Bruni e Bettoni hanno ragione, ma i morti sono tutti uguali

11 novembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Legalità, Libertà, Violenza | 230 visite.

… E il campionato andava fermato.
Bruni e Bettoni hanno ragione (e qui sotto pubblico la loro lettera).
Ma non si può fermare il campionato quando muore un poliziotto e non farlo quando muore un tifoso.
Di questo passo il calcio diventerà un fenomeno solo televisivo con buona pace degli ultras che tanto gridano contro il “business” dei diritti tivù.
Condoglianze ai famigliari e agli amici di Gabriele Sandri.

Bruni e Bettoni: «Tolleranza zero contro delinquenti. Bergamo infangata»

«Nell’esprimere cordoglio per la perdita di una giovane vita e condoglianze alla famiglia e agli amici, osserviamo che la tragedia avvenuta presso l’autogrill di Arezzo, non può in alcun modo giustificare episodi di violenza come sono accaduti anche a Bergamo. È davvero giunta l’ora della tolleranza zero contro i delinquenti che si nascondono nelle fasce più estreme della tifoseria. Non possiamo più accettare che si infanghi la credibilità di tutti i veri tifosi dell’Atalanta e della comunità intera di Bergamo, una comunità civile e serena.

Chiediamo alle autorità competenti di applicare con rigore le norme esistenti contro la violenza negli stadi. Il Comune e la Provincia intendono costituirsi parte civile contro i delinquenti, contro i teppisti che hanno provocato danni ai beni di proprietà pubblica e alla serena convivenza civile. Gli assalti allo stadio di Bergamo che oggi si sono verificati devono rimanere gli ultimi di una serie di episodi che sono solo frutto di teppismo e non possono più né essere giustificati né tollerati. La comunità bergamasca si ribella a questa insostenibile situazione di inciviltà e deve impegnarsi ad isolare i violenti».

Valerio Bettoni, Presidente Provincia di Bergamo
Roberto Bruni, Sindaco di Bergamo

 

(11/11/2007)

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3 Responses to “Bruni e Bettoni hanno ragione, ma i morti sono tutti uguali”

  1. Nicola Andrucci Says:

    Do alcune spiegazioni tecniche: le pistole in dotazione alla polizia sono Beretta 92FS calibro 9 semiautomatiche. Hanno un tiro utile di circa 30-40 metri, oltre quella distanza se prendi qualcuno non sei fenomeno, hai culo (o sfiga…). Il poliziotto in questione ha sbagliato due volte: è proibito sparare in aria, il colpo di pistola va esploso solo in caso di estrema necessità, e indirizzato verso chi ti offende (in modo proporzionale, ovvero se l’altro ti spara puoi rispondere al fuoco). Ci sono tante cose che sarebbero da discutere, conosco molto bene quel regolamento, ce lo fecero imparare a memoria (tanto il demente a cui parte il colpo c’è sempre…).
    Il poliziotto che ha sbagliato 2 volte, deve pagare (se corri con una semiautomatica in mano, carica, la cosa più probabile che possa succederti è che parta il colpo). Dicono che lui fosse a 70 metri, aldilà della carregiata.
    Il poliziotto, 30enne, evidentemente non aveva molta esperienza (non credo alla tesi del farwest..).

    Detto questo, ieri l’Italia ha vissuto una giornata di Guerra Civile in varie città d’Italia, da parte di numerosissimi delinquenti (non 4 gatti), che aspettavano solo il pretesto per farlo. Ieri si sono vissute scene da anni di piombo. Lo Stato dovrà rispondere fermamente a ciò, la deriva criminale che sta attanagliando parte della nostra società, non è più tollerabile!

  2. holancasbilenca Says:

    70 metri e’ una distanza piu’ da fucile che da pistola.

    il resto e’ solo prova di golpe da parte dei ben noti

    esponenti di forza nuova. I servi giornalisti scrivono

    di curve politicizzate=fascistizzate

    Vergogna perche’ la curva bergamasca sia stata coinvolta.

  3. arcobalen Says:

    ebbravomarcello. Moro, l’altro marcello, sia conseguente alle proprie mancate responsabilità.

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