Le scorie di Casini
8 ottobre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Energia, Innovazione | 37 visite.Pierferdi vuole presentare una mozione di sfiducia contro Pecoraro Scanio perchè impedirebbe il ritorno al nucleare. Che non si possa tornare al nucleare lo sanno tutti: ci vorrebbe troppo tempo, le riserve mondiali non sono poi così floride e sono ancor più concentrate nelle mani di pochi stati, non è ancora stato risolto il problema delle scorie ed è ancora strettamente collegato alla costruzione delle bombe atomiche. Problemini che Casini fa finta di non vedere perchè le lobby, soprattutto quelle del carbone e dei combustibili fossili, vogliono indebolire gli ambientalisti al Governo.
Casini però dovrebbe, quantomeno, rispondere a una domanda: perchè il suo Governo non ha trovato un posto dove depositare in sicurezza le poche scorie della breve storia nucleare italiana? Se gli Stati Uniti hanno difficoltà a individuare depositi e popolazioni accoglienti, loro che hanno i deserti, dove pensa l’On. Casini di stoccarle in Italia? Sopra quale falda? Vicino a quali abitazioni?
Il nucleare sicuro non esiste ancora. Investiamo pure nella ricerca sulla fusione ma investiamo soprattutto nell’economia dell’idrogeno e delle fonti rinnovabili. Queste tecnologie ci sono già e laddove hanno governato i Verdi abbastanza a lungo sono diventate settori trainanti dell’economia.
- Ideologia nucleare e inerzia rinnovabile tra errori umani e madre natura
- Anche il sole è radioattivo ma dista 150 milioni di km dalla Terra
- E questo chiude la partita (se siamo intelligenti)
- In diretta dallo Statuto due buone notizie per gli animali e i consumatori
- Grandi Prenditori prendono Alitalia e scordano Malpensa
Aggiungi su OkNotizie

Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
ottobre 8th, 2007 at 9:30 am
Al TG1 Casini ha detto, lapidario: “Il nucleare adesso è sicuro”. Forse pensa che sia sufficiente ricoprire i reattori con un enorme preservativo?
ottobre 8th, 2007 at 9:46 am
No, noi cattolici siamo contro i preservativi
Non lo ricordavi?
ottobre 8th, 2007 at 9:47 am
Veronesi: sì al nucleare
Alla ricerca di soluzioni per combattere l’effetto serra. A settembre convegno internazionale a Venezia
Energia sicura e disponibile per tutti. La soluzione per ottenere questi due requisiti-chiave per il futuro dell’ambiente è nel nucleare: a pronunciare il suo “sì” verso una strada da molti contestata è l’oncologo di fama internazionale Umberto Veronesi. Nel presentare a Milano la terza edizione della “Conferenza internazionale sul futuro della scienza”, a Venezia dal 18 al 22 settembre del 2007, Veronesi ha indicato, per la riduzione del gas serra, la soluzione del nucleare e la costruzione di 10 reattori del tipo di quelli in costruzione in Francia e Finlandia. Al tavolo veneziano, a discutere della proposta di Veronesi, ci saranno esperti di tutte le parti del mondo, e anche il Nobel Carlo Rubbia.
ottobre 8th, 2007 at 9:49 am
Veronesi. “Ho appena firmato una lettera dell’associazione Galileo 2001 destinata al presidente Napolitano con la quale una parte della comunità scientifica italiana si dichiara preoccupata per la decisione del Parlamento di ratificare il protocollo di Kyoto assumendosi impegni – come quello di ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra del 6,5 per cento – che siamo nell’impossibilità pratica di onorare e che ci costeranno una sanzione di oltre quaranta miliardi di euro. Credo che sia il momento di mettere da parte le posizioni preconcette, le paure e le emozioni. Dobbiamo aprire gli occhi. È vero, la fonte ottimale di energia in termini di produzione, efficienza, sostenibilità per l’ambiente e per l’uomo, non l’abbiamo ancora trovata, ma oggi il nucleare va considerato concretamente e subito. In Francia ci sono 58 centrali, in Germania 17, in Spagna 9. È una fonte potente per la quale già disponiamo della tecnologia di sfruttamento e che non comporta rischi per la salute e l’ambiente. Purtroppo la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare. Fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici fanno ancora di più dell’allarme cancro e i suoi morti causati dai derivati del petrolio. Allora io dico: basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco”.
ottobre 8th, 2007 at 9:52 am
Sulle fonti energetiche il Vaticano rilancia, convinto che vi siano ormai i pressuposti ”per una politica energetica integrata che contempli, accanto a forme di energia pulita, anche l’energia nucleare”.
ottobre 8th, 2007 at 9:54 am
An: sì al nucleare sicuro, economico e pulito
E’ pienamente da sottoscrivere l’appello rivolto dall’ex ministro Umberto Veronesi e da numerosi scienziati italiani di fama internazionale al Presidente della Repubblica in favore della realizzazione di dieci centrali nucleari nei prossimi dieci anni. Esse sono indispensabili per garantire energia sicura, economica, disponibile per tutti e contemporaneamente abbattere le emissioni di anidride carbonica come richiesto dal Protocollo di Kyoto.
Qualunque altra scelta, ed in particolare quelle sostenute da un certo mondo ambientalista sulla esclusività delle fonti alternative, è del tutto irrealistica.
Urge la definizione di un Piano energetico nazionale che includa la fonte nucleare, sicura e rispettosa dell’ambiente e l’unica in grado di affrontare gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, e che contemporaneamente affidi alle fonti rinnovabili la dignità che esse meritano, ma entro i limiti di ciò che possono realisticamente offrire.
In tutta Europa il nucleare è la risposta ai problemi dell’inquinamento ambientale: la Svizzera ha 5 impianti, la Spagna 9, la Svezia 11, la Germania 17, la Gran Bretagna 27, la Francia addirittura 58 (e da queste l’Italia deriva gran parte dell’energia importata).
ottobre 8th, 2007 at 9:56 am
Gli italiani favorevoli al nucleare raggiungono i contrari. Lo dice una ricerca presentata ieri alla terza Conferenza mondiale sul Futuro della Scienza, in corso a Venezia, a 20 anni esatti dal referendum che decise l’abbandono dell’atomo. Il 37% degli italiani ora si dice favorevole a investire sul l’energia nucleare, mentre il 38% resta contrario, il restante 25% non si esprime.
Un’inversione di tendenza anche rispetto a pochi anni fa: nel 2003 gli italiani favorevoli al nucleare erano solo il 22%, e il 56% si dichiarava contrario. Dietro a questo cambiamento secondo Massimiano Bucchi, professore di Sociologia della Scienza all’Università di Trento e uno dei curatori della ricerca, risiede nella «percezione della congiuntura economico-politica: la necessità di ridurre la dipendenza dai Paesi produttori di petrolio è la prima motivazione dei favorevoli».
ottobre 8th, 2007 at 10:06 am
Testo della lettera aperta al Presidente della Repubblica
Article content:
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – On. Giorgio NAPOLITANO
e p.c.
Presidente del Consiglio – On. Romano PRODI
Ministro dell’Economia e delle Finanze – Prof. Tommaso PADOA SCHIOPPA
Ministro dello Sviluppo Economico – On. Perluigi BERSANI
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – On. Alfonso PECORARO SCANIO
Ministro per le Politiche Europee – On. Emma BONINO
Presidente del Senato – Sen. Franco MARINI
Presidente della Camera dei Deputati – On. Fausto BERTINOTTI
Presidente V Commissione Bilancio Senato – Sen. Enrico MORANDO
Presidente VI Commissione Finanze Senato – Sen. Giorgio BENVENUTO
Presidente X Commissione Industria Senato – Sen. Aldo SCARABOSIO
Presidente XIII Commissione Ambiente Senato – Sen. Tommaso SODANO
Presidente XIV Commissione Politiche UE Senato – Sen. Andrea MANZELLA
Presidente V Commissione Bilancio Camera – On. Lino DUILIO
Presidente VI Commissione Finanze Camera – On. Paolo DEL MESE
Presidente X Commissione Attività Produttive Camera – On. Daniele CAPEZZONE
Presidente VIII Commissione Ambiente Camera – On. Ermete REALACCI
Presidente XIV Commissione UE Camera – On. Franca BIMBI
4 aprile 2007
Illustre Signor Presidente, è da tempo che l’Associazione Galileo 2001 vede con preoccupazione le decisioni assunte dai Governi e dal Parlamento italiano di ratificare il Protocollo di Kyoto. Maggiore preoccupazione manifestiamo oggi per l’ipotesi di assunzione di impegni ancora più gravosi in sede europea e nazionale relativi alla politica ambientale ed energetica.
Come cittadini e uomini di scienza, avvertiamo il dovere di rilevare che la tesi sottesa al Protocollo, cioè che sia in atto un processo di variazione del clima globale causato quasi esclusivamente dalle emissioni antropiche, è a nostro avviso non dimostrata, essendo l’entità del contributo antropico una questione ancora oggetto di studio.
In ogni caso, anche ammettendo la validità dell’intera teoria dell’effetto serra antropogenico, gli obiettivi proposti dal Protocollo di Kyoto sono inadeguati, poiché inciderebbero solo in modo irrilevante sulla quantità totale di gas serra. Totalmente inadeguati rispetto al loro effetto sul clima ma potenzialmente disastrosi per l’economia del Paese. Dal punto di vista degli impegni assunti con la sottoscrizione del Protocollo rileviamo che:
l’Italia si è impegnata a ridurre entro il 2012 le proprie emissioni di gas-serra del 6.5% rispetto alle emissioni del 1990;
poiché da allora le emissioni italiane di gas-serra sono aumentate, per onorare l’impegno assunto dovremmo ridurre quelle odierne del 17%, cioè di circa 1/6;
in considerazione dell’attuale assetto e delle prospettive di evoluzione a breve-medio termine del sistema energetico italiano, il suddetto obiettivo è tecnicamente irraggiungibile nei tempi imposti.
All’impossibilità pratica di rispettare gli impegni assunti fanno riscontro le pesanti sanzioni previste dal Protocollo per i Paesi inadempienti, che rischiano di costare all’Italia oltre 40 miliardi di euro per ciò che avverrà nel solo periodo 2008-2012.
Al fine di indirizzare correttamente le azioni volte al conseguimento degli obiettivi di riduzione, occorre tenere presente che i settori dei trasporti e della produzione elettrica contribuiscono, ciascuno, per circa 1/3 alle emissioni di gas serra (il restante terzo è dovuto all’uso d’energia non elettrica del settore civile/industriale). Giova allora valutare cosa significherebbe tentare di conseguire gli obiettivi del Protocollo in uno dei seguenti modi:
sostituire il 50% del carburante per autotrazione con biocarburante;
sostituire il 50% della produzione elettrica da fonti fossili con tecnologie prive di emissioni.
Biocarburanti. Per sostituire il 50% del carburante per autotrazione con bioetanolo, tenendo conto dell’energia netta del suo processo di produzione, sarebbe necessario coltivare a mais 500.000 kmq di territorio, di cui ovviamente non disponiamo. Anche coltivando a mais tutta la superficie agricola attualmente non utilizzata (meno di 10.000 kmq), l’uso dei biocarburanti ci consentirebbe di raggiungere meno del 2% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Eolico. Sostituire con l’eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale). Appare evidente il carattere utopico di questa soluzione (che, ad ogni modo, richiederebbe un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro). In Germania, il paese che più di tutti al mondo ha scommesso nell’eolico, i 18 GW eolici – oltre il 15% della potenza elettrica installata – producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco.
Fotovoltaico. Per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata in tutto il mondo, non conseguiremmo neanche il 4% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Nucleare. Per sostituire il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili basterebbe installare 10 reattori del tipo di quelli attualmente in costruzione in Francia o in Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro. Avere 10 reattori nucleari ci metterebbe in linea con gli altri Paesi in Europa (la Svizzera ne ha 5, la Spagna 9, la Svezia 11, la Germania 17, la Gran Bretagna 27, la Francia 58) e consentirebbe all’Italia di produrre da fonte nucleare una quota del proprio fabbisogno elettrico pari alla media europea (circa 30%).
Come si vede, nessuna realistica combinazione tra le prime tre opzioni (attualmente eccessivamente incentivate dallo Stato) può raggiungere neanche il 5% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Agli impegni economici corrispondenti si dovrebbe poi sommare l’onere conseguente all’acquisto delle quote di emissioni o alle sanzioni per il restante 95% non soddisfatto.
Esprimiamo quindi viva preoccupazione per gli indirizzi che il Governo e il Parlamento stanno adottando in tema di politica energetica e ambientale, e chiediamo pertanto:
che si promuova la definizione di un piano energetico nazionale (PEN), anche con la partecipazione di esperti europei, che includa la fonte nucleare – che è sicura e rispettosa dell’ambiente e l’unica, come visto, in grado di affrontare responsabilmente gli obiettivi del Protocollo di Kyoto – e che dia alle fonti rinnovabili la dignità che esse meritano ma entro i limiti di ciò che possono realisticamente offrire;
che la comunità scientifica sia interpellata e coinvolta nella definizione del PEN e che si proceda alla costituzione di una task force qualificata per definire le azioni necessarie a rendere praticabile l’opzione nucleare;
che si interrompa la proliferazione di scoordinati piani energetici comunali, provinciali o regionali e che non siano disposte incentivazioni a favore dell’una o dell’altra tecnologia di produzione energetica al di fuori del quadro programmatico di un PEN trasparente e motivato sul piano scientifico e tecnico-economico.
Restiamo a Sua disposizione, Signor Presidente, per documentarLa puntualmente su quanto affermiamo.
Presidente: Renato Angelo Ricci
Consiglio di Presidenza: Franco Battaglia Carlo Bernadini Tullio Regge Giorgio Salvini Umberto Tirelli Umberto Veronesi
Consiglio Direttivo: Cinzia Caporale
Giovanni Carboni
Maurizio Di Paola
Guido Fano
Silvio Garattini
Roberto Habel
Corrado Kropp
Giovanni Vittorio Pallottino
Ernesto Pedrocchi
Francesco Sala
Gian Tommaso Scarascia Mugnozza
Paolo Sequi
Ugo Spezia
Giorgio Trenta
Giulio Valli
Paolo Vecchia
Altri firmatari: Claudia Baldini
Argeo Benco
Ugo Bilardo
Giuseppe Blasi
Paolo Borrione
Cristiano Bucaioni
Luigi Chilin
Raffaele Conversano
Carlo Cosmelli
Riccardo DeSalvo
Silvano Fuso
Oliviero Fuzzi
Giorgio Giacomelli
Renato Giussani
Luciano Lepori
Carlo Lombardi
Alessandro Longo
Stefano Monti
Antonio Paoletti
Salvatore Raimondi
Marco Ricci
Roberto Rosa
Angela Rosati
Massimo Sepielli
Elena Soetje Baldini
Roberto Vacca
Giuseppe Zollino
06 Aprile 2007 | Italia
ottobre 8th, 2007 at 10:49 am
Polsco, smettila di fare “rumore”… sette messaggi di fila non è discussione.
E quando i sondaggi NON sono sondaggi ma telefonate, sms o altre puttanate organizzate da mass media per testare unicamente i propri lettori, ascoltatori etc… bisogna dirlo se si è delle persone corrette e, soprattutto, serie.
Ciao
Marcello
ottobre 8th, 2007 at 4:26 pm
Fai conto che invece che sette sia stato un unico luuungo messaggio e mettiti il cuore in pace, tu che ti proclami “serio e corretto”
Tutti i sondaggi si fanno per via telefonica, chiedilo a Piepoli ed a Mannheimer
E pensare che non ho dato notizia dell’altro sondaggio di cui riferisce l’inserto mensile economico de Il Giornale intitolato “Nucleare? Sì grazie!” che riferisce di un abbondante settanta per cento di favorevoli al ritorno al nucleare!
Ciao
Pol.sco.
ottobre 8th, 2007 at 10:43 pm
ma perchè Casini, Fini e soci il nucleare non l’hanno reintrodotto quando hanno governato per cinque anni con una maggioranza amplissima?
di cosa avevano paura?
ottobre 9th, 2007 at 12:51 pm
Di marcello saponaro, of course
ottobre 9th, 2007 at 2:29 pm
la tua (non) risposta la dice lunga..
ottobre 9th, 2007 at 5:43 pm
Cosa volete che ne sappia?
Non sono mica un ministro del centrodestra!
Che pretese!
ottobre 9th, 2007 at 6:19 pm
ah, beata ignoranza..
ottobre 10th, 2007 at 11:04 am
SUL NUCLEARE MAGGIORANZA IN TILT (da L’Eco di Bergamo)
In prima commissione consiliare, riunita per esprimersi sulla fusione tra ASM e AEM, un piccolo cortocircuito che spiazza il commissario dei Verdi Roberto Bertoli che si è visto respingere, con la maggioranza al voto in ordine sparso, la raccomandazione in cui chiedeva alla Giunta di perseguire, nell’ambito della futura società, alcuni indirizzi tra cui il bando di qualsiasi ipotesi di sviluppo dell’energia nucleare da fissione.
Di fatto è Fulvio Paparo, della lista Bruni, a dar fuoco alle polveri: “Non posso votare questo documento perchè rispetto allo sviluppo del nucleare sono favorevole”
Un’opinione condivisa o non avversata anche da altri
Risultato:
DOCUMENTO BOCCIATO da CRESCINI dei democratici di sinistra, PAPARO della Lista Bruni, GIROLA, indipendente, TENTORIO di Alleanza Nazionale, VENEZIANI della Lista Veneziani, REDONDI della Lega Nord. ASTENUTI: SANTORO dell’Italia dei Valori e BONALUMI della Margherita
E Bertoli se ne va a dir poco seccato…
ottobre 11th, 2007 at 9:12 am
la questione non finisce qui..
se Bertoli è incazzato nero, non di meno lo è anche Bruni..
vedremo che farà la giunta..
e vedremo che diranno i pro-nuke..
come sugli ogm Crescini e Paparo verranno sconfitti?
a presto..
ottobre 11th, 2007 at 10:18 am
D’Alema dice che siamo in ritardo di trent’anni sul nucleare: potremmo gemellarci con l’Iran
ottobre 11th, 2007 at 10:52 am
D’Alema dice che il ritorno al nucleare in Italia non è all’ordine del giorno, nonostante le speranze di Paparo..
ottobre 11th, 2007 at 4:56 pm
D’Alema ha anche aggiunto: “purtroppo”
http://www.bergamoblog.it/modules.php?name=IndyNews&file=article&sid=7212&mode=thread&order=0&thold=0
settembre 22nd, 2008 at 6:12 pm
La Russia lucra sul petrolio 3 miliardi di dollari al giorno, più di 10 euro al giorno per ogni suo cittadino – anche se non è detto che glieli distribuisca. Altrettanto gli arabi.
Non credo che le vada che si facciano centrali nucleari, preferiscono il fotovoltaico. I Verdi sembrano un loro sciocco strumento, mi dispiace che siano considerati i migliori difensori dell’ambiente, sono ben altro.
E ‘D’Alema non vuole produrre energia nucleare, come serve al paese, ma vuole finanziare “la ricerca”, che è ben diverso. Cioè vuol far stare zitti i filonuclearisti elargendo un po’ di stipendi. Si può essere così cretini fa fare ricerca in un campo nel quale non abbiamo ancora – anzi: non abbiamo più – alcuna industria? Qual’è l’ULTIMO paese in cui è logico fare ricerca sul nucleare, se non l’Italia?