10 domande in attesa di risposte

10 aprile 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in elezioni, Innovazione | 434 visite.

10 domandeNicola Mattina ce l’aveva messa tutta: un’ottima idea, ben organizzata e nata sotto il cappello del più autorevole quotidiano economico. L’elettore invia la propria video-domanda. La selezione delle 10 migliori domande avviene con una votazione on line tra gli utenti. I candidati premier rispondono. I cittadini valutano e votano. Perfetto. Informazione partecipativa al servizio della democrazia.
Mancano le risposte. No, non tutte. Bertinotti, De Vita e la Santanchè hanno risposto a tutte e dieci le domande. Le risposte di Veltroni (quelle compatibili) sono state estrapolate dalla video chat che ha tenuto su Democratica TV. Gli altri candidati nulla.
Persino Boselli che una settimana fa, lamentandosi della censura operata dal duopolio televisivo, ha lanciato la grande offensiva web… niente. Ferrara, Ferrando, Fiore e Casini, nulla. Berlusconi non pervenuto. E probabilmente ritiene di non averne bisogno.
No, non è colpa del web se le 10 domande non hanno prodotto 110 risposte. E’ colpa della politica e di quei politici che ritengono più “comodi” Vespa, Mentana e i pastoni dei TG nazionali. E fino a quando questo non produrrà nessuna conseguenza elettorale, probabilmente, continuerà così.
“Negli Usa sono più avanti”, si dice. Si dice spesso a sproposito ma non questa volta. Hillary e Obama stanno combattendo a colpi di web una gran parte della propria campagna elettorale. Non più con le vetrine, la gallery e i comunicati. Sempre più, invece, con il confronto, le risposte e i dibattiti on line. I nuovi elettori, i giovani, li prendono così. Ed è un bene, per la politica.

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37 Responses to “10 domande in attesa di risposte”

  1. Marcello Saponaro Says:

    Ho cancellato un commento che non c’entrava un piffero con questo post.
    Che Chavez si proponga come mediatore con le Farc per liberare la Betancourt… ne sono ovviamente felice. Avrebbe dovuto farlo prima, lui che con le Farc può.

  2. Gif Says:

    la clinton rincorre obama con la figlia e con internet per recuperare il voto giovanile. da myspace ai blog al fundraising, senza internet la clinton avrebbe già vinto, con internet le parti si sono rovesciate. obama raccoglie più fondi, sopravanza sui giovani. un tempo i fondi sarebbero stati soprattutto quelli dei sindacati e delle lobby. e i giovani (molti d più non sarebbero andati a votare). avanti con la rete!!!

  3. saponello censurello... Says:

    Ma cosa dici? Chavez da mesi fa il mediatore. E’ l’unico che è riuscito a far liberare degli ostaggi. E’ incredibile che un consigliere regionale non sappia queste cose. L’articolo invece si riferiva alla proposta dei cubani di aggiungersi come mediatori. Mah.

  4. arcobalen Says:

    Gran bell’articolo.
    Marcello ti propongo di far sparire tutti gli IPtrash: non è censura è semplice rispetto dello spazio pubblico messo a disposizione in tempo di campagna elettorale e non solo.
    E mi riferisco anche agli insospettabili…
    La tolleranza non si deve scambiare per buonismo.
    Ciao

  5. saponello censurello... Says:

    si comincia sempre così…

  6. arcobalen Says:

    E poi ci si prende il braccio: cambia nick!

  7. saponello censurello... Says:

    perché?

  8. arcobalen Says:

    Perchè ce ne sono infinite possibilità la tua è una di quelle che s’accaniscono su un’intorno inutile quando non dannoso.

  9. Marcello Saponaro Says:

    @arcobalen
    ho cancellato numerosi commenti di *insulti* e di spazzatura in questi giorni.
    Se questi proseguono banno i loro IP…
    Ovvio, non sarebbe censura. Sono loro che censurano, con lo spam, chi invece vuole conversare.
    ciao

  10. saponello censurello... Says:

    Ma su Chavez non rispondi?

  11. arcobalen Says:

    Sopra è stata data una risposta, l’insistenza ha portato ad altre considerazioni:
    “Se questi proseguono banno i loro IP…
    Ovvio, non sarebbe censura. Sono loro che censurano, con lo spam, chi invece vuole conversare.”
    Ulteriori insistenze, con lo spam, potranno essere prese in considerazione in virtù delle ultime.

  12. Marcello Saponaro Says:

    Chavez è un dittatore. I suoi rapporti con le Farc sono “luogo comune” in Venezuela e Colombia.

  13. Marco Cimmino Says:

    Scusate, non per interrompere questo delizioso bisticcio in famiglia sull’appassionante tema di Chavez, ma io sarei dimolto interessato alla questione internet-info-politica. Sono d’accordo sul fatto che l”utilizzo massiccio della rete abbia permesso ad Obama di guadagnare punti su di una lobbista incallita come la signora Clinton, ma vorrei aggiungere una considerazione. Non credete (mi rivolgo, naturalmente, agli interlocutori normoreagenti) che, se sui media tradizionali è assai concreto il rischio della manipolazione dei dati e delle notizie (in Italia è pressochè certo), su internet vi sia, altrettanto concretamente, il rischio del cicaleccio, del sentito dire, della leggenda metropolitana? Io mi servo della rete proprio per lavoro, e moltissime notizie indy si rivelano essere clamorose topiche, magari partorite da qualche psicopatico con la mania del complotto. Insomma, non credete che anche l’informazione telematica necessiti di qualche possibilità di verifica? Se sì, mi domando (e vi domando) quale? E, se no, credo si tratti di una fonte troppo poco attendibile per essere considerata veramente diversa da quella tradizionale. E’ facilissimo, per intendersi, scrivere che tutti sanno la verità sulla strage di Bologna, sulle due torri, sull’omicidio Kennedy: e che ci vuole? Non si è nemmeno perseguibili, entro certi limiti, per diffamazione a m.s.. Hai voglia a sfogare i propri uzzoli dietrologici…Così, come esiste un’informazione falsata, esiste una controinformazione altrettanto falsata…bella roba! Circa i politici italiani, infine, non mi stupisco: molti di loro funzionano esattamente come i maniaci internettiani. Nel senso che tutti sono capaci di indicare il bene della Nazione, ma pochissimi se la sentono di proporre ricette che ci conducano a meta. Ergo, se messi alle strette, fanno come le scimmiette dell’apologo. Quanto a Chavez…beh…non è mica un ex paracadutista? Ricordate cosa dice Tognazzi all’ingegner Santenocito? Paracadutista!

  14. arcobalen Says:

    Beh l’articolo, in ogni senso, una risposta l’ha già data…
    Più che altro ci si potrebbe domandare: quanti servondosi di internet per lavoro e altro, consci della potenzialità sulla ricerca della verità, o di quanto più ad essa s’avvicina, sarebbero disposti a mollare le loro ideologie per seguirla?

  15. laica Says:

    Devo svelarvi un segreto: se scrivo qui è perchè ho identificato in “queste zone” un buon punto di partenza, e confronto, anche Voi? :-)

  16. arcobalen Says:

    Chi non si confronta sulla rete ha già dato una risposta, tanto per tornare all’articolo…

  17. Alessio Says:

    L’iniziativa era veramente splendida, infatti la stavo seguendo con molto interesse, però tra i vari candidati per le risposte hanno autoescluso Stefano Montanari esattamente come ha fatto la Repubblica nel suo speciale elezioni che è una vergogna.

  18. Marco Cimmino Says:

    A parte il chiedersi come fa qualcuno ad “autoescludere” qualcun altro, se devo fare riferimento al mio lavoro con internet, confesso che con le mie ideologie (?) c’entra poco nulla: mai pensato che il personale fosse politico e viceversa…anzi! Il mio problema è, particolarmente, quello di capire se le informazioni che trovo in rete siano o meno attendibili come dato oggettivo. Non è questo il luogo per dilungarsi, ma gli esempi di stupidaggini colossali gabellate per verità rivelate si sprecano. La mia impressione è che proprio le ideologie o, meglio, gli ideologismi, determinino l’informazione indy, e non viceversa. Per questo, mi piacerebbe scoprire se sono l’unico ad avere questi dubbi o se sono abbastanza condivisi. Per farla breve, io se leggo dell’indagine su Pecoraro Scanio e compagnia bella, tendenzialmente, non mi pongo la questione della consistenza o meno delle accuse: prendo atto che c’è un’inchiesta, non esclamo che era ora nè grido al complotto, perchè non ne so abbastanza. Invece, tanto per citare un caso bipartizan, a seconda della collocazione ideologica dell’informatore indy, si dà per scontato che PS sia un imbecille delinquente oppure che sia un martire di una persecuzione di chiara matrice politica. Ora, vi domando: condividete le mie perplessità nei riguardi di questo tipo d’informazione o mi rispondete “E’ la politica, baby!”?

  19. ibravielearmi Says:

    Questa è una Marzullata, potevi risparmiarla.

  20. Pol.sco. Says:

    Io se leggo dell’indagine su Pecoraro Scanio mi pongo si’ la questione della consistenza o meno delle accuse, cercando d’informarmi sugli atti processuali conoscibili, per esempio consultando i siti dei Verdi

  21. Arcobalengo Says:

    Chavez ha vinto 7 elezioni a fila e un referendum. La stampa e la TV è libera e tutta contro di lui, nelle mani della ricca opposizione. Me lo spieghi come fa a essere un dittatore? Non è che siete malinformati o peggio?

    POI PIANGETE SE LA GENTE NON VI VOTA.

  22. ortodonziaikos Says:

    Ma quanti bei lupus in fabulas :-)

  23. Arcobalengo Says:

    Saponaro, spiega la cosa.

  24. antispam Says:

    la s di fabula(s) sta per spam. Per chi pensa d’essere furbo può essere dura capire…

  25. Marco Cimmino Says:

    E quanti interlocutori preparati, gentili, solerti ed intelligenti (traduco Trilussa così a braccio: nell’originale i termini sono un tantino più crudi). La mia impressione, caro Marcello, è che anche nel tuo blog, se uno non fa le domande giuste o non dà le risposte giuste, incorra nelle ire della canea (tanto per restare “in fabulis”). Comunque, uno alla volta. Cosa è una marzullata? Porre domande? Usare PS come esempio? Com’è che chiunque può scrivere le più sesquipedali scemenze e se io faccio una domandina una, diventa subito una marzullata che mi potevo risparmiare? Inoltre, se proprio qualcuno vuole fare il sottile umorista, dovrebbe, almeno, ripassarsi le più elementari regolette della sintassi dei casi, onde evitare figure, queste sì, alla Marzullo. Chissà se qualcuno di voi, philosophes, si ricorda di quella volta che Polansky sbottò: “Enfin achetez vous un dictionnaire!”..e Marzullo, che non sapeva il francese, rimase lì come una pera cotta. Eh brutta cosa non sapere le lingue! Non basta mica stare dalla parte giusta, sapete: ci vogliono studio e applicazione…sennò si scrivono stupidaggini. La conosco la tecnica, la conosco: ci si atteggia a seriosi e impegnati pensatori. Poi, se la va buca, si diventa aggressivi. Andata buca alche la vis polemica, si butta tutto in farsa, barcamendandosi con la, chiamiamola così, ironia. In inglese si chiama spamming, ma in italiano abbiamo molte più sfumature lessicali. Siccome ho una certa età, sono vecchio e stanco e, soprattutto, ho la deprecabile tendenza a non darla vinta al primo fesso che alza la voce, vi avverto che quello da voi adottato è il modo meno felice di dialogare con me. Non volete rispondere alla mia domanda? Non rispondete e basta. Non cercate di fare a capocciate, perchè finireste per farvi male: ho messo al tappeto contendenti infinitamente più robusti di qualche untorello semianalfabeta che ha orecchiato due parole latine alla televisione. Compagno avvisato, mezzo salvato. Pace e amore.

  26. pangea Says:

    Quella dello “studio e applicazione” sembra quella delle “chiacchiere e distintivo” ma come sai: etiam pulices tussint.

  27. Pol.sco. Says:

    Una domanda al candidato Pecoraro Scanio: ha sentito ieri Pierferdinando Casini che l’ha definita in TV “Il peggior ministro che l’Italia abbia avuto negli ultimi trent’anni”?

  28. Arcobalengo Says:

    Sai quanto conta quello che dice il cattolicissimo bifamilare Casini…

    Però Saponaro ha il dovere di rispondere sulle sue disinformazioni. E’ eletto da noi e vogliamo sapere cosa pensa e soprattutto cosa sa.

  29. Marcello Saponaro Says:

    @Arcobalengo
    Perchè ogni tanto devo anche lavorare… :-)
    Comunque, se Umberto Bossi fosse Presidente della Repubblica, arrivato al potere – da generale – con un colpo di stato e rieletto successivamente con elezioni non sempre trasparentissime…. Se le Guardie padane diventassero una vera e propria polizia di partito a guardia della rivoluzione.
    Se tutto questo fosse successo in Italia chiameremmo Umberto Bossi “dittatore”.
    Ecco, magari Chavez non è attualmente un dittatore nel senso vero e proprio della parola ma alquanto autoritario…. lo è. No?

  30. Marco Cimmino Says:

    Caro/a Pangea, con un interlocutore dotato di nomi variabili e più adatti a Licia Colò che all’agone politico, fa sempre piacere confrontarsi: è vero, le pulcette tossiscono anche loro. E ci mancherebbe che tossissero soltanto i tromboni: i partitini da uno e qualcosa per cento, in quel caso, non avrebbero neppure diritto di replica. Il fatto che due concetti facili facili come “studio” e “applicazione” suonino alle tue orecchie come qualcosa di riconducibile ad Al Capone e alla cinematografia holliwoodiana non fa certamente onore alla tua intelligenza. Quanto alla coscienza, poi, sono affari tuoi, e non ci entro: a me pare che lo studio sia quello che manca ai nostri politici. Mentre l’applicazione, intesa come perseveranza (spero non ti ricordi “Il Padrino parte seconda”, questo semplice lemma) sia un po’ il punto deboli degli Ausoni al gran completo. Non condividi? Preferiresti “ignoranza” e “superficialità”? Contento/a te! Io preferisco una pulce con le cartebolle al posto loro, piuttosto che il proverbiale Gran Visir…Ora che mi hai confermato quello che già intuivo, circa la tua pittoresca Weltanschauung, permettimi di sottoscrivere quanto dice MS di Chavez: non è tecnicamente un dittaore, secondo i parametri europei. Lo è nella sostanza, se non ci si ferma alla patina esteriore, esattamente come il 90% dei presidenti che hanno afflitto l’America Latina con le loro bizzarre teorie populistico-terziario-marxiste. Il punto è che l’AL è un mondo immenso e complicato, del tutto diverso da Bergamo o dalla sua inimitabile provincia: gli stessi vocaboli, qui o a La Paz o Bogotà, suonano diversamente. Pinochet riteneva di avere salvato il Cile da una dittatura: mica pensava di essere lui il dittatore…Il che la dice lunga sull’ermeneutica latino americana. Se vivesse in Italia, Chavez presenterebbe uno show in prima serata: a casa sua fa il presidente. Ma spero che nessuno pensi davvero che a casa sua viga una democrazia. Come la intendiamo noi. Provate ad essere pulci sotto Chavez, e vediamo se vi lasciano tossire…

  31. Arcobalengo Says:

    @SAPONARO
    E sbagli. Chavez non è mai arrivato al potere con colpo di stato. Anzi, se ricordi, è stato oggeto di un golpe fatto dalla Confindustria locale e dalla CIA, fallito perchè la popolazione scese a milioni dalle favelas per frmarlo. In america latina è uno di quelli che ha fatto di più per i poveri (ma ha fatto davvero, non come Prodi) massacrati da decenni di governi democristiani… Sono sconcertato: sulle elezioni, dichiarate trasparenti anche dal candidato dell’opposizione (ma li leggete i giornali?) e sull’autoritarismo che gli attribuisci. Su questo davvero non c’è una prova. Ci sono tutti i partiti che vuoi, tutte le religioni che vuoi, la polizia è spesso molto amica dell’opposizione, specie dove il sindaco è dei loro partiti, così come tutti dico tutti i giornali e le tv meno una … E poi, che c’entra la Lega e le guardie padane? Ti rendi conto ?

  32. Arcobalengo Says:

    @ CIMMINO, questo borioso che non sa neanche usare la punteggiatura (coreggetegli il post “E quanti interlocutori…”) va solo detto che è un maestro d’ignoranza, mascherata dietro una prolissità neanche divertente, con citazioni buttate a caso tanto per fare effetto. Poi le dice grosse. Ci faccia intanto un elenco del 90% dei presidenti marxisti dell’AL. E poi ci dica se piuttosto non era lui a pensare che Pinochet aveva salvato il Cile. Sulla democrazia con questa gente non è neppure il caso di discutere; nei paesi con governi sgraditi agli USA anche se ci sono tutte le garanzie del modo per questa gente anticomunista marcia rimangono sempre regimi autoritari. Ci faccia un elenco di rimostranze, sulle mancanze venezuelane se ne è capace, suvvia. Dubito, però.
    E poi le ricordo che qui da noi in tv a cantare ci vanno i politici amici suoi…

  33. Arcobalengo Says:

    @CIMMINO

    Ah, Cimmino, brutta cosa non sapere le lingue, specie l’italiano. Infatti si dice “bipartisan” e non “bipartizan” come dici tu, essendo un anglicismo.

    Dai, se ti applichi puoi fare meglio…

  34. Marco Cimmino Says:

    Mi accontento: mi bastava farvi uscire allo scoperto e dimostrare di che pasta siete fatti. Per il resto, vi do ragione su tutto, insulti compresi. Ora che ho raggiunto il mio losco scopo, posso tornare “in più spirabil aere…”. Tra parentesi, riguardo ai miei amici che cantano in TV: io voto Veltroni, e mi risulta che abbia una bruttissima voce! Ossequi gentiluomini.

  35. Arcobalengo Says:

    Ah, ah, ora cerca di rimediare alla figuraccia…

  36. Cimmino Fun Club Says:

    CIMMINO, prima di votare Veltroni pensaci. Da un po’ di tempo sta blaterando di meritocrazia, competenze…
    Tu non è che sei messo bene al riguardo, sai.

  37. arcobalen Says:

    Ormai non si contano più le figuracce, chissà quanti piantoni…

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