Sul conflitto di interessi: i sassolini nelle scarpe dell’Assessore
26 novembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Lombardia, Riforma della Politica | 1182 visite.Conferenza stampa oggi a Bergamo. Argomento: il Piano cave orobico. L’argomento è di rilevanza regionale, la conferenza stampa l’ho fatta a Bergamo per (s)cortesia nei confronti dell’Assessore. Ho consegnato ai giornalisti un’interrogazione presentata insieme a Carlo Monguzzi e tanti documenti.
I fatti. L’Assessore Regionale Marco Lionello Pagnoncelli ha ruoli importanti: Coordinatore provinciale di Forza Italia, Consigliere Provinciale, il già detto Assessore Regionale. Ma è anche Procuratore e Direttore tecnico della società SPI Srl, di proprietà della sorella e del fratello, che ha sede presso l’ufficio dello stesso Marco (Pagnoncelli). La SPI Srl nel tempo ha costituito numerose società insiema a Pierluca Locatelli, a sua mamma e alla società Locatelli Geom. Gabriele Spa. Il gruppo Locatelli può vantare voluminosi interessi nel Piano Cave e non solo.
Le società che fanno capo a Pierluca Locatelli beneficerebbero nel nuovo Piano Cave di 4,2 milioni di metri cubi da scavare. Altri 3,5 milioni di metri cubi di riserve nella sola Casirate d’Adda. Un metro cubo vale circa 10 euro.
Posizionarsi bene nel Piano Cave non serve solo a scavare tanto. Serve anche a poter concorrere per le future grandi opere lombarde. Chi possiede sabbia e ghiaia, costruirà la Pedemontana, la Tem e la Brebemi.
I conflitti sono il sale della democrazia. I conflitti di interesse, invece, sono la mela bacata nel cesto del libero mercato. Leviamola…
Precedenti post:
- Piano cave: troppi ritardi, troppi volumi e troppi conflitti di interesse (Sito, 26.11.2007)
- Fan le cave ma non i coperchi (Blog, 8.11.2007)
- Cercasi disperatamente il Piano Cave (Blog, 7.11.2007)
- Piano Cave: ci vuole trasparenza! (Sito web)
- Un piano zeppo di buchi. Bocciato anche dal Tar.
- Dovute e gradite (le dimissioni di Pagnoncelli)
- Piano Cave: una vittoria dei bergamaschi, una sconfitta per Pagnoncelli
- Tuttinconflitto [sul Piano Cave] / 1
- Fan le cave ma non i coperchi…
Aggiungi su OkNotizie

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
dicembre 2nd, 2007 at 8:13 pm
Il comunicato stampa del PD sulla vicenda:
PIANO CAVE DI BERGAMO: UN’ODISSEA PREOCCUPANTE
Sono passati ormai sette anni dall’approvazione dell’ultimo Piano cave di Bergamo. Un tempo lunghissimo per un documento necessario per la pianificazione delle estrazioni di materiale inerte, un compito che per legge spetta alla Regione che riceve, modifica e approva i Piani prodotti dalle Province.
Un tempo che sembra destinato ad allungarsi per volontà dello stesso assessore regionale alla partita, Marco Pagnoncelli, che all’inizio del mese di novembre ha chiesto il rinvio in commissione del documento. Giuseppe Benigni e Battista Bonfanti, dopo aver invitato pubblicamente l’assessore a discutere la materia direttamente in Aula, hanno ora depositato un’interpellanza in cui si chiede formalmente alla Regione la definizione di tempi certi per l’approvazione del Piano.
“Rispetto al Piano così come è stato approvato dalla commissione – spiegano i due esponenti del PD – abbiamo affermato di essere d’accordo con la soppressione di uno dei tre ambiti estrattivi a Calcinate e con le modifiche apportate su richiesta dai comuni. Chiediamo però che, per ragioni di tutela del territorio e ambientali, siano tolti anche gli ambiti di Boltiere, Caravaggio e Casirate, riportando la previsione estrattiva a quanto deliberato dalla Provincia, per noi già più che sufficiente al fabbisogno”.
Il Pd non è la sola forza dell’opposizione in Consiglio ad aver interrogato l’assessore sul Piano bergamasco. I consiglieri Monguzzi e Saponaro, infatti, hanno rivolto un’interrogazione alla Giunta per ottenere chiarimenti in merito ad un conflitto di interessi dell’assessore Pagnoncelli che vanterebbe, attraverso società costituite da membri della sua famiglia, “voluminosi interessi nel Piano cave di Bergamo”.
“Relativamente al conflitto di interessi sollevato dagli amici Verdi – hanno dichiarato in merito Benigni e Bonfanti – noi chiediamo che venga verificato e che si agisca di conseguenza. Da quanto abbiamo letto, sembra che tale conflitto ci sarebbe stato già al momento della nomina perciò, se questo venisse appurato, la responsabilità politica sarebbe del Presidente Formigoni che non poteva non esserne a conoscenza”.