Ch’abbiamo messo la pancia
9 aprile 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritti (umani e altro), Donne, Libertà | 696 visite.A breve le immagini… La mia e quella di Muhlbauer non saranno le migliori…
ABORTO: 194, CONSIGLIERI LOMBARDI MODELLI PER ‘NON TOCCARLA’
(ANSA) – MILANO, 8 APR – Domani il Consiglio regionale della Lombardia si trasformera’ in un set fotografico per la campagna web in difesa della legge sull’aborto ’194. Non toccarla’ a cui hanno deciso di mettere a disposizione la pancia alcuni consiglieri.
”E’ una iniziativa carina – ha spiegato Marcello Saponaro (Verdi) – che sfrutta l’influenza dei blog per diffondere notizie e sensibilita’ in questo caso in difesa di una maternita’ consapevole”.
Saponaro, insieme con Luciano Muhlbauer e Carlo Monguzzi, si fara’ fotografare a pancia scoperta con sopra la scritta ’194 Non toccarla’, come gia’ hanno fatto diverse altre persone prima di loro (fra gli altri il consigliere regionale Giuseppe Civati e gli attori Neri Marcore’ e Ottavia Piccolo), tutte immortalate sul sito nontoccarla.it.
Nella homepage e’ spiegato che questo e’ ”un movimento culturale di uomini e donne che attraverso le molteplici forme dell’arte a titolo personale e al di fuori di appartenenze politiche la volonta’ di sostenere la 194”. (ANSA).
- A Milano fischi contro le pellicce e contro la Brambilla
- Braveheart
- Formigoni conferma: De Alessandri sospeso perchè ha criticato CL
- Vernissage democratico
- Contro l’omofobia. Cancellata la scritta in Città Alta a Bergamo.

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
aprile 9th, 2008 at 4:52 pm
A digiuno da ieri ? State respirando ? Fuori le pance !
aprile 9th, 2008 at 6:05 pm
Che ipocriti!
Nessuno ha mai dichiarato di voler modificare la legge 194
Chi tutela la vita ha solo chiesto la TOTALE applicazione della legge, che s’intitola “Norme per la tutela della gravidanza” non a caso
Fatevi fotografare anche il di dietro, gia’ che ci siete: metteteci la faccia!
VOTATE LA LISTA DI GIULIANO FERRARA, CHE NON E’ INQUISITO COME PECORARO SCANIO E NON E’, COME LUI, COINVOLTO NELLO SCANDALO RIFIUTI IN CAMPANIA!
aprile 9th, 2008 at 7:10 pm
@Pol.sco trash che è contro i collaboratori di giustizia
Con tutte le baggianate che dice, sempre comunque accreditate di grande intelligenza, vien da chiedersi che ne sarebbe di Giuliano Ferrara in un paese serio, cioè diverso dall’Italia. Una risposta giunge dalla Francia, dove il Molto Intelligente è stato appena condannato in appello (e dunque in via definitiva) dal Tribunal de Grande Instance di Parigi per contraffazione di opera d’ingegno e violazione del diritto d’autore ai danni di Antonio Tabucchi.
Il fatto risale all’ottobre 2003, quando Tabucchi inviò un articolo a Le Monde, ma se lo vide pubblicato, in anteprima e senz’autorizzazione, sul Foglio (un correttore di bozze del quotidiano parigino l’aveva inviato per amicizia a Ferrara, senza prevedere che questi l’avrebbe fregato e messo in pagina).
Ora Ferrara dovrà sborsare 34mila euro in tutto: 10mila di multa allo Stato francese, più 3mila per aver appellato temerariamente la condanna di primo grado; 12mila di danni a Tabucchi; 9mila per finanziare la pubblicazione della sentenza su Le Monde, Le Figaro e Libération. Naturalmente, se Ferrara avesse vinto la causa, la notizia sarebbe uscita su tutti i giornali. Invece l’ha persa, dunque silenzio di tomba.
Ma l’aspetto più interessante del processo non è la sentenza. È l’incredulità dei francesi – giudici, avvocati e giornalisti – di fronte a quel che dice Ferrara. Anzi, di fronte a Ferrara tout court, che al di là del Monginevro è visto come un fenomeno da baraccone. Il suo interrogatorio in tribunale è uno spettacolo da far pagare il biglietto.
Nell’articolo rubato, Tabucchi ricordava i trascorsi di Ferrara come informatore prezzolato della Cia. Il giudice domanda all’interessato se la cosa sia vera. Ferrara risponde che sì, fu lui stesso a rivelarlo sul Foglio. Ma era una balla, che lui chiama «provocazione»: tant’è che ¬ aggiunge ¬ non ci sono le prove. La nuova frontiera del giornalismo da lui inaugurata – spiega – prescinde dalla verità. Figurarsi la faccia dei giudici parigini dinanzi a questo «giornalista» ed ex ministro italiano che si vanta di raccontare frottole sulla propria vita e aggiunge: trovate le prove di quel che scrivo, se ne siete capaci.
Lo condannano su due piedi. Lui ricorre in appello, eccependo fra l’altro sulla competenza territoriale del Tribunale parigino, manco fosse Previti o Berlusconi al Tribunale di Milano. Eccezione respinta con perdite. Quanto al merito, ricordano i giudici di seconda istanza, il Molto Intelligente è colpevole per definizione: «Il 4 novembre 2006 Ferrara veniva interrogato e sosteneva che in Italia è usanza giornalistica pubblicare documenti senza autorizzazione per rispondere a essi senza che la cosa comporti una contraffazione».
Dopo aver finito di ridere, i giudici ribattono che pubblicare sul Foglio un articolo destinato a Le Monde «senza il consenso dell’autore né di Le Monde costituisce a pieno titolo contraffazione» e «non è seriamente sostenibile che un delitto di contraffazione sia legittimato da una sorta di diritto di replica preventivo rispetto alla pubblicazione».
Ferrara, se voleva replicare a Tabucchi, doveva attendere che l’articolo uscisse su Le Monde. Il Tribunale aggiunge sarcastico che una diversa «eventuale usanza italiana, ammesso che esista, non si applicherebbe comunque al diritto francese». E conclude sottolineando «la piena consapevolezza che l’imputato (Ferrara, ndr) aveva del suo delitto e del cinismo con cui l’ha commesso», ergo «va dichiarato colpevole dei fatti a lui addebitati». Insomma: certi sofismi, furbate e corbellerie Ferrara li vada a raccontare agli italiani, che hanno smarrito il senso del pudore, della decenza e della vergogna.
In Francia non attaccano. Infatti, riportando la sentenza, il Nouvel Observateur descrive Ferrara come nemmeno un giornale di estrema sinistra oserebbe dipingerlo. Cioè per quello che è: «maschera della tv trash», «specializzato nella denigrazione di chi si oppone a Berlusconi» e nel «servilismo giornalistico» che gli è valso la direzione di Panorama e del Foglio, sempre «indipendente come si può essere quando l’editore è la moglie di Berlusconi».
Nessun accenno alla sua grande intelligenza. In controtendenza con la fuga dei cervelli dall’Italia, quello di Ferrara all’estero non lo nota nessuno. Non pervenuto.
aprile 9th, 2008 at 7:53 pm
oddio… ma dobbiamo proprio vederle ste foto … :-p
aprile 9th, 2008 at 8:11 pm
Beh ke dire…siete dei grandi! ;-P
aprile 9th, 2008 at 10:50 pm
Aborto libero e retroattivo per la mamma di Pol.sco.
aprile 10th, 2008 at 8:43 am
leti vuoi dare qualche voto alle pance?
aprile 10th, 2008 at 11:32 am
Bella questa di Pecoraro, collaboratore di giustizia.
Se ho capito bene Pecoraro ha dichiarato che si lascia interrogare dai giudici.
Mi dispiace: il nostro codice prevede che il PM prima fa le indagini e poi, se l’indagato lo richiede, prima di rinviarlo a giudizio, lo sente.
Dura lex sed lex.
aprile 10th, 2008 at 11:40 am
L’hanno già sentito e lo risentiranno chissà che salti fuori qualchuno ecoballista…
aprile 10th, 2008 at 3:20 pm
Non mi risulta che Woodcock lo abbia già interrogato:mi informerò presso i miei amici della Procura di Potenza.
aprile 10th, 2008 at 3:35 pm
Fumogeni, equivoci e voti
A Rosy, al giornalista collettivo, al Cav., ai vescovi, ai lettori
Cara Rosy Bindi, a Firenze lei ha dichiarato che due libertà sono in conflitto, quella di abortire e quella di obiettare. Non so se sia una verità cattolica, e ne dubito, ma so che non è giusto da un punto di vista laico. Al solo scopo di combattere l’orrendo fenomeno dell’aborto clandestino, e non come mezzo di controllo delle nascite, la legge italiana 194 concede dal 1978 la possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza, a certe condizioni e soltanto nelle strutture pubbliche. Non esiste una generica libertà di aborto. Che un ex ministro della Salute e della Famiglia cada in un simile lapsus, omaggiando l’idolo libertario celebrato nelle piazze in cui si lanciano in suo onore sedie, fumogeni, pomodori e uova, è la conferma del fatto che l’aborto è diventato una convenzione moralmente indifferente e che negli ultimi trent’anni siamo scivolati in una cultura oscurantista, primitiva e barbarica. Ci rifletta laicamente, onorevole Bindi, visto che per umanità, per cultura e per fede con quella cultura lei non ha o non dovrebbe avere niente da spartire. Senza rancore.
Caro giornalista collettivo, dovresti imparare a distinguere, nei testi e nei titoli, in modo tale da perfezionare la tua padronanza della lingua. “Ferrara contestato anche a Palermo” è un errore blu. Contestare significa criticare, irridere, fischiare, controargomentare, incalzare, rigettare, anche dileggiare, obiettare rumorosamente, insomma rompere i coglioni a uno che dice una cosa sgradita. Da Bologna in avanti il titolo giusto è: “Comizio elettorale aggredito a …”. Domanda al bravissimo Michele Smargiassi di Repubblica, sulla cui testa è caduta una sedia nel corso di un tentativo di linciaggio, se si senta contestato. Domanda, caro giornalista collettivo, agli agenti che hanno ricevuto due bottiglie piene sul vetro anteriore della loro blindata, che ne è risultato scheggiato, se si sentano contestati. Domanda a Aldo Cazzullo del Corriere come si è sentito quel giorno ristretto in quell’Alfetta. E poi usa il termine che credi. Scemino.
Cari amici del Manifesto, sapete che non sono vittimista e prendo le cose con molto buonumore. Perfino quelle solfe mortuarie che sciorinate da anni sul vostro giornale postmoderno. Ma dopo avere letto i vostri commenti sulla nostra povera e disadorna campagna elettorale, ho un consiglio per la vexata quaestio del vostro titolino sotto la testata (“quotidiano comunista”). Tenerlo, non tenerlo? Nobilitatevi. Scriveteci: quotidiano squadrista. Con vecchia e scherzosa simpatia.
Caro presidente Berlusconi, le darò con affetto e convinzione metà del mio voto, una metà particolarmente preziosa perché va alla sua lista al Senato, nel Lazio. Lo farò perché mi è simpatico, perché il suo happy ending coinciderà nei miei auspici con un magnifico governo dopo una grottesca campagna elettorale, perché siamo vecchi amici e abbiamo collaborato a fare molte cose buone, qualche mediocrità abissale e qualche schifezza, da quando mandarono in latitanza il nostro amico Bettino per mettere la Repubblica sotto le briglie dell’ideologia. Ma se ripete la candida e divertente bestialità detta ieri al Giornale (“spero che non prenda troppi voti perché sono i miei”) mi riprendo anche quel mezzo voto. I voti sono degli elettori, se lo segni. Tanti baci.
Cari vescovi di Mantova e di Palermo, avete fatto benissimo a negare alla mia lista pazza le vostre sale. Lo dico senza l’ombra dell’ironia. La chiesa non fa campagna elettorale. Aspettavo una conferma della sublime follia di Eugenio Scalfari, che interpretò la lista come “una dichiarazione di guerra della Conferenza episcopale allo stato italiano”. Grazie per la conferma. Io non sono Scalfari. Io so distinguere tra la pastorale cristiana e una iniziativa culturale e civile laica. Un saluto affettuoso.
Cari ragazzi di Palermo, cari maschietti e femminucce fumogeni che avete appreso ad amare l’aborto come simbolo di libertà e autodeterminazione, ora siete indagati per turbativa di campagna elettorale. Ve la caverete con poco, con niente, almeno spero. Al massimo vi toccherà una multa. Avete infatti il meraviglioso privilegio di essere già nati. Vi voglio bene.
Cari lettori, ho capito di dove è nato il casino. Essendo un po’ tardo di riflessi, ci sono arrivato solo alla fine. Il casino è nato da questo. L’aborto nei secoli fu un peccato. Il peccato era strettamente legato al reato, che ne dava la definizione secolarizzata. Poi con la nascita del mondo liberale, peccato e reato si sono separati. L’aborto, essendo una enormità, è arrivato alla separazione per ultimo. Dire come io ho detto che bisogna nominare le cose con il loro nome, che l’aborto è un miserabile arcaismo indegno di una civiltà liberale, e che proprio la libertà di scelta ci dà la responsabilità di fargli una lotta senza quartiere, di mancargli di rispetto senza mancare di rispetto alle persone, è intollerabile per una cultura che si fonda sulla cancellazione del peccato dal suo orizzonte etico: mi hanno risposto che “la 194 non si tocca” proprio perché non la volevo toccare, perché volevo e voglio fare qualcosa di più e di diverso. Proprio perché ho ritirato fuori da laico la questione del peccato, della colpa, mi sono preso questa condanna freudiana al piccolo e molesto e sopportabile rogo dell’ideologia. Pazienza, e in bocca al lupo. Crepi.
Giuliano Ferrara
aprile 10th, 2008 at 4:14 pm
bastatrash al 100%
aprile 10th, 2008 at 4:34 pm
http://www.firmiamo.com/sign/list/liberadonna
60.000 firme contro il polscotrash !
aprile 10th, 2008 at 5:21 pm
Siete grandi davvero! ;-P
aprile 10th, 2008 at 5:37 pm
A Sua Eccellenza Dr Ban Ki-Moon – Segretario Generale delle Nazioni Unite
Alle Loro Eccellenze primi ministri e capi di stato delle Nazioni Unite
In questi ultimi sessant’anni sono stati presi notevoli provvedimenti e fatti rilevanti sforzi per creare e sostenere gli strumenti giuridici intesi a proteggere gli ideali espressi nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata il 10 dicembre del 1948 a Parigi. Negli ultimi tre decenni sono stati effettuati più di un miliardo di aborti, con una media annua di circa cinquanta milioni di aborti. Secondo l’ultimo rapporto dello United Nations Population Fund, in Cina si corre il rischio di aborti, incentivati e anche coattivi, per decine di milioni di nascituri in nome di una pianificazione familiare e demografica di stato. In India, per una selezione sessista, sono state eliminate prima della nascita milioni di bambine in 20 anni. In Asia l’equilibrio demografico è messo a rischio da un infanticidio di massa che sta assumendo proporzioni epocali. In Corea del nord il ricorso all’aborto selettivo tende alla radicale eliminazione di ogni forma di disabilità. Anche in occidente, l’aborto è diventato lo strumento di una nuova eugenetica che viola i diritti del nascituro e l’uguaglianza tra gli uomini, portando la diagnostica prenatale lontano dalla sua funzione di preparazione all’accoglienza e alla cura del nascituro e vicino al criterio del miglioramento della razza, distruggendo cos“ gli ideali universalistici che sono all’origine della Dichiarazione universale del 1948.
Sottoponiamo alla Sua e alla Vostra attenzione una richiesta di moratoria delle politiche pubbliche che incentivano ogni forma di ingiustificato e selettivo asservimento dell’essere umano durante il suo sviluppo nel grembo materno mediante l’esercizio di un arbitrario potere di annichilimento, in violazione del diritto di nascere e del diritto alla maternità. L’articolo 3 della Dichiarazione universale afferma che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”. Chiediamo ai rappresentanti dei governi nazionali che si esprimano a favore di un emendamento significativo al testo della Dichiarazione: dopo la prima virgola, inserire “dal concepimento fino alla morte naturale”. La Dichiarazione universale si riferisce infatti ai diritti umani “eguali e inalienabili” e proclama solennemente che gli esseri umani hanno una “dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana” (Preambolo). La scienza, alcune delle cui maggiori scoperte in campo genetico sono posteriori alla Dichiarazione, documenta inconfutabilmente l’esistenza di un patrimonio genetico umano già nell’embrione, un patrimonio unico e irripetibile, fin dal primo stadio del suo sviluppo. La Commissione britannica Warnock, nel 1984, fa del quattordicesimo giorno dal concepimento la soglia oltre la quale un embrione è non soltanto un essere umano, ma titolare del diritto a non essere manipolato sperimentalmente. I governi devono preservare e proteggere questi diritti naturali, che comprendono il diritto a un “patrimonio genetico non manipolato”.
La Dichiarazione del 1948 fu la risposta del mondo libero e del diritto internazionale ai crimini contro l’umanità giudicati tre anni prima a Norimberga. In risposta alla pratica eugenetica dei medici nazisti, la World Medical Association nel 1948 adottò la Dichiarazione di Ginevra nella quale si afferma: “Rispetterò la vita umana, a partire dal momento del concepimento”. L’articolo 6 dell’International Covenant on Civil and Political Rights, voluta dalle Nazioni Unite nel 1966, stabilisce che “ogni essere umano ha un inerente diritto alla vita”. L’aborto selettivo e la manipolazione selettiva in vitro sono oggi la principale forma di discriminazione su base eugenetica, razziale e sessuale nei confronti della persona umana. Quella stessa persona umana che le Nazioni Unite tutelano all’articolo 6 della propria carta dei diritti. A sessant’anni dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è necessario rinnovare la nostra principale fonte di ispirazione umanitaria attraverso un emendamento all’articolo 3. Desideriamo perciò richiamare i governi a un profondo rispetto dei diritti della persona, il primo dei quali è l’inviolabile diritto alla vita.
Con osservanza
Seguono molte ma mooolte più firme delle 59.000 contro Pol.sco.trash
aprile 10th, 2008 at 6:13 pm
Anche perchè le firme di polscotrash non esistono
aprile 11th, 2008 at 3:52 pm
Ho fatto 61.000 firme ed ora ho il polso un po’ indolenzito
aprile 11th, 2008 at 4:17 pm
Carissimo Pol.sco,
sorvolo sulla tua proposta di farci fotografare il di dietro e vado dritta al punto: mi spieghi che vuol dire “nessuno ha mai detto di modificare la 194″, con Ferarra che si fa campagna con “ABORTO NO GRAZIE”?
La 194 è una legge che nonostante l’età è assolutamente attuale. Manca, per la sua piena applicazione, un paragrafo “dedicato” agli “obbiettori in carriera”, agli ospedali che prendono i soldi per la diagnosi prenatale e poi non praticano gli aborti terapeutici e ai consultori che sono in via d’estinzione. Permettere a un branco – e la parola non è casuale – capeggiato dallo straparlante (uomo) di turno di metter mano alla 194 è un’idea FOLLE.
Ieri sera ho sentito Ferrara che paragonava la RU486 (aborto farmacologico) agli aborti clandestini, perchè le fasi di somministrazione delle varie sostanze non richiedono ricovero e quindi “una donna, da sola a casa sua, espelle il frutto dell’amore”. Da VOLTASTOMACO.
Ma quand’è che le vostre mogli/compagne/concubine o meglio FIGLIE iniziaranno a insultarvi per le stupidate che dite? E per il nostro di dietro mi sa che dovrai rassegnarti a sognare!
aprile 11th, 2008 at 5:02 pm
Cara Eli
Se hai avuto l’opportunità di seguire interamente Ferrara ieri sera su Rai Due avrai anche sentito Ferrara che ripeteva, per l’ennesima volta, che la lista non chiede nessuna modifica della 194: semplicemente ne chiede l’applicazione completa, soprattutto nella parte riferita alla prevenzione ed all’accoglienza della donna che si rivolge ai servizi
La RU486 -secondo la legge 194- non potrebbe essere utilizzata al fine di abortire in casa (vedi l’intervento della giornalista del Corriere)
Invece il dottor Viale, che ha sperimentato a Torino, si limitava a far assumere la pillola (in America chiamata “Kill-Pill” per i 36 decessi causati) in ambulatorio spedendo a casa la gravida con le prosglandine da assumere per circa sette-dieci giorni (è infatti ora imputato di aver commesso un reato)
Quindi la RU o viene utilizzata -come prescritto dalla legge 194- solo in ospedale (cosa impossibile perchè nessuna accetterebbe un ricovero di sette-dieci giorni) o viene utilizzata a casa (e si va contro la 194) trasformandosi, così, come il prezzemolo dell’epoca moderna, tra il tinello e la stanza da bagno per l’espulsione del materiale organico (non chiamiamolo frutto dell’amore se no hai un altro conato)
“Aborto No grazie” è una provocazione politico-culturale: significa fare una battaglia a favore di donne e bambini che porti a rimuovere tutte le ragioni materiali e/o psicologiche che spesso inducono a ricorrere alla sopressione del feto da parte di una donna spesso lasciata sola dal maschio, vero colpevole dell’aborto
Giuliano Ferara ha fin da subito affermato: “Mai nessuna donna potrà essere obbligata a partorire” e “Mai dovrà essere perseguita penalmente una donna che abortisce”, ma facciamo tutto ciò che la 194 ci promette da trent’anni: cerchiamo cioè di ridurre il più possibile gli aborti, che non sono nè un diritto nè un valore, ma una tragica necessità in assenza di una società che aiuta ed accoglie
Mia moglie è d’accordo con me: siamo insieme da trentuno anni ed abbiamo due figli maschi
aprile 11th, 2008 at 6:52 pm
Bene, non voglio stare a discutere su una così importante questione per internet, ma ricordo: “Parla Giuliano Ferrara ospite a Panorama del giorno, Canale5: Credo di essere affetto anche io da una qualche forma di sindrome di Klinefelter. Volevo annunciare che domani farò le analisi del sangue[...]Penso che pubblichero’ anche la fotografia dei miei testicoli…ho testicoli piccoli e mammelle grosse”.
Beh ora, dato ke ai giorni nostri non si pensa mai “Ma se io fossi lei/lui?”, vi dico: Mettetevi nei panni della madre ke ha dovuto compiere un atto del genere per una PROPRIA DOLOROSA E SOFFERTA DECISIONE; pensate un attimo ke, (dopo i poliziotti in ospedale, l’interrogatorio, il rivivere la Tua dolorosa esperienza anke a parole, le mille apparizioni sul giornale e in tv), un uomo, ke anke se avrà dei principi, se così si possono chiamare, venga a scherzare in tv di una malattia di cui Tuo figlio era affetto, una malattia tra l’altro ke ho appena studiato a scuola, e ke provoca dislessia, sterilità, la non completa formazione degli organi riproduttivi, ritardi mentali (in alcuni soggetti), e disturbi psichici…Bene, ke sensazione è? Piacevole? Non direi…
Prima di lui, non ho mai sentito parlare dell’aborto in maniera così leggera; e oltre a vescovi in tv, ho sentito parlare di questa questione da altre persone contro l’aborto ke conosco, ma mai nessuna di esse si è permessa di farlo in questo modo (non stupisce ke molti “antiabortisti” non diano voti a Ferrara, anke per la questione della strumentalizzazione)…
Comunque volevo solo ricordare ke prima di andare avanti con i nostri principi ad occhi chiusi, sarebbe meglio mettersi nei panni degli altri, e chiedersi il perkè molte donne negli anni Settanta, e ancora oggi, abbiano combattuto per la libertà di scegliere se abortire o meno, e ke la “Libertà di non abortire” ke Ferrara dice di voler tanto attuare c’è già…
Ah, un’ ultima cosa…stiamo attenti a non considerare la donna solamente un contenitore, anche perkè in questi ultimi tempi la libertà…non si capisce più bene cosa sia…
aprile 12th, 2008 at 1:11 pm
Il segreto sta tutto li’: tu dici “venga a scherzare in tv di una malattia di cui Tuo figlio era affetto”
Lui “scherza” mentre tu uccidi tuo figlio perchè forse avrà una malattia curabilissima, forse sarà sterile e nel solo 10% dei casi con un lieve ritardo nell’apprendimento
Ciò si chiama eugenetica per la razza pura e sana al 100%
Come ai tempi del nazismo
Vuol dire non curare la malattia ma sopprimere il malato
E va contro la 194 che per l’aborto terapeutico oltre il terzo mese permette la soppressione di quello che hai chiamato figlio solo in caso di gravissimo pericolo per la salute della donna (e mai per uccidere il bambino probabilmente malato)
No alla rupe Tarpea!
aprile 12th, 2008 at 1:20 pm
Nella odierna polemica di Ferrara con il ministro Turco, egli afferma che: “Il ministro dovrebbe domandarsi, … perchè la signora che ha deciso di abortire non abbia incontrato sulla sua strada procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non era sola, che la comunità si associava a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico.”
Il nascituro era affetto dalla sindrome Klinefelter che ha un quadro clinico complesso ma certamente non tragico come molte malattie genetiche; comunque spesso associata a disturbi caratteriali con livello intellettivo di regola inferiore al normale.
Io sono un’esperta in materia un po’ perché, come dice mio padre e tutti quelli che mi conoscono, caratterialmente sono tanto rompicoglioni ma soprattutto perché, a causa di un parto andato male, ho avuto una paralisi cerebrale che risulta in un livello intellettivo al di sotto delle mie aspettative. Non che io sia proprio “tonta” ma insomma non riesco a gestire contemporaneamente molte variabili quando devo articolare un discorso o un ragionamento. Sono una persona semplice che capisce l’essenziale.
Da esperta posso assicurare a Ferrara che persone con handicap, al di là dell’esistenza di strutture assistenziali, sono sole, sono umanamente sole, non hanno con chi compartire la propria esistenza malandata. Noi, handicappati italiani, siamo fortunati perché gli italiani sono brava gente e in molti batte un cuore caldo: siamo il paese più solidale al mondo e sono milioni le persone che fanno volontariato partendo dalle più varie motivazioni.
Ma anche il migliore tra i volontari non riuscirà mai a raggiungere con noi la prossimità dell’amore che quello vero è senza motivo. La nostra vita, per farla breve Ferrara mio caro, è amara. E soli sono i nostri genitori ed amara è la loro vita: il rifiuto della maternità di quella signora è più che comprensibile.
Insomma io credo che Ferrara, anche se ha dei coglioni molto piccoli e delle mammelle molto grosse, non possa veramente aprir bocca sulla scelta della signora di abortire perché non sa di cosa sta parlando. Se volesse imparare per poter parlare con cognizione di causa, potrebbe prendermi in affido temporaneo, farmi vivere con lui, insegnarmi il mestiere di giornalista (a me piace molto scrivere), darmi da mangiare; insomma avermi sul gobbo per un paio d’anni almeno. Alla fine credo che diventerà così competente che senza dubbio potrà riuscire un ottimo ministro della sanità, un carismatico ed intelligente membro della comunità che si associa alle persone che vivono nel dolore e parla anche in loro nome.
Per il momento però stia zitto.
Cordiali saluti
Olga Andreoli
(scritto con mio papà)
aprile 12th, 2008 at 6:11 pm
Anche Saponaro non è che sappia scrivere tanto bene…
Si dice “C’abbiamo messo la pancia”.
Oddio, siamo in mano a una classe dirigente così…
aprile 15th, 2008 at 12:40 pm
Cara Olga Andreoli
ringrazia da parte mia tuo padre che non ti ha fatto abortire
aprile 16th, 2008 at 11:48 am
Cara Olga diffida da chi finge solidarietà o riserva pacche sulle spalle senza prenderti in affido. Continuerà, pur avendo coglioni piccolissimi e mammelle molto grosse, ad aprire bocca senza poterselo permettere almeno fino a prova contraria.
aprile 16th, 2008 at 3:51 pm
Non mi risulta che laica abbia aperto un bed & breakfast per disabili
In realtà i cristiani sono gli unici che fanno solidarietà e non si limitano a riempirsene la bocca
E valga anche per il discorso migranti
Personalmente ho lavorato con l’Associazione miodistrofici già nel 1980-82
Ho fatto l’operatore (24 ore su 24) in una comunità agricola per tossicodipendenti (dal 1983 al 1985)
Ho operato in un centro studi e documentazione sull’emarginazione dall’1986 al 1990
Ho fondato la Lega Italiana lotta all’Aids a Bergamo nel 91
Ho fondato un centro autoaiuto per sieropositivi l’anno successivo
Mi sono occupato di fare informazione e sensibiliazzazione su prostituzione e zingari
Ho fondato il Comitato Psichiatria e territorio ed il Comitato Carcere e territorio
Mi occupo dal 99 di extracomunitari in particolare clandestini
Eccetera eccetera
Vedi un po’ tu…
aprile 16th, 2008 at 4:27 pm
E chi lo ha chiesto ?
Il volontariato non è una marca e comunque Olga ha scritto d’altro, non di volontariato, cioè d’affido.
Il silenzio farebbe solo bene, Olga docet
aprile 16th, 2008 at 4:46 pm
Incomincia a zittirti tu, che non ti occupi nè di affido nè di volontariato ed usi demagogicamente le tristi situazioni di altri per dare addosso ai tuoi avversari
Olga non è stata abortita, fortunatamente: è questo il punto!
Spero che suo padre non se ne sia pentito
Devo arguire che invece tu la pensi in modo diverso: eliminare il malato, non curare la malattia
Tipico del terzo reich!
Se questo è essere … “laica”, meglio mille volte esser clericale
aprile 17th, 2008 at 9:01 am
Se me ne occupo o meno non vengo a pubblicizzarlo a te.
Il punto è che Olga ha dichiarato che la libertà della donna va rispettata anche ai signori della guerra travestiti da agnellini.
aprile 17th, 2008 at 9:50 am
I cristiani come Pol sco sono quelli che fanno del bene e non vanno mica a vantarsene in giro…
aprile 17th, 2008 at 4:28 pm
@Laica
La 194 permette l’aborto terapeutico oltre il terzo mese solo in caso di grave pericolo per la salute della donna
Non è permesso in caso di probabile malattia del nascituro
La vita non è di proprietà della donna
E’ permesso, cioè, “l’omicidio” solo in caso di “legittima difesa”, ossia per tutelare la propria salute
@Arcobalengo
Laica disse “diffida da chi finge solidarietà o riserva pacche sulle spalle senza prenderti in affido”: conseguentemente mi son visto costretto ha presentarmi. Del resto per confrontarsi, occorre certe volte conoscersi, specie quando l’interlocutore ti contrasta assumendo che tu ti limiti a parlare e non fai in pratica niente di concreto
aprile 17th, 2008 at 4:49 pm
A questo punto lo dico chiaro o Polsco o laica, visto che si parla di scelte da fare.
“a presentarmi” senza “h” polsco anche se capisco che quando bisogna inventarsi i discorsi le sviste capitano.
aprile 18th, 2008 at 5:48 pm
Sorry Pol.sco, rispondo solo ora,
ma ‘sta settimana è stata bruttina, anche se la pessima performance elettorale di Ferrara mi ha un pò consolato.
Ho letto attentamente la tua risposta, ma sono sempre più convinta che Ferarra s’è fatto solo propaganda strumentalizzando e spesso confondendo le carte. Vedremo cosa farà ora…Però c’è una cosa che m’inquieta, e mi permetto di riportarti qui sotto il passaggio: “(…) ma facciamo tutto ciò che la 194 ci promette da trent’anni: cerchiamo cioè di ridurre il più possibile gli aborti, che non sono nè un diritto nè un valore, ma una tragica necessità in assenza di una società che aiuta ed accoglie”. Non hai virgolettato, quindi credo siano parole tue.
MI permetto di dissentire: diventare madri è una scelta, non diventarlo altrettanto. Abortire può essere una tragica necessità – da evitare -, ma anche una scelta; e scegliere è un diritto. Non sempre è colpa della società che non accoglie, degli asili nido che non ci sono, degli uomini che se ne vanno, dei soldi che scarseggiano. A volte si tratta di una scelta personale della donna, non costretta, ma “libera”, riconducibile a mille diverse ragioni che sta a lei, solo a lei, giudicare più o meno valide.
Qualcuno la chiama autodeterminazione. Credo sia la parola migliore. Certo è che io con immenso fastidio ascolto qualcuno che dice “non vogliamo obbligare nessuno a partorire”. E ci mancherebbe altro. Solo l’idea che qualcuno – un uomo!- possa prendere in considerazione questa possibilità affermando di non volerla mettere in pratica però mi fa venire i brividi.
aprile 19th, 2008 at 7:55 pm
Eli, sono perfettamente d’accordo con te…
Pol.sco., non voglio ritirare fuori l’argomento nè dilungarmi, ma solo una cosa…dire che “In realtà i cristiani sono gli unici che fanno solidarietà” è segno di grande ignoranza…tutto qui.
giugno 9th, 2008 at 12:42 pm
Quel “ch’abbiamo” “su di un blog” chi è che l’aveva notato?
Tanto abbiamo 989 che è un gegno delle correzzzioni.
Quando poi s’aggiunge SL: miii..che palle!