Matching, il valore di un incontro (con la CdO)

12 novembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Formigoni, Lombardia, Riforma della Politica, Sprechi | 1180 visite.

Homer Formigoni DonutsLa notizia l’abbiamo pubblicata nel suo luogo naturale: il sito sprechilombardi. Si tratta di 230 mila euro dati dalla Regione Lombardia per acquistare servizi a Matching, la fiera per la Piccola e Media Impresa della Compagnia delle Opere. In pratica, il contribuente lombardo pagherà 18 servizi offerti dalla Compagnia delle Opere, di cui 15 di mera pubblicità del marchio e 3 seminari che assomigliano più a corsi di formazione per i players CDO (per accedere ai fondi della Regione) che non a servizi per le imprese lombarde, italiane e estere. Ah già! C’è anche la pubblicità su “una o più pagine” del Corriere delle Opere.
Matching, il valore di un incontro, recita lo slogan dell’evento ciellino. I cittadini lombardi, da oggi, il valore lo conoscono.

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One Response to “Matching, il valore di un incontro (con la CdO)”

  1. Ele Says:

    Compagnia delle Opere da Nord a Sud si semino regali e intanto:

    Palermo, anche l’Ordine dei medici pagava il pizzo a Lo Piccolo

    PALERMO

    «Ora ti faccio sapere che giorni fa, ho ricevuto 10 mila euro dall’ordine dei medici ed altri 10 mila li dovrei ricevere in questi giorni…»: è uno dei testi dei “pizzini” sequestrati ad esponenti della mafia di Palermo, nove dei quali sono stati fermati ieri su input della Direzione Distrettuale Antimafia. Il bigliettino è stato inviato, ed è stato ricevuto dal suo luogotentente, da Sandro Lo Piccolo, 32 anni, giovane e già temibile figlio del «capo dei capi» Salvatore Lo Piccolo. La data è recente: 1 agosto 2007. Lo Piccolo junior, in quel momento latitante, scrive a Salvatore Franzese ( il capo della famiglia di San Lorenzo-Mondello) e lo informa degli ultimi incassi.
    «A questo proposito» sostengono i magistrati della Dda, «deve dirsi che la sede dell’Ordine dei Medici insiste in questa via Rosario da Partanna, 22, e si trova, dunque, in piena zona di competenza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello, diretta da Franzese».
    “Mai pagato alcun pizzo, se qualcuno l’avesse chiesto lo avrei immediatamente denunciato” è la replica del presidente dell’Ordine dei Medici, Salvatore Amato.
    Proprio a casa di Franzese, arrestato pochi giorni dopo aver ricevuto quel “pizzino”, è stato trovato anche un block notes che è il libro mastro delle estorsioni: 182mila euro nel giro di pochi giorni, con l’elenco completo di chi nella zona di sua competenza paga il «pizzo».
    Quattro degli indagati sono stati fermati ieri mattina dalla Squadra mobile di Palermo, altri quattro erano già in carcere, uno è scomparso: dopo la cattura dei Lo Piccolo temeva di essere arrestato e ha fatto perdere le proprie tracce. Agli atti dell’inchiesta, puntata sugli esattori del clan di «San Lorenzo» che estende i proprio interessi dalla borgata di Palermo fino all’area industriale di Carini e a Terrasini, ci sono anche le intercettazioni ambientali
    in cui gli affiliati raccontano i contatti nascosti con i boss allora latitanti. E ci sono pure le dichiarazioni a verbale di un costruttore e dei suoi dipendenti, vittime di un tentativo di estorsione armi in pugno. Uno dei fermati, Domenico Ciaramitaro, 33 anni, era soprannominato «pit bull» per la sua ferocia.
    «Negli ultimi mesi a Palermo gli esattori del pizzo hanno praticato una politica fiscale particolarmente aggressiva condotta sul territorio attraverso metodi terroristici» ha confermato il sostituto procuratore della Dda di Palermo, Gaetano Paci, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in Questura..

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