E se al Ministero dell’Ambiente… brrr (Intervista sulla Brambilla)
10 febbraio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Animali, Michela Brambilla | 681 visite.D’accordo corriamo il rischio di avere Berlusconi nuovamente Presidente del Consiglio. Ma pensate cosa succederà al Ministero dell’Ambiente…
La cara Letizia Palmisano mi ha intervistato per Notizie Verdi (Speciale Giovani) sulla vicenda del Canile di Lecco e di Michela Vittoria Brambilla che, nonostante tutto, lo gestisce.
Intanto, da Lecco, mi dicono che sono in arrivo buone notizie. Speriamo.
COSA ACCADE AL CANILE DI LECCO?
Michela Vittoria Brambilla, a Lecco, è conosciuta per i suoi Circoli della libertà, ma anche come amante degli animali. Le denunce, tuttavia, dei volontari del canile di Lecco – gestito dalla LEIDA, associazione di cui fa parte Brambilla – e di Marcello Saponaro, consigliere dei Verdi in Lombardia, ci dipingono un quadro ben diverso. Abbiamo, a tal proposito, rivolto alcune domande proprio a Saponaro, per approfondire la questione.
Saponaro, da cosa nasce la sua “guerra personale” nei confronti di Brambilla?
Ho raccolto la richiesta di aiuto di Susanna Chiesa e dei quaranta volontari del canile. Da loro sono partite, infatti, le denunce di degrado della struttura e le richieste di migliorare le condizioni di vita dei cani ospitati. I volontari, in seguito a queste azioni, sono stati cacciati dalla Brambilla stessa.
Ha visitato il canile? Come l’ha trovato?
L’ho visitato dopo che le accuse erano già finite sui giornali, con le pulizie di primavera fatte in tutta fretta per l’arrivo delle televisioni nazionali, che hanno mandato in onda servizi assai compiacenti. Ma le condizioni strutturali sono comunque pessime. I filmati (reperibili su Youtube) e le immagini riprese con il telefonino dai volontari mostrano, invece, il lato oscuro della situazione: sovraffollamento, buio delle gabbie, fango, aggressività e sbranamenti.
Eppure Comune e Regione sostengono che i controlli sono stati fatti e che tutto va bene.
Sì, a sentire la voce ufficiale dell’ASL! Le voci ufficiose che noi abbiamo raccolto e messo in rete raccontano per esempio dell’impossibilità per i veterinari di accedere alla documentazione del canile. Ma Comune e Regione hanno fatto di peggio: hanno affidato in tempi record all’associazione “nuova di zecca” della Brambilla, la LEIDA, la gestione del canile per nove anni, rinnovabili. Contro ogni regola.
In che senso contro ogni regola?
Nel senso che già nel 2001 la Brambilla gestiva il canile per conto della Lega nazionale per la difesa del cane. Nel 2002 scrisse in uno stesso giorno due lettere al Comune: con la prima annunciava l’impossibilità di proseguire nella gestione della struttura, mentre con la seconda confermava di essere in grado di (ri)assumersela per i successivi 9 anni. Nello spazio di quei pochi secondi che separano la prima lettera dalla seconda, il Comune poteva permettersi di dichiarare di trovarsi in emergenza e quindi di dover affidare, sempre alla Brambilla (ma questa volta alla LEIDA), la gestione del canile, senza gara d’appalto. Quando, invece, le regole europee impongono la gara per i servizi superiori a 200.000 euro e in questo caso siamo intorno a una cifra di almeno 540.000 euro. Un affidamento in extremis per un’emergenza stimata, evidentemente, della durata di 9 anni e creata dalla stessa Brambilla con la rinuncia a nome della LDCN! Inoltre il Consiglio Comunale ha deliberato sul canile il 18/12/02, ovvero un mese prima che la LEIDA si iscrivesse al Registro regionale delle associazioni di volontariato, condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici e per sottoscrivere convenzioni. E pensare che l’iscrizione è stata comunque registrata in tempi record… la LEIDA è stata costituita solo tre mesi prima.
Al di là di queste vicende, comunque, quello che più ci importa nell’immediato è la salute e il rispetto dei cani.
Letizia Palmisano
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