Speriamo che sia femmina

9 gennaio 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Resto del mondo | 448 visite.

Hillary vince con il 39% le primarie in New Hampshire. Pochi giorni fa scrivevo a Pippo, in un commento, che non condividevo il suo entusiasmo per Obama. Certo, le mie preferenze sarebbero – in ordine decrescente – per Ralph Nader, Al Gore, Obama, Clinton. Ma tra questi quattro e, quindi, tra questi tre candidati, l’unica che può farcela a sconfiggere la destra repubblicana è Hillary. Speriamo che sia femmina.

P.s. le leggi americane, se ho interpretato bene le clausole, mi impediscono di regalare ai miei nipotini il piggy bank di Hillary e a me stesso la felpa. Peccato, sarebbe stato il mio piccolo contributo alla causa…

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8 Responses to “Speriamo che sia femmina”

  1. Alessandro Ronchi Says:

    Ma siamo sicuri che le elezioni siano sempre una lotta al ribasso, al candidato più simile possibile all’avversario, che sappia conquistare i voti del centro?

    Non mi sono fatto un’idea certa, ma io credo che non sia così. Un candidato che non esprime un’idea chiara di società a mio parere è meno attraente di un candidato che esprime la propria opinione (se sensata) in maniera decisa e poi lavora per realizzarla.

    I risultati delle scorse elezioni americane, brogli a parte, hanno dimostrato che l’antibush non era un ex militare dall’aspetto texano.

    Sinceramente io spero che venga eletto Obama, tra i due mi pare quello che propone un cambiamento (di certo non radicale), e gli States ne hanno bisogno.

  2. CCC Says:

    E non solo gli States. Concordo con Alessandro.

  3. giuseppe Says:

    D’accordo, con Alessandro. Marcello, sei un fifone :-) .
    Il senso dell’adesione a Obama, per me, si può riassumere così:

    Obama (o Mastella)

    … credo che, al di là del risultato delle primarie americane, la figura di Obama serva (e serva molto) al Democratic Party di casa nostra. Come scrivevo in risposta a Yellow: anche noi, dobbiamo saper parlare con passione della vita di tutti i giorni e dei grandi temi della politica nazionale e internazionale, con chiarezza e senza paura. Dobbiamo perciò astenerci da sistemi elettorali alla rinfusa, polemiche personali, posizionamenti, politichese, luogocomunismi, espressioni involute e involuzioni del pensiero, frammentazione del panorama politico, per dedicarci finalmente a coraggio e speranza, coraggio e speranza, coraggio e speranza. A cui aggiungerei un bel po’ di contenuti (che, per altro, abbiamo) e una cultura politica forte e strutturata (che dobbiamo ridefinire e precisare, ma che certo non ci manca).
    Sì, ce la potremmo fare anche noi (se solo volessimo).
    L’operazione «Obama, Italia» è partita.

  4. Marcello Saponaro Says:

    Caro Pippo, ho paura che per il Demoratic Party de noartri ci voglia ben altro… ;-)
    No, non è fifonismo… E’ la sensazione che i Repubblicani preferirebbero vincere sconfiggendo Obama piuttosto che perdere battuti da Hillary. E qualcosa (Iran, per esempio) mi dice che è meglio per il Mondo che non ci sia uno sceriffo repubblicano al comando degli Usa.
    Ciao

    Marcello

  5. Pol.sco. Says:

    Meglio Obama della Clinton: è più profondamente religioso e spirituale mentre la Hillary la chiamano tutti “la stronza”

  6. Adolfo Says:

    Hai inteso male, Marcello: le leggi americane vietano il finanziamento diretto da parte di cittadini stranieri, non l’acquisto di gadget. Comprati pure la felpa, e i piggy bank per i nipoti: non c’e’ rischio di rapimento per le strade di Milano, e rendition a Guatanamo…
    Saluti anche a Matteo,
    Adolfo

  7. Marcello Saponaro Says:

    Grazie Adolfo,
    però credo di avere inteso bene perchè quando si cerca di acquistare quanto messo nel carrello bisogna vistare una decina di dichiarazioni tra le quali quella di non essere cittadino straniero…
    Le stesse clausole di chi vuole contribuire inviando denaro elettronicamente.
    ciao
    Marcello

  8. Adolfo Says:

    Ho controllato – hai ragione, se procedi all’acquisto sul sito HillaryClinton.com, che e’ espressione del comitato elettorale e soggetto alle leggi sul finanziamento ai partiti. Puoi comunque acquistare la stesse merce al Hillarygear.com, che sotto il profilo legale e’ separato dal comitato ma paga a Hilary copyrights, license rights e franchising. Quel che non entra dalla porta, entra dalla finestra…
    ~A

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