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	<title>Commenti a: Maybe, we can&#8230; un po&#8217; moscio</title>
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		<title>Di: rossidavvero</title>
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		<dc:creator>rossidavvero</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:55:00 +0000</pubDate>
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		<description>Pd, una bella schifezza
 
Finalmente hanno smesso di fingere. Finalmente il Partito Democratico, al momento della presentazione dei candidati, ha gettato la maschera del partito innovatore, del nuovo, del meglio e soprattutto del partito che, avendo nella coalizione siciliana Rita Borsellino, si faceva paladino dell&#039;antimafia. Semplicemente si è mostrato per quello che è. Una perfetta schifezza, dal punto di vista politico, etico e morale. E ha pubblicamente preso una chiara decisione: noi la mafia non la lottiamo. Non ce ne frega nulla. Lo ha dimostrato con la scelta di alcuni uomini e l&#039;esclusione di altri. 
 
Cominciamo dai secondi. Hanno fatto fuori Beppe Lumia, impegnato da sempre nella lotta vera alla mafia, quella che si fa con le leggi, con le commissioni. Era stato anche presidente di quella Antimafia, nel 2000. E proprio a quel tempo era stata emessa la sua condanna a morte, da Provenzano in persona. Stava lavorando troppo e troppo in fondo, meglio ucciderlo, come riferì il pentito Giuffrè. Poi l&#039;omicidio non si fece per l&#039;eccessiva eco che avrebbe scatenato. Oggi, in compenso, gli hanno revocato la scorta. Morale: finite pure il lavoro. Il Pd ha deciso di parcheggiarlo, assieme a Nando Dalla Chiesa, non concedendogli le deroghe. 
 
In compenso hanno fatto posto agli obrobri, ai peggiori uomini della Sicilia. E indovinate chi hanno inserito? Proprio lui, il mio cruccio, la mia vergogna: Vladimiro Crisafulli, dimostratosi, anche davanti alle telecamere nascoste, oltre che telegenico, anche intimo amico del mafioso Bevilaqua, di Enna. Parlavano di affari e assunzioni, ed è addirittura Crisafulli a mettere in riga il mafioso che si allargava con le richieste. Proprio oggi, combinazione, il candidato alla Regione Sicilia, Anna Finocchiaro, aveva accanto Crisafulli, ad Enna, nell&#039;Auditorium dell&#039;Università Kore. Tutti e due, assieme, uno accanto all&#039;altra, a salutarsi ed abbracciarsi come vecchi amici. Bel segnale, bel segnale. &quot;Suonala ancora Uolter&quot;. 
 
Il secondo, che in confronto a Crisafulli è un chierichetto, è Luigi Cocilovo, che secondo la sentenza del tribunale di Palermo, fu il collettore di una tangente da 350 milioni di lire (mentre era sindacalista della Cisl) &quot;donata&quot; dall&#039;imprenditore messinese Domenico Mollica, per placare gli scioperi degli operai nei suoi cantieri. Il processo finisce in modo paradossale: Mollica condannato a tre anni per aver corrotto Cocilovo, Cocilovo assolto. Il tutto perchè, grazie alla legge sul Giusto Processo, le dichiarazioni non ripetute in sede dibattimentale, valgono solo contro chi le pronuncia e si autoaccusa e non contro chi viene tirato in ballo. A proposito di Cocilovo, piccola chicca. Dichiara Mollica che, al momento della consegna della tangente, Cocilovo svuota il denaro sul tavolo e poi saluta l&#039;imprenditore-corruttore. Ma mentre Mollica esce, Cocilovo lo richiama e gli dice che pretende anche la valigetta di pelle, una Cartier, &quot;dal valore di 4 milioni di lire&quot;, dice sconsolato e scocciato Mollica per l&#039;ulteriore pretesa. 
 
Il terzo è un ex mastelliano, Nuccio Cusumano, l&#039;uomo stordito dallo sputo di Barbato durante la bagarre-fiducia del Senato-osteria. Lui era stato coinvolto in una indagine per concorso esterno in associazione mafiosa e poi prosciolto. Fu arrestato invece nel 1999 per la gestione degli appalti dell&#039;ospedale Garibaldi di Catania. Nel 2007 fu assolto. Ma c&#039;è una piccola parentesi. Poco prima della sentenza di assoluzione, Cusumano si reca a Catania con Mastella (già ministro della giustizia) e chi incontra a porte chiuse? Il procuratore generale, Gianni Tinebra, appena nominato, che assolverà Cusumano nel 2007. Mastella nega tutto, poi i Radicali mostrano un video che riprende i tre. Tinebra, per amor di cronaca, è lo stesso che a Caltanissetta archiviò l&#039;inchiesta di Luca Tescaroli sui mandanti occulti della strage di Via d&#039;Amelio. 
 
Io aspetto solo che, pubblicamente, qualsiasi esponente del Pd si permetta di parlare di lotta alla mafia. A quel punto, uomo o donna che sia, gli sputerò in faccia. Lo giuro. Dovete solo vergognarvi. 
 
--
nota: dopo la sollevazione dovuta all&#039;esclusione di Lumia con grandi contestazioni (consigliata la lettura di questo resoconto) a cui ha dato voce anche Beppe Grillo, Veltroni ha allestito una messa in scena reinserendo Lumia. A parte questo, gli altri restano tutti.
 
--
 
I soldi di Veltroni
 
In merito alla questione Radicali-PD in cui i primi protestano per il rispetto del contratto elettorale con i secondi, Veltroni oltre alle dichiarazioni di rito ha anche detto qualcosa d’altro e sicuramente non a caso. 
Abbiamo fatto un patto e non è stato semplice farlo. Lo abbiamo fatto sulla base di far partecipare la cultura dell’innovazione e per la stima che ho verso Emma Bonino. Poi è cominciato una cosa faticosa: prima chiedevano i soldi, e gli abbiamo dato i soldi, poi hanno chiesto di mettere per iscritto il patto e lo abbiamo fatto. Non scambiamo un accordo politico perché non è un tram dove si prenotano i posti e si viene portati
(link) 
Ammette candidamente che i Radicali hanno richiesto soldi, ma soprattutto che gli sono stati dati soldi per farli entrare nel PD e firmare l’accordo elettorale. 

Non molti giorni fa si è letta la notizia di un’indagine nei confronti del sen. De Gregorio per corruzione in relazione al contratto stipulato tra Forza Italia e l’associazione “Italiani nel mondo”. Detta in parole povere: Forza Italia avrebbe promesso di sostenere finanziariamente “Italiani nel mondo” - ed un primo passaggio di denaro è stato accertato - sia per ottenere voti in Senato, sia per far passare l’assocazione di De Gregorio tra le fila del centro-destra. 

Io che sono un uomo “di strada” - come dice Ascanio Celestini - non riesco a capire quale sia nella fattispecie la differenza tra i due casi. Sempre che Veltroni non dica cose a caso proprio durante la campagna elettorale. 

E comunque alla fin fine, pur senza pensare a reati ipotizzabili, siamo sempre lì nella nostra piccola Italia con piccole persone che hanno piccolo valore che formano piccoli partitini, ma per grandi interessi.
 


Fonte: www.pressante.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pd, una bella schifezza</p>
<p>Finalmente hanno smesso di fingere. Finalmente il Partito Democratico, al momento della presentazione dei candidati, ha gettato la maschera del partito innovatore, del nuovo, del meglio e soprattutto del partito che, avendo nella coalizione siciliana Rita Borsellino, si faceva paladino dell&#8217;antimafia. Semplicemente si è mostrato per quello che è. Una perfetta schifezza, dal punto di vista politico, etico e morale. E ha pubblicamente preso una chiara decisione: noi la mafia non la lottiamo. Non ce ne frega nulla. Lo ha dimostrato con la scelta di alcuni uomini e l&#8217;esclusione di altri. </p>
<p>Cominciamo dai secondi. Hanno fatto fuori Beppe Lumia, impegnato da sempre nella lotta vera alla mafia, quella che si fa con le leggi, con le commissioni. Era stato anche presidente di quella Antimafia, nel 2000. E proprio a quel tempo era stata emessa la sua condanna a morte, da Provenzano in persona. Stava lavorando troppo e troppo in fondo, meglio ucciderlo, come riferì il pentito Giuffrè. Poi l&#8217;omicidio non si fece per l&#8217;eccessiva eco che avrebbe scatenato. Oggi, in compenso, gli hanno revocato la scorta. Morale: finite pure il lavoro. Il Pd ha deciso di parcheggiarlo, assieme a Nando Dalla Chiesa, non concedendogli le deroghe. </p>
<p>In compenso hanno fatto posto agli obrobri, ai peggiori uomini della Sicilia. E indovinate chi hanno inserito? Proprio lui, il mio cruccio, la mia vergogna: Vladimiro Crisafulli, dimostratosi, anche davanti alle telecamere nascoste, oltre che telegenico, anche intimo amico del mafioso Bevilaqua, di Enna. Parlavano di affari e assunzioni, ed è addirittura Crisafulli a mettere in riga il mafioso che si allargava con le richieste. Proprio oggi, combinazione, il candidato alla Regione Sicilia, Anna Finocchiaro, aveva accanto Crisafulli, ad Enna, nell&#8217;Auditorium dell&#8217;Università Kore. Tutti e due, assieme, uno accanto all&#8217;altra, a salutarsi ed abbracciarsi come vecchi amici. Bel segnale, bel segnale. &#8220;Suonala ancora Uolter&#8221;. </p>
<p>Il secondo, che in confronto a Crisafulli è un chierichetto, è Luigi Cocilovo, che secondo la sentenza del tribunale di Palermo, fu il collettore di una tangente da 350 milioni di lire (mentre era sindacalista della Cisl) &#8220;donata&#8221; dall&#8217;imprenditore messinese Domenico Mollica, per placare gli scioperi degli operai nei suoi cantieri. Il processo finisce in modo paradossale: Mollica condannato a tre anni per aver corrotto Cocilovo, Cocilovo assolto. Il tutto perchè, grazie alla legge sul Giusto Processo, le dichiarazioni non ripetute in sede dibattimentale, valgono solo contro chi le pronuncia e si autoaccusa e non contro chi viene tirato in ballo. A proposito di Cocilovo, piccola chicca. Dichiara Mollica che, al momento della consegna della tangente, Cocilovo svuota il denaro sul tavolo e poi saluta l&#8217;imprenditore-corruttore. Ma mentre Mollica esce, Cocilovo lo richiama e gli dice che pretende anche la valigetta di pelle, una Cartier, &#8220;dal valore di 4 milioni di lire&#8221;, dice sconsolato e scocciato Mollica per l&#8217;ulteriore pretesa. </p>
<p>Il terzo è un ex mastelliano, Nuccio Cusumano, l&#8217;uomo stordito dallo sputo di Barbato durante la bagarre-fiducia del Senato-osteria. Lui era stato coinvolto in una indagine per concorso esterno in associazione mafiosa e poi prosciolto. Fu arrestato invece nel 1999 per la gestione degli appalti dell&#8217;ospedale Garibaldi di Catania. Nel 2007 fu assolto. Ma c&#8217;è una piccola parentesi. Poco prima della sentenza di assoluzione, Cusumano si reca a Catania con Mastella (già ministro della giustizia) e chi incontra a porte chiuse? Il procuratore generale, Gianni Tinebra, appena nominato, che assolverà Cusumano nel 2007. Mastella nega tutto, poi i Radicali mostrano un video che riprende i tre. Tinebra, per amor di cronaca, è lo stesso che a Caltanissetta archiviò l&#8217;inchiesta di Luca Tescaroli sui mandanti occulti della strage di Via d&#8217;Amelio. </p>
<p>Io aspetto solo che, pubblicamente, qualsiasi esponente del Pd si permetta di parlare di lotta alla mafia. A quel punto, uomo o donna che sia, gli sputerò in faccia. Lo giuro. Dovete solo vergognarvi. </p>
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nota: dopo la sollevazione dovuta all&#8217;esclusione di Lumia con grandi contestazioni (consigliata la lettura di questo resoconto) a cui ha dato voce anche Beppe Grillo, Veltroni ha allestito una messa in scena reinserendo Lumia. A parte questo, gli altri restano tutti.</p>
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<p>I soldi di Veltroni</p>
<p>In merito alla questione Radicali-PD in cui i primi protestano per il rispetto del contratto elettorale con i secondi, Veltroni oltre alle dichiarazioni di rito ha anche detto qualcosa d’altro e sicuramente non a caso.<br />
Abbiamo fatto un patto e non è stato semplice farlo. Lo abbiamo fatto sulla base di far partecipare la cultura dell’innovazione e per la stima che ho verso Emma Bonino. Poi è cominciato una cosa faticosa: prima chiedevano i soldi, e gli abbiamo dato i soldi, poi hanno chiesto di mettere per iscritto il patto e lo abbiamo fatto. Non scambiamo un accordo politico perché non è un tram dove si prenotano i posti e si viene portati<br />
(link)<br />
Ammette candidamente che i Radicali hanno richiesto soldi, ma soprattutto che gli sono stati dati soldi per farli entrare nel PD e firmare l’accordo elettorale. </p>
<p>Non molti giorni fa si è letta la notizia di un’indagine nei confronti del sen. De Gregorio per corruzione in relazione al contratto stipulato tra Forza Italia e l’associazione “Italiani nel mondo”. Detta in parole povere: Forza Italia avrebbe promesso di sostenere finanziariamente “Italiani nel mondo” &#8211; ed un primo passaggio di denaro è stato accertato &#8211; sia per ottenere voti in Senato, sia per far passare l’assocazione di De Gregorio tra le fila del centro-destra. </p>
<p>Io che sono un uomo “di strada” &#8211; come dice Ascanio Celestini &#8211; non riesco a capire quale sia nella fattispecie la differenza tra i due casi. Sempre che Veltroni non dica cose a caso proprio durante la campagna elettorale. </p>
<p>E comunque alla fin fine, pur senza pensare a reati ipotizzabili, siamo sempre lì nella nostra piccola Italia con piccole persone che hanno piccolo valore che formano piccoli partitini, ma per grandi interessi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pressante.com" rel="nofollow">http://www.pressante.com</a></p>
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		<title>Di: Susanna Chiesa</title>
		<link>http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/04/03/maybe-we-can-un-po-moscio/comment-page-1/#comment-1336</link>
		<dc:creator>Susanna Chiesa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 19:51:08 +0000</pubDate>
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		<description>BEh ... che dire ... WILL nelle cose ci mette l&#039;anima. WILL quando crede ad un sogno non si ferma di fronte a nulla.
WILL ha creato &quot;YES WE CAN&quot; ... perchè WILL è WILL.

Susanna

To WILL: is it ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BEh &#8230; che dire &#8230; WILL nelle cose ci mette l&#8217;anima. WILL quando crede ad un sogno non si ferma di fronte a nulla.<br />
WILL ha creato &#8220;YES WE CAN&#8221; &#8230; perchè WILL è WILL.</p>
<p>Susanna</p>
<p>To WILL: is it ?</p>
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