Difendiamo i giapponesi dai tassisti di Roma

28 febbraio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Legalità, Libertà | 108 visite.

Si fan le liste per le politiche. Ne parleremo un’altra volta.
Mi capita quindi di andare spesso a Roma in “volata”: poche ore di preavviso, andata e ritorno in giornata, Alitalia su Fiumicino e taxi per il centro.
Non credo di esagerare se dico che il 50% delle volte il tassista cerca di fregarmi sul prezzo della corsa. Sbagliare è difficile. Il costo è fisso e neppure basso: 40 euro. Questa sera il tentativo di furto è stato di 7 euro: “lo dice il tassametro”.
Dicevo, non è la prima volta, anzi, e in tutte le occasioni non posso fare a meno di pensare ai malcapitati turisti che non sanno dell’esistenza di una tarifa fissa da e per l’aeroporto. Quanti giapponesi vengono derubati da una così alta percentuale di malfattori in auto di “servizio pubblico”?
Qual è il danno al turismo in Italia dato dai tassisti romani?
Mi spiace, non voglio insultare o colpevolizzare un’intera categoria. Ma è capitato troppe volte a me, che so inca**armi e difendermi. Immagino capiti in percentuale analoga a tante altre persone.
Che siano una delle più potenti lobby della fu Alleanza Nazionale, poi, conta poco. Però, che abbiano anche la faccia di palta, quasi ad ogni viaggio, di farti la filippica contro Veltroni che ha “immesso” sul mercato anche i concorrenti NCC (Noleggio Con Conducente) è veramente troppo.
Si dovrebbe fare molto di più. Ciò che si dovrebbe fare è liberalizzare interamente il servizio.
Basta licenze, basta muri di ingresso ai giovani, basta privilegiati che si approfittano degli utenti.

Link correlati:
- Difendiamo i giapponesi dai tassisti di Roma (e dagli Ncc)
- Forza Marco!
- On the Jail
- Raimondi è un comunista (Sovietico)
- Ha la faccia come il baule del taxi


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14 Responses to “Difendiamo i giapponesi dai tassisti di Roma”

  1. leti Says:

    te la ricordi la trasmissione di Mi Manda Rai tre in cui parlarono dei Tassisti romani???

    l’allora Assessore Di Carlo assicurò con certezza matematica che la situazione era assolutamente normale e che cmq avevano già provveduto.
    la verità è che ci dovrebbe essere un numero per segnalare gli abusi o i tentativi di abuso così dopo qualche segnalazione che gioverebbe anche a quelli onesti….

  2. Pol.sco. Says:

    L’ultimo tassista che ho conosciuto era un verde

  3. Pol.sco. Says:

    Perchè Marcellino non ci informa che si è autosospeso dal partito???
    Dobbiamo leggere le vere notizie sull’Eco di Bergamo prima di saperle dal diretto interessato???
    Ma allora è questo blog da chiamarsi “Il bugiardino”!!!

  4. CCC Says:

    E l’Udc “sfodera” De Mita e Cuffaro: Questo lo trovi solo qui.
    Mi sa che il tassista che dicevi sopra era DeMita solo che leggendo quello che leggi ti è sfuggito.

  5. Pol.sco. Says:

    Non voto più l’Udc, schifato da Cuffaro e quant’altro
    Del resto la mia scelta l’avevo fatta già ai tempi -non sospetti- di Follini, fuoriuscito dall’Udc e poi approdato al PD
    Alla camera non posso far altro che votare la lista di Giuliano Ferrara, ateo devoto
    P.S. I Verdi candideranno a “Lombardia 3″ il loro onorevole inquisito per truffa alla CEE: è un’imposizione del Pecoraro, almeno così mi ha detto ieri il Roby Bertoli in consiglio comunale

  6. Roby Says:

    Non sono il Roby Bertoli ma mi piacerebbe la conferma di quello cui ti riferisci. Ad ogni modo votare Ferrara è un bel salto di qualità, a sì davvero, sì sì proprio, bene bravo bis.

  7. Pol.sco. Says:

    Giurin giuretta, sulla Bibbia e sul Corano!
    P.S.Canzoni pazze per la lista “Aborto? No, grazie” e la festa “Prima le donne e i bambini”. Piazza Farnese, sabato prossimo, ore 15
    Era il 1984 e una musica punk così sghemba non si era sentita mai in Italia ma neppure altrove. Erano nati i Cccp-Fedeli alla linea (punk filosovietico-musica melodica emiliana come da loro definizione). La voce cavernosa, il volto tutto incavi e gli occhi spiritati facevano di Ferretti Giovanni Lindo (rigorosamente prima il cognome poi i due nomi) un’antirockstar di culto. Ora per molti è un traditore. Il tradimento starebbe nel graduale passaggio da icona della sinistra a devoto ratzingeriano. Dall’antagonismo all’abbraccio della fede cattolica con tanto di partecipazione alla manifestazione romana dell’8 marzo, promossa dalla lista “Aborto? No, grazie”. “Dalle pere a Pera”, sintetizza una scritta dalle parti di casa sua, sull’Appennino reggiano; e in un post apparso in rete già qualche tempo fa si legge che si tratta di un “venduto a Giuliano Ferrara e alla Cei”. “Sono soltanto tornato a casa”, insiste lui (“e non mi sono mai fatto delle pere”). E’ tornato a casa geograficamente, cioè su per i bricchi, in quella Cerreto Alpi dov’è nato nel 1953. E’ tornato a casa tra le pietre dei padri (“La casa con i fondi e il solaio e le stalle, il fienile, la legnaia”). E’ tornato a casa, alla fede contadina dell’Appennino, all’abbraccio del ricordo della nonna Maddalena (“morta l’anno dei miei diciotto che ormai ero grande”), ai cavalli, alle albe fredde che inducono alla meditazione trascendente. “Reduce” si definisce nel titolo del libro che ha pubblicato nel 2006 per Mondadori. Ma sembra che da quella casa, pur nella Berlino degli esordi musicali, pur nella sua vicenda di “punkettone di cattivo gusto”, pure sui palchi da cui cantava “Spara Juri spara” scuotendo la cresta, non si sia mai allontanato poi tanto. Il suo punk che estetizzava verso il socialismo reale (“Onoro il braccio che muove il telaio, onoro la forza che muove l’acciaio”) era già intriso della litania e del salmodiare che sono il suo timbro di canto inconfondibile. E accanto ai muscolosi operai sovietici scorreva carsica una vena di religiosità. Un ellepì dei Cccp si chiamava “Canzoni preghiere danze del II millennio sezione Europa” e in un altro disco spuntava il “Libera me domine de morte eterna…”. Partito da un confuso pastiche tra misticismo islamico e cristiano che sembrava parodistico soltanto ai disattenti e che divideva lo spazio con il cadenzato incedere dell’Armata Rossa, Ferretti Giovanni Lindo chiarisce la sua poetica quando i Cccp si trasformano in Csi, cioè nel Consorzio suonatori indipendenti. “E’ stato un tempo il Mondo/ giovane e forte (…) il nostro mondo è adesso/ debole e vecchio/ puzza il sangue versato è Infetto/ Povertà malanimo/ Malaventura/ concedi Compassione ai figli tuoi/ glorifichi la Vita/ gloria sia/ glorifichi la Vita/ gloria è”: correva l’anno 1993 e molte delle cose che stanno a cuore oggi a Ferretti Giovanni Lindo erano già enunciate, più o meno consapevolmente, in questa canzone. C’è la vita che sgorga, e la tecnica (parola ricorrente nel lessico ferrettigiovannilindiano) che la distrugge. C’è l’attaccamento a un mondo postbarbarico, quello delle montagne emiliane in cui le generazioni si susseguono e seppelliscono i loro morti nei piccoli cimiteri di paese. Ferretti Giovanni Lindo è partito da Cerreto e a Cerreto è ritornato, rincorrendo l’anelito a una semplicità di vita contadina, all’accoglienza stupita e aperta della natura senza superomismi scientisti, alla terra intesa come origine e come luogo fecondo in cui germoglia la vita. I Cccp, i Csi, poi i Pgr (Per grazia ricevuta), l’antagonismo politico e musicale di qualche decennio fa sono state tappe di un percorso. Non c’è vera e propria conversione, né certamente tradimento. Semmai un radunare gli spicchi della propria vita. Basta sentire una sua intervista di oggi o leggere il suo libro. Chi conosce i testi dei Cccp ritrova di continuo antiche frasi note, autocitazioni, il riecheggiare di parole cardine del versificare di Ferretti Giovanni Lindo. Cioè i mattoni di cui è fatto il suo pensiero. Il materiale da costruzione è sempre quello.

    di Guido De Franceschi

  8. Pol.sco. Says:

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/26

  9. Ermanno Says:

    Vero, i tassisti sono l’emblema della corporazione e talvolta se ne approfittano, però se ne stanno anche tutto il giorno in mezzo a una strada, senza contare quando sono di turno la notte e rischiano di essere malmenati e rapinati…
    Invece, proprio al comune di Roma, si registra il più alto tasso di assenteismo per un ente pubblico in Italia…in altre parole, noi paghiamo l’ici per far fare un mese in più l’anno di vacanze a questa brava gente…e vorrei proprio sapere quanti ne sono entrati negli anni della gestione Rutelli-Veltroni…

  10. 007axi licenza di spennare ( Costo della vita Economia Formigoni Lombardia Milano Resto del mondo consumatori politica ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] basse. A proposito, quando le applichiamo anche sulle portiere italiane? Non si verifichebbe più questo e questo. Link correlati:- Mal pensano, Mal governano – Tafazzi, senza più senso della misura. E [...]

  11. laziastefi Says:

    l’ultima volta che sono stata a Roma durante uno sciopero dei taxi ho “affittato” un’auto con conducente (NCC) e su richiesta dell’autista mi son seduta davanti altrimenti i “colleghi” ci bloccavano.
    anche a Milano però c’è certa gente in giro…

  12. ncclimousine Says:

    Nonostante che lei si lamenti dei taxi di Roma continua a prenderli,non sarà meglio usare il servizio ncc?

  13. taxi boy Says:

    Gioranali pieni di articoli su di noi tassisti per nascondere tutte le magagne e i veri ladri che popolano questo paese.Che bella razza i giornalisti di oggi che omettono le vere notizie di interesse nazionale per riempire i giornali di notiziole da 4 soldi!Ma daltronde si sa quello che dice il giornale è legge per il cittadino medio..che tristezza…aprite gli occhi abbiamo uno dei debiti piu mostruosi al mondo e ancora credete a questa gente.Ogni mestiere ha le sue pecore nere,solo in politica non se ne salva manco uno!Baci

  14. emiliano Says:

    Premessa: da diversi anni passo almeno un’ora al giorno in taxi, quindi l’argomento lo conosco abbastanza bene.
    Seconda premessa: on amo le generalizzazioni, quindi mi limito a dire che le “caratteristiche” che sto per elencare sono molto diffuse. Non tutti i tassisti romani sono così, ma la stragrande maggioranza, purtroppo, sì.

    - Se il tassista romano vi vede un po’ sprovveduto, molto probabilmente tenterà di applicare una tariffa superiore a quella corretta.

    - Se malauguratamente gli date corda, vi dovrete sorbire una interminabile sequela di deliri razzisti.

    - Al momento del pagamento, arrotonderà sempre a proprio vantaggio, e qualche volta mostrerà irritazione alla richiesta di avere il resto (e non solo quando si tratta di pochi centesimi, ma anche se si tratta di uno o due euro).

    - Pur essendo le tariffe romane tra le più alte del mondo (Inghilterra compresa), i tassisti capitolini piangono miseria come pochissime altre categorie, mentre chiunque conosca personalmente un tassista sa che quasi tutti godono di un tenore di vita invidiabile, se si considera che in fin dei conti non salvano vite, ma si limitano a guidare un’automobile.

    - Sono, quasi tutti, piuttosto scortesi e scorbutici.

    - Quasi tutti fingono di non sapere che le donne sole dopo una certa ora della notte hanno diritto – per legge – a uno sconto. Tale sconto non è MAI applicato, spesso neanche se richiesto dalla viaggiatrice.

    - Sono in maggioranza laziali (scherzo…).

    Potrei andare avanti per ore.
    Poi si lamentano se non sono una categoria molto amata. E lo credo bene! Se cominciassero a comportarsi in modo corretto, forse non sarebbero tanto detestati dalla maggioranza dei cittadini.

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