Salto di montone: lettera dei pendolari a Di Pietro
4 dicembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Infrastrutture, Lombardia | 844 visite.Pubblico la lettera del Comitato Pendolari Bergamaschi al Ministro Di Pietro. Chiedono “pochi” soldi per non lasciare un’opera incompiuta e per dare piena operatività al raddoppio della Bergamo – Treviglio.
I treni per i pendolari sono i treni di cui c’è bisogno. Sono i treni che hanno un mercato ampio e costante. Come disse l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, incontrando i Consiglieri Regionali, rendere efficiente, pulito e puntuale il sistema ferroviario è l’unico modo per garantire nel tempo il diritto alla mobilità anche sulle autostrade. In particolare l’A4.
E poi, si trovino le risorse per i mille treni in finanziaria. Questa è senz’altro una priorità.
Egregio ministro,
come ben illustrato nell’articolo «In treno con i pendolari – Vagoni stipati e sporcizia», apparso il 9 ottobre su «L’Eco di Bergamo» a firma di Fabiana Tinaglia, dopo varie promesse ora siamo arrivati alla fase decisiva: la riqualificazione della linea ferroviaria Bergamo-Treviglio, ferma ormai da oltre due anni, ora può essere terminata. Infatti, nell’attuale versione della legge Finanziaria, è previsto uno stanziamento per le Ferrovie: si tratta di 800 milioni di euro per la prosecuzione delle opere sulla rete tradizionale ferroviaria e di 235 milioni di euro per la sua manutenzione (cfr. articolo 2 commi 1 e 2 del decreto fiscale n. 159 collegato alla legge finanziaria pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 2 ottobre 2007).
Cosa manca ancora alla nostra linea verso Milano? Innanzitutto l’installazione dei nuovi impianti di sicurezza (Scmt) che permetteranno un completo utilizzo del doppio binario, sfruttandone tutte le potenzialità. Poi lo «scavalco» (salto di montone) di Treviglio verso la nuova linea Av/Ac del quadruplicamento che consentirà una maggiore velocità e affidabilità del servizio, oltre ad una più elevata sicurezza nella circolazione dei treni.
Ma pare che per le Ferrovie tali interventi non siano giustificati dai «numeri» di Bergamo, nonostante sia la quinta stazione per flussi di traffico, tra i 103 capoluoghi d’Italia. Come spesso accade, dopo aver speso soldi della collettività, si lascia un’opera incompleta. In verità i parlamentari bergamaschi qualche iniziativa l’hanno già presa, anche se in ordine sparso: sono state presentate diverse interpellanze ai vari ministri di competenza e c’è anche un ordine del giorno presentato dagli onorevoli Locatelli, Sanga e Misiani e approvato dal Parlamento nel novembre 2006, che impegna il Governo a «tenere conto delle esigenze del necessario completamento del raddoppio della tratta ferroviaria Bergamo-Treviglio, in particolare ad operare la realizzazione dello «scavalco» (o «salto di montone») al bivio Bergamo-Treviglio.
Sempre alla fine del 2006 quest’opera è stata inserita dal suo ministero nel documento Infrastrutture prioritarie dove a pagina 65 si legge: «Quadruplicamento Lambrate-Treviglio: il costo dell’opera ammonta a 550,83 milioni, le cui risorse sono già assegnate per 507,48 milioni mentre per i restanti 43,35 milioni è necessario un ulteriore fabbisogno. Tale ulteriore fabbisogno è necessario anche per coprire i costi dello scavalco (salto di montone) di Treviglio. Il soggetto attuatore è Rfi ed i lavori risultano in corso».
Nell’incontro pubblico organizzato dal Comitato pendolari bergamaschi il 21 giugno scorso, i parlamentari e i consiglieri regionali della Bergamasca di tutti gli schieramenti si sono impegnati unanimemente a portare avanti questa battaglia nelle sedi opportune. Ora sembra essere arrivato il momento propizio per tenere fede agli impegni presi.
Il Comitato pendolari chiede che all’interno di questi ingenti stanziamenti vengano trovate le risorse per finanziare un’opera come il salto di montone che consentirebbe di viaggiare verso Milano con tempi di percorrenza realmente ridotti rispetto a quelli attuali, in condizioni di maggiore affidabilità e sicurezza e alleviando i gravi problemi di traffico e di inquinamento che caratterizzano la nostra Regione.
Rimanendo in attesa di un suo cortese riscontro, la ringraziamo per l’attenzione e cogliamo l’occasione per porgerle cordiali saluti
Marcello Prestini
a nome del Comitato pendolari bergamaschi
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luglio 4th, 2008 at 11:00 am
Ferrovie, eterno problema italiano…. Con il costo del carburante alle stesse e le strade sempre più impraticabili dovrebbe essere chiaro che occorrono urgenti investimenti nel trasporto pubblico su ferro. Tuttavia questo non sembra essere nelle priorità dei nostri bravi amministratori. Si pensa solo alle strade, evidentemente perchè il settore è molto redditizio, sotto ogni punto di vista. Basterebbe poco invece per adeguare la rete ferroviaria lombarda agli standard europei, con l’istituzione di un ‘vero’ servizio regionale espresso (come in Francia, Germania e ancora meglio Svizzera) non una parodia come quello sbandierato dalla giunta Formigoni. Abbiamo linee tecnicamente superate, lavori infiniti e grandi incompiute, materiale rotabile insufficiente e spesso inadatto alle esigenze della clientela, orari scarni e ritardi da paura. Con queste premesse non si va lontano. Però tutti si scannano per trovare i soldi per autostrade, tangenziali, svincoli, pedemontane e quant’altro!