I funghetti della voce e il calorifero sul balcone che l’Europa vorrebbe vietare

9 febbraio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Energia, Europa, Informazione | 1320 visite.

Nell’editoriale del numero in edicola della Voce di Bergamo, Laura Donadoni, direttrice de facto della rivista che fu di Cesare Zapperi, se la prende con il Parlamento Europeo reo di aver votato – tra le tante cose che vota – una mozione contro l’utilizzo dei funghi riscaldanti per le strade e i marciapiedi.
Riscaldare l’aria all’aperto è una puttanata pazzesca, quasi quanto voler svuotare la piscina comunale con un bicchiere da limoncello. Eppure La Voce se la prende con gli ecologisti che si occupano dei funghetti anzichè delle vere, e grandi, fonti di inquinamento. Ha senso occuparsi di un “fungo” che produce solo lo 0,002% dell’emissione globale di CO2? Non sono riuscito a trovare riscontro della percentuale indicata da Laura Donadoni sul giornale ma se fosse effettivamente lo 0,002% non mi parrebbe poi così trascurabile, per un fungo.
In Inghilterra e in Germania, dove i Governi degli ultimi 15 anni hanno affrontato il Climate Change più seriamente che in Italia, stanno attuando o riflettendo anche sul divieto all’utilizzo di queste stufe da strada. In Inghilterra, dove si sono propagati enormemente anche nei giardini privati, raggiungendo il ragguardevole numero di 630.000 unità, ancor prima della legge è giunto il marketing verde: i supermercati del giardinaggio Wyevale e Notcutts li hanno già banditi mentre B&Q, la più grande catena per articoli da casa e giardino, ha annunciato il fermo delle ordinazioni all’esaurimento dei 20.000 pezzi ancora presenti nei propri magazzini. A Berlino, i funghi sono già stati vietati: producevano 20.000 tonnellate di CO2 l’anno. A Stoccarda, invece, li hanno eliminati anche per motivi estetici.
Torniamo in Italia, quella stessa Italia che se entro il 2012 non riuscirà a rientrare nei “parametri di Kyoto” dovrà acquistare “diritti di inquinamento” per 40-50 miliardi di Euro, e torniamo nel provincialismo. Se a Bergamo la Voce sbeffeggia il Parlamento Europeo, a Bologna i giornali strillano la protesta dei commercianti contro il pazzo Claudio Merighi, capogruppo locale del PD, che timidamente si è azzardato a proporre il divieto nel capoluogo emiliano.
Ma certo, prendiamo in giro il PE, lanciamo i “tipi” lancia in resta contro chiunque osi riflettere e agire contro il cambiamento climatico, organizziamo i commercianti per resistere ai divieti! E facciamolo per ogni provvedimento. E ogni volta con la stessa motivazione: “Ma perchè occuparsi della pagliuzza quando il vero problema è quell’altro!?”
Intanto, i Paesi che le pagliuzze le trattano con serietà, con la stessa serietà hanno diminuito le emissioni di CO2 e il 31 dicembre del 2011 inizieranno a contare i dobloni che incasseranno dalle tasche degli italiani, vendendogli il diritto di continuare a produrre CO2 nella stessa, o maggiore, quantità”.

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2 Responses to “I funghetti della voce e il calorifero sul balcone che l’Europa vorrebbe vietare”

  1. fiore|blog » Blog Archive » Notizie della settimana Says:

    [...] il paese in cui i funghetti scalda aria saltan fuori in ogni dove, e dove ci si lamenta perchè il PE lancia segnali di civiltà. In America invece Obama continua la sua scalata, mentre Veltroni sta forse programmando un altro [...]

  2. ??? Says:

    ???

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