Verdi, parliamo di noi. Tessere zero: il nuovo inizio

Ieri, all’esecutivo nazionale dei Verdi, Pecoraro Scanio ha confermato le sue dimissioni irrevocabili da Presidente dei Verdi. Io continuo a sostenere che anche l’Esecutivo, nella sua interezza, deve dimettersi. Il Consiglio Federale nazionale convocato per il 10/11 maggio dovrà essere il punto di svolta: o ci sarà lo scatto d’orgoglio dei consiglieri e la cesura netta rispetto il passato o questi verdi hanno chiuso.
Ribadisco la mia opinione: Il gruppo dirigente deve abdicare, il CF deve prendere atto del fallimento della Sinistra Arcobaleno e delle sue varianti post-disastro elettorale, i Verdi devono diventare la sinistra ecologista e liberale che conosciamo negli altri paesi europei.
Di seguito vi riporto un piccolo documento che abbiamo scritto domenica scorsa a Ferrara dove mi sono visto con molti altri Verdi che vogliono cambiare il partito.
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TESSERE ZERO: IL NUOVO INIZIO DEI VERDI
Domenica 20 aprile 2008 a Ferrara si sono riuniti una cinquantina di Verdi espressione di non piccole e non poche realtà territoriali all'opposizione della deriva personalistica superficiale e radical antagonista assunta dalla federazione negli ultimi anni. Ma che dai Verdi non sono usciti.

E che non ne usciranno a patto che il prossimo Consiglio federale (10 e 11 maggio a Roma) definisca un percorso in netta discontinuità con il recente passato in termini di contenuti, forme, alleanze.

Quattro le condizioni:

1) azzerare l'attuale gruppo dirigente

2) creare un comitato di garanzia congressuale che non veda la riproposizione di alcun esponente responsabile delle scelte (e degli stili di gestione interna) perseguite negli ultimi anni.

3) decretare la fine dell'esperienza arcobaleno

4) prevedere il congresso per ripartire DOPO le europee con espressione di delegati provinciali e regionali SULLA BASE DEI VOTI (dicasi VOTI, non iscritti) conseguiti alle europee 2009.

La chiave ecologista di interpretazione della realtà ha trovato nel tempo continue conferme, ma non, in Italia, una forza politica Verde sufficientemente coraggiosa, coerente e intelligente da raccoglierle e da delineare un orizzonte possibile di cambiamento. La deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno. Pensare sia ancora possibile "cambiare tutto per non cambiare niente" con un veloce Congresso dagli esiti predeterminati sarebbe un delirio autoreferenziale incomprensibile per noi e per i cittadini.

Far coincidere mezzi e fine, scelte collettive e comportamenti individuali, costruire un luogo aperto e democratico dove possa trovarsi bene chi nei Verdi è già da più o da meno anni, chi vi è stato in passato come chi arriverà per la prima volta; un luogo dove sia possibile ricostruire il pensiero ecologista e una classe dirigente adeguata: sono questi, per i partecipanti all'incontro di Ferrara, obiettivi irrinunciabili per un nuovo inizio.

L'invito a tutti i Verdi (anche a chi non ha diritto al voto) é a non mancare il prossimo consiglio federale per segnalare con forza che i Verdi ci sono, che non sono disponibili a vedersi ingoiati nè dal Pd nè dalla Sinistra Arcobaleno, che hanno deciso come andare avanti.


PROGETTO ECOLOGISTA

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81 Responses to “Verdi, parliamo di noi. Tessere zero: il nuovo inizio”

  1. LETI Says:

    parafrasando il libro di napoletana memoria?
    I verdi, speriamo che ce la caviamo!

  2. E. Says:

    l’idea è buona. ma arriva con 19 anni di ritardo, dopo una interminabile deriva neocomunista e un rilancio del soggetto verde all’anno.

    oggi, con lo 0,%, ci vuole molta fantasia per pensare che ci sia qualche cosa da salvare.

  3. Pol.sco. Says:

    Totalmente d’accordo con E.
    Basta illudervi: entrate nel Partito Democratico

  4. rigitans Says:

    o polsco, e basta! il pd è un partito verticista, se i verdi vogliono rinascere non lo faranno certo nel pd, che vede nella cementigficazione e nel pil la panacea di tutti i mali.

    io volevo una sinistra nuova, siccome che vedo rigurgiti falcemartellisti identitari per la conservazione e non per il cambiamento della sinistra, bisogna puntare tutte le nostre fiche sui verdi come formazione autonoma, come la sinistra liberal alternativa al pd ma fuori da qualsiasi deriva comunisteggiante(con tutto il rispetto che ho per i comunisti, con cui si può continuare per fare battaglie assieme, perchè non bisogna ripudiarli), come progetto ecologista trasversale e plurale, in grado di raccogliere varie sensibilità, e che sappia accogliere anche i radicali. dobbiamo puntare al 5% e oltre in pochissimo tempo, e sono d’accordo sull azzeramento della dirigenza, ricominciare daccapo, con un nuovo paradigma politico che rilanci i verdi e che li possano far diventare la prima forza verde mediterranea all altezza di quelle nordiche.

  5. Marcello Saponaro Says:

    Caro E.
    anch’io ho molti dubbi che questi verdi possano risollevarsi. Ma voglio provarci ancora una volta. A Roma il 10/11 maggio.
    ciao
    Marcello

  6. E. Says:

    Personalmente ritengo che ci siano almeno un paio di questioni che debbano essere affrontate preliminarmente, senza il cui chiarimento parlare di rilancio è parlare del sesso degli angeli e che non riguardano le modalità di voto delle assemblee:

    - i verdi italiani hanno almeno in potenza la forza di presentare un completo programma di governo da offrire all’elettorato (fisco, burocrazia, incentivi, pensioni, sanità, scuola, infrastrutture, energia etc.etc.)?

    - e se si, rifondare verso dove?
    tu parli di verdi liberali, dandone per scontato la loro collocazione nella cultura del libero mercato.
    in realtà non solo la prospettiva economica del movimento verde italiano è un nodo che non è mai sciolto, ma c’è il forte sospetto che l’alleanza sistematica con i neocomunisti non sia solo il frutto del destino cinico e baro.

    non posso non notare come il documento di ferrara non parli di questo. neppure per rimandi.

    mah …..

  7. spazzascorretti Says:

    D’accordo con rigitans. E. mi pare peggio dei falcemartellisti identitari su tutti i fronti, mah..

  8. rigitans Says:

    caro E…ma perchè non ti chiedi anche la stessa cosa del pd, del pdl?anche li è meno chiaro di quel che sembra.

    i verdi hanno un collante fortissimo: la sensibilità ecologica, la trasformazione dell economia, della società ins enso ecologista. le varie anime si possono confrontare su questo campo. ci saranno i moderati, i liberali, quelli piu’ a sinistra, i sociali. si discute e vince la linea che piu convince.

    tra i verdi un compromesso sull economia si trova facilmente, se si parte dall ambiente e dall ecologia. ovvio che i verdi non sono comunisti, e non possono essere anticapitalisti. infatti io sono un verde di sinistra e mi dichiaro apertamente critico del capitalismo, infatti criticando il pil e la crescita infinita in un mondo finito, dove il denaro vale piu della vita umana, dove bruciare materia è piu’ gustoso che ricilare, riusare, contenere i consumi.

    un grande partito verde parte dal confronto anche con chi parla di sviluppo sostenibile, con i moderati che vogliono qualche piccolo ritocco-contentino ambientale, o con coloro che vogliono avvicinarsi ai comunisti e sono in chiave dis contro con l attuale sistema. ma sempre da una base condivisibile si parte, un consenso trasversale.

    quindi sono polemiche poco utili, piuttosto bisogna sperare nella rinascita del partito verde, coinvolgendo la sinistra diffusa, i radicali, le associazioni. questo è quel che penso ora.

  9. spazzascorretti Says:

    Il tema dell’enegia E’ il tema dell’economia.
    Francamente dopo aver letto E. più volte trovo solo una sua vena anti…alla berlusca e basta

  10. IL FARO Says:

    La sinistra deve riflettere sulla proposta riformista dei Verdi. Occorre un cambiamento per rinascere!

    Di Antonio Pappaterra*

    Calabria – L’on.Tommasi ha ragione quando parla di continuare il cammino, guardando, in pratica, ad un modello nuovo, decentrato, che parte dai territori, dalle periferie, dalle federazioni di base che hanno fatto la storia del movimento ecologista e della Sinistra meridionale. Dai Verdi di Scalea nel frattempo è partita la proposta di un riformismo che si ispira al modello laburista anglosassone e al socialismo liberale Europeo che ben si associa al grido post- dolorante di una Sinistra che si è ricordata troppo tardi di essere voce delle masse più bisognose e più povere del Paese: quando Diego Tommasi dice di ripartire praticamente da se stessi si rivolge alla coscienza del popolo degli idealisti e alle fondamenta della propria anima ambientalista.

    Certamente, non è facile rialzarsi dalle ceneri, come espresso da Palmiro Manco nella nuova proposta laburista, che ha espresso chiaramente la volontà di cambiare e di costruire un partito che non sia solo espressione di minoranza, ma magma e terreno di una società che è cambiata, nella quale i problemi sociali non sono più attaccati all’etica della lotta di classe, ma assorbiti completamente dal tessuto e nel contesto di ogni cittadino Italiano. La lotta al precariato, per esempio, non è solo un problema di classe, essa, di fatti, si deve svolgere e combattere dentro il sistema che la genera e che non è distaccato dal problema del territorio o dello sviluppo sostenibile legato all’ambiente: molte volte nella lotta per la difesa dell’ambiente abbiamo potuto constatare di persona che il problema del lavoro, nei territori di appartenenza e soprattutto nel meridione, non sono complementari al problema del precariato stesso. Per questo occorre riflettere sulla posizione moderata e riformista dell’On.Tommasi e di Palmiro Manco, quando mettono sul tavolo di discussione la possibilità di rinascere dalle macerie con un modello nuovo, mai testato politicamente in Italia e che unisce, proprio perché la Sinistra ha una base comune socialista fondata sull’ideale dell’uguaglianza, le forze democratiche ecologiste federaliste, democratiche e liberali verso l’ispirazione laburista. Se la riflessione porterà ad una mozione politica che assume questa volontà di cambiamento è giusto che questa sia portata avanti con coraggio e determinazione, al fine di formare anche una nuova classe dirigente, che pone di fronte a se non solo la sfida di ripartire, ma anche quella di affrontare i problemi della gente con forza, nello scontro dialettico che, in ogni caso, vedrà il popolo della Sinistra ritornare a battersi contro le proposte utilitaristiche delle destre. L’imperativo categorico, però, non è quello di frantumarsi, cosi come ha fatto da decenni il centrosinistra, o di remare disuniti nel fiume di controtendenza che ci porterà al confronto per la risoluzione dei problemi sociali: è necessario comunque un cambiamento che scuote la Sinistra dal torpore di un sonno durato a lungo e dal dolore della disfatta. Per affrontare il futuro bisogna aprirsi senza paura al laboratorio politico proposto insieme a Tommasi e Manco della Sinistra Arcobaleno, proprio per creare una nuova piattaforma culturale che rappresenti la storia del movimento che ha caratterizzato la Sinistra italiana nelle varie espressioni, ma che sia pure la base di rilancio di un nuovo modo di fare politica e di rappresentare le esigenze dei cittadini, partendo si da un federalismo democratico, ma senza tralasciare le sfide, i territori, la gente comune, senza trascurare l’aspetto determinante dell’alternanza democratica e la libertà dal bisogno delle famiglie italiane. Per questo la Sinistra non deve continuare a frantumarsi, ne in divisioni interne, ne nel girare attorno all’universo partitico formato da miriadi di galassie social-democratiche. Di fronte ad un esercito svariato, senza valori e senza colori, bisogna formare una sola tenaglia omogenea d’attacco, capace di imporsi nella sfida per il futuro e di creare proposta utile, nel divario che ci differenzia nella vita di tutti giorni da quelli che oggi fanno le file maggiori del PD e del PDL. Per questo sono d’accordo per il laburismo, proponendo a tutto la Sinistra di unirsi a questo nuovo modello di libertà <>. Non possiamo continuare a soccombere nelle macerie della Storia, dobbiamo avere il coraggio di rialzarci per ritornare ad essere la nuova Storia stessa.

    Antonio Pappattera – Candidato per i Verdi alla Camera dei Deputati nel 2006

  11. E. Says:

    non lo chiedo a pd e pdl perché leggendo il loro programma so cosa farebbero se andassero al governo. certamente a grandi linee, molto spesso anche nel dettaglio.

    ti propongo alcune macro questioni, rispetto alle quali io posso dirti cosa pensa il pd, il pdl, rifondazione e la destra, ma non i verdi:
    - legge biagi.
    - ammortizzatori sociali.
    - pressione fiscale.
    - immigrazione.
    - previdenza.
    - federalismo.
    - federalismo fiscale.
    - burocratica.
    - industrializzazione.
    - giustizia.
    - scuola.

    se si vuole rilanciare un soggetto politico che possa presentarsi autonomo e con un proprio candidato premier alle elezioni io penso sia necessario avere una propria posizione. tutto qui.

    se poi tu ritieni invece che la trasversalità sia un valore in se, addirittura sufficiente per rispondere alle complesse questioni della società italiana, prendo atto.

  12. Marcello Saponaro Says:

    @E.
    Come forse immagini, su tutte le questioni di cui ci chiedi cosa pensiamo, i verdi hanno espresso una posizione in questi anni. l’hanno espressa votando in parlamento le leggi, la finanziaria, presentando emendamenti etc…
    su molte di queste questioni, probabilmente, non è stata una posizione “autonoma”. abbiamo preferito accodarci alla sinistra radicale nel chiedere la cancellazione della legge biagi, senza capire che questa imponeva un ripensamento del welfare, oppure abbiamo parlato di immigrazione limitandoci a denunciare il razzismo.
    Sono molti anni che vado in giro per riunioni ripetendo che il nostro principale problema è stata la sospensione di ogni elaborazione autonoma, della discussione approfondita (tecnica e scientifica), dell’approfondimento.
    Da qui dobbiamo ricominciare. Dallo studiare insieme i problemi e proporre le soluzioni. Molti verdi lo hanno fatto in questi anni. In Lombardia lo abbiamo fatto molto più che altrove.
    Quando ci saremo riusciti, gli elettori se ne accorgeranno.
    Certo, come dici tu, se ne avremo avuto il tempo….
    Ciao
    Marcello

  13. E. Says:

    che i verdi negli utlimi anni erano diventati la controfigura di se stessi e la fotocopia del pdci, mi è noto.

    il fatto che qui si discute è l’ipotizzato nuovo inizio: io ho chiesto verso dove, ma né le risposte che ho ricevuto né il documento linkato mi hanno aiutato molto.

    mi basterebbe un cenno: verso il socialismo blairiano, verso il liberalismo classico, verso il comunismo bertinottiano, verso il movimentismo anni ’80, verso … verso cosa?

    poi, se vorrete, potremo iniziare a discutere più nel dettaglio, anche partendo dal banalissimo elenco qui sopra. ma dopo. dopo aver capito di che soggetto politico si sta parlando.

  14. Marcello Saponaro Says:

    Beh, è un po’ pretenziosa la tua domanda… ancora non sono state votate le dimissioni di Pecoraro! A maggio, il 10 e l’11, ci sarà il Consiglio Federale nazionale. Li si capirà dove vogliamo andare.
    Escluderei tutte e quattro le tue ipotesi. A che serviremmo se scegliessimo una di quelle? Ci sono già i loro rappresentanti.
    Ciao
    Marcello

  15. Pol.sco. Says:

    Ormai il destino dell’Italia è il bipartitismo
    Ergo: risparmiate le forze che non serve a niente

  16. Luca Conti Says:

    Sottolineo solo una parola: liberale. Se fosse per me toglierei anche la e finale :)

  17. E. Says:

    escluso che l’ecologismo costituisca una cultura capace di essere tradotta in proposta politica autosufficiente (per intenderci: con il solo ecologismo diventa complesso parlare di irap), i verdi necessariamente devono appoggiorsi ad un’altra filosofia politica, da declinare secondo il peculiare parametro dell’ “oikos”.

    non a caso qui si parla di verdi liberali.

    ma allora, secondo la tua condivisibile osservazione della necessità dei verdi di essere peculiari perché potratori di un’idea diversa pena il fagocitamento, osservo come i liberali abbiano già i loro rappresentanti. anzi, direi che in parlamento oggi ci sono solo forza che si rifanno al pensiero liberale (il programma del pd non ha nulla di socialista ma neppure di socialdemocratico, se queste parole hanno ancora un senso e non si vuole usarle per fargli dire tutto e il suo contrario).

    in realtà l’unica corrente culturale assente nel panorama partitico italiano è quella libertaria, un tempo lambita dai radicali oggi completamente orfana.
    ma per trasformare i verdi da foglie di fico dei nipotini di breznev a movimento libertario ci vogliono prima i presupposti ideologici, poi la volontà.
    sinceramente ho l’impressione non tanto che non ci sia la volontà, ma che nei verdi di oggi nessuno neppure immagini l’esistenza del pensiero libertario.

  18. rigitans Says:

    caro e,
    come dice marcello è logico che un partito verde autonomo esiste se propone una prospettiva alternative alle altre forze.
    i verdi sono pacifisti e nonviolenti. i verdi sono per la salvaguardia della Terra, della natura, della flora, della fauna. i verdi sono umanisti, cioè ritengo l uomo un concetto importante da cui partire per qualsiasi proposta politica. in questo vedo un prograssismo che sappia intermediare tra la necessità di liberalismo e il bisogno di”socialismo”.

    i verdi guardano quindi all individuo innescato in un tessuto sociale che tiene forte, ma che non opprime, non soffoca. i verdi difendono i consumatori, propongono l allargamento dei diritti civili. i verdi guardano ad un progresso alternativo, che guardi al benessere delle persone piu’ che al pil che in sè non vale nulla. i verdi sono anti-industrialisti: l industria esiste e serve per l umanità, ma non deve proliferare quando va a intaccare la difesa dei precedenti concetti. i verdi difendono il lavoro ma non in una contrapposizione di classe, di stampo pseudomarxista, ma di rivendicazione dei diritti degli strati sociali piu’ deboli(quello che io mi auguravo dalla sinistra arcobaleno).

    ovvio che tutte le richieste che fai tu possono avvenire se i verdi saranno una forza onesta, coerente, umile, che riparta dalle ceneri e che non insegua il vecchio modo di fare politica, ormai stantio, e che ha creto mostri come tangentopoli.
    se i verdi non sis alvaguardano da certa malapolitica, è inutile che esistano, la gente non li voterà, esistono già gli altri.

    i verdi, infine devono essere una forza pienamente feralista e internamente democratica e pronta al confronto nel modo piu’ assoluto.

  19. rigitans Says:

    i verdi figli di breznev e il pd liberale…questa è bella.
    il problema è la matrice culturale, che nel pd è stalinista, nel pdl è mafiosa. i verdi devono essere culturalmente liberali e libertari. ma l ecologismo può essere idealoe politico a sè. ci sarà un blocco politico maggioritario che avanza proposte in vari ambiti piu minoranze che hanno come collante l ecologismo. è possibile, eccome.

  20. fiore|blog » Blog Archive » Tessere zero Says:

    [...] sito di Marcello anche un sondaggio… TESSERE ZERO: IL NUOVO INIZIO DEI VERDI Domenica 20 aprile 2008 a Ferrara si sono riuniti [...]

  21. battistino Says:

    E non si parla più di sinistra? Come è possibile scollegare l’ecologia dal sistema economico? o qualcuno di voi pensa che anche in un sistema economico collegato al massimo sfruttamento di tutto, dalle risorse umane alla terra, ed al massimo profitto, che quindi non prevede la spesa di inutli soldi per la protezone ambientale, sia possibile una seria politica ecologica? Oppure ci accontentiamo delle briciole, come del resto i verdi nel resto dell’europa. Leggetevi il commento del capo dei verdi tedeschi sulla baby costituzione apprivatp anche con il loro voto. IL Damping sociale, che cosa è, forse i verdi tedeschi non lo conoscono? Unsa ecologia senza la sinistra è solo una barzelletta, il solito zuccherino da anime belle che non muta nulla, soperattutto per il paneta martoriato.

  22. Ettore Dettori Says:

    Salve Marcello,
    secondo me i Verdi devono ripartire dall’ecologia. Una valida strada per questo è l’alleanza con Prc e SD, ma anche con Sx Critica, poichè in Italia, tutti gli altri fanno solo pura demagogia.
    Nel tuo sondaggio non riesco a capire cosa c’entri la Fisica con l’Ecologia…
    Mi spiego meglio, io sono giunto quasi alla Laurea in Bioecologia/Biodiversità all’università di Cagliari e di Fisica diamo solo un esame a differenza di Zoologia, Botanica e Chimica che fanno da maestri.
    Niente era solo un appunto.
    L’ecologia si sposa benissimo con un progetto marxista, poichè queste due strategie sono mutuabili e non concorrenziali.
    Se si vuole davvero edificare una coscienza ecologica nelle persone non si può salire sul carro del PD o dei liberali, non si può mettere sempre al primo posto la crescita economica costi quel che costi.
    C’è bisogno di schierarsi con gli indigeni, cioè con le realtà locali, aprendere da loro le tradizioni secolari, vedere i Pastori e Agricoltori della Sardegna, per esempio, e aiutarli con la tecnologia…
    Liberalismo vuol dire Globalizzazione e ciò mi pare sia poco Verde.
    Certo io scrivo da una Terra come la Sardegna che non è paragonabile alla Lombardia, per tutta una serie di cause.
    Se si vuole un mondo migliore bisogna essere, almeno in questa fase, antagonisti del Capitalismo che produce povertà e inquinamento. Non è convertendosi alla legge del più forte che si risolvono i problemi.

  23. Marcello Saponaro Says:

    Caro Ettore,

    io penso che sia giunto il momento delle scelte per i Verdi. Chi la pensa come te e chi la pensa come me si troveranno a militare in partiti diversi come è giusto che sia.

    A me semplicemente non pare che povertà e inquinamento siano stati prodotti solo dal capitalismo in questo secolo.

    Il 10 e l’11 maggio vedremo se i Verdi italiani hanno ancora voglia di esistere. E per diventare cosa.

    CIao

    Marcello

  24. Ettore Dettori Says:

    Marcello (perdona se ti do del tu),
    I Verdi DEVONO esistere non ho mai messo in dubbio la loro discussione, ma dipende dal tipo di esistenza che vogliono. Nei mesi passati sono nate altre formazioni ecologiste che si richiamano ai Verdi Liberali.
    Mi dispiace vedere che anche l’ultimo baluardo della difesa ambientale si arrenda a logiche identitarie sul modello Diliberto = Comunisti Unitari.
    Resterò dal canto mio un Ecologo, che lavorerà su una sinistra confederata che abbia a cuore la convivenza tra i popoli e l’ecosistema. Non me ne si voglia, ma almeno a me quel poco di studi che ho fatto mi aiuteranno a capire anche dal punto di vista scientifico la bontà di certe azioni.
    E’ facile a disatro compiuto fare sciacallaggio di un fallimento quasi annunciato. Peccato perchè qui in Sardegna si sta lavorando alla costruzione di un dialogo tra forze ecologiste e marxiste.
    E lascia che ti dica un nome Edo Ronchi e il Parco del Gennargentu se i Verdi vogliono tornare a quella politica…ti invito ad andare da quelle parti e dire SONO DEI VERDI…
    Dagli errori bisognerebbe imparare.
    Se ci si vuole scollare ulteriormente dalla Società, prego, ma di comandanti ne abbiamo già abbastanza.
    Se secondo te il Capitalismo non è il primo nemico del tracollo umanitario e italiano, benissimo pensala pure così, ti ripeto da quei pochi studi fatti sull’ambiente che ho fatto mi pare che si i sistemi Americani ed Europei hanno dato una bella botta al pianeta.
    Ahh ti premetto a me i Moratti, non sono simpatici, sono come dire imbroglioni con la loro SARAS…

  25. Ettore Dettori Says:

    a rigitans:
    devi sapere che qui in Sardegna c’è l’idea di far partire dal basso questa Sinistra Arcobaleno allargando il confronto anche a Sinistra Critica e Partito Socialista.
    Non saranno i grandi a confrontarsi, ma bansì i giovani.
    Il problema è il solito, la base se si conosce e si confronta si fa un opinione sul lavoro da fare tutti assieme se invece ci si rifugia in derive verticiste atte a consumare rese dei conti allora no!
    Io porto l’esperienza di un’isola che a differenza della Lombardia è ecologicamente più conservata, ma che continua a subire colonialismo italiano e yenkie.
    Lavoro carente e tanti vincoli generati dalla basi NATO e Italiane…come credete che ci si debba misurare con questa realtà?
    Il mio popolo, per la maggiore, vive di Pastorizia, Pesca e Agricoltura…per il resto tutti gli altri modelli economici di sviluppo sono stati imposti da necessità nazionali.
    Tutte le industrie hanno chiuso per logiche di mercato, ma lo si vuole capire che 1 milione e mezzo di abitanti non possono concorrere coi vostri 7 milioni?
    A noi ci stanno chiudendo pure la ferrovia, perchè è più conveniente investire in Lombardia.
    La gallura è Colonizzata da vacanzieri ricchi del Nord Italia, che in barba al nostro stile di vita col fatto che portano soldi, vogliono pure decidere di noi, vedere Soru e tassa sull’Ambiente.
    Allora se anche voi tradite il concetto di Solidarietà, mi chiedo a che logica rispondete.
    Premetto che i Lombardi NON godono più di stima da parte della mia gente, in quanto i Padroni hanno fatto man bassa dei fondi destinati allo sviluppo della Sardegna – Vedere caso Legler.
    I Verdi Lombardi, cosa ne pensano della SARAS di Sarroch?
    Guardate se c’è una cosa che unisce l’Italia è la Solidarietà se c’è una cosa che hanno portato i Verdi della Lega è divisione e campanilismo.
    Abbracciare le derive neo liberiste vuol dire pensare al Potere e non alla povera gente…

  26. E. Says:

    ettore, tu ritieni che gli ecologisti possano e debbano incontrarsi con i marxisti, spingendoti fino a sinistra critica escludendo (forse) solo il pcli di ferrando.

    considerato che ci sono numerosi aderenti ai verdi che si richiamano espressamente alla filosofia liberale e al libero mercato, tra cui saponaro che non è proprio l’ultimo degli iscritti, non capisco cosa ci sia di sbagliato in un chiarimento.

    anzi, sinceramente trovo un po’ surreale che un partito nazionale non abbia espresso, evidentemente con la necessaria nettezza, il proprio pensiero su una questione neppure fondamentale, ma semplicemente preliminare e fondativa di qualsiasi proposta politica. quasi che i verdi fossero il partito degli automobilisti ….

  27. Ettore Dettori Says:

    Vabbene, il Parco del Gennargentu lo hanno fatti i Verdi liberali vedere Edo Ronchi a me basta questo per giudicare quella corrente, visto che è una battaglia passata sulla mia pelle e soprattutto perchè poi è stata la sinistra a difendere il Parco, mentre i Liberali lo hanno fatto cadere.
    Non credo che il liberismo possa dare risposte certe all’ecologismo.
    Il liberismo ha posto dei vincoli nucleari a Teulada e La Maddalena… con divieto di pesca.
    L’industrializzazione forzata nel Centrosardegna e nel Sulcis lasciando una caterva di disoccupati…
    La Gallura è stata devastata dall’idea che il Turismo fosse di un solo modello, quello economico il risultato è che le spiagge sono state erose dall’uomo e non dal vento. Speculazione edilizia elevatissima da parte di seducenti costruttori edilizi che comprano terreni agricoli edificando e rivendendoli come uso seconda casa. In certe zone disperse vedi agglomerati urbani anche a 40km dal mare…vabbè che nel Nord Italia il mare non esiste, ma voglio dire…
    A Cirras vi è una Centrale Nucleare che Berlusconi non tarderà a riattivare…
    Insomma la differenza che vi è tra la mia terra e la vostra è abissale. Voi lombardi la storia insegna siete stati sempre avanguardia tecnologica dell’Italia, ma non si può esportare il vostro modello di sviluppo.
    Noi siamo una vita che combattiamo per Liberarci dall’occupazione di uno stato che che fa della Sardegna la Pattumiera d’Italia.
    Le scorie radiottive, mica le volevano mettere a Milano, no signore, a Carbonia!! Noi eravammo tutti li uniti Verdi – Rossi – Indipendentisti e Democratici…
    Cosa fareste voi in Lombardia se aveste a disposizione meno del 50% del vostro territorio da amministrare?
    Perchè chi vive per conservare il territorio deve a tutti i costi subire le prepotenze subendo come unica logica quella del denaro?
    La differenza tra me e voi è che io scrivo dal 3o Mondo e che le logiche dell’Umanesimo le vorrei applicate, voi ho capito siete umanisti a parole, ma rispondete alle logiche del Capitale anche a costo dell’oppressione dei vostri simili!!
    Saluti

  28. Marcello Saponaro Says:

    @ettore
    intanto, mi offenderesti a darmi del “lei” e ti toglierei il saluto se mi dessi del “voi”… :-D
    Quello che scrivi sulla Gallura, La Maddalena, la Sardegna mi convince. Mi convince che siete stati mal amministrati e che avete perso grandi occasioni di “sviluppo sostenibile”. Perdonami, proprio non riesce a convincermi che la risposta giusta sarebbe il comunismo o anche, semplicemnte, l’opposizione massimalista.
    Ciao

    Marcello

  29. Ettore Dettori Says:

    Marcello vengo dalla Terra di Gramsci…il Comunismo, per me è una via, così come potrebbe una buona socialdemocrazia…
    Mai mi piegherò al Capitalismo o alle logiche di mercato o al liberismo.
    Non accetto che pochi decidano per molti così come non accetto che le multinazionali stiano vendendo il futuro dei nostri figli.
    Ma ho una risposta migliore da darti, cioè l’eventuale produzione di risultati di quel lavoro che sto proponendo.
    Tanto penso che sia chiaro ripartire e mi auguro che i verdi siano nella Confederazione di Sinistra, non nei pregetti dilibertiani…certo
    Il resto tocca a noi farlo, nel rispetto delle diversità.
    Solo un ultima cosa, in Lombardia non siete tutti oltranzisti leghisti antimeridionali e extracomunitari…
    Io credo nella solidarietà dei Popoli, un Lombardo doc era Cesare Beccaria…
    Porovare a ripartore da lui?
    saluti dal 3o Mondo :)

  30. Gianluca Aiello Says:

    Pienamente daccordo su tutta la linea!

  31. E. Says:

    ettore, tu stai facendo scivolare il discorso sulla bontà del marxismo. discorso molto interessante, ma che esula dall’argomento per eccesso.

    in questo topic molto banalmente ho posto la questione del senso di avere un partito politico, i verdi, che contenga al suo interno marxisti e liberali.

    io penso di no. io penso che un partito che ospiti persone con visioni diametralmente opposte del vivere, perché essere marxisti piuttosto che liberali riguarda prima l’etica che l’economia, abbia un vulnus che si traduce, in sede di proposta all’elettorato, in una vera e propria truffa. tutto qui.

  32. Nicola Ruggiero Says:

    Marcello, secondo te Alex Langer come si comporterebbe adesso se fosse ancora in vita?

  33. Ettore Dettori Says:

    Says vabbè chiedo scusa per le derive marxiste, mi è sembrato giusto schierarmi fin da subito per far capire da che parte sto…
    Niente, io non credo che il liberismo sia Verde tutto qui…potete andare a vedere cosa dico gli altri partiti ecologisti vedere FAA e Verdi-Verdi, loro sono già da tempo moderatamente schierati.
    Semplicemente perchè la Politica del Fare non è vero che sia attuabile.
    Le politiche liberiste sono fallimentari e non è vero che il mercato provvede da solo al bisogno dei cittadini è una truffa.
    Mi duole dirlo, perchè stò chiaramente agli antipodi vostri chiaro, ma una buona politica di rialncio potrebbero essere tante piccole micro economie che sviluppate portano ad una macro-economia.
    Quando si parla di ambiente non è necessario dover ogni volta devastare eppoi creare parchi credendo di mettere una pezza.
    Esempio concreto, isola di Caprera, un sindaco di quelle parti l’altro giorno mi faceva notare come i vincoli andassero a colpire la popolazione civile e il turismo…però da quelle parti trafficano (bocche di Bonifaccio) o comunque hanno trafficato per tanto tempo i sommergibili nucleari.
    Eh eh eh, queste cose sono dicutibili.
    Ancora un’osservazione sulla politica ad oltranza dei no.
    Avete presente come l’Australia conservi i Marsupiali dai placentati…esiste un divieto radicale nell’importare tutte quelle specie animali che farebbero concorrenza alle tipiche specie proprie dell’Isola.
    Se gli abitanti di quel posto tentennassero o cedessero al Libero mercato avrebbero già distrutto tutto…e badate che loro sono di stirpe anglosassone e quelli di danni nel mondo ne hanno fatto.
    Ora con questo cosa voglio dire, che i problemi, se non affrontati non è che spariscono, cioè sono favole quelle che vorrebbero tutti gli Italiani ricchi…e consumatori senza pagar dazio.
    Se noi vogliamo conservare il territorio e molte specie, dobbiamo prender atto che a molte cose “inutili” dovremo rinunciare, altrimenti anche se a parole vogliamo il bene non faremo altro che danneggiare le classi meno agiate.
    Il capitalismo fa leva sull’egoismo delle persone, se cavalchiamo quella strada, non credo che la gente avrà voglia di sentir parlare di solidarietà.
    Vi faccio un esempio banale banale, prendete i condizionatori d’aria, la gente li usa come rimedio al surriscaldamento globale. Cioè praticamente tutti gli Italiani cercano refrigerio artificialmente e chi più ne ha più se ne mette; non è che ogni italiano ne possiede uno e basta, no tende ad averne uno per stanza…poi ci sono quelli che ne hanno ZERO.
    Ora cosa succede che quelle persone che sovraccaricano la rete elettrica portano al collasso dell’attuale nostro sistema a danno anche di chi condizionatore non ne ha.
    I condizionatori inquinano poichè surricaldano il pianeta, perchè la loro funzione non è all’equilibrio, più utilizzano corrente. Quindi quegli Italiani che non possono permettersi il condizionatore e sopportano il Caldo o il Freddo si vedono defraudati 2 volte.
    Ora andate da tutti quelli che hanno i condizionatori e dite “perfavore non usarlo”, quelli vi guardano e vi ridono in faccia, girano l’angolo e magari se ne comprano un altro.
    Ora è davvero giusto che queste stesse persone ragionino dicendo “Io pago e dunque voglio il miglior servizio…” poi votano berlusconi che promette centrali nucleari per abbassare i loro costi in bolletta?
    Premetto Berlusconi è un Liberale.
    Insomma torniamo punto e a capo, poniamo per assurdo che il nucleare attuale abbassi i costi, chi aveva 10 si vede la bolletta diminuire secondo voi risparmia?
    NO, compra ancora, magari un altro condizionatore…e se non lo fa lui, lo fa finalmente chi condizionatore non ne aveva…così si torna al punto di partenza (energetico), ma con un problema in più le centrali nucleari e le loro scorie.
    Vedete non si può fare tutto con la presunzione di soddisfare tutti i bisogni, perchè è scientifico che da qualcosa bisognerà pur sottrarre.
    Altrimenti anche gli Africani, per esempio, sarebbero spietati capitalisti.
    Infine una curiosità, a Milano siete invasi di veleni e polveri sottili, quando arriva un pò di vento a darvi sollievo, vi siete mai chiesti a chi li state donando? Perchè tutto qul pulviscolo non è che si disperde, da qualche parte andrà a depositarsi, mi chiedo vi sembra giusto che altri posti debbano vedersi arrivare i prodotti di scarto delle zone altamente industrializzate?
    E vi siete mai chiesti come con l’era contemporanea si stiano diffondendo malattie come Cancro e Leucemia decisamente legate a questo tempo?

  34. Ettore Dettori Says:

    Infine una curiosità, a Milano siete invasi di veleni e polveri sottili, quando arriva un pò di vento a darvi sollievo, vi siete mai chiesti a chi li state donando? Perchè tutto qul pulviscolo non è che si disperde, da qualche parte andrà a depositarsi, mi chiedo vi sembra giusto che altri posti debbano vedersi arrivare i prodotti di scarto delle zone altamente industrializzate?
    Non è in tono polemico, giro solo una mia curisosità…

  35. Ettore Dettori Says:

    Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

    “Tra le molti ragioni della debacle elettorale della Sinistra Arcobaleno vi è sicuramente il fallimento dell’approccio catastrofista e immobilista rispetto alle politiche ambientali. La bocciatura dei Verdi significa soprattutto una cosa: la qualità dell’ambiente è un tema che tutti i cittadini avvertono concretamente nella loro esperienza quotidiana, per questo non la si può ridurre a mero supporto ideologico dell’anti-industrialismo e dell’anti-capitalismo.

    Nella sua azione di governo, il PDL è chiamato a rilanciare le politiche per l’ambiente in chiave liberale, sulla scorta delle piattaforme ecologiche che caratterizzano in Europa i programmi dei partiti moderati. Su questioni come la qualità dei centri urbani, la produzione di energia, la tutela del patrimonio naturale, le emissioni inquinanti, la sicurezza alimentare, il PDL punta su soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate, non pregiudizialmente ostili al mercato, che sappiano far coincidere lo sviluppo con la tutela e la promozione della qualità della vita e dell’ambiente.”
    Vedete i verdi Liberali esistono già, in cosa sareste diversi voi?

  36. GL Says:

    Liberalismo e liberismo sono due cose diverse.

  37. florence Says:

    Il mio rammarico è stato e continua ad essere perchè in Italia i Verdi non hanno consenso. Eppure i problemi da loro posti sono più che attuali. Penso che l’aversi affiancato ai cosiddetti comunisti ha fatto perdere il loro valore trasversale. Noi eravamo alleati dei Ds, ma con la costituente del PD si è notato come essi si siano modificati in peggio cemetificatori, affaristi, inceneritoristi e tutto ciò che che ci sia contro l’ambiente . Mi domando dove sono andati a finire i nostri exVerdi come Manconi, Edo Ronchi ecc… Realacci di legambiente che sono oggi dentro il PD.Quale politica ambientalista fanno al di là dei sì che loro propagandano? Dopo questa sconfitta anche loro modificheranno la loro politica e avvicinarsi alla nostra.
    Ultimamente ci siamo affiancati ai cosiddetti comunisti, ma anche loro sono troppo rigidi nella riforma dei contratti di lavoro che insieme ai sindacati non hanno saputo vedere l’evoluzione degli ingranaggi del sistema. Ancorati ai privilegi per molti dirigenti e parlamentari, sindacali, ma riformisti in peggio per i datori di lavoro e di riflesso sui lavoratori. Faccio un esempio: il limite pensionistico. é ridicolo oggi andare in pensione a 57 anni. In altri paesi da molto tempo si va a 60 le donne a 65 gli uomini. I contratti prima delle ultime riforme, in passato venivano firmatri dai sindacati che miopi hanno creato illusione nei lavoratori, contrapponendoli ai padroni. Queste istanze venivano avvallate dai vari comunisti.
    Ora che il mercato è cambiato, in Italia non si vuole desistere da quelle logiche chiuse dei contratti di lavoro e a non rivedere i privilegi per alcuni che nonostante il fallimento delle loro gestioni in campo pubblico continuano ad avere somme ingenti di compenso, mentre il lavoratore e professionisti comuni paghano le crisi economiche che i dirigenti e il mercato ha creato.
    Questa è la principale frattura fra il mondo dei lavoratori e la sinistra(comunista)
    I verdi che a mio avviso sono stati molto più avanti nel proporre stili di vita diversi si sono apparentati ultimamente con la sinistra radicale che non aveva la stessa sensibilità per i problemi ambientali dei Verdi.
    Noi Verdi stiami in mezzo e per come sono le condizioni politiche attuali, dovremmo unirci al male minore e a quella forza politica che sappia usare innovazione, se pur con una ceta autonomia nel riequilibrare i no nel momento opportuno.

    Dovremmo liberare le menti del nostro paese come il partito dei no. Dovremmo fare convegni allargati a tutti propangandare il nostro credo. INvitare tutti gli ambientalisti esistenti nel mondo, convincere, convincere, convincere.

  38. arcobalen Says:

    SAvillona docet. Le cronache marziane tra i fascisti su marte in un’altra storia please.

  39. Ettore Dettori Says:

    Hehe i Verdi son davvero una figata questo è vero, ma il fatto che in Italia non abbiano consenso dipende dagli Italici, non dai loro. Mi spiego.
    Già alle politiche del 2001 i verdi fecero un progetto moderato coi socialisti e non andò bene.
    Andò meglio nel 2006 con il PDCI, da noi in sardegna era candidato Bulgarelli, a mio avviso un ottimo politico.
    Ora nel 2008 hanno partecipato al flop della sinistra, passando in tutto questo elenco per l’Ulivo.
    I Verdi vanno bene come Verdi, nessuna fusione, solo devono avere il coraggio di stare a Sinistra, e non decentrati, perchè questa stupidata della Politica dei NO è pura invenzione mediatica.
    Vi posto un esempio concreto.
    Putzu Idu marina di San vero Milis, i vacanzieri ogni estate si lamentano delle alghe che il mare incerte zone sembra sporco, è diffuso tra la popolazione che la colpa di tutto ciò sia dei Verdi, che in realtà da quelle parti non esistono, meglio ancora, in Provincia di Oristano esistono solo tessere spaiate non una vera e propria organizzazione.
    A San Vero c’è il Centrosinistra, ma anche il Parco Marino della Penisola del Sinis.
    Ora la gente spesso mistifica la parola Verde con Ambientalista e di ambientalisti ne esistono assai.
    Secondo me non è la cosìdetta Politica dei NO che ha fregato i Verdi, ma le bugie che i mass media hanno inferto al movimento ecologista.
    Se voi state a vedere i vostri antagonisti diretti: Verdi-Verdi e FAA Italia, stanno anche messi peggio di voi perchè questi manco hanno il coraggio di presentarsi col proprio simbolo.
    In Italia non esiste una cultura ecologista purtroppo perchè in questo stupido Paese tutto ha un prezzo, perfino l’animo umano.
    A Oristano la disoccupazione raggiunge punte del 60/70% è un capoluogo di provincia, l’amministrazione comunale NON applica la differenziata, quest’anno avremo un aggravio di circa il 300% del salasso per la nettezza urbana, infatti l’UE ha messo le multe e i nostri amministratori che fanno? Scaricano sui cittadini i costi della loro negligenza.
    Sapete la gente che ha fatto? Votato in massa Berlusconi.
    Al comune qui ci sono i Fascisti da oltre 14 anni, la città si è spenta si sta passando da 35000 a meno di 30000 che ha già chiuso la questura.
    La gente è disillusa, scappa…chi non è di destra emigra verso la Spagna e l’Inghilterra…chi resta non protesta e si allinea.
    Tornando alla discarica per concludere, Bau Craboi ha esurito la sua funzione da oltre 2 o 3 anni, inquinamento da diossina a livelli di guardia e il comune che proroga di ogni 6 mesi la sua chiusura.
    Amici dei verdi, io sono sempre stato uno dei vostri più grossi estimatori dalle mie parti, mi duole dirlo, ma se andrete a Destra verso il PD…sicuramente non spenderò mai più parole di elogio nei vostri confronti.
    Caso mai non lo sappiate da queste parti non siete particolarmete amati, ma il vostro essere radicali vi dava un’identità, eravate come una garanzia.
    Il PD è un partito di venduti Politici e Ambientali. I DS furono coloro che condannarono Craxi e spazzarono via il Partito Socialista ora uniti coi concubini della Margarita stanno riservando lo stesso trattamento alla Sinistra, Verdi compresi.
    Come fate a pensare di stare fianco a fianco col Direttore di Radio Vaticana, ma che ambientalisti siete se per la paura di perdere qualche poltrona o privilegio o che ne so, vi andate a schierare con chi vuole il Nucleare, con chi candida i Radical Cattolici antidemocratici che addirittura negano il Darwinismo.
    Non vi capisco, mi viene proprio da pensare, poi ripeto non è così, che la paura di uscire anche dalla Regione Lombardia (nel caso di dimissioni di Formigoni) sia più forte di una rifelssione a 360°. Ma vi ripeto è solo una sensazione, perchè anche dalle mie esiste questa tendenza ad allearsi col PD da parte della SX radicale.
    Abbiate pazienza, ma sono fermamente convinto che occorra una progetto alternativo alle Destre e al Centro.
    Il rischio è la deriva identitaria e che a furia di subire Veti saranno ancora i laureati in Scienze Politiche, Psicologia e Giurisprudenza a dirci come conservare l’ambiente.
    O peggio come dice Berlusconi i Laureati in Cinematografia…

  40. arcobalen Says:

    Eheh , detto dal laureato in pubblicità suona doppio

  41. Marcutio Says:

    Ciao… un piccolo segnale dal vostro profano.
    Condivido che senza una filosofia, una linea politica che spighi come un verde deve affrontare la realtà dei vari temi della vita della nazione, non può che restare un po’ folkloristico, anche perchè a molte parti politiche sventolano la difesa dell’ambiente come una bandiera, ma senza dare risposte effettive.

    Penso che sia necessario pensare a come un verde intenda il lavoro, lo sviluppo economico, la globalizzazione, la scuola, le privatizzazioni o le statalizzazioni.
    Credo che la percezione attuale dell’italiano medio nei confronti dei verdi sia di un gruppo di maniaci che dicono no ad ogni possibilità di sviluppo, tutto in nome della raccolta differenziata che alla fine non sta portando (almeno percettibilmente) in tasca nulla ai cittadini.
    Senza prima un’idea, e poi proposte concrete, un atteggiamento propositivo, positivo e realistico, è dura pensare di fare breccia nel cuore degli italiani, che ormai le ultime elezioni hanno confermato, badano al sodo del proprio portafoglio piuttosto che a ideali di qualsiasi colore.

    Mi auguro che i verdi resistano ma possano dare una proposta.

    A polsco dico che mi aufguro che si torni indietro, alla pluralità di voci in parlamento contro un bipolarismo asfittico all’americana, dove il voto è soltanto una presa in giro. Meglio voci isolate e fuori dal coro che una serie di servi di partito come al momento appare il sistema politico italiano.
    E i verdi possono rappresentare una di queste voci.

    Concordo infine che i verdi devono trovare una loro proposta, al di fuori di chi vorrebbe annetterseli in nome di pochi punti comuni.

    Ciao ciao. In bocca al lupo a Marcello.

  42. E. Says:

    chiarezza per chiarezza, io posso definirmi tranquillamente un anticomunista, nel senso che rigetto completamente le tesi marxiste e che giudico la vicenda storica del comunismo come il peggiore degli orrori possibile.

    mi piacerebbe discuterne con te, se non temessi di abusare dell’ospitalità di saponaro.

    non posso però non notare come comunque sarebbe una discussione che prematura, per quanto urgente, non essendo ancora chiaro se i verdi ritengano autosufficiente la cultura ecologista o necessario appoggiarsi ad una filosofia politica “classica”.

    di certo quello che emerge è che quando io e te votiamo lo stesso partito, questo partito o ha male comunicato le proprie proposte, tanto da farle apparire condivisibili a due persone che la pensano in modo diametralmente opposto, oppure le ha comunicate benissimo.

    personalmente credo che l’ambiguità sia stata prima figlia di una scelta culturale consapevole, ma che poi si è trasformato in un mero accatto di voti.

    di certo ora non funziona ed è venuto il momento di dire chiaramente cosa si vuole fare da grandi.

    vediamo se ne sono capaci. dal documento di ferrara, sembrerebbe di no.

  43. Antonio Says:

    Carissimi amici Verdi … spero che il 10 e l’11 nasca una nuova coscienza nel nostro partito:
    1) Mi auguro che nessuno si avvalga il diritto di essere il solo portatore della verità !
    2) Spero che nessuno strumentalizzi la sconfitta ai fini personali … indicando come capo espiatorio solo il gruppo dirigente. ( che certamente ha le sue colpe) se ci dividiamo le colpe saremo maturi, se ci dividiamo non abbiamo speranze!
    3) Confido nelle promesse fatte … vale a dire, tutti gli onorevoli uscenti dovranno fare un passo in dietro, anzi… forse tre non sarebbero tanto male!
    4) Penso che ormai così com’è “combinata” l’Italia, il nostro ecologismo così come è stato propagandato ormai non avrà nessun “ascolto”, non dobbiamo cambiare la proposta, ma cambiare il metodo. Per questo rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per il futuro.
    5) L’idea di costruire un nuovo percorso nella Sinistra italiana , sarà un’idea vincente, lo spazio lasciato a sinistra dai DS, dovrà essere riconquistato. La sinistra di governo , oggi, non è rappresentata , visto il cammino a centro del PD. Dobbiamo continuare e verificare nuovi percorsi dove l’ambientalismo sia al centro della proposta politica, la proposta più convincente secondo me per costruire una nuova sinistra Ecologista è seguendo il modello Laburista, forse potremmo rappresentare qualcosa di nuovo .
    6) La politica che ci è mancata è stata quella di non capire i reali bisogni della gente… non abbiamo compreso che oggi il precariato non riguarda è solo la classe operaia , ma anche a giovani professionisti, neo laureati , commercianti, la piccola e media impresa …questa è l’italia che abbiamo dimenticato!

    Allora che cosa aspettiamo a non aderire alla proposta dei Verdi “riformisti” Calabresi . Rinascere dalle macerie con un modello nuovo, non è mai testato politicamente in Italia e che unisce, proprio perché la Sinistra ha una base comune socialista fondata sull’ideale dell’uguaglianza, le forze democratiche ecologiste federaliste, democratiche e liberali verso l’ispirazione laburista. Se la riflessione porterà ad una mozione politica che assume questa volontà di cambiamento è giusto che questa sia portata avanti con coraggio e determinazione, al fine di formare anche una nuova classe dirigente, che pone di fronte a se non solo la sfida di ripartire, ma anche quella di affrontare i problemi della gente con forza, nello scontro dialettico che, in ogni caso, vedrà il popolo della Sinistra ritornare a battersi contro le proposte utilitaristiche delle destre.

  44. Ettore Dettori Says:

    Già vediamo cosa diranno i vari congressi…io abbiate pazienza spero di non perdervi…e che dunque siate confederati a SX, autonomi Verdi ecc…ma a SX.

  45. Arcobalengo Says:

    ENTRATE NEL PD COSI’ CI PENSA VELTRONE A FARVI SPARIRE.
    ciao piacione

  46. Ettore Dettori Says:

    E il PD perse Roma…assieme al centro sinistra ovvio…
    Marcello, se Veltroni si dimette assieme a lui sparissero qeugli aguzzini del PSI, della DC laica e della Sinistra multicomponente Rosso – Rosa – Verde…allora si che il tuo documento avrebbe un contesto più ampio.
    Credi ancora che sia stata la politica edi NO a distruggere il partito oppure sotto sotto qualcosa non è andato come molti speravano e dopo che il PD ha “fregato” i sinistri, i romani “glielo” hanno tornato?
    La sconfitta di Rutelli non è da poco!!
    Pensare che Zingaretti ha vinto, che sia un messaggio diretto che è la politica del PD che non piace?
    Daltronde il PD ha preso i voti della Sinistra non del Centro…
    A quanto pare senza Sinistra anche il PD è un partitino che ha perso ovunque.
    Addirittura a Massa ha vinto un PD candidato da SA, mentre nel Verdleghist Veneto a vicenza vincono i No dal Molin!!
    Muy bien, altro spunto per i congressi.
    Personalmente sono deluso dalla sconfitta romana, ma qualcosa non va, inutile!

  47. battistino Says:

    ci si dovrebbe chiedre perchè invece i sindaci della sinistra nelle municipalità sono stati tutti eletti al primo turno, anche in alcune zone dove il candidato PD ha poi perso al ballottaggio. L’elettorato ha smesso, almeno per la sua parte maggioritaria di votare sicuro, e la delusione del raggiro sul voto utile ha procurato di sicuro non pochi danni. Quanti sentendosi presi in giro, dopo aver verificato che il voto utile è servito salvare solo il progeto veltroni, lasciat ad un mserello 29 senza il suo apporto, hano votato per quei sindaci, per Zingaretti, ahanno penmsati a quei tipi la croce mai più? Il progetto è ancora fumoso, ma ha buoni punti di partenza, pensiamo alla Puglia, a Taranto, a Vicenza, a Massa, alla assemblea degli autoconvoncati, alle tante esperenze per l’unità della sinistra che ancora sopravvivono in tutta italia. la strada è quella, al di fuori di essa c’è slo il ruolo di mosche cocchiere dell’identitarismo o del riformismo di centro.

  48. Rino Pruiti Says:

    “Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare”. (Enzo Biagi) – La Sinistra Arcobaleno ha fallito ed è chiusa. Punto e a capo. L’idea che unendo quattro soggetti in modo artificioso e politicamente disperato, si potesse ottenere un risultato dignitoso sul quale costruire il sogno della “sinistra unita” e naufragato per la scelta inequivocabile degli elettori, gli elettori vanno rispettati sempre e comunque, serve a poco addossare responsabilità al Pd (che pure ne ha tante), alla legge elettorale “porcata” o al monopolio di un’informazione schifosa e servilmente schierata.

    Quello che divide profondamente la sinistra – quella oggi fuori dal Parlamento – non sono i simboli o la percezione della realtà italiana ma l’analisi delle soluzioni ai problemi. I Verdi non sono anticapitalisti, non vogliono abbattere il sistema, vogliono cambiarlo e renderlo sostenibile, non vogliono “far piangere i ricchi”, vogliono far star bene tutti in un ambiente migliore senza rinunciare al progresso.

    I Verdi vogliono “l’ecologia della politica”, fanno della moralità e dell’etica una bandiera e, laicamente, ritengono i diritti delle persone, di tutte le persone, una questione irrinunciabile.

    L’attuale gruppo dirigente nazionale dei Verdi ha portato il partito fuori dalla migliore tradizione ecologista europea, quella che anticipa i cambiamenti e non solo le catastrofi, quella che si candida a modernizzare e a governare, non solo a protestare. I Verdi hanno una “vocazione maggioritaria”, vogliono governare i cambiamenti, non ci interessa agire solo per stare all’opposizione.

    Il “Sole che ride” dovrebbe essere una federazione, non un monolite che Roma può decidere di spostare a suo piacimento, senza consultare le realtà locali.

    Se esiste un futuro per i Verdi italiani questo passa inevitabilmente e dolorosamente da un totale azzeramento delle cariche di partito a tutti i livelli. Le dimissioni vanno presentate subito e devono essere irrevocabili, aspettare le elezioni europee del 2009 mi sembra solo un inutile accanimento terapeutico.

    I Verdi devono tornare ad essere un partito marcatamente ecologista ed autonomo: “liberi e Verdi”. Abbiamo solo una possibilità: ripartire dal locale, ri-costruire una federazione vera dove le specificità non solo vanno rispettate ma anche esaltate e valorizzate, le alleanze politiche devono realizzarsi solo e soltanto sui contenuti che possiamo e vogliamo condividere, Comune per Comune… quartiere per quartiere.

    L’obiettivo da conseguire è da un lato quello di riappropriarsi di temi che vent’anni fa venivano ridicolizzati, ma che con il tempo sono diventati agli occhi di tutti reali e tangibili, dall’altro quello di ottenere risultati elettorali dignitosi come in altri paesi europei, che ci collocano spesso come terza forza capace di dialogo e di governo, senza pregiudizi sullo schieramento.

    Oggi c’è da (ri)costruire un progetto di questo tipo, anche partendo dai nuovi strumenti che abbiamo a disposizione, che permettono un dialogo ed una elaborazione anche approfondita senza spostamenti fisici. La “rete” deve finalmente essere usata in maniera giusta, capillare… sana!

    I Verdi sono capaci di elaborare i problemi complessi e proporre soluzioni reali, tangibili… lo facciamo già in tutte le situazioni dove da decenni governiamo! Abbiamo un patrimonio umano di Amministratori pubblici eccellente!

    Dobbiamo solo avere il coraggio di liberare le nostre energie senza paura, pensando al futuro e approfittando di questo momento in cui non abbiamo nulla da perdere.

    Coraggio! Basta con le cazzate!

    “solve et coagula” (Alex Langer).

  49. Ettore Dettori Says:

    da quello che dice Rino Pruiti: “Quello che divide profondamente la sinistra – quella oggi fuori dal
    Parlamento – non sono i simboli o la percezione della realtà italiana
    ma l’analisi delle soluzioni ai problemi. I Verdi non sono
    anticapitalisti, non vogliono abbattere il sistema, vogliono cambiarlo e
    renderlo sostenibile, non vogliono far piangere i ricchiâ, vogliono far
    star bene tutti in un ambiente migliore senza rinunciare al progresso.”

    Scusa e chi sei Montezzemolo?
    E dimmi come riusciresti a far star meglio tutti creando disparità sociale?
    Ora è scientificamente provato che se esistono i ricchi, devono per forza esistere i poveri. Caso mai tu non lo sapessi l’occidente sta bene perchè sottrae risorse al Sud America e all’Africa, mentro orami la Cina lo fa in Asia.
    Come tu sai l’Europa senza sfruttamente non potrebbe sostenere l’economia di mercato.
    Questo dei “Poveri Ricchi” sono bugie belle e buone abbiate pazienza. Se tutti si rinuncia a qualcosa allora è un punto di partenza altrimenti, guardate che pattumiera è il pianeta.
    In merito al progresso, secondo te progresso vuol dire TAV e costruzioni futuristiche al Nord, mentre il SUd Italia vive ancora con il doppio binario?
    Secondo te il problema dei rifiuti si risolve con i Termovalorizzatori?
    Ma guarda, nei laboratori scientifica mancani i fondi per la ricerca, siamo teconologicamente in dietro, però quando c’è da rifinanziare una missione militare, dare soldi alla chiesa o alle imprese, per quello i soldi li si trovano.
    Tieni sempre a mente un principio scientifico “in natura nulla si distrugge tutto si trasforma”…Termodinamica…
    La scienza economica, non è una vera scienza è creata dall’uomo in bsae ai suoi bisogni, i fenomeni naturali invece accadono o potrebbero accadere, l’uomo funge da catalizzatore…
    Una domanda te la voglio fare, secondo te a Milano dal punto di vista ambientale si vive bene o male…
    Davvero secondo te è giusto rendere l’aria di tutto il mondo come quella di Milano, perchè parlare ti Teconologia, Sviluppo è facile, dire come farlo è assai più complicato.
    Se poi esiste la percezione che a tutto vi è un rimedio allora vorrei che queste persone cominciassero a snocciolare dati reali, come si sviluppa un paese e spiegandone le motivazioni!!
    Mi sono sempre chieso come a Milano ci siano le Famiglie Berlusconi, Moratti, Provera e la gente voti Lega diciamo perchè si sentono impoveriti. Giuro non capisco come sta favola del liberismo che ha portato l’Italia alla povertà possa ancora essere usata!!
    Come fa un dipendente a guadaganre più del suo capo “lavorando” più di questi?
    Come fanno i prodotti di mercato fabbricati in Italia a competere con quelli Cinesi (visto che la nostra tecnologia è pari a quella) se in Italia i lavoratori costano 10 volte?
    Se chi da lavoro per competere sul mercato deve abbassare i costi di manutenzione, tagliando sicurezza e salari, dove si può proporre questa convivenza tra ricchi e poveri?
    Ma davvero la rivoluzione francese e d’ottobre, non vi hanno inseganto niente?
    La gente prima o poi si stufa delle bugie.
    Ad ogni modo l’Italia è un paese CAPITALISTA e questa povertà e sofferenza non l’ha causata di certo il Comunismo.
    Cominciamo a dire la vertità!!
    Poi se si vuole parlare di Ambiente, mi dispiace non valgono le parole di Enzo Biagi, l’Ambiente necessita di conoscenze specifiche: Matematica, Chimica, Fisica, Botanica, Zoologia…
    La pressapocologia serve solo a certi politi…

  50. Rino Pruiti Says:

    Ettore e tu chi 6 il fratello di Gianfranco Dettori il famoso fantino?
    Mi vieni a fare una lezione di storia e sociologia a me? Io sono un verde da quando ci sono i verdi e nel mio piccolissimo ho contribuito a fondarli.
    Il nostro Statuto ed i nostri principi sono quelli che ti ho declamato sinteticamente.
    E’ ovvio, persino banale che dobbiamo lottare per una società più equa e più giusta, per i diritti di genere e perchè TUTTI stiano meglio in un mondo migliore, detto questo la differenza sta (o dovrebbe stare) nel metodo. La “Lotta di classe” poteva andare bene negli anni 60 e 70, oggi fa ridere i polli! A che classe appartengo io che non arrivo alla quarta settimana del mese con un figlio e una moglie a carico?
    In quanto all’ambientalismo… anche qui è ovvio che dobbiamo prima STUDIARE, DOCUMENTARCI e DISCUTERE prima di parlare… ma questo facevano PRIMA i verdi, te le ricordi le università verdi? Che fine hanno fatto?
    Se poi vuoi delle soluzioni REALI ai problemi ai trovato il tipo giusto:
    In cinque anni da Assessore ho piantato 43.000 nuovi alberi, fatto 16 km. di piste ciclabili protette (VERE), fatto diventare il campo “Sinti” un campeggio ad energia solare e trovato lavoro a decine di loro, portato la raccolta differenziata dal 35 al 60% (Comune di 30.000 abitanti confinante con Milano)… e potrei andare avanti per ore!!!
    L’ho fatto senza fare incazzare nessuno ed usando soldi pubblici e privati, senza aumentare di un solo centesimo le tasse comunali!
    Questo per me è essere verdi.

  51. arcobalen Says:

    Hai fatto tutto questo? Bravo. Non hai fatto incazzare nessuno, ma com’è che son tutti incazzati?

  52. Ettore Dettori Says:

    Rino che ti posso dire che Franckye Dettori è mio cugino, si, ma di grado oltre il 3o…quindi non credo che verrebbe presa in considerazione la nostra parentela. Ma se ti può interessare sua nonna Tzia Pasca ha superato i 100 anni e il nipote ogni tanto torna ad Oristano a farle visita.
    Direi che circa 300/350 dominazione spagnola ci hanno lasciato qualche tradizione, ad esempio la passione per i cavalli in tutta l’isola.
    Francamente la lotta di classe la fai con gli strumenti yupolitici, non devi per forza porre bombe o usare violenza, ma se ti pieghi alle difficoltà, allora fai prima a cambiar partito, nel senso che qui in Italia, unicaoc aso al mondo tutti concorrono al centro, mentre in qualsiasi altro posto difendono la storia.
    Vedi per decenni l’Italia ha vissito con questa bufala del piantare un albero per rimediare all’inquinamento, ma è bene sapere che l’inquinamento non è dato dalla Co2, che è una reazione naturale, così come i gas di serra esistono in natura e servono a evitare la dissipazione del calore durante le ore notturne.
    Quando si parla di inqunamento si fa riferimento (2 piccoli esempi): 1- a tutti quei prodotti industriali che una volta prodotti sono difficili da smaltire, 2 – a quesi fumi, esempio NO e NO2 che provocano Cancro e quant’altra porcheria.
    Le emissioni di agenti inquinanti non sono dannosi solo per l’uomo, ma soprattutto per quelle entità che abitano la crosta terrestre che sono metallosensibili…di qui poi si porterà a reazioni a catena.
    Un esempio, un ipotesi allo studio è il movimento delle masse d’aria causate dai venti, dove questi spostano i cataboliti dei metalli pesanti verso altre parti diverse dalla loro emissione, questi andranno successivamente a ricadere nel terreno causando inquinamento portando alla morte quelle entità che metallo sensibili, vedi i Licheni. Questo porterà alla diversificazione della catena alimentare che scoperta alla base, porterà alla morte coloro che si nutrono di certi alimenti.
    Chi purtroppo è scoperto dal cambio climatico, sono le piante in primis. Ora l’uomo per ovviare a questi problemi è orientato a “coltivare” foreste solo lo fa con i titpi di piante più resistenti, questo porta allo stravolgimento della biodiversità e dunque alla morte di certi animali.
    Le piante sono più fragili poichè spesso e volentieri queste ricorrono alle simbiosi mutualistische per i loro scopi.
    Noi lentamente ci ritroviamo più fragili.
    Un moderato come Prodi ci ha lsaciato un decreto salva FIAT che a giugno cancellerà il trasporto merci su strada ferrata spostandolo su strada.
    Questa è la modernizzazione che vogliamo?
    Il Governo Prodi ha Stratassato le auto inferiori euro3 poichè inquinanti, ha incentivato l’acquisto di nuove automobili, punendo chi di conseguenza non poteva cambiarsi l’auto.
    Ennesimo compromesso al ribasso da parte del Ministro, che voleva giustamente tassare le auto in base alla cilindrata e alle dimensioni, invece per volere dei RICCHI e degli ALLOCCHI non si è fatto…dunque puniti i poveri!!
    Unica parziale soddisfazione del ministro è stata regalare abbonamenti per i mezzi pubblici a chi avesse rottamato l’auto troppo vecchia.
    Solo che in Italia i Capitalisti dei mezzi di massa offrono servizi scadenti e col depotenziamento del pubblico, chi caspita ha voglia di viaggiare?
    Ti faccio un’esempio pratico io sono pendolare, faccio tutti i giorni Oristano-Cagliari in treno e pulman sono 90 km.
    Prendo il treno alle 6.40 del mattino per essere in facoltà alle 9.00…perchè come ogni cosa che si rispetti in Italia l’università scientifica di Cagliari è stata ricostruita fuoricittà a 10km…ed è deltutto scollegata dall’area urbana.
    Ma è peggio il ritorno cioè quando da Cagliari devo tornare alla stazione, attendendo i mezzi pubblici tipo alle 5.00 pm, per fare 10km riesco se mi va bene a prendere per un soffio il treno delle 6.30 pm.
    Alle volte mi è capitato di percorrere dalla mia facoltà a qualche km più avanti, in oltre 2 ore.
    Infine una piccola nota per te in merito alla tecnologia, in Sardegna il Treno non è elettrico, va a Diesel, inquina da morire!!

  53. NANDO Says:

    Secondo me il progetto della SINISTRA ARCOBALENO, pur non essendo stato compreso dagli stessi elettori di sinistra, è ancora politicamente valido unendo i valori dell’ambientalismo, del pacifismo per una società fondata sul rispetto dei diritti civili e sulla sicurezza nel mondo del lavoro ,contrariamente a quanto ritengono i pentiti dell’ ultima ora folgorati sulla via di Damasco che si aggirano smarriti come i personaggi pirandelliani in cerca d’autore e che ritornano sulle rispettive posizioni di partenza senza proporre una diversa via per ribadire con forza le ragioni di quanti hanno fatto una decisa “scelta di parte” contro la “conventio ad escludendum” messa in atto da Berlusconi e da Veltroni

  54. Ettore Dettori Says:

    NANDO io approvo quel che dici!! (Per quel che piò valere)
    Ah e chiedo scusa a Marcello, perchè spesso dimentico di essere ospite e per di più dalla Sardegna.
    Questo è un valore aggiunto, cioè la tua ospitalità.
    Spero solo che tu alle volte non mi trovi eccessivamente impertinente.
    Eh che mi dispiace perhè la Lega, ignora volutamente l’arretratezza del Sud e fa discorsi di comodo su una zona più piccola e più sviluppata, non per nulla da Lega Lombarda è divenuta Lombardo Veneta.
    Questo blog per me vuol dire confronto con una fetta di Progressisti di una terra 2 patria dei Sardi…visto l’elevato numero di immigrati, uno su tutti ci tengo a ricordarlo anche se esula il compianto Valentino Fois.

  55. Rino Pruiti Says:

    arcobalen, non sono incazzati con me nel mio Comune, se si rivota domani noi ri-prendiamo il nostro 6% come Verdi.

    Ettore, io la forestazione non l’ho fatta solo per combattere l’inquinamento ma anche – prevedendo di perdere le elezioni comunali – per bloccare per 30 anni i terreni dalla speculazione edilizia… infatti la destra che ha vinto le comunali è incazzatissima con me, anzi mi hanno pure minacciato in Consiglio comunale (puoi leggere tutto sul mio blog).
    Errori di Prodi, proprio per questo abbiamo perso le comunali.
    Se la domanda sottintesa è: i Verdi sono di sinistra? La mia risposta è si, ma non come definizione politica formale ma per i fatti concreti e le soluzioni che vogliamo portare avanti. In alcuni comuni lombardi sarebbe meglio che i Verdi si alleassero con la destra (o presunta tale) questo perchè il resto del centro-sinistra (ex ds ed ex margherita) sono impresentabili, invece scegliamo sempre, in questo caso, di presentarci da soli… guardacaso prendiamo più voti così, sarà che siamo più credibili?

  56. Ettore Dettori Says:

    Il fatto è che la nuova sinistra deve essere necessariamente ecologista non si può fare a meno di voi

  57. Rino Pruiti Says:

    Ettore, sono d’accordo, per questo voglio un grande e serio partito Verde italiano con una VERA E SERIA costituente ecologista che possa poi fare un’alleanza stategica con una più ampia sinistra moderna e progressista, non necessariamente social-democratica.

  58. Pol.sco. Says:

    Rino Pruriti dice “voglio un grande e serio partito Verde italiano con una VERA E SERIA costituente ecologista che possa poi fare un’alleanza stategica con una più ampia sinistra moderna e progressista, non necessariamente social-democratica”
    Io invece vorrei saper volare, vent’anni di meno e dieci vergini a mia disposizione
    Mi sa che son più realista io

  59. Ettore Dettori Says:

    Rino siamo d’accordo, suvvia…non un miscuglio anime che magari neppure si conoscono, ma una forte identità che possa avere dialogo con le parti e in fine trovare una sintesi non di un programma, ma di progetto più ampio che abbia paridignità sia nel sociale sia ambientale.
    Voglio dire questo è un punto di partenza.
    Una cosa che assolutamente non va fatta, vedere Diliberto è queste azioni a testa bassa tese a conquistare un egemonia tra i comunisti. A me francamente non mi frega se uno è più o meno rosso o verde di un altro, il nostro dovere è in questo +/- breve passaggio sulla Terra, lasciarla come l’abbiamo trovata e magari renderla quantomeno più vivibile.
    Noi dobbiamo dare speranza alla gente poichè il materialismo e l’egoismo dei nostri tempi vanno a portare l’uomo ad una crisi senza precedenti.
    Vedi non è questione di Ricco o Povero è come noi vogliamo che sia quest’Italia. Perchè noi abbiamo bisogno l’uno dell’altro, ma allo stesso tempo non siamo indispensabili.
    Le scommesse vinte non sono i preconfezionamenti regalati da Rizzo, Pecoraro ecc…che superano il 4% e fanno scattare l’orgoglio…no signore…la nostra vittoria sarà quando una communità sarà così emancipata da conoscere il suo territorio e difenderlo dalle insidie della destabilizzazione. Nostro scopo di sinistra è dare un senso alle parole Solidarietà, Fratellanza, Uguaglianza, Equilibrio Uomo / Natura.
    Una società che sarà severa e intransigente nei confronti di chi sbaglia. Ci batteremo CONTRO la pena di morte e per i diritti degli Animali.
    So che queste parole potrebbero sembrare utopiche, ma non lo sono, necessitano si di tanto lavoro.
    Berlusconi ha corrotto l’animo degli Italiani in tanto tempo, con piccoli ma inesorabili messaggi. E’ passato come un capro espiatorio di uno stato comunista che lo ha perseguitato, intanto con il suo “gratis” si è comparto anche gli italiani. I suoi opinionisti si sono sostituiti ai docenti, la Scuola è stata sostituita dalla TV.
    L’imbroglio della sicurezza ha impauriti gli Italiani che si sono rinchiusi più spesso in casa..guardando la TV…intanto passavano messaggi che hanno conquistato anche l’ultimo baluardo.
    Berlusconi ha usato lo stalinismo più becero per corrompere gli Italiani, si è posto ai loro occhi come un padre affettuoso che con le lacrime agli occhi vorrebbe salvare i suoi figli.
    Intanto che lui ricostruisce in Italia il clima della DDR e dell’URSS, a sinistra che si fa?
    Ci si trovano più scuse possibili per NON stare assieme.
    Rino, in conclusione NON voglio soggetti unitari, ad ogniuno il suo, ma VERDI, SOCIALISTI, COMUNISTI non hanno, in questo contesto storico, alcun motivo per dividersi, se si continua su questa strada avremo un doppia colpa: 1 la nostra scomparsa, 2 regalare incertezza alla generazioni future.
    I Democratici e i Liberali, per loro vale un altro discorso.
    1 devono sganciarsi dalla Chiesa Cattolica, almeno dalla sua parte Vescovile-reazionaria legata alle gerarchie di potere, appoggiare quei tanti preti e frati che combattono la povertà e l’ingiustizia. Un Vescovo TOSTO è il vostro Tettamanzi!!
    2 dire chiaramente che da che parte stanno, se dalla parte dei diritti e della liberta o no!

  60. arcobalen Says:

    Bisogna vedere cosa pensa tua moglie, se ci dai il consenso telefoniamo.
    Viste le premesse potrebbe essere dei nostri.

  61. Pol.sco. Says:

    Mia moglie è mooolto comprensiva

  62. arcobalen Says:

    Per questo sarebbe dei nostri.

  63. Pol.sco. Says:

    Finalmente una bella battuta!
    Vedi che se t’impegni puoi essere scambiato per una persona normale

  64. Antonio Says:

    La riflessione proposta ai Verdi sul futuro della politica ambientalista: la strada per il futuro è il Laburismo!
    Ci vogliono nuove strategie d’approccio e questo vale per coloro che intendono rappresentare il popolo e le istanze della società, ma, allo stesso tempo, bisogna uscire dalle frantumazioni politiche della Sinistra con un unico blocco social democratico liberale guidato dagli ecologisti. L’analisi del voto mi sembra chiara: la disfatta non è solo questione di non aver saputo dare e proporre soluzioni. La realtà che ci ha fatto perdere questa battaglia dovrebbe portarci a concepire un nuovo modello di rappresentanza politica, che accolga la sfida imposta dalla propaganda che vuole l’Italia rappresentata da grandi movimenti. Oggi c’è poco da fare di fronte all’invasione del vuoto, ma i reduci che rimangono ancora a combattere devono riunirsi prima di tutto per raccogliere il meglio che è rimasto, poi per ricostruire le mura con il frutto dell’esperienza acquisita. Non tutti i mali vengono per nuocere e in un modo o nell’altro la fine di un epoca corrisponde all’inizio dell’altra. La Sinistra Italiana che vuole sopravvivere a questa nuova epoca deve imparare dalla sconfitta e soprattutto riunirsi in un unico movimento, partendo da una costituente che sintetizzi le differenze culturali dei vari gruppi progressisti e riformisti, al fine di amalgamarsi in una piattaforma culturale che si proponga di sfidare le tematiche del futuro con forza democratica e capacità di scontro dialettico entusiasmante.
    Ci sarebbe da riflettere sulla questione destra, centro o sinistra per i verdi, ma è chiaro soprattutto, che qualcuno ha scelto, prima di noi, di collocare il movimento ambientalista nelle schiere di sinistra , progressiste e riformiste, non proprio consono ad un movimento che all’origine si proponeva di difendere la natura e quindi che si esponeva al mondo come forza conservatrice, dal punto di vista dell’azione politica per i territorio e per il mondo, o più incentrato sulla lotta politica come movimento stesso, senza schieramenti politici di parte. La scelta fatta di stare a sinistra, negli anni scorsi, credo sia avvenuta a fronte di due diverse tipologie di intervento: la lotta per lo sviluppo sostenibile del pianeta che prevede approcci di tipo sociale e che tende a incentrare la politica mettendo al centro l’uomo e attorno la natura, (2) lo scontro del movimento ambientalista con le tematiche legate al lavoro e al benessere dei cittadini in un contesto civile con problemi sociali di grande impatto: come mancanza di infrastrutture, scuole, strade, giustizia, piaga della ndrangheta, camorra, rifiuti etc, dove non sempre si è usciti vincitori come per la lotta al nucleare. A mio avviso questa scelta era inevitabile e si sintetizza nella espressione che ci vede insieme al popolo e per il popolo. Un movimento che sta dalla parte dei più deboli e si propone, anche attraverso l’idea della difesa dell’ambiente, con l’ausilio dello sviluppo sostenibile, di liberare la società dai problemi e dal bisogno è generalmente un movimento progressista. Oggi, per ciò, parlare di ritornare a non essere di sinistra sarebbe secondo me all’antitesi del percorso fatto e delle esperienze positive avute. Inoltre questo abbandono del “dover essere”, come lo definiva Gramsci, risulterebbe più distruttivo e sfalderebbe persino l’entusiasmo di quei reduci della sconfitta che vogliono ripartire rinnovati di nuova linfa democratica per rappresentare le istanze del popolo stesso. Oggi bisogna ritrovarsi nell’identità che accomuna e che non necessariamente distingue, al fine di poter combattere contro la politica utilitarista proposta dai partiti di maggioranza. Certo occorre essere ecologisti, bisogna esserlo sempre, ma bisogna aprirsi e costituire un identità nuova, forte, democratica, che abbracci quelli che hanno voglia di ricostruire la Storia, come veniva definita dai padri del movimento progressista, e che sappia raccogliere la sfida del futuro non come partito del 2%, ma come partito d’espressione e di sentimento dell’Italia che vuole un futuro solido, di prospettive certe, per i propri figli e per le comunità. Per questo mi propongo di essere laburista e spero che insieme a me lo siano anche altri.
    Antonio Pappaterra

  65. serena de santis Says:

    Interessante intervento del consigliere comunale verde, a Milano, Maurizio Baruffi a un’assemblea radicale pre-Chianciano. Si può ascoltarlo qui:

    http://www.radioradicale.it/scheda/252541/assemblea-aperta-a-tutti-i-militanti-radicali-della-zona-di-milano-e-lombardia-per-fare-il-punto-della-sit

  66. E. Says:

    il discorso di baruffi merita senz’altro di essere ascoltato.

    trovo in particolare interessante l’osservazione che muove dall’insuccesso “strutturale” dell’offerta del centrosinistra e evidenzia la necessità di una riflessione sull’idealità.

    che poi è il vero punto della rivoluzione del 14 aprile: cosa dopo la definitiva archiviazione della lettura marxista della società?

  67. gegno Says:

    Per ricominciare bisogna anche guardare bene indietro e fare memoria, quando ho letto questo sono rimasto sconcertato. Pecoraro mavaff…:
    http://www.troviamoibambini.it/index.php/papponi-di-stato-prima-puntata/

    Ecco la prima puntata dell’inchiesta, Roberto Poletti, racconta in prima persona la sua esperienza da deputato, le assurdità cui si è trovato davanti, i benefici di cui ha goduto, parla della campagna elettorale e dei tanti tesserini di cui gli onorevoli dispongono per poi accedere ai più incredibili privilegi.

    Sono Roberto Poletti, parlamentare pentito, ricordo il periodo in cui riflettevo sulla mia possibile discesa in campo. Era l’inizio del 2006: la legislatura del cavaliere alla fine, l’ascesa di prodi sembrava inarrestabile. C’era feeling e stima con i Verdi, pecoraroscanio un amico, facendo due conti, quello dei Verdi era il partito che più degli altri mi dava la possibilità di essere eletto. Sapevo che uno dei candidati in Lombardia avrebbe rinunciato allo scranno romano per rimanere alla Regione,tale MONGUZZI, e la legge elettorale mi avrebbe permesso di subentrare. I colloqui con i vertici del partito scivolavano via senza problemi, sul mio disinteresse per l’ambientalismo militante, nessun problema: quando puoi garantire qualche crocetta in più sulle schede elettorali, un accordo si trova. L’incontro decisivo con pecoraroscanio avvenne a milano nel gennaio 2006: “Visto che sei giornalista ti potresti occupare dell’informazione e poi ti piazziamo in una commissione parlamentare di quelle giuste” dice il segretario nazionale. Inizia il perido “faticoso” della campagna elettorale. Imposto la campagna sulla difesa degli anziani e sulla moralizzazione della vita pubblica, i temi che avevano fatto la mia fortuna in televisione. Mi faccio tutti i mercati rionali, il pubblico mi riconosce e si divide, è l’unico momento in cui ti sembra di avere un contatto reale con gli elettori, li incontri, ci parli. Ti illudi di aver fatto la scelta giusta, immagini di arringare l’aula gremita, sogni un futuro da Martin Luther King. Ma la realtà è molto più prosaica, i primi schiaffoni arrivano da quelli che dovrebbero essere dalla tua parte: i compagni di partito, nel mio caso, tal Fiorello Cortiana. I vertici dei verdi avevano deciso di sacrificare la sua candidatura per offrirla a me. Sul suo blog iniziano a uscire commenti non proprio gentili nei miei confronti, si ironizza e si fa del sarcasmo sul corriere della sera.

  68. Pol.sco. Says:

    Ora le parole d’ordine sono identità nazionale, federalismo, legalità, difesa della famiglia, lotta al relatismo
    Per l’estrema sinistra sarà quasi impossibile risalire la china, non avendo capito nulla di cosa vuole l’elettorato

  69. Pol.sco. Says:

    Rectius: relativismo

  70. Arcobalengo Says:

    Pol.sco parla di famiglia ed è pure divorziato…
    Fate riderere, fascisti.

  71. Pol.sco. Says:

    Ma che stai a dì, sei rimbecillito?
    La ritengo una diffamazione bella e buona
    Io e la mia partner siamo insieme dal 10 aprile 1997: da 31 anni!
    E non ci siamo mai separati, nemmeno provvisoriamente
    Ci siamo sposati in Municipio il 10 aprile 1990 (tredici anni di fidanzamento, dai banchi della terza liceo al primo stipendio decente dopo lauree di entrambi e gavette varie) ed in Chiesa sei giorni dopo (matrimonio non concordatario)
    Nel 92 e nel 95 abbiamo avuto due maschietti e quattro anni fa abbiamo accolto Gaia
    Noi cinque viviamo felici volendoci molto bene, alla faccia degli invidiosi e bugiardi Arcobalenghi

  72. Ettore Dettori Says:

    Pol.co tu mi fai pena sei così piccolo che il mondo che vi siete affannati a costruire lentamente sta uscendo fuori:
    Aggressione naziskin a Verona: altri due arresti!
    “Intanto si sono ulteriormente aggravate le condizioni di salute di Tommasoli, ricoverato all’ospedale di Borgo Trento, e si è riunito il collegio medico che dovrà accertare nel pomeriggio l’eventuale morte del ragazzo “con criteri neurologici”.”
    Questo è solo uno dei tanti casi che aumenteranno grazie allo sdoganamento dei Fascisti.
    Tanto chi uccide e ruba sono solo gli stranieri…vero…
    Cos’è che non abbiamo capito che gli Italiani in fondo al cuore sono rimasti affezionati alle valigie di cartone?
    E così forte la voglia di Raich che a fanc… le conquiste della civiltà?
    Torniamo con ste menate?
    Eppoi dimmi quando gli italiani saranno resi morti di fame, magari sarà anche giusto emigrare dopo aver preso a schioppettate il prossimo?
    Ejaaaaaaaaaaaaaa ridi ridi che la mamma ha fatto il brodo.
    Al momento giusto anche per verrà il momento di pagare il conto, mica si può sempre essere più furbi.
    E se io sono un Arocobalengo voi siete il Populu de su Succiu.

  73. Arcobalengo Says:

    Pol.sco magari sei anche avvocato…
    E io sono Napoleone…

  74. Pol.sco. Says:

    @ Ettore Dettori: la mamma mi ha insegnato che è inutile controbattere agli alcolizzati cronici in crisi da delirio schizzofrenico
    @ Arcobalengo: immaginavo tu avessi problemi mentali. Ora ce lo confermi

  75. gegno Says:

    io non so perchè tanto odio.
    C’è spazio per tutti. Anche per chi la pensa diversamente e in questo modo aiuta a ri-pensare. Così penso.

    Un consiglio. Non dare tutti sti dati personali, siano veri o no non mi interessa. Ma, visto i tempi che corrono con nazi e nuove-br in giro (di queste ultime, slogan e scritte a Roma – ben bascoste dagli organi di informazione), stai un pochino più riservato, chè non si sa mai chi legge i post.
    Ignorali, si dimostrano da sè per ciò che sono.
    E in questo modo continueranno a stare fuori dal mondo. A piangere sul perchè tutti gli altri sbagliano.

    Complimenti Ettore… mangiato persante… io ho opinioni diverse in tante cose da te ma da lì ad arrivare a certe espressioni… complimentoni davvero!

  76. gegno Says:

    oops intendevo: mangiato pesante

  77. arcobalen Says:

    SAvillona docet. Non cerchiamo di agire col negazionismo altrimenti i mostri del Circeo sono a portata. Dal liceo classico Maffei di Verona si sfornano i figli di un italia in preda alle crisi da “sicurezza” neofascista.

  78. Pol.sco. Says:

    L’antisemitismo è ormai meglio rappresentato dai boicottatori alla fiera del libro di Torino

  79. Ettore Dettori Says:

    Pupulu de su Succiu non vuol dir nulla non è ne un offesa ne niente, vuol dire popolo del succo.
    L’ho inventata io.
    saluti

  80. Ettore Dettori Says:

    Il resto delle informazioni date non sono frutto d’odio e soprattutto non vedo la necessità di chi vota a destra di entrare in un blog di chi non lo è e sparare cannonate.
    Qui Marcello discute la sua linea interna nei Verdi al prox congresso.
    Il resto sono divagazioni.
    Ultima puntualizzazione dire Arcobalenghi=Populu de su Succiu…una risposta a chi per primo ci classifica.
    Altre notizie riporate in questo Blog sono state prese da Internet dunque du pubblico dominio.
    saluti 2

  81. Pol.sco. Says:

    Rifondazione Comunista “Non abbiamo aderito alla manifestazione anti-israeliana del 10 maggio a Torino per il Salone del libro, perchè ha fatto del boicottaggio il suo cuore principale. Reputiamo che la cultura debba essere preservata dallo scontro ideologico e politico”

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