Ah l’Italia!
2 aprile 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Infrastrutture, Lombardia | 446 visite.Spinetta ha abbandonato il tavolo. Maroni esulta. I sindacati si dicono dispiaciuti. Ferrero chiede a Berlusconi di mostrare le carte. Veltroni chiede che cessino le interferenze elettorali. Angeletti rivendica di “aver visto giusto”. Prato invoca l’esorcista.
Due erano le alternative: la vendita o il fallimento.
La vendita nessuno sembra volerla; tutti invocano altre soluzioni non date: l’acquisto senza esuberi, la cordata italiana, il prestito col buco… A pagare, ovviamente, gli italiani.
A questo punto forse rimane solo il fallimento che per dirla con Marco Ponti (1) sull’ultimo numero di Ecoappunti in distribuzione: “Se Alitalia non vende a Air France fallisce. E deve vendere velocemente anche perchè i soldi hanno le loro logiche e quando finiscono non si pagano gli stipendi. Ma c’è un problema, anzi due: da un lato Air France ha detto <<niente interferenze>>, dall’altro è lei stessa a chiedere di essere monopolistica. Sennò perchè mai dovrebbe comprarsi Alitalia? Se non per gli slots e gli elementi di monopolio che ancora conserva? Questo equivale a dire che Air France vuole garanzie che non si liberalizzi. Per questo mi spingo oltre e le dico, paradossalmente, che forse bisogna sperare che Alitalia fallisca, perchè in buona sostanza l’unica cosa che chiede Air France è di rallentare la liberalizzazione. Il settore inoltre è in rapida crescita al contrario di altri, per cui i problemi occupazionali non sarebbero certo drammatici, garantendo qualche normale <<paracadute>> temporaneo per gli addetti”.
In sostanza di due strade ne sta rimanendo una sola. Per i creditori (dipendenti, Inps, Stato e fornitori) la peggiore. Per la liberalizzazione dei voli la migliore. Ma non si poteva ottenere in un altro modo meno costoso?
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Precedenti post su Alitalia e Malpensa
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- Alitalia & Malpensa: chi fa gli interessi del nord?
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aprile 3rd, 2008 at 3:41 pm
Sono incredibilmente d’accordo con un liberista come Ponti.
Detto questo una domanda:
Ma non era Malpensa che causava 200 milioni all’anno di perdite? Ora che a) Alitalia ha icasasto 148 milioni di euro cash (crediti Irpeg e vendita azioni Air France) e, soprattutto, che b) ha abbandonato Malpensa in coerenza con il piano di “sopravvivenza” varato a settembre 2007, perché non dovrebbe “soparvvivere” ancora per qualche mese?
Forse che i 200 milioni persi ogni anno per alimentare Malpensa non sono a) tutti imputabili a Malpensa (tipo i 135 piloti per 5 aerei Cargo) e comunque b) inferiroi a quella cifra sparata tanto per giustificare l’abbandono?
Oppure quel piano non era di “sopravvivenza”, ma tagliato sull’unico acquirente a cui si è sempre voluto vendere la compagnia ma sopratutto (ha ragione Ponte) i diritti di traffico e quindi l’intero mercato italiano, cioè i francesi?
O forse le risorse per sopravvivere ancora qualche mese e passare la palla al nuovo Governo ci sarebberio anche ma qualcuno vuole per forza tirare il più possibile la corda coi sindacati per accontentare i francesi con i quali il governo “tenta nelle ultime ore di riallacciare il dialogo”?
Quante balle ci stanno raccontando?
daniele, milano
aprile 3rd, 2008 at 3:55 pm
Tutti intendi dire?
Quindi sei per la vendita o il fallimento?