
Pagare per depositare i propri pezzi, non so i costi, che per quello che sono rimasto io, quando mi ero comunque informato, mi sembravano assurdi. Adesso le cose sono nettamente cambiate, e vedo un sacco di gruppi che si iscrivono a Siae Enpals e quantaltro… Magari el cose sono più semplici ed econocmiche di quanto io possa immaginare.
Però penso siano cavolate.
Penso che la musica debba essere libera e accessibile a tutti, perchè se prendo in mano una chitarra sulla spiaggia con un amico che suona i bonghi, no è che debba pagare chissà che. Ma che anche metter su una jam improvvisata o uno spettacolino tra intimi in un localino, sia assurdo assoggettare tutto a regole, leggi, tasse.
Resto dell’idea che far suonare dei gruppi gratis, per poi pagare 2-300 € a Vasco Rossi, anche se loro suonano pezzi propri intervallandone con qualcuno dei Diaframma, Sex Pistols, Simple Minds, Donatella Rettore, sia ridicolo.
Specie quando un gestore di locale non ha nemmeno l’incasso per pagarti, perchè se non sei una di quelle idiotissime cover band, o un gruppo mainstream non hai certo più di 20-30 persone a seguirti (ma ti assicuro che ho visto gruppi con molti meno spettatori), fai pure una media a testa, ci levi 100-200 € per lo spettacolino e non ci paghi nemmeno la Siae. Adesso non so quali agevolazioni abbiano i locali. Ho però in mente che in città (a Bergamo) tutti i locali che facevano suonare sono praticamente scomparsi, e resistono solo alcuni circoli.
Eppoi sarà pure comodo il fatto di beccarsi i soldi della siae quando suoni i tuoi pezzi.. Ma il gestore dovrebbe averti già pagato per la tua performance …
Senza contare che la siae ti fa pagare anche se suoni per beneficenza, o se fai provini di fine anno, o se è un concorso per giovani promesse,, o se è uno spettacolo all’oratorio per far socializzare le famiglie, o se è in una biblioteca per fare CULTURA.
Questo vale pure per il teatro se non erro…
Resto quindi dell’idea che la Sia sia una ladrata,
maggio 1st, 2008 at 3:45 pm
volevo dire la mia sul sondaggio qui a fianco sui verdi. io ho risposto che i verdi devono ripartire dai fondamentali, ma in realtà io scelgo varie di quelle opzioni, tutte altrettanto valide:
1- Ripartire dai Fondamentali: Fisica, Ecologia, Logica, Etica.
2- Restare tali, rinnovandosi profondamente ed alleandosi con il PD
3- Fondare insieme a Rifondazine e a SD il Partito della Sinistra Arcobaleno
4- Diventare il movimento politico per la Decrescita
5- confluire in un nuovo soggetto politico laico ecologista progressista
6- Tornare a quelle che furono le Liste Verdi – meno partito, più movimento.
l ordine sarebbe 6-4-1-5-3-2
i verdi devono sforzarsi ad essere un movimento poltiico trasversale, che mette al centro della propria logica politica l’ecologismo, discutendo sulle altre opzioni internamente, e sapendosi alleare di volta in volta con chi garantisce di piu’ nel programma riguardo l’ecologia, prima del resto. è l unico modo per far crescere i verdi, altrimenti è ovvio che rimaniamo un piccolo partito, perchè ormai fortemente caratterizzato dal punto di vista politico, e quindi di nicchia,e confuso con la sinistra radical.
quindi o si sceglie di avvicinarsi alla sinistra, o al pd, oppure la mozione movimentista e trasversale(ovvio che io lo vorrei a sinistra, laico, progressista, però vorrei discutere di ambiente anche con quelli che si avvicinano al fronte verde ad esempio).
maggio 1st, 2008 at 7:21 pm
Vedi, io capisco il tuo punto di vista. Non so di quanto tempo fa parli ma comunque l’iscrizione è sempre stato l’unico problema serio. Per soldi e per l’esame che si doveva (giustamente secondo me) sostenere. L’esame serviva per testimoniare che non eri un prestanome e che sapevi almeno scrivere-musica nel senso di conoscere il linguaggio in maniera semi-seria (concatenazioni di accordi secondo la tradizione e sapere scrivere sul pentagramma insomma).
Non capisco quando dici che siano cavolate. Pali di accessibilità a tutti, beh io non so che lavoro fai tu, ma io penso che un musicista debba veder rispettati i suoi diritti (per dilettante che sia). Se uno usa una cosa tua senza neppure chiedertelo non penso ne saresti felice (oppure sì, come qualcuno, perché… vorrebbe dire che scrivi qualcosa di interessante). Suonare sulla spiaggia non dà alcuna noia almeno che incontri il cretino che vuol fare notizia d’agosto. Poi puoi fare come credi, si tratta di libero arbitrio.
Far suonare i gruppi gratis è legittimo, e dovrebbe esserlo stando al tuo ragionamento, perché tantissimi gruppi non hanno nulla oltre all’entusiasmo se non l’arroganza dell’ignorante (so che magari esagero ma ti prego di credermi che in tante occasioni ti viene voglia di andare via dopo aver sentito la prima canzone). Io penso che sia la qualità a determinare il prezzo. E tanti gruppi questa qualità non ce l’hanno.
Per me non è ridicolo pagare i diritti per ciò che suoni, penso che puoi farlo tornare a tuo vantaggio (non puoi ragionarlo nella singola serata ma nel complesso): se non suonassi qualcosa dei personaggi che citavi, neanche avresti la possibilità di essere ascoltato (a meno che tu abbia musica davvero interessante).
Le cover-band poi non le considero nemmeno (anche se quelle fanno i soldi perché ci sono un sacco di fan dei gruppi originali che fanno la fila per entrare) perché non hanno una propria personalità.
Però insisto a dirti che la Siae la paga il gestore e su quello bisogna essere intransigenti anche perché è lui ad avere i permessi e l’agibilità per fare ciò. Se a BG tanti locali che facevano musica dal vivo sono scomparsi è un poco colpa anche dei gruppi. Ma come fai a stare in spazi piccoli con gruppi heavy o progressive? O con gente che suona per la prima volta e diventa pesante perché non lo tratti da star? E non scherzo. Le agevolazioni i gestori li hanno nel senso che c’è una norma che prevede che se hai musica dal vivo, documentata per certo, hai diritto ad una decurtazione sul costo totale del borderò (non ti voglio sparare percentuali a memoria ma sappi che è conveniente, io ho amici che suonano come pianobar ad esempio, e grazie a questa cosa suonano molto di più).
Il gestore riuscirà a pagarti (parlo in senso lato) quando non ci sarà più la gara al ribasso fatta dagli altri gruppi di adolescenti che pur di suonicchiare pagano gli impianti loro… non so se mi spiego.
L’ultimo discorso che fai lo condivido, anche se però il problema è legato ai biglietti e ad una legislazione che andrebbe modificata radicalmente. Anche se tengo a scriverti che esistono delle convenzioni particolari che si possono attivare per avere delle tariffe agevolate (le Pro loco ad esempio hanno questi materiali, se ricordo bene).
Certo è da ripensare.
Ciao!
maggio 2nd, 2008 at 12:31 am
il concetto del diritto d’autore che sta dietro la siae non è condivisibile. gli effetti paradossali dell’applicazione delle norme siae ne sono la miglior rappresentazione.
innanzi a tutto perché l’arte è un’espressione individuale che ha una necessità di essere pubblica in sé. l’utente paga il prezzo di ciò che gli viene offerta, farglielo pagare dopo è duplicare l’esborso per un bene che ho già pagato.
esempio cd: io pago un cd, e poi ne sono il proprietario esclusivo. dove lo faccio suonare sono fatti miei. vietermi per legge di metterlo su nel mio locale è un abuso. è una patente violazione della mia libertà di proprietario. tra l’altro, e qui sta il delirio assoluto, devo pagare la siae anche se l’autore del cd fosse d’accordo nel far suonare il cd nel locale pubblico gratuitamente.
esempio libro: quando mi si nega il diritto di farmene una copia, si attribuisce all’autore il diritto di sindacare sulla mia libertà di prestarlo a qualche d’uno o di declamarlo sulla pubblica piazza.
la siae non è da riformare, è da abolire. se un autore vuole limitare l’uso del proprio cd o del proprio libro deve specificarlo al momento della vendita. il resto è un abuso.
maggio 2nd, 2008 at 7:07 am
Ragioni così perchè non è il tuo lavoro. Per un autore la creazione è retribuita attraverso la fortuna che ha la tua opera. Non a prescindere. E non la gratitudine per averlo prodotto. In Cina è come dici tu e nella ex-Urss, con tutte le problematiche del caso (compreso il fatto di dover, per mangiare, creare opere allineate al pensiero predominante per non dover essere considerati dissidenti – Shostakovitch, Prokofiev che se l’è vista davvero brutta, Schnittke e tutti i compositori credenti; Solzenitchky e vari scrittori; vari pittori, fotografi e via discorrendo docet).
Prestare un Cd o un libro non è mai stato un problema come pure copiarlo (sappi che sui CD già si paga una accisa Siae). Un altro conto è sfruttarlo (venderlo stile marocchino e “metterlo su” per attirare comunque un cliente nel tuo locale). Ma ti ripeto che la penso così perchè è il mio lavoro ed è giusto che venga retribuito. Non ci vedo nulla di male.
Per fortuna, per malvagia che sia, esiste una Siae, una Gema (tedesca), una Sacem (francese), una Ascap (americana). Ripeto va riformata perchè importante per garantire anche la possibilità di misurare la libertà di espressione attraverso la sua remunerazione, senza (almeno nel principio) dover dipendere da un qualche committente compiacente.
Comunque non sono qui per convincerti.
L’abuso è approfittare di qualcosa che altri hanno creato per farne un proprio interesse (esattamente i motivi che tu adduci per abolire la Siae). Ecco perchè non condivido.
Ciao!
maggio 2nd, 2008 at 10:47 am
chi te l’ha detto che non è il mio lavoro?
e cmq non solo non convinci, ma non argomenti: io il cd l’ho già pagato. e visto che è mio, o nel momento dell’acquisto mi specifichi che non mi stai vendendo la piena proprietà del cd e che il suo uso mi è limitato, oppure è mio.
il tuo esempio con i regimi comunisti c’entra come i cavoli a merenda.
maggio 2nd, 2008 at 5:06 pm
Non devo convincerti infatti. Continua così.
Va bene! Bravo.
Ok?
maggio 2nd, 2008 at 5:07 pm
Dimenticavo il ciao.
maggio 2nd, 2008 at 5:09 pm
comunque leggi magari sul CD stampato che i diritti sono riservati etc. etc.
Ciao ancora.
maggio 5th, 2008 at 9:10 pm
Ciao.. scrivo ora di ritorno dal ponte..
Io non sono musicista, ho suonato facendo qualche concertino un po’ sino a che ho avuto un gruppo (circa 8 anni fa), poi sporadici eventi, e adesso sono in cerca di qualche amico per fare due note insieme.
Quindi non sono certo un prof, e per lo più ho suonato praticamente gratis, non so praticaamente leggere la musica, suonando la chitarra ho sempre fatto tutto a memoria, orecchio e accordi.
Ciononostante penso di aver fatto un po’ di musica carina, di essermi divertito e di aver fatto divertire, e magari qualche volta anche pen(s)are.
Quindi considera che ovviamente io la vedo dall’altra parte.
Sono di quelli che possibilmenteno suona gratis (mi girano se mifanno pagare per un concorso, quello si), se mi danno 50 euro e una birra faccio i salti.
Il discorso che fai mi sembra un po’ elitario quindi, ovvero chi è prof OK, chi è bravo OK, gli altri sono un intralcio (anche in termini di mercato).
La vedo diversamente. A me piace vedere sia chi suon bene, cover o no, meglio se no-cover, magari mischiato a qualcosina che mi suona nelel orecchie.
Poi uno è bravo e mi fermo a vederlo, oppure uno non è capace, ma mi piace lo stesso e mi fermo, oppure uno non lo sopporto e me ne vado.
La musica è una forma d’arte, e quindi la qualità non è un valore assoluto.
Il gusto e la concettualità contano.
Ci sono musicisti bravissimi ma di una noia mortale, musicisti incapaci, ma geniali o che sono in grado di produrre spetaccoli coinvolgenti.
Poi non credo sia la qualità che faccia il prezzo, quanto invece il mercato. Come dici anche tu, le cover/tribute band hanno mercato ora, anche se artisticamente non valgono nulla, perchè non propongono nulla. Vendono uno spettacolo basato sulla standardizzazione, ed è forse comunque meglio che semplicemente sentir girare due dischi… Al molta gente di oggi piace. Stanno uccidendo la musica, o forse meglio, la creatività.
Bisogna quindi distinguere, dove la musica è consumo (la cover band che suona in una birreria da 400 coperti, la musica diffusa in una discoteca da 1000 posti, il concerto in una festa estiva che attira 2000 persone), oppure dove è proposta artistica, momento di aggregazione, confronto sociale. Ovvio che si viaggia su circuiti diversi. Ma occorre anche una concezione diversa della musica.
Perchè il gruppo di ragazzini che si sta facendo le ossa , il solista sperimentale, il cantautore sconosciuto, non possono suonare in un arci, o il barettino con 5-10 persone davanti? Perchè pur volendo suonare gratis 200 euro di siae non ce li mette nessuno? Assurdo doverceli mettere.
Probabilmente sto ripetendomi.
Ma il discorso è…
Per chi la musica la fa di professione, il discorso Siae fila.
Per chi la musica la fa per passione, è un inutile impiccio..
Penso al discorso che tu fai per l’esame Siae. Io pur suonando in giro con pezzi miei non avrei mai potuto sostenerlo, ne per i costi, ne per le mie copetenze teoriche. Eppure so suonare, poco e male, ma so farlo, a volte divertendo la gente che ascolta…
Concordo sulla questione dello sfruttamento e capisco che ci sia una linea sottile, tra la diffusione ‘culturale’ e sfruttamento commerciale.
Può essere anche però che si debbano ribaltare le cose.
Una casa discografica paga una radio perchè faccia girare un pezzo che vuole lanciare (pubblicità).
Io pago la siae perchè faccio ascoltare que pezzo alla radio nella mia bottega.
Forse l’autore dovrebbe pagarmi perchè gli faccio pubblicità?
Cose complesse.. alla prossima..
Ciao.
maggio 6th, 2008 at 7:44 am
Ciao
bentornato. Condivido, e penso tu lo abbia letto tra le righe, parte del tuo discorso. Non voglio convincere nessuno. Chiunque fa musica dovrebbe iscriversi, non costa poi molto (molti depositi di pezzi compresi), per il proprio interesse e la propria tutela (ripeto: è un peccato ed un delitto non approfittare del sistema).
Non ho nessuna verità in tasca, ma una certa esperienza che mi porta a distinguere i musikanten dai musicisti e così ragiono. Non c’è nulla di elitario, solo una semplice distinzione di ruoli che mi pare sacrisanta per capire i punti di vista. C’è spazio per tutti, per quello mi sentivo di dare qualche consiglio.
CIAO
maggio 6th, 2008 at 3:03 pm
Bè personalmente io non condivido il sistema, perchè se è giusto che chi si occupa di cultura per mestiere possa godere i frutti del proprio lavoro e della propria fatica, fortunatamente la musica, come il teatro, la poesia, lo sport sono in gran parte praticati da amatori a cui nulla importa registrare le cose, avere dei proventi, tutelare il proprio marchio, quanto divertirsi e fare cultura.
D’accordo con la separazione di ruoli, ma occorre trovare il modo di definirli tutelando equamente libertà e diritti cosa che in questo momento non mi sembra fatto onestamente.
Personalmente credo che la musica come le arti dell’immagine e delle lettere, siano doverosamente da dare in mano a tutti. L’idea mia è questa. Un contro se riproduco e sfrutto l’originale (metto un CD in discoteca, proietto un film di straforo facendo apgare il bigliatto, etc.)
Un conto è la riproduzione. Una canzone di Vasco, fatta dalla Combricola del Blasco, non è un originale, è una pura riproduzione. Non c’è la sua voce, non ci sono i suoi strumentisti, per quanto fedele è un’interpretazione.
Altra cosa. Perchè io pago per vedere la Bandaliga e non il Vasco in quato momento. Loro prendono i loro soldi, Vasco si fa pubblicità.
So che come discorso è una forzatura, ma equivale al discorso originale del bollino Siae. Il guadagno sul prodotto si deve esaurire con la prestazione il concerto o la cessione del master della registrazione a chi poi produce o vendeil prodotto.
Il diritto deve essere intellettuale, non una tassa.
Ad esempio metto in scenta uan tua commedia, e per mettere il tuo marchio di pago, altrimenti sarà una riproduzione non ufficiale che il pubblico può scegliere o no di pagare.
Senza pensare poi che spesso è il performer a rivalutare un prodotto.
Io magari canto e suono un tuo brano su tua richiesta. Ma perchè è tutelato il tuo spartito e il tuo testo e non la mia voce e la mia interpretazione, o il tocco della mia chitarra, etc…
……
Prendo per buono il tuo consiglio, ho nel mio cassetto una cinquantina di brani che ho scritto, alcuni che ho suonato altri che ho provato, altri che mi sono semplicemente abbozzato.
Se tra una settimana mi chiedi di venire ad aprirti la serata, mi preparo 5-6 pezzi e arrivo… ma non sono iscritto da nessuna parte, non ho tempo ne voglia di mettere soldi per pagarmi un concertino di venti minuti, che difficilmente riproporrò più di una volta o due all’anno…
Ha senso?
Oppure peggio, il baretto sottocasa mia mi chiede una sera di fare due accordi perchè sa che suono e canto.. tanto per trovarsi con gli amici del quartiere..che faccio, gli dico di no perchè ci sono richieste da fare, iscrizioni da espletare, in cambio di una birra?
Bha…
Trovo tutto ciò ridicolo.
Fra un po’ verranno a chiederci d’iscriverci alla siae perchè se faccio una rovesciata griffata Pelè, è spettacolo e gli devo i diritti d’autore (a proposito, perchè se non erro, la Siae prende i soldi da un biglietto al campo di calcio che non ha l’impianto di riproduzione sonora?)…..
A quel che ne so la Siae sino a poco temop fa, faceva persino pagare il possesso dei biliardini, e cosa c’entri con il diritto d’autore chi lo sa.
Infine, se non erro esiste il copyright, che dovrebbe tutelare la proprietà anche intellettuale di un brano, un testo oltre che di un marchio… non so quindi se la Siae non sia altro che una macchina spremisoldi (Per me lo é).
dio mio quanto ho scritto.. forse un po’ mescolato perchè secondo me è un argomento complesso e con tante sfaccettature.
Magari Marcellos ci saprà trovare una soluzione che accontenti tutti.
Ciao. Marco.
maggio 6th, 2008 at 4:11 pm
Tranqui, io credo nel sistema ed ho cercato solo di farti vedere come (in qualche modo, visto che comunque biusogna pagare) trarne vantaggio. Poi ti ripeto solo che non sei tu a dover cacciare lira (oops euri).
Per il resto continua a divertirti!!!! Ne sono solo contento:-)
agosto 6th, 2008 at 9:31 am
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