I programmi elettorali non parlano di scienza

19 marzo 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Innovazione, Scienza & Tecnica | 548 visite.

Il titolo di questo post avrebbe potuto essere “contro i baroni della scienza“, oppure, “c’è bisogno di trasparenza nei finanziamenti” ma anche “la scienza oggi è frutto di pressioni, contiguità, appartenenza e conflitti personali“.
E’ quanto si legge in un appello di scienziati e docenti, pubblicato sul Sole 24 Ore con il titolo “Ricerca in Italia, un metodo nuovo che premi la qualità“.
L’analisi è condivisibile. Le denunce dei mali della ricerca italiana e dei metodi di assegnazione dei finanziamenti pubblici lo sono ancora di più.
Ciò che non convince è la ricetta taumaturgica finale.
Gli appellanti propongono che ogni euro di finanziamento statale e regionale sia assegnato con il metodo del Peer Review. Ne abbiamo già parlato su questo blog. Abbiamo letto l’appello dei direttori delle maggiori riviste scientifiche primarie nel mondo. L’appello esprimeva la stessa preoccupazione dei ricercatori italiani ma su scala globale: troppi conflitti di interesse inquinano la ricerca e la valutazione di essa tramite il Peer review. Quindi, questa non sarebbe la soluzione. E in effetti, a scorrere alcune firme dell’appello, qualche dubbio avanza.

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