Teste di radio

11 novembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritto d'autore, Innovazione, Libertà, Musica | 304 visite.

La mia amica Susanna Chiesa non sarà d’accordo e con lei tantissimi altri in rete… ma io non penso sia un fallimento la sperimentazione dei Radiohead per la distribuzione del proprio CD.
Hanno dato la possibilità di scaricarlo a “offerta libera”. Il 62% delle persone lo ha scaricato gratis. Qualcuno si aspettava qualcosa di diverso?
A rimetterci, senz’altro, il loro discografico. Per quest’album almeno.
Ma. Quanta pubblicità si sono fatti? Quanti tra quelli che hanno scaricato gratis non avrebbero scaricato l’album se fosse stato a pagamento e si sarebbero affidati a Emule? Quanti che non conoscevano i Radiohead hanno scaricato e apprezzato in queste settimane l’album? Quanto del profitto dei Radiohead è solo posticipato alla prossima tournè?
Prima di parlare di fallimento con 2 milioni di download bisognerebbe pensare, infine, anche al 30% secco di perdite nelle vendite dei cd quest’anno rispetto al 2006. Se non si può dire che la ricetta dei Radiohead sia quella del futuro, non si può neppure mettere la testa sotto la sabbia e continuare a vendere i CD a 25 euro.
Al contrario di Leo, io l’ho pagato 5 sterline. Poco meno di quanto lo avrei pagato su iTunes.
Nel frattempo anche Moby farà, più o meno, la stessa operazione. Vorrà dire qualcosa?

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7 Responses to “Teste di radio”

  1. Susanna Chiesa Says:

    In effetti la tua amica Susanna Chiesa, che si occupa di diritto d’autore da quasi 10 anni, non è molto d’accordo.
    Secondo un mio personale parere, questo espediente è rappresentativo di una serie di iniziative promosse quasi sempre dalle case discografiche, per cercare di creare interesse in un mercato che sembra arenato negli ultimi anni.
    E’ scontato affermare che il supporto fisico verta in un periodo di crisi, ma in questo modo non si fa altro che peggiorare il quadro globale della discografia.
    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensino al proposito i commercianti di CD, piano piano estromessi dal mercato discografico.
    Susanna

  2. Marcello Saponaro Says:

    mmm se prometti che non ti arrabbi, ti rispondo così:

    L’avvocato dei conduttori di carrozze, all’inizio del secolo scorso chiese al fastidioso politico che siedeva in carrozza sull’innovativo mezzo a vapore: “che ne sarà dei costruttori di ruote in legno, dei cavalli, dei portatori delle carrozze e degli stallieri?”

    Cambieranno mestiere…

  3. luigi la delfa Says:

    Sono d’accordo con Marcello,la sperimentazione addottata dai “mitici” Radiohead, è il primo passo concreto verso una “liberazione”dai soggioghi delle major(autentiche multinazionali della produzione musicale).I cd costano troppo,è l’ascoltatore, per accaparrarsi un nuovo lavoro dei propri idoli musicali,deve fare salti mortali economici.Avanti Moby tocca a te!!!

  4. leo Says:

    Scusate, ma ci vado anch’io con l’accetta: e i venditori di ghiaccio soppiantati dai frigidaire dove li mettiamo? Sempre con l’accetta: ma solo i ventenni e trentenni sfigati e flessibili devono cambiare lavoro a seconda del mercato e del “progresso”?

  5. Simone Says:

    Ciao Marcello,concordo anch’io… bello il paragone con la questione delle carrozze. Verga fece altrettanto con gli impresari di portantine della Sicilia che, con l’Unità d’Italia e la costruzione delle strade, cedettero il passo alle carrozze. Anche loro cambiarono mestiere, io non sono sempre e comunque per i cambiamenti, ma se sono positivi li appoggio eccome.

  6. holancasbilenca Says:

    contano di piu’ i live tour, l’era del compact disc e’ finita.

  7. fiore|blog » Blog Archive » Finalmente, i numeri (era filiera corta) Says:

    [...] raddoppiato gli introiti dalla vendite (perdendo l’ingaggio della major pero’). Con buona pace delle Case [...]

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