A Nembro si scava e a Milano si getta sabbia negli occhi
22 gennaio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Ecologia, Trasparenza | 438 visite.Tre documenti regionali per la cava di Nembro: uno specchietto informale della Commissione dice che si propone l’aumento delle escavazioni a 1,4 milioni di metri cubi e 1,6 milioni di metri cubi di riserve; la “Proposta del Presidente” Stefano Maullu propone di accogliere l’ampliamento areale della cava di Nembro richiesto dalla Cugini Spa, senza specificare l’entità volumetrica delle riserve. In questo documento, l’unico ricevuto dal Comune di Nembro, viene indicata invece la nota di Cugini che in caso di accoglimento della propria richiesta di allargamento dell’area di scavo (a nord della strada per Lonno) le riserve si devono intendere in 6 milioni di metri cubi; l’ultimo, infine, è la comunicazione di Maullu all’Assessore Pagnoncelli nella quale elencano le decisioni prese (1,4 milioni di “scavabile” e 1,6 milioni di mc. di riserve).
La Provincia di Bergamo aveva già concesso un importante aumento di volumi, confermato dalla Giunta Regionale. Perchè questo ulteriore aumento (di aree e di volumi)? E perchè questa imprecisione o ambiguità in uno dei tre documenti? Sono tutti consapevoli di quello che hanno votato i Consiglieri Regionali della VI Commissione? Paese Vivo, la lista civica che governa Nembro, ha distribuito un volantino e vuole che vengano rispettati gli impegni presi.
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gennaio 22nd, 2008 at 10:08 pm
segnalo che in questo momento, su Ballarò, sta andando in onda un vergognoso attacco di un delirante Casini a Pecoraro Scanio. cordiali saluti
gennaio 23rd, 2008 at 8:54 am
Si è difeso benissimo. Tra l’altro ha anche sottolineato, a P.Casini, che attualmente ciò che l’UdC contesta ai Verdi è attuato proprio dall’UdC.
Ha ricordato, a P.Casini, che Mastella si è dimesso mentre Cuffaro no.
Ha fatto i più sensati interventi della trasmissione: dicendo che questa pseudo ritrovata “unita” nel cdx, all’indomani di fratture e spaccature storiche (vedi An con Berlusconi e Storace), non può convincere nessuno se non qualcosa di vicino alla stampa irregimentata o a certo “giornalismo partecipativo”.
Quest’ultima nella figura di Paolo Mieli è stata fortemente contestata a mio parere a ragione.
Ampi spazi alle proiezioni sui consensi di maggioranza e opposizione e generale presa d’atto che con questa legge elettorale l’azione di Governo, presupponendo che sia positiva, è pressochè rallentata al minimo.
PortaaPorta ha visto un B.Vespa riproporre in chiave politica i rapporti governo-vaticano segnando un clamoroso autogol con l’intervento di Scaiola a sottolineare l’ingerenza di Bagnasco.