20 anni senza, per fortuna
20 anni senza è il sito ufficiale della manifestazione dei Verdi per festeggiare l’anniversario della vittoria nel referendum italiano sul nucleare. L’opinione degli italiani non è cambiata di molto in questi anni. Solo alcuni politici ancora pensano che un minerale esauribile in pochi decenni, concentrato in pochi giacimenti, le cui scorie rappresenteranno un problema per centinaia di migliaia di anni e legato a doppio filo con la fabbricazione della bomba possa rappresentare la nostra sicurezza energetica.
Ma l’anniversario che vogliamo festaggiare tra vent’anni è quello dell’avvenuta svolta solare. Tra vent’anni, vent’anni fa.
- Il Nobel di Al Gore: l’ambiente per la pace
- Le scorie di Casini
- La gallina del nord
- I Solari
- Chi siete, cosa fate, cosa portate? Un fiorino! [Ovvero, la Lombardia vara la tassa su internet]
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novembre 9th, 2007 at 10:45 am
«Vado in piazza per dire sì al nucleare»
Casini: «Domani sarò in piazza per dire torniamo al nucleare, facciamo una scelta coraggiosa anche se impopolare»
ROMA – Per risolvere il problema energetico, l’Italia deve ripensare al nucleare. «Domani sarò in piazza per dire torniamo al nucleare, facciamo una scelta coraggiosa anche se può sembrare impopolare». Lo ha annunciato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, a «Radio anch’io», in occasione dell’anniversario del referendum sul nucleare che cade domani. «Uno statista è quello che fa scelte impopolari, ma in questi ultimi anni abbiamo l’idea che bisogna sempre seguire l’opinione publbica, e si sbaglia. Io, per esempio, insisto sul tema del nucleare», ha detto Casini.
CENTRALE NUCLEARE ANCHE A ROMA – «Io sono un nuclearista convinto – aveva risposto martedì Casini ai microfoni di Ecotv – perchè l’Italia non può diventare un paese sottosviluppato e i nostri cittadini e le nostre aziende non possono pagare l’energia il doppio degli altri paesi europei. Noi dobbiamo riprendere la ricerca sul nucleare, avere il coraggio di andare avanti su questa strada, non tagliarci fuori dalla comunitá dei paesi industrializzati, perchè l’Italia sta diventando un paese di serie B, anzi di serie C». Il leader dell’Udc si era poi detto favorevole anche alla costruzione di una nuova centrale nella sua Bologna, «e anche a Roma, visto che adesso vivo qui».