Appelli fuori e dentro il carcere
Su Fuoriluogo l’appello per Susanna Ronconi. Una donna che ha sbagliato, ha pagato e ora ha diritto a rifarsi una vita, senza discriminazioni e senza persecuzioni. I primi firmatari dell’appello sono don Luigi Ciotti (Presidente Gruppo Abele e Libera), Paolo Beni (Presidente ARCI), Lucio Babolin (Presidente CNCA-Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), Patrizio Gonnella (Presidente Antigone), padre Camillo De Piaz, Franco Corleone (segretario Forum Droghe), Grazia Zuffa (direttrice “Fuoriluogo”). Anch’io ho firmato.
Per chi è carcerato all’estero, ingiustamente o giustamente, è nata invece l’associazione “Prigionieri del silenzio“. L’hanno promossa Erika Righi, sorella di Simone, e Katia Anedda, fidanzata di Carlo Parlanti. Due storie diverse, due storie di due esseri umani. Simone è uscito dal carcere spagnolo di Cadiz, Carlo è tuttora in carcere negli Stati Uniti.
Qui sotto il comunicato stampa.
Liberiamoli dal Silenzio
Prigionieri del Silenzio sono sopratutto quei 3200 Esseri Italiani distribuiti nelle carceri oltre confine. Prigionieri perche’ nessuno ne parla e alcuno ne vuole parlare, non fanno notizia. Alcuni innocenti, alcuni colpevoli ma tutti Esseri Umani con dei Diritti che vengono dimenticati. Nel 2004 sono cominciate le denunce su violazioni di diritti umani per il caso Parlanti (http://www.carloparlanti.it), nel 2007 diversi casi hanno occupato, seppur in maniera marginale, pagine di quotidiani, web e spazi televisivi con vicende come quella di Angelo Falcone (http://giovannifalcone.blogspot.com/) e Simone Righi (http://blog.libero.it/TutticonSimone/).Si parla ancora molto poco del dopo, come nella vicenda di Angelo C. (http://giustiziaperangeloc.blogspot.com/), ma i piu’ grossi mezzi di informazione del paese continuano ad evitare od a non approfondire l’argomento. Mentre scandali, pettegolezzi ripicche politiche ricoprono le pagine dei piu’ importanti quotidiani e riviste nostrane ci sono 3200 italiani che non hanno spazio per implorare i loro diritti. Forse non tutti, ma con molta probabilità almeno 1200, lo chiedono e sono innocenti. Prendendo coscienza di questo stato di cose e delle difficolta’ che si incontrano nel voler rompere questo silenzio, Erika Righi e Katia Anedda, ambedue coinvolte nella vita dei protagonisti di due vicende paradossali ed eclatanti, hanno deciso di fondare un’associazione a sostegno di quelle famiglie che si trovano ad affrontare gli ostacoli che questo tipo di situazioni complesse comportano. L’organizzazione, che sara’ registrata a breve, prendera’ il nome di Prigionieri del Silenzio, cosi come il sito web in realizzazione che raccogliera’ storie e dara’ supporto, il cui indirizzo sara’ http://www.prigionieridelsilenzio.it
Per qualsiasi informazione, in attesa dell’attivazione dei contatti dell’Associazione, potete rivolgervi a:
Erika Righi erika.righi [at] libero.it
Katia Anedda katia [at] carloparlanti.it
- Simone Righi è libero
- Orrori spagnoli: gli uccidono i cani, finisce in carcere.
- Orrori spagnoli: gli uccidono i cani, finisce in carcere (2)
- Simone Righi è libero, veramente.
- In auto fino a rimini, a letto con le galline o taxi liberi la notte?

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
febbraio 7th, 2008 at 2:45 pm
Caro Marcello, sono giovanni, il papaà di Angelo che insieme a Simone sono detenuti in un carcere dell’India, tutta la storia sul mio blog
http://giovannifalcone.blogspot.com
oramai sono oltre 10 mesi che mi sto battendo per avere giustizia per mio figlio, ma adesso anche per gli oltre 2944 detenuti italiani nel mondo dimenticati dalle nostre care Istituzioni, impegnate in tutto tranne che per questo problema sociale che affligge l’Italia nel silenzio e nell’indifferenza da parte di tutti. E’ assurdo per uno stato democratico come il nostro sempre attento ai diritti degli stranieri in Italia (giustamente) mentre ci si dimentica dei propri cittadini. Noi viviamo una realtà che neanche pensavamo di affrontare, tutto è difficile, dalla distanza, alla lingua, alle vessazioni continue da parte di di autorità nostre, straniere e di avvocati che come iene si avventano senza rimorsi su questi casi e ci chiedono somme esorbitanti e fuori dalla nostra portata, lontanissimi, per cui costretti a lasciare i nostri cari nelle situazioni che vivono, a volta senza la tutela dei più elementari diritti umani anche da parte di Stati che li hanno sottoscritti, e il nostro parlamento non interviene.Nessuno ci aiuta, neanche i giornalisti tv o carta stampata, quelli grossi, che si sono sempre rifiutati di divulgare la notizia per farla arrivara alle Istituzioni carica di indignazione della gente.Hanno fatto tante Commissioni per tutto, interventi e seminari per tutto, adesso ho trovato i garanti dei detenuti in tutte le città italiane, quasi e nazionale, io penso e auspico che al più presto si faccia altrettanto per quelli detenuti all’estero. Se potesse aiutaric a far girare questa richiesta di aiuto e quant’altro ritenga opportuno le sarei grato insieme anche a Katia e erika che già l’hanno contatto.
Altro argomento spinoso è il gratuito patrocinio all’estero, che attualmente manca. Spero voglia contattarmi lei e quanti seguono il suo blog. Cordialmentre Giovanni Falcone