Costi della politica, cominciamo dalla trasparenza: una sola indennità e nessun rimborso

22 marzo 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Riforma della Politica, Trasparenza | 54 visite.

Qualche anno fa, di fronte agli scolari di una scuola di Pontida l’allora Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli riuscì a dimostrare che il suo doppio stipendio di governante e di parlamentare era di “soli” 7.000 euro al mese. Innumerevoli parlamentari, intervistati sui “costi della politica” a denti stretti hanno dichiarato che la propria indennità non supera i 6.000 euro al mese. Walter Veltroni sostiene che gli stipendi dei parlamentari debbano essere quasi dimezzati, riportandoli alla media europea. Roberto Poletti, molti mesi fa, ancora parlamentare, mi diceva che tolte le spese e i contributi obbligatori ai Verdi gli restavano si e no 5/6.000 euro al mese. Ma lo stesso Poletti, a Buona Domenica, il 3 febbraio a tre giorni dallo scioglimento delle Camere, ha gridato che si vergognava di guadagnare 15.000 euro al mese. Su Libero, leggo invece che i parlamentari guadagnano 20.000 euro al mese. E l’articolo è firmato ancora da Poletti.
E’ quasi inutile ricordare anche le tante (spesso fasulle) catene email che denunciano stipendi e privilegi dei politici parlamentari. Alcune di queste riportano che lo stipendio “base” parte da 19.500 euro.
A chi dovrebbe credere il cittadino contribuente? Perchè c’è così poca trasparenza intorno allo stipendio dei parlamentari e dei consiglieri regionali?
La risposta è semplice: non esiste uno stipendio, esistono un’indennità, una diaria, alcuni cospiqui rimborsi spese, indennità aggiuntive di funzione (Presidente, vice e segretario di Commissione, Presidente di Gruppo, Presidente, vice e segretario d’Aula, Questore).
Il risultato è quasi ridicolo: i rimborsi (che non rientrano nella dichiarazione dei redditi) sono assai più alti delle indennità.
A titolo di esempio trascrivo quanto riportano le mie due buste paga mensili (riferite al mese di gennaio 2008, le prime che ho trovato nel mare magnum di carta della mia scrivania):

Indennità:
- Indennità consiliare Euro 9.479,95
- Indennità di funzione Euro 351,11
- Contributo obbligatorio Euro
2.369,89
– Imposta lorda Euro 3.658,19
– Addizionale regionale Euro 145,92
– Addizionale comunale Euro 32,17
——-
Totale competenze: Euro 9.831,06
Totale ritenute: Euro 6.206,27
Netto: Euro 3.624,79

Rimborsi:
- Rimborso spese di trasporto: Euro 601,65
- Trattamento di missione: Euro 3.525,12
- Diaria: Euro 2.023,84
——-
Netto: Euro 6.150,61

Netto indennità + Rimborsi: Euro 9775,40

A questa cifra, nel mio caso ma anche nel caso di moltissimi altri consiglieri regionali e parlamentari nazionali vanno “detratti” i contributi al partito, mille spese diverse sul territorio (proprio e altrui), contributi a diverse associazioni etc…
Ancor prima di discutere sul giusto equilibrio con i colleghi europei, sul doveroso principio di “buon esempio” da darsi in periodi difficili e sulla necessaria “aspirazione” alla riduzione dei costi della politica bisognerebbe quindi smetterla di raccontare balle e unificare le tante voci che compongono lo stipendio in una sola e trasparente voce: indennità. E tutta, intera, inserirla nella dichiarazione dei redditi.

Link correlati:
- La mia (e la loro) busta paga, sull’Espresso
- Stipendi, il Contratto nazionale dei Consiglieri Regionali
- La magra figura di Pirovano e Consiglio a Report: doppi lavori, doppi stipendi e doppie manine…
- E’ più facile tagliare i veri invalidi, vero?
- Sul fancazzismo dei Consiglieri regionali…


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8 Responses to “Costi della politica, cominciamo dalla trasparenza: una sola indennità e nessun rimborso”

  1. chemako Says:

    La trasparenza è un buon modo per iniziare.
    Su Poletti aspetto ancora le scuse di Pecoraro Scanio a noi elettori Verdi per aver nominato un soggetto come Poletti (autore di quel testo razzista sulla padania)

  2. Andrea Says:

    Gentile Marcello,

    guardando il sito openpolis mi sono reso conto che molti parlamentari avevano un alto tasso di assenteismo perché erano spesso in missione.
    Quindi, oltre a non lavorare in parlamento (cosa per cui sono eletti) si prendono anche 3.525,12 euro a missione?

  3. Marcello Saponaro Says:

    Questo non glielo so dire perchè non sono parlamentare. Presumo che “missioni estere” siano parte del lavoro dei parlamentari della commissione esteri.
    Le posso dire che dai “racconti consiliari” nelle legislature precedenti le missioni estere del Consiglio Regionale erano assai frequenti. Per esempio credo che entrerà nella storia quella dei consiglieri che sono andati a studiare il federalismo in Australia…
    Ma non è un malcostume “comune”. Diciamo che alcuni esagerano… Forse molti.
    Da quello che potuto vedere in questi tre anni di Consiglio Regionale le missioni di questa legislatura sono state molte di meno.
    Io ne ho fatta una sola, di due giorni, a Bruxelles per studiare i nuovi fondi europei di sviluppo. Due giorni chiusi in un’aula dell’ufficio della Regione. Quindi, ci sono missioni e missioni…

    Marcello

  4. Andrea Says:

    Grazie per la risposta,

    Andrea

  5. delavega Says:

    alla c.a. di chemako:

    Il 17 aprile 2007, la Camera dei deputati vota sulla legge Mastella, sostenuta da tutti i gruppi parlamentari, nessuno escluso, per proibire ai giornalisti di pubblicare o anche soltanto raccontare per «riassunto» e nel «contenuto» intercettazioni e atti d’indagine (non quelli top secret, già proibiti, ma quelli non più coperti da segreto investigativo perché depositati alle parti) fino al termine dell’udienza preliminare, o – per il fascicolo del pm – addirittura fino alla sentenza di appello. I Sì sono 447, i No nessuno, gli astenuti e i non partecipanti al voto per espresso dissenso con la legge o con le sue parti più liberticide sono 9: Giuseppe Caldarola, Giuseppe Giulietti, Franco Grillini, Marisa Nicchi (Ds) Salvatore Cannavò (Prc) Enzo Carra, Roberto Zaccaria (Margherita) Tana de Zulueta, Roberto Poletti (Verdi).

  6. arcobalen Says:

    Interessante delavega

  7. Andrea Says:

    Leggo con interesse il suo appunto sulla trasparenza e plaudo alla sua iniziativa di mettere in chiaro le Sue competenze.

    Tuttavia Le chiedo, a rischio di sembrare inopportuno ed indelicato, se vale la pena spendere diversi soldini in pubblicità del Suo blog attraverso il sistema Google AdSense. Vedo sempre più spesso infatti il suo sito linkato negli advertising che appaiono anche su siti di grosso rilievo (come ad esempio Ansa) per i quali, dato il peso delle parole chiave, immagino che il cost-per-click si a piuttosto elevato.

  8. Marcello Saponaro Says:

    @Andrea

    No, non è indelicato. Anzi, mi fa piacere risponderle perchè la stessa domanda me la pongono altre persone…
    Vede, la pubblicità è in parte propaganda e in prate trasparenza.
    Io non credo che sia efficace (e neppure tanto giusto) concentrare la propaganda elettorale in due mesi di campagna prima delle elezioni.
    Io per le regionali del 2005 spesi una cifra ridicola: circa 2500 euro. Feci un giornale a 4 pagine in 20000 copie, 500 manifesti, i santini e una pubblicità/appello su Bergamosette.
    Non mi pare di aver fatto nulla di più…
    Penso sia giusto e più efficace, invece, far sapere giorno per giorno ai cittadini cosa sto facendo. Per questa ragione ho comprato gli Adsense di Google.
    Li pago io, con la mia carta di credito e spendo circa 300 euro al mese. Più o meno il costo di un paio di manifesti 6×3 (metri) nel mese di campagna elettorale…
    Non mi vedrà mai, invece, offrire cene con 500, 1000, 2000 persone come si sono viste in tante occasioni, anche a Bergamo e anche per la campagna elettorale del 2005.

    In ogni caso, spero che il blog le piaccia… :-)

    Cordiali saluti

    Marcello Saponaro

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