Di Pietro: “Chi si è opposto ai termovalorizzatori?”. Risposta: “Tu!”
Non chiedetemi come avrebbe titolato “Cuore“…
Leggete, invece, questa agenzia stampa e, poi, quello che scriveva Antonio Di Pietro nell’Aprile 2006.
Apc-RIFIUTI/ DI PIETRO: CHI SI È OPPOSTO AI TERMOVALORIZZATORI?
“Bene la proposta di Pecoraro Scanio sull’impiego dell’esercito”
Roma, 7 gen. (Apcom) – “Bene la proposta del ministro Pecoraro
Scanio sull’impiego dell’esercito per la raccolta dei rifiuti in
Campania e per attrezzare aree provvisorie di stoccaggio. Bisogna
però anche chiedersi se oltre ai mali che hanno determinato una
situazione così grave, come la camorra, non vi sia anche qualche
responsabilità di chi si è sempre opposto alla realizzazione dei
termovalorizzatori”. E’ quanto dichiara il ministro delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro. “Una opposizione – prosegue Di
Pietro – che, di fatto, ha messo i bastoni tra le ruote
favorendo, da ultimo, anche le dimissioni del commissario
Bertolaso. Avremmo potuto avere – conclude il ministro -
termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se
non ci fossero stati ostacoli in nome di uno pseudoambientalismo
di facciata”.Gic
Repetita iuvant: Link al sito di Antonio Di Pietro (Aprile 2006)
- Vai col vento
- Ed io sono quarto!
- Ambientalisti (ir)Responsabili
- L’Esecutivo, le mie richieste e le “decisioni”
- Vota vota che ti passa

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
gennaio 7th, 2008 at 9:36 pm
Grazie per la segnalazione… si commenta da solo Di Pietro
gennaio 7th, 2008 at 9:41 pm
Io termovalorizzerei il ministro… per sicurezza.
gennaio 7th, 2008 at 9:45 pm
Il bello è che ora chiede anche le dimissioni di Bassolino. Cosa non si fa per guadagnarsi un posto al sole.
gennaio 7th, 2008 at 9:58 pm
[...] Di Pietro lancia una accusa, affermando che tra i mali del problema rifiuti di Napoli oltre alla camorra c’è la posizione di chi si è opposto agli inceneritori. Finalmente mostra la sua vera faccia su questo argomento: nell’Aprile 2006 lui stesso aveva detto stop agli inceneritori, sull’onda delle proteste nate in tutt’Italia. Oggi cambia idea e dice il contrario. Io continuo a pensare, invece, che gli inceneritori possano essere resi inutili dalla raccolta porta a porta dei rifiuti. Ed in ogni caso, il problema di Napoli deriva dall’idea delle ecoballe, dall’elevata produzione, dall’immenso spreco di denaro pubblico e da tanti anni di gestione da parte di commissari poco competenti, nella migliore delle ipotesi. [...]
gennaio 7th, 2008 at 10:00 pm
Di Pietro mi ha fatto molto ridere. Ieri chiedeva le dimissioni di Bassolino, oggi accusa chi lo ha fatto dimettere.
Ieri urlava contro gli inceneritori, sostenuto dai grillini, oggi dice il contrario.
Domani saremo noi a non aver capito.
Ma per piacere…
gennaio 8th, 2008 at 10:50 am
Siamo felici che sia Di Pietro, sia Pecoraro Scanio, sia i Verdi siano favorevoli alla costruzione dei termovalorizzatori.
A quanto il consenso anche per la Tav e l’Alta Velocità?
gennaio 8th, 2008 at 10:52 am
[...] Pietro ci casca, e non è la prima volta. La ricerca del consenso, che sia con spirito forcaiolo o con il fare [...]
gennaio 8th, 2008 at 4:59 pm
Rispondo a ureidacan, che dimostra di non sapere di cosa sta parlando, facendo presente che gli inceneritori con il TAV non c’entrano un beneamato cazzo e quindi accettare gli uni non vuol dire necessariamente accettare qualunque cosa passi nella mente delle imprese di costruzione.
gennaio 8th, 2008 at 4:59 pm
Sta di fatto che Bassolino deve comunque dimettersi, indipendentemente dalle posizioni di Di Pietro
gennaio 8th, 2008 at 5:14 pm
Marcellino se la prende con Di Pietro accusandolo di non essere coerente con quanto affermò nel 2006
Marcellino, quindi, preferirsce che un ministro che -studiando meglio una questione- ha capito di aver a suo tempo sbagliato, perseveri nell’errore piuttosto che cambiare idea
Meglio che i Verdi non governino nemmeno un condominio!
gennaio 8th, 2008 at 5:37 pm
IL GRUPPO SAN FRANCESCO INVITA TUTTI A PRATICARE UN
-ECOLOGISMO SCIENTIFICO-
LA PREVEDIBILE CATASTROFE CAMPANA E’ IL FRUTTO DI COLORO CHE HANNO CAVALCATO PAURE ED EMOZIONI SENZA FARE PROPOSTE .
LA SECONDA CATASTROFE SARA’ QUELLA ENERGETICA
Petizione per l’ intervento dell’ Europa
PARTITO INTERNETTIANO
Via Torelli Viollier, 33 -20125 MILANO
http://www.partitointernettiano.it – email:partint2004@tiscali.it
Comunicato stampa del 06/01/2008
Francesco Miglino,ha presentato una petizione al Parlamento Europeo affinché intervenga per risolvere il problema della spazzatura a Napoli ed in Campania.
Gli Informatici del Gruppo San Francesco sono disposti a dare una mano gratuitamente con la costruzione di una rete intranet ed internet e di un software per monitorare costantemente i luoghi della raccolta e della vagliatura e controllare affinché non si infiltri la criminalità organizzata.
Egregio Signor Presidente del Parlamento Europeo,
l’ insediamento di linee per la vagliatura dei rifiuti, l’ incentivazione per collocare all’ interno dei luoghi di vagliatura linee per la trasformazione diretta di alcuni rifiuti in prodotti da conferire sul mercato (macchine che trasformano i residui in legno in trucioli per alimentare stufe, macchine che trasformano i residui plastici in prodotti finiti, sistemi che trasformano gli umidi in concime…);
l’ Europa nelle proprie direttive prevede l’ intervento diretto nelle regioni delle nazioni aderenti in cui le classi dirigenti abbiano dato reiterate prove di tenere i propri cittadini in situazioni di degrado sociale e di calpestare i diritti garantiti dalla Costituzione europea, fondamentali per la convivenza civile. I cittadini campani sono indifesi poiché storicamente è dimostrato che non possono contare su serie forze sociali e politiche interne capaci concretamente di mettere in atto progetti realizzabili per risolvere i problemi: hanno come referenti demagoghi di tutte le risme che impietosamente li irridono con solenni promesse a vuoto.
I FATTI DIMOSTRANO CHE DOPO 14 ANNI DI COSTOSISSIMI ED INUTILI COMMISSARIAMENTI, ANCORA OGGI VENGONO PROPOSTI COMMISSARI E PRONUNCIATE SENZA PUDORE PROMESSE CON LE STESSE FRASI ROBOANTI.
I NAPOLETANI, CHE PAGANO FRA LE PIU’ SALATE TASSE PER LA RACCOLTA RIFIUTI, SONO COSTRETTI A VIVERE NELLA CONDIZIONE DI DEGRADO CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, CHE HA ROVINATO L’ AVVENIRE DI CAPACI OPERATORI DELL’ ACCOGLIENZA TURISTICA AFFLITTI DA DEVASTANTI DANNI DELL’ IMMAGINE CHE CONIUGA LA CAMPANIA E SPESSO ANCHE L’ ITALIA A UN PAESE INCIVILE IN CUI LA CLASSE DIRIGENTE DISPREZZA I CITTADINI AL PUNTO DA FARLI VIVERE FRA L’ IMMONDIZIA E IL RISCHIO DI CONTRARRE GRAVI MALATTIE .
Signor Presidente,
siamo certi che Lei condivida la immediata esigenza di sottrarre il potere gestionale in Campania a coloro che non capiscono che la sfida ambientalista e la civiltà delle società complesse passa tramite il riciclaggio dei rifiuti trasformati in occasioni di lavoro e di vera ricchezza. L’ Europa deve intervenire dove tristi figuri, in una zona affamata di posti di lavoro, impediscono per collusione con la gente peggiore, la creazione virtuosa del riciclo dei rifiuti e ne fanno invece, e non da oggi ma da decenni, fonte di malattie e di disagio.
E’ indispensabile organizzare interventi con strumenti nuovi e di controllo efficace per evitare il perpetuarsi di degradanti connivenze, false fatturazioni per lavori e trasporti inesistenti, false attestazioni sull’avvenuta pulizia di strade sommerse invece dall’ immondizia, mancata vagliatura dei rifiuti come irresponsabilmente già avvenuto per le esistenti ecoballe.. E’ fondamentale, se si vuol superare il fallimentare, dispendioso e beffardo sistema gestionale esistente, metter in atto interventi che sono attuabili da subito:
1) la raccolta differenziata;
2) il controllo, la verifica e la certificazione, dell’avvenuta vagliatura nel rispetto delle norme tramite l’ imparziale ed efficace ricorso all’ informatica cioè con telecamere collocate in punti strategici, videocollegate 24 ore su 24 via internet con il Centro di controllo delle varie zone e dei comparti. Le telecamere videoregistreranno tutte le varie fasi lavorative: dalla fase della raccolta rifiuti, alla pulizia delle strade, alla vagliatura, ai trattamenti, sino ai conferimenti dei rifiuti riciclabili. Nei contratti dei consorzi esistenti ed in quelli da creare dovrà essere inserita la clausola di accettazione del controllo e della videoregistrazione dei propri cicli produttivi da mandare in rete in un sito accessibile via internet dai cittadini ;
3) l’ allestimento da subito di una sala operativa blindata dotata di sufficienti computer e linee dedicate per collegamenti via internet criptati gestiti da software dedicati per il controllo e la videoregistrazione
4) la promozione da subito di un intervento Comunitario affinché gli Italiani possano conoscere, grazie a serie trasmissioni scientifiche pubblicizzate dalle televisioni stato la nuova generazione di termovalorizzatori da installare nelle provincie campane ad emissioni zero, senza camino poichè bruceranno le polveri sottili al loro interno. Solo in tal caso le Comunità campane percepiranno la collocazione nel loro territorio dei termovalorizzatori dell’ ultima generazione come occasione per creare posti di lavoro, produrre energia elettrica e tele riscaldamento e la spazzatura sarà recepita come preziosa risorsa energetica e non come fonte di malattie, degrado ed afflizione sociale ;
5) una onesta e diffusa campagna di informazione sui termovalorizzatori, condotta da esperti e non dai demagoghi, spingerebbe le comunità locali e chiederne la installazione sul proprio territorio ed
a sciogliere il perverso grumo di interessi che la delinquenza organizzata ed i politici indegni traggono dal persistere dallo status quo ;
6) avviare la costruzione di termovalorizzatori con tecnologia avanzata nelle province che hanno dato la loro disponibilità e dispongono di siti di insediamento allineando la Campania ai più progrediti Paesi europei;
7) la convocazione ed il monitoraggio delle potenzialità dei Consorzi esistenti e dei Comuni che hanno dato la propria disponibilità per creare linee di vagliatura, impostare la strategia di intervento, concordare standard produttivi, disporre incentivi premianti per coloro che superano gli standard produttivi, assumono e qualificano personale e videodimostrano di assolvere con serietà al proprio ruolo;
9) il controllo e la certificazione tramite una Commissione Europea di esperti che attesti la non nocività delle emissioni dell’ attuale termovalorizzatore e l’ imposizione di eventuali modifiche affinché non inquini;
10) il controllo sulla composizione delle ecoballe affinché risultino combustibili per il termovalorizzatori.
Egregio Signor Presidente,
il nostro appello è motivato dal profondo convincimento che solo una Commissione di tecnici estranei all’ ambiente politico italiano, di provata capacità gestionale e scientifica possa aiutare la Campania ad uscire dalla situazione in cui l’ hanno ridotta 14 anni di commissariamento e di sprechi inimmaginabili di denaro pubblico.
Le descriviano parte della situazione in cui versa la Campania:
- mancata campagna di informazione per far conoscere ai cittadini che la parte fondamentale e virtuosa dell’ intero ciclo dello smaltimento rifiuti è la raccolta differenziata e il valore ecologico del recupero e del riciclaggio delle materie prime;
- mancata creazione di consorzi dislocati strategicamente sul territorio delle autonomie locali, vincolati a standard produttivi, per vagliare i flussi di rifiuti organici, ingombranti, e per valorizzare metalli ferrosi e non ferrosi, vetro e carta affinché lo smaltimento mediante termovalorizzatori diventi la fase residuale delle gestione rifiuti ;
- palese mancanza di volontà di attivare la raccolta differenziata e sabotaggio della stessa come prova il gravissimo ed intenzionale spreco di risorse umane con il mancato utilizzo di 2.316 operatori a libro paga, assunti specificamente per la raccolta differenziata che, realizzata , avrebbe diminuito notevolmente il volume dei rifiuti da conferire alle discariche e creato utili con il collocamento delle materie riciclabili sul mercato;
- inutilizzo dei mezzi meccanici nuovi acquistati specificamente per la raccolta differenziata e mancata custodia degli stessi, poiché ben 50 veicoli sono stati rubati ed i rimanenti invece di essere utilizzati per la raccolta differenziata pare siano utilizzati per la raccolta ordinaria da aziende private ;
- pervasività della criminalità organizzata nelle varie fasi della gestione rifiuti anche per i lunghi commissariamenti e la deresponsabilizzazione dei soggetti pubblici locali ;
- incongruenze logistiche che determinano l’ ampliarsi della movimentazione rifiuti con tortuosi e lunghi tragitti per la collocazione della spazzatura e la necessità di ricorrere a chi detiene interi parchi di automezzi spesso nelle mani della criminalità organizzata;
- tardivo ricorso allo smaltimento tramite termovalorizzatore e violazione del decreto Ronchi e degli accordi comunitari che prevedevano la costruzione in Campania di 5 termovalorizzatori, uno per provincia ;
- scelta insensata di costruire un termovalorizzatore sovradimensionato, che scoraggia la raccolta differenziata per essere alimentato, collocato in Acerra, luogo inserito in un contesto geografico in partenza già inquinato e con alta mortalità per affezioni alle vie respiratorie e tumori;
- mancata richiesta all’ aggiudicante del termovalorizzatore da parte dell’ Autorità locale di tabelle comparative e relazioni tecniche attestanti la tecnologia più perfezionata e sicura del termovalorizzatore e mancata pretesa, per tutelare la salute dei propri amministrati, che la tecnologia costruttiva del termovalorizzatore fosse dell’ ultima generazione senza camino e ad emissione zero di gas ed aerosol;
- sottovalutazione e mancata considerazione per i contributi scientifici del prof. Umberto Arena da acquisire invece con molta attenzione per ottimizzare le scelte logistiche e le politiche di controllo e di gestione dell’ impiantistica;
– sparizione dell’ accordo di programma con la società aggiudicataria e dunque sostanziale genericità dei profili relativi alla tempistica e degli interventi su cui era fondata la gara d’appalto;
- mancata richiesta all’aggiudicataria in fase di gara di un dettagliato progetto relativo alla disponibilità di aree di stoccaggio del CDR e delle discariche di supporto in attesa della messa a regime del termovalorizzatore ,
- mancata regolamentazione della frazione organica stabilizzata con descrizione delle caratteristiche tecnico-scientifiche;
- mancanza di presupposti strutturali e lavorativi per realizzare quanto definito dal comma 5 dell’ articolo 1 dell’ ordinanza n. 2774 del 1998 per la maggiore protezione ambientale e garantire la massima economicità di gestione ;
- riscontro di diversita’ dei parametri di umidità e potere calorifero previsto dal decreto ministeria del 5 febbraio 1998;
- riscontri di anomalie nelle ecoballe con percentuali di arsenico superiori ai limiti imposti;
- riscontri macroscopici della mancata fase di lavorazione primaria provata dalla presenza di ruote complete di gomme e cerchioni nelle ecoballe;
- riscontro di valori oltre i limiti previsti dalla tabella della frazione umida;
- verifica di casi di corruzione e di collusione con la criminalità organizzata da parte di pubblici amministratori ;
- non disponibilità di discariche, carenza prevedibile e sottaciuta da parte dei Responsabili della Regione Campania che per tali gravi omissioni di atti di ufficio hanno causato il disastro attuale e che debbono essere denunciati all’Autorita’ giudiziaria italiana ed europea;
-creazione di Comitati per concordare azioni legali contro gli Amministratori campani, la richiesta di risarcimento delle gravissime e dimostrabile perdite subite dagli Operatori del turismo di Napoli ed hinterland e della Cittadinanza campana per la situazione di degrado conosciuta a livello mondiale.
Mettiamo a disposizione gratuitamente l’ esperienza degli Ingegneri informatici del Gruppo San Francesco del partito internettiano, per la creazione di software dedicati, la strutturazione della rete, la collocazione strategica e il collaudo delle telecamere per l’avvio ed il collaudo dei registratori e dei computer mentre per la scelta e l’ acquisizione della sede del Centro operativo di controllo, facciamo un passo indietro certi che lo risolverà l’ Europa per soccorrere una popolazione sfortunata, e far risorgere la Campania vittima della perversione e dell’ indifferenza a cui sono giunti i demagoghi e gli oligarchi, che solo l’ intervento europeo può convincere di farsi da parte come auspica anche il Capo della Procura di Napoli Giovan Domenico Lepore
PARTITO INTERNETTIANO
Francesco Miglino
Segretario nazionale
gennaio 8th, 2008 at 11:19 pm
Ottimo! Mi ero fatta quasi convincere a votarlo, ma credo di aver cambiato idea! Grazie mille!
gennaio 9th, 2008 at 7:52 am
Da Gava a Pomicino e tutta la nomenclatura democristiana campana dove erano da 60 anni a questa parte?
Sta di fatto che insieme a Bassolino si devono dimettere Cuffaro, Loiero e Formigoni .
gennaio 9th, 2008 at 2:33 pm
è possibile avere il link dell’agenzia di stampa??
altrimenti nn siete credibili
gennaio 9th, 2008 at 2:34 pm
è possibile avere il link dell’agenzia di stampa??
altrimenti nn siete credibili, sopratutto perchè APCOM è di della telecom….guardacaso
gennaio 9th, 2008 at 5:54 pm
Ma va là! Apcom o no, Telecom o no, la notizia è stata ripresa da Il Manifesto, La Repubblica nell’editoriale di prima, La Stampa nell’editoriale di prima, L’Eco di Bergamo e ExpoBg. Non è stata smetita. Ti basta?
Saluti
gennaio 9th, 2008 at 6:27 pm
Secondo l’indagine del Sole 24 ore pubblicata due giorni fa, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni è attualmente il Presidente di Regione con più consensi in Italia.
Assai superiori di quelli ottenuti alle ultime consultazioni, che lo elessero per il terzo mandato consecutivo
gennaio 9th, 2008 at 6:39 pm
Milano, 8 gennaio 2008
Mozione urgente
Premesso che:
sulla stampa napoletana e nazionale oggi si è dato ampio risalto alla possibilità che una parte dei rifiuti ammassati nelle strade di Napoli e di molti altri comuni campani vengano smaltiti in altre regioni, in particolare in quelle del Nord;
Considerato che
- l’emergenza rifiuti in Campania è ormai diventata una costante visto che sono ben 14 anni che a Napoli e nelle province limitrofe sono incapaci a smaltire l’immondizia prodotta dai propri cittadini;
- dal 1994 ad oggi è stata spesa l’incredibile cifra di oltre 2 miliardi di euro di contributi pubblici per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania, senza arrivare ad alcuna soluzione;
- in questi anni di continua “emergenza rifiuti” a Napoli, come denunciato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta, si sono registrati sprechi vergognosi come subcommissari pagati 400 mila euro l’anno, consulenze per 9 milioni di euro pagate a 500 “esperti” dal 2000 al 2005, indecenti compravendite dei terreni (ormai sono circa mezzo migliaio) via via individuati per accatastare le ecoballe, terreni che secondo la commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti sono arrivati a volte ad essere “nello stesso giorno, acquisiti da società di dubbia origine e successivamente rivenduti o fittati per un valore più che quintuplicato”, oltre che assunzioni solo sulla carta ma mai operative di ben 2316 lavoratori socialmente utili ed ex detenuti e disoccupati compiute per la «raccolta differenziata»;
- stando a dati di Legambiente la raccolta differenziata in Campania sarebbe solamente all’7,7%, contro punte del 70-80% di vari comuni lombardi, con la conseguenza che il 92% delle 7.345 tonnellate giornaliere di rifiuti urbani (a cui vanno aggiunti 11.000 tonnellate di rifiuti industriali) viene smaltita in modo indifferenziato e raccolta in ecoballe di qualità così scadente da annullare ogni ritorno economico nel loro incenerimento;
– il 65% è “Cdr” (combustibile derivato da rifiuti) di infima qualità, il 25% “fos” (frazione organica stabilizzata) di qualità altrettanto pessima e il 10% è il cosiddetto sovvallo, scarti della lavorazione;
Preso atto che
- è noto che in Campania il traffico di rifiuti urbani, industriali ed anche quelli speciali tossico nocivi è in buona parte gestito dalla criminalità organizzata;
- lo smaltimento di ecoballe provenienti dalla Campania comporta quindi un grosso rischio ambientale visto che potrebbero contenere non solo rifiuti urbani, ma anche materiale tossico nocivo;
Visto che
- la Regione Lombardia ha già smaltito in passato nei propri termovalorizzatori, in particolare a Dalmine e Cassano d’Adda, diverse migliaia di tonnellate di rifiuti campani;
- la maggior parte dei 2 miliardi di euro di contributi statali destinati all’emergenza rifiuti in Campania provengono dalle tasse pagate dai cittadini lombardi;
- lo smaltimento di cdr di pessima qualità e ad alto rischio di tossicità come quello campano pregiudicherebbe la qualità dell’aria delle aree limitrofe agli impianti di incenerimento;
Il Consiglio Regionale impegna la Giunta
- a negare l’autorizzazione allo smaltimento in impianti sul territorio regionale lombardo di rifiuti provenienti dalla Campania.
Daniele Belotti
Cons. reg.le Lega Nord
gennaio 9th, 2008 at 7:13 pm
Quello che omette Belotti e Formigoni è che alcuni prodotti finanziari in uso in enti locali Campani sono sono garantiti dalla Regione Lombardia.
Chissà se uscirà mai questa sommersa verità e il cittadino lombardo sarà informato dei “traffici bancari” (pubblico-privati) a vantaggio di banche che rappresentano al meglio la “monnezza” al centro dell’attenzione.
gennaio 9th, 2008 at 7:20 pm
Sta di fatto che deve dimettersi: magari in sole 24 ore.
gennaio 10th, 2008 at 1:04 am
Stasera Di Pietro ha ribadito il concetto, gli inceneritori sono necessari.
Ha inoltre rincarato la dose, dichiarando che valuterà cosa votare sulla sfiducia promossa dal centro-destra nei confronti di Pecoraro Scanio.
Complimenti.
gennaio 10th, 2008 at 1:14 am
Ho sentito. Ma il problema non è Di Pietro, il problema è che in quella trasmissione non c’è uno straccio di giornalista che gli chieda: “Scusi ma un fino a qualche mese fa lei non prometteva di votare CONTRO qualunque inceneritore?”
gennaio 10th, 2008 at 1:32 am
Vabbeh, non c’era nessun giornalista, nessun esperto e nessun politico contrario. Una trasmissione d’informazione all’italiana, insomma.
gennaio 11th, 2008 at 1:02 am
Chi è davvero sicuro di conoscere come funziona un “termovalorizzatore” alzi la mano!
Da più addetti ai lavori ho sentito dire che per bruciare non si può differenziare l’immondizia sennò…non brucia! A riprova di questo ho una famiglia di amici che è tornata a vivere a Vienna (città con l’inceneritore) e mi ha confessato che lì è tutto più facile con la “monnezza” perché si butta tutto in un unico bidone e poi via, a bruciare!
Pensateci bene,non occorre essere grandi scienziati per capirlo; è un po’ come soffiare su un mucchietto di polvere: prima vedi una nuvola e poi…sparisce alla vista ma in realtà lei si è sparsa ovunque come un invisibile manto. Così poi noi la respiriamo, la mangiamo…salut!
gennaio 11th, 2008 at 1:13 am
Cara Sofia, ho approfondito bene la questione e posso alzare la mano.
In realtà la raccolta differenziata può anche favorire gli inceneritori, se fatta con quello scopo: se selezioni carta e plastica e togli l’umido, hai un ottimo combustibile.
Il problema è proprio questo: se si fa la raccolta differenziata per recuperare la materia prima non la si brucia. Si toglie l’umido, la carta, la plastica, i metalli, il vetro. Quello che rimane può tranquillamente essere trattato a freddo, perché ha un potere calorifero basso.
gennaio 11th, 2008 at 12:01 pm
Dal Corriere della Sera di oggi 11.1.2008
Il conclave dei 38
di Sergio Rizzo
(…)
Capita così che il fumantino (a dispetto delle sue placide sembianze) capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli affronti il premier Romano Prodi ancora prima di sedersi: «Presidente, mi pare singolare che il ministro Di Pietro affermi che deve valutare come si regolerà con la mozione di sfiducia dell’opposizione sul ministro Pecoraro Scanio». Ma subito si corregge: «Anzi, lo ritengo inquietante. Guardi qua». E mette sotto il naso di un Prodi vagamente imbarazzato una pagina del blog del leader dell’Italia dei Valori dove Di Pietro, proprio lui, incenerisce gli inceneritori. Giusto un anno prima di scagliarsi contro chi non li avrebbe voluti. Massimo D’Alema abbozza un sorriso sotto i baffi. Antonio Di Pietro, che passa di lì, è una statua di sale. Idem Leoluca Orlando e Massimo Donadi.
(…)
gennaio 11th, 2008 at 4:33 pm
[...] Gennaio 2008: “Bisogna chiedersi se oltre ai mali che hanno determinato una situazione così grave, come la camorra, non vi sia anche qualche responsabilità di chi si è sempre opposto alla realizzazione dei termovalorizzatori. Avremmo potuto avere termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se non ci fossero stati ostacoli in nome di uno pseudoambientalismo di facciata”. Leggi l’articolo… [...]
gennaio 11th, 2008 at 9:41 pm
Grazie per avermi risposto, Alessandro.
Probabilmente, visto che non è da ieri che si costruiscono inceneritori, vale il motto: “paese che vai, rifiuti che bruci”; penso che quello che intendi tu è che, tolto l’umido, il resto si può bruciare, dico bene? E’ per questo che la differenziazione in Toscana non supera il 5%? La butto lì, dall’alto del mio 70% (la Priula di Treviso,of course!).
Con simpatia.
gennaio 11th, 2008 at 10:25 pm
No Sofia, io non penso che sia opportuno bruciare i rifiuti, in nessuna condizione.
Però se togli l’umido solamente, questa operazione rientra nella categoria “raccolta differenziata”, anche se incompleta, ed ottieni un ottimo combustibile. Ma rimane il fatto che si tratta di uno spreco di energia, perché recuperare materia prima è sempre prioritario anche dal punto di vista energetico, dal momento che non ne abbiano di nostra.
Dove le aziende che gestiscono rifiuti hanno ottenuto i cip6, hanno un maggiore guadagno bruciandoli che differenziandoli. Questo mercato, quindi, è assolutamente viziato verso iniziative dannose per l’ambiente.
Un po’ come se finanziassimo con contributi statali l’uso del petrolio e non quello del solare. ops, accadeva veramente anche questo prima dell’intervento dei Verdi in finanziaria…
gennaio 20th, 2008 at 11:11 pm
Scusa Alessandro,
la mia era solo un po’ d’ironia; stavo solo cercando di capire perché, visto che la frazione umida non giova all’incenerimento, si continua a bruciarla assieme al resto negli impianti. Poi, ho visto un’intervista di Pallante su youtube indicata da Grillo ed ho chiarito un bel po’ di interrogativi.
A conferma, in seguito, ho appreso la notizia (con relativi commenti) della chiusura dell’inceneritore di Terni.
Per chi ancora non lo sa, questo è stato chiuso dalla magistratura per un eccesso di diossine liberate; i commenti spiegavano che era stato tenuto per troppo tempo sotto i 900°C, liberando così diossina. Pallante spiegava che la frazione umida dell’immondizia abbassa la temperatura per effetto dell’evaporazione dell’acqua contenuta e, per tornare alla temperatura ottimale, si deve spesso aggiungere energia visto che la percentuale dell’umido è variabile. Questo per spiegare che gli inceneritori non “valorizzano” un bel niente.
gennaio 21st, 2008 at 12:44 am
La frazione umida non viene inserita così com’è nell’inceneritore, ma viene essiccata.
Comunque ha un potenziale calorifero inferiore, e sicuramente non andrebbe bruciata.
Perché allora viene fatto? Il problema è che la parte biodegradabile dei rifiuti viene considerata energia rinnovabile, e per questo incentivata la produzione di energia elettrica con questo “combustibile”.
E’ una questione di soldi, come al solito.
gennaio 21st, 2008 at 2:58 pm
[...] anche, ma il problema – che non si risolve certamente con la sfiducia del Ministro e nemmeno con la demagogia – è in effetti giunto ad un punto di svolta (Mercoledì al [...]
gennaio 22nd, 2008 at 12:06 pm
Sofia intendi riferirti al video
http://it.youtube.com/watch?v=dEMI8yY_cbY
o ad altri?
Cosa faresti per segnalare ai “popoli delle libertà” che non si può fare tutto il caspio che le va?
febbraio 2nd, 2008 at 11:42 am
Wow, grazie Alessandro e CCC (Beh, bruttino come nome, eh?), non mi aspettavo altre risposte!
L’argomento mi appassiona per cui mi fanno piacere i vostri interventi: mi stimolano ad approfondirlo (per difendere la verità bisogna essere il doppio più informati dei detrattori di questa!).
Per Alessandro: hai ragione, c’è un tempo di “decantazione” del rifiuto di una settimana, dico bene? Comunque rimane sempre una percentuale d’acqua; riguardo alla seconda considerazione che fai, lì per lì, per simpatia, ti ho dato subito ragione ma forse non l’ho capita bene…
Comunque, e rispondo anche a CCC, il video di Pallante che trovo molto interessante è questo:
http://www.youtube.com/watch?v=I12FwO1XqsU
e lo trovate tra i video nel blog di Beppe Grillo:” intervista dello staff di Beppe a Pallante”; è abbastanza recente.
Quello della dott.ssa Gentilini l’ho già visto, è molto bello e riguarda soprattutto l’aspetto della salute mentre Pallante dà informazioni anche dal punto di vista energetico.
Insomma: DA VEDERE ENTRAMBI!
CCC (!), bella la rima! La risposta già la conosci. Ciao.
ottobre 23rd, 2008 at 9:30 pm
[...] fossero solo Pecoraro, Di Pietro e Alemanno quelli che non volevano gli inceneritori in Campania… Invece anche il Segretario [...]
luglio 17th, 2009 at 9:11 am
[...] si schierò contro gli inceneritori senza se e senza ma. Due anni dopo, nel gennaio 2008, invece, ha dichiarato: “Avremmo potuto avere termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se non ci [...]
luglio 17th, 2009 at 2:02 pm
[...] contro gli inceneritori senza se e senza ma. Due anni dopo, nel gennaio 2008, invece, ha dichiarato: “Avremmo potuto avere termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se [...]
luglio 18th, 2009 at 9:51 am
[...] contro gli inceneritori senza se e senza ma. Due anni dopo, nel gennaio 2008, invece, ha dichiarato: “Avremmo potuto avere termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se [...]
dicembre 12th, 2009 at 1:21 am
[...] OneMoreBlog e il blog di Marcello [...]