Malpensa: gli interessi del nord contro la demagogia di Formigoni (da Il Sole 24 Ore)

20 febbraio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Formigoni, Informazione, Infrastrutture, Lombardia | 476 visite.

E’ sufficiente leggere un singolo articolo del Sole 24 Ore per trovare risposte ai seguenti quesiti:

- Abbiamo una classe dirigente degna di questo nome in Lombardia?
- Confindustria rappresenta gli interessi degli imprenditori o funge da megafono di una parte politica?

Leggiamo insieme l’articolo pubblicato ieri dal Sole 24 Ore e troveremo le risposte:

“Primo: meglio Air France di Air One. Secondo: non è giusto prolungare la presenza a Malpensa di una Compagnia decotta come Alitalia. Meglio sostituire i suoi voli con quelli di altri vettori. Parola di imprenditori del Nord – per giunta poco propensi a investire in un’eventuale compagnia padana – raccolta in un’indagine Tele Contatto per conto del Politecnico di Milano. La ricerca è stata condotta su un panel di 400 aziende del Nord Italia selezionato per classe dimensionale…”.

Esattamente il contrario di quanto predicano costantemente, da mesi, Formigoni, Lega Nord e Centro Destra al completo, Confindustria, Moratti (Letizia), nonchè qualche politico del Centro Sinistra e qualche Camera di Commercio. Ma guardiamo i dati più nel dettaglio:

“Alla domanda se Alitalia dev’essere o meno privatizzata il 73,5% del Panel risponde di si contro un 20,3% di contrari” (…) “Tra Air France e Air One, gli intervistati giudicano il vettore francese più affidabile (52% vs 35,7%)” (…) “i voli Alitalia potrebbero essere sostituiti da quelli di altre compagnie. E’ così per il 76,3% degli interpellati contro il 17,8%”. (…) “E’ prioritaria l’esigenza di Malpensa oppure quella dei passeggeri? Anche qui pochi dubbi. Meglio i passeggeri, cioè il servizio al cliente, che la difesa acritica dello scalo: 80% a 16,5%”.

Ora arriva il meglio. Il giudizio sulla moratoria formigoniana:

“solo per il 17,5% del panel è giusto prolungare la presenza della Magliana a Malpensa, nonostante perda più di 200 milioni l’anno. Per il 73,5% è un assurdo”.

Pochi dubbi infine sulla fantomatica Compagnia aerea del Nord di cui tutti parlano ma nessuno vuole mettere i soldi…

“solo il 34,8% si dice favorevole, contro un 59% di contrari”.

Da questi dati si evince che i cittadini lombardi sono per la qualità dei servizi, contro lo spreco di soldi, per far contare e decidere i consumatori anzichè le lobby e le clientele e se ne infischiano della Moratoria di Formigoni se questa serve solo a prolungare l’agonia di Alitalia.
Più o meno le cose che – piuttosto solitari – abbiamo detto noi Verdi qui in Lombardia e che quasi nessun giornale si è premurato di riportare. Più o meno l’esatto opposto delle cose che da mesi Formigoni (e corte anessa) predica e che sui giornali hanno fruttato titoli a tutta pagina, interviste chilometriche e appelli della “società civile”…

Bravo Ferruccio De Bortoli, direttore del quotidiano di Confindustria.

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7 Responses to “Malpensa: gli interessi del nord contro la demagogia di Formigoni (da Il Sole 24 Ore)”

  1. Prof.Spalmalacqua Says:

    Ma chissà perché delle dichiarazioni di Padoa Schioppa sul tesoretto ne hanno parlato tutti, anche il corriere dei piccoli, articoli come questo lo devi andare a scovare nei blog (se non leggi il sole 24ore ovviamente).
    Mi piacerebbe che la verità su Alitalia e Malpensa venisse fuori una volta per tutte ma ho quasi perso le speranze.

  2. daniele, milano Says:

    1) Mi permetteri di dubitare che gli imprenditori abbiano sufficienti informazioni su una materia assolutamente complicata come quella del mercato aereo per poter rispondere con cognizione di causa.

    2) Confindustria e Assolombarda non hanno la stessa posizione sulla quastione. E il Sole 24 ORE (specie negli articoli di Dragoni) è acriticamente e da sempre schierato – come Confindustria – sulla soluzione AirFrance. Non è

  3. daniele, milano Says:

    …(scusate, partito l’invio), Non è quindi da leggersi come imparziale come del resto qualsiasi altra fonte.

    Sul fatto che AirFrance sia più solida di AirOne è offra npiù garanzie per salvare Alitalia non ci sono dubbi. Ma attenzione: un conto è salvare un’azienda, altro garantire connettività diretta intercontinentale a un territorio. I francesi non si stanno comprando un’azzienda, si stanno comprando una fetta di mercato italiano, 2/3 del quale è collocato al Nord, riducendo questo territorio a provincia di Parigi esattamente come le altre province francesi. Tutto legittimo, ma basta esserne consapevoli.

    Attenzione: cancellare una rotta da Mlapensa per un qualsiasi aeroporto sufficientemente ambito e congestionato di qualche altro paese significa perdere slot pregiati in quell’aeroporto. E diventa molto difficle recuperarli in futuro. Ecco perché AirFrance abolisce le rotte, eprché per andare verso quelle destinazioni bisognerà usare qualche altra compagnia, passando da qualche altro hub (tendenzialmente AirFrance stessa e Parigi). Io non ho soluzioni, ma starei attento a schierami di qui o di là come un tifoso di calcio. La questione è molto controversa.

    Saluti,
    daniele milano

  4. Roby Says:

    Superato il primo scoglio del Tar il gruppo franco-olandese Air France-klm è oggi più vicino ad Alitalia. Non è stata accolta la richiesta di Air One di sospendere in via cautelare la trattativa in esclusiva in corso tra le due compagnie.

  5. Marcello Saponaro Says:

    No, nessun tifo Daniele.
    Tu dici: “mi permetto di dubitare che gli imprenditori abbiano sufficienti informazioni”.
    E chi le ha allora, se non i clienti (imprese e turisti) delle compagnie aeree?
    Partiamo dai loro interessi: raggiungere la meta, viaggiare comodi, non subire ritardi, furti e danneggiamenti, viaggiare su aeromobili meno inquinanti e partendo da aeroporti che non devastano il territorio. Se questi sono gli interessi di consumatori e cittadini, bisognerebbe partire da qui, iniziando a chiedergli se ritengono Alitalia soddisfare i loro interessi. E’ nostro interesse mantenere Alitalia a Malpensa? Per quanto tempo prima del fallimento?
    Certo Air France vuole accaparrarsi una quota di mercato. Con Air One ci ritroverremmo daccapo tra un po’ di tempo.
    Alternative non ci sono, perchè Alitalia è sull’orlo del fallimento. Oppure, proprio questo, il fallimento, è l’ultima alternativa. Comunque ci saranno sempre compagnie aeree che verranno a riempire i vuoti (i mercati) lasciati liberi.

  6. daniele, milano Says:

    Scusa Marcello, tu puoi anche essere un ottimo cliente di un supermercato, ma non capire un tubo di gestione di supermercati. Anzi di norma è sempre così.

    I consumatori (imprese, cittadini milanesi e lombardi o turisti) conoscono certamente bene i propri interessi e le proprie preferenze, ma non il quadro normativo, industriale, finanziario, politico che fa da sfondo alla gestione di un aeroporto o di un vettore aereo.

    E’ anche per difendere quegli interessi (ma vorrei dire che non esistono solo i consumatori, bensì anche i cittadini intorno all’aeroporto, i lavoratori, gli interessi generali del sistema, ecc. e la sintesi la fa o la dovrebbe fare la Politica e nessun altro) che una “partita” come quella di Alitalia- Malpensa andrebbe affrontata con un po’ più di cautela e meno faciloneria.

    Malpensa – dati Aea di ieri – è l’aeroporto più puntuale d’Europa (sopra a Zurigo, per intenderci!). La cancella zione dei voli da parte di Alitalia preclude molte delle possibilità di connessione diretta verso destinazioni intercontinentali (esattamente uno degli esempi che hai fatto per dire queli sono gli interessi dei clienti) e rischia di farlo per molti anni a venire. Quando rinunci a uno slot in un aeroporto congestionato come p.es. Delhi qualche altra compagnia se lo prenderà e quella rotta te la puoi scordare. Non è un dato marginale.

    E’ vero che i destini di Malpensa e di Alitalia vanno separati. E’ vero almeno dal 2001 quando fallì – proprio sul nodo Malpensa che gli olandesi chiedevano diventasse hub unico di Alitalia – l’accordo con Klm (che poi finì nella braccia dei francesi). Ma per farlo serve tempo e non averci pensato prima è sicuramente una responsabilità grave della politica (di destra e di sinistra) di questi anni. Tanto è vero che chiunque conosca la materia sa benissimo che non è mai esistito al mondo un caso di de-hubbing delle dimensioni di quello che sta operando Alitalia (su indicazione di AirFrance) con Malpensa, sia quantitativamente che qualitativamente. Quando si sono verificati casi simili gli aeroporti itneressati sono sostanzialmente morti. A me sembra folle lasciare che si verifichi senza tentare di arginarne l’impatto.

    Un saluto,
    daniele, milano

    P.S.: Non è vero che ci saranno sempre compagnie disposte a prendere il posto di Alitalia. Non è vero tecnicamente e questo è un esempio della faciloneria con cui stampa e politica affrontano il tema. Se ti itneressa ti spiego perché. èper ora non mi sembra il caso di dilungarmi.

    daniele, milano

  7. Fabiola Says:

    Ma per cortesia, il paese dei balocchi è finito!

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