Il Vaffa Day, Beppe Grillo e la Politica
8 settembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Riforma della Politica, Sprechi | 598 visite.
6000 persone solo a Bergamo e 200.000 in tutta Italia alle 19.00: sono un fatto politico colossale che dimostra ancora una volta, se ce n’era bisogna, l’infima credibilità di cui gode la politica oggi. Nei manifesti attorno ai gazebo gli “Onorevoli wanted”: deputati di tutti i maggiori partiti, da Bossi a Previti, da Maroni a Visco… E la gente in fila, anzi in file, per firmare tre proposte di legge di iniziativa popolare: il ripristino delle preferenze, il limite massimo di due legislature, l’incandidabilità dei condannati. Proposte che esprimono principi sacrosanti: un Parlamento di persone oneste, il diritto di scelta dei parlamentari, il ringiovanimento dei politici.
Neppure io sono d’accordo nella forma scelta per raggiungere questi principi e l’ho scritto sul forum del Meet up di Bergamo. Ma il punto non è questo, il punto è la politica che deve rinnovarsi ed essere rinnovata, a cominciare dalla capacità di capire e interpretare il senso comune, il pensiero dei cittadini, i bisogni e le sofferenze.
- “Il web è democrazia”, anche per Grillo
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settembre 9th, 2007 at 12:49 am
i modi di Beppe Grillo non mi piacciono per niente e devo dire che neanche il V-day innanzitutto per la forma. poi su una cosa non concordo proprio: non si può fare di tutt’erba… non si può paragonare una condanna per diffamazione a una per peculato o associazione mafiosa. mi è sempre piaciuta la formula delle proposte di legge di Nando Dalla Chiesa per i reati più gravi, per altro già valido per l’eleggibilità delle regionali, no? peccato che le proposte Nando non riesca a portarle al voto in Parlamento perchè se non è solo, poco ci manca…
settembre 9th, 2007 at 9:23 am
da Repubblica 9.9.2007
di Michele Serra
La giornata di ieri, nata da Internet, è anche un colpo all’idea di onnipotenza della tivù
LA PIAZZA DI GRILLO
Ma da qui in poi per lui e il suo movimento comincia il difficile.Altri sono finiti in niente dopo aver riempito le piazze.
di MICHELE SERRA
Piazza Maggiore a Bologna dove ieri si sono radunate 50 mila persone per il V-day di Grillo
LA COSA peggiore del “Vaffanculo Day” era il titolo, che dietro l’ammicco “comico” contiene tutta la colpevole vaghezza del populismo. (Vaffanculo, satiricamente parlando, è roba da Bagaglino, non da Beppe Grillo). Ma fermarsi alla crosta greve (e facile) non serve a capire, non aiuta a riflettere. Bisognerà, per esempio, ragionare un po’ meglio sul concetto di “antipolitica”, alla luce del successo politico del raduno nazionale convocato dal cittadino Giuseppe Grillo in arte Beppe.
Piazza Maggiore gremita per il comizio del leader, decine di altre piazze italiane con la gente in coda per firmare una proposta di legge di iniziativa popolare fatta da tre punti secchi secchi: no alla presenza di condannati in Parlamento, ineleggibilità dopo due legislature, elezione diretta di tutti i candidati. A cominciare dalla piazza piena, luogo simbolico per eccellenza di tutte le cause politiche, sbocco tradizionale di tutti gli umori che da individuali vogliono farsi pubblici, la giornata particolare di Beppe Grillo e dei suoi tanti compagni di avventura è difficilmente inquadrabile, nel male e nel bene, se non dentro il difficile momento politico e civile del Paese.
Il manifesto di convocazione, nella sua indubitabile rozzezza (dire che “dal ’43 a oggi in Italia non è cambiato niente” è, per dirla con Grillo, una notevole belinata), era di contenuto squisitamente politico. Almeno due dei tre punti in oggetto (negare ai condannati il diritto di rappresentare il popolo, impedire alle segreterie dei partiti di nominare di straforo i candidati senza passare attraverso il vaglio degli elettori) sono molto difficilmente liquidabili come “qualunquisti”. Esprimono, al contrario, un’insofferenza per larga parte condivisibile e condivisa da milioni di italiani, molti dei quali (senza bisogno di vaffanculo) hanno appena fatto la coda per il referendum Segni contro questa indecorosa legge elettorale proprio perché non sopportano più il piglio castale e l’autoreferenzialità malata delle varie leadership di partito. E chiedono la partecipazione diretta dei cittadini alla scelta della propria classe dirigente.
Più controverso il terzo punto, perché non è detto che congedare un ottimo politico dopo due sole legislature coincida con il miglioramento della qualità professionale della classe politica (anzi). Ma quello che lascia il segno, vedendo decine di migliaia di cittadini mobilitarsi attorno a Grillo, alle sue drastiche parole d’ordine, al suo ringhio esasperato, perfino alla sua presunzione di Unto dalla Rete, è constatare, piaccia o non piaccia, che un uomo famoso ma isolato, popolare ma ex televisivo, antimediatico suo malgrado o fors’anche per sua scelta, sia in grado di mobilitare una folla che molti dei piccoli partiti, pur radicatissimi nei telegiornali e sui giornali, neanche si sognano.
La rappresentanza di Grillo e del suo blog, dopo la giornata di ieri, esce dal discusso limbo del virtuale e diventa così reale da riuscire a contendere spazio (anche nei telegiornali) alla poderosa, inamidata routine dell’informazione istituzionale. Va ricordato che ieri, mediaticamente parlando, non era una giornata facile per un outsider sbucato dal suo blog. C’erano i funerali di Pavarotti, moltissimo sport di sicuro impatto (Monza, il rugby, il calcio, il basket), e bucare la copertura mediatica, ritagliarsi uno spazio importante, irrompere nel dibattito non era facile. Grillo c’è riuscito facendo leva solo su Internet, sulla piazza virtuale nella quale ha da tempo installato il suo podio di artista e di polemista. E’ come se una pura ipotesi numerica si fosse materializzata di prepotenza, come se la qualità sfuggente di un’assemblea virtuale fosse diventata quantità evidente.
Questo costringe chi dubita della forza politica e culturale di Internet (compreso chi scrive) a rifare un po’ di conti, perché la giornata di ieri, e questo Grillo lo sa, è soprattutto un colpo all’idea di onnipotenza della televisione, una breccia nel muro, un indizio non decisivo ma importante a favore del peso che la rete ha via via acquisito nel determinare orientamenti e scelte di massa.
Di qui in poi, naturalmente, comincia il difficile, per Grillo e per il “suo” movimento. E’ proprio la natura rudemente politica delle richieste messe in campo che non consente comode ritirate nel mugugno o nello sberleffo. Si può essere genericamente riottosi o anche furibondi nella critica, ma una volta che l’umore raggrumato attorno a un leader popolare si fa piazza, si fa raccolta di firme, si fa manifestazione da titolo di telegiornale, muta la natura stessa della mobilitazione. Una proposta di legge non è una pasquinata, non è un gesto dell’ombrello contro il Palazzo, è un passo avanti dentro l’agorà, una pubblica assunzione di responsabilità.
Qui si misureranno il peso e il calibro di Grillo e del grillismo da un lato, e del “popolo dei blog” dall’altro: l’organizzazione del dissenso, la sua trasformazione in elemento di rottura e di rinnovamento, sono questioni che impegnano allo spasimo, dalla notte dei tempi, qualunque leader o partito o movimento, compresi molti di quei “professionisti della politica” che, per quanto casta o lobby o Palazzo, negli anni hanno via via dato voce a qualcosa di più che ai propri meri interessi personali. (Ed è proprio questa la debolezza di Grillo: l’indeterminato mugugno contro un “sistema” che contiene al suo interno diseguali responsabilità e diseguali idee rispetto agli assetti sociali, culturali, politici e istituzionali).
In altre parole, la rappresentanza della politica tradizionale è in crisi, ma sostituirla con altra politica è il solo metodo accertato di “cambiare lo stato delle cose”, come già sapevano e dicevano i vecchi rivoluzionari. Amici e detrattori di Grillo, da oggi, seguiranno con mutata attenzione le sue mosse. Già altri movimenti impetuosi (da quello pro-giudici ai tempi di Mani Pulite ai girotondi a infiniti e ricorrenti subbugli studenteschi) sono finiti in niente dopo avere riempito piazze e giornali e telegiornali. E’ mancata, in quei casi, la capacità di trasformare in peso politico l’investitura popolare. Anche in questo caso non resta che aspettare. Cominciando, intanto, a prendere atto di una giornata non consueta, non facilmente incasellabile.
settembre 9th, 2007 at 10:43 am
Certamente le manifestazioni di ieri è un fatto politico importante, ma non condivido i modi, i toni di Grillo e due delle tre proposte per le quali si stanno raccogliendo le firme (anch’io ci ho fatto un post).
settembre 9th, 2007 at 10:44 am
*”le manifestazioni sono”, sorry.
settembre 9th, 2007 at 10:59 am
Siccome non capisco perchè persone che hanno scontato condanne passate in giudicato, una volta riottenuti i diritti politici, non possano essere candidate e sedere in parlamento (se votate dai cittadini) mi mando a fare in culo da solo. Siccome non comprendo come si possano mettere nello stesso calderone persone che sono in parlamento per evitare la galera con persone che la galera l’hanno fatta ed ora sono in parlamento dopo il voto popolare mi mando per la seconda volta a fare in culo da solo. Siccome credo ancora in qualche articolo della nostra Costituzione mi mando affanculo da solo. Siccome questo paese mi piace sempre di meno e puo’ sempre essere che prima o poi venga arrestato vi prego di mandarmi a quel paese (letteralmente) e di lottare per la mia estradizione in questo carcere norvegese: http://www.fuoriluogo.it/home/mappamondo/europa/norvegia/norvegia_la_storia_di_bastoey_una
settembre 9th, 2007 at 12:51 pm
Sono d’accordo con Leo
Il milionario Grillo il nuovo re dei demagoghi
Gli ex girotondini radical chich hanno trovato il nuovo pusillanime da seguire
Gli stessi che difendono la riabilitazione del reo, gli vorrebbero -incostituzionalmente- precludere la possibilità d’essere votati, scelti, eletti dal popolo italiano, in contraddizione con lo spirito del suffragio popolare!
E perchè uno non potrebbe farsi eleggere dal popolo per più di due volte non potrebbe poterlo fare?
In realta’ i grilli parlanti vogliono limitare la possibilità degli italiani di scegliere da chi essere amministrati e rappresentati!
Pecoraro quante volte è stato eletto?
E perchè Saponato non potrebbe essere rieletto altre due volte, se lo merita?
Un bel “ma vaffanculo ai nuovi savonarola”: che spariscano alla svelta come i girotondi di nanni moretti!
settembre 9th, 2007 at 3:02 pm
considero Grillo in parolaio, però ammetto di essere sconcertato di fronte alle polemiche sul video sulla Legge Biagi.
Si può anche non condividere l’analisi che Grillo (e mezza Italia, per altro) fa del problema del precariato e delle sue cause, ma la morte del giuslavorista ucciso dalla BR non mi pare sia stata certo lodata. Grillo è un parolaio, però non è così stupido da godere della morte di qualcuno.
settembre 10th, 2007 at 4:38 pm
E’ la legge Treu -e non la Biagi- ad aver regolarizzato il precariato
Spesso i cattivi maestri fanno con superficialità affermazioni o sostengono ambigue posizioni in buona fede senza rendersi conto del pericolo delle interpretazioni dello sciocco
settembre 12th, 2007 at 12:44 pm
Ma perché quando Beppe Grillo era contro la fecondazione assistita, nessuno se lo filava?
settembre 12th, 2007 at 12:44 pm
Sostiene Bertinotti, dopo il Vaffa Day, che Grillo ha occupato un posto lasciato libero dalla politica. L’ha occupato magari con materiale di diporto, magari con roba non di primissima scelta, ma il posto c’era, colpevolmente libero, e Grillo l’ha preso. Viene da pensare che ha un bel coraggio Bertinotti a criticare la qualità dei convenuti al Vaffa Day quando, proprio lui, ha impoverito la piazza cooptando i pezzi pregiati del massimalismo forcaiolo come Francesco Caruso, lasciando il campo sguarnito. Quale vuoto lasciato in piazza, quale pieno in Parlamento
settembre 12th, 2007 at 12:45 pm
Il presidente della Camera dei deputati “sdogana Grillo”, come titolano i giornali di oggi, dicendo che “colma i vuoti della politica”: “Una vecchia regola della politica – argomenta Bertinotti – è che i vuoti si riempiono… ma non possiamo prendercela con chi li riempie”. Interessante ragionamento dopo quindici anni di attacchi a Silvio Berlusconi. Più interessante ancora se applicato ai “riempitori di vuoto” del secolo scorso, tra i quali si annoverano un certo Adolf Hitler e un certo Benito Mussolini. O forse Bertinotti vuole ripensare alla sua dichiarazione?
settembre 12th, 2007 at 3:00 pm
-day: Dalla Calabria centinaia le adesioni.
La Calabria si deve liberare degli amministratori pubblici indagati e condannati.
Scalea: la federazione dei Verdi di Scalea esprime grande apprezzamento e adesione piena alla giornata organizzata dal famoso comico televisivo Beppe Grillo. Palmiro Manco ha dichiarato: > .
> ha sottolineato il portavoce del sole che ride di Scalea continuando ad esprimere:
settembre 12th, 2007 at 3:02 pm
V-day: Dalla Calabria centinaia le adesioni.
La Calabria si deve liberare degli amministratori pubblici indagati e condannati.
Scalea: la federazione dei Verdi di Scalea esprime grande apprezzamento e adesione piena alla giornata organizzata dal famoso comico televisivo Beppe Grillo. Palmiro Manco ha dichiarato: > .
> ha sottolineato il portavoce del sole che ride di Scalea continuando ad esprimere:
settembre 12th, 2007 at 5:44 pm
Non sono d’accordo sull’ostracismo agli amministratori pubblici indagati
Si darebbe al primo sostituto procuratore della Repubblica di turno il potere di condizionare il suffragio degli elettori
Diventeremo la repubblica -non democratica- della magistratura, non esente, anch’essa, da peccati
QUESTO E’ GIUSTIZIALISMO DELLA PEGGIOR SPECIE!
settembre 12th, 2007 at 5:45 pm
L’onorevole avv. Alfredo Biondi ha querelato Beppe Grillo per essere stato ingiustamente inserito tra i parlamemtari con precedenti penali, cosa non vera
settembre 18th, 2007 at 10:13 pm
in merito alle liste civiche di Grillo, “composte da incensurati e non iscritti ai partititi”, vorrei segnalare che uno dei più accesi sostenitori ed iniziatori è Elio Veltri di cui allego una breve scheda ripresa da wikipedia.
ELIO VELTRI
- Dal 1973 al 1980 è stato Sindaco di Pavia nelle liste del Partito Socialista Italiano
- Con Democrazia Proletaria si è candidato alle Elezioni Europee del 1989
- Alle elezioni del 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle file dell’Ulivo -lista PDS-,
- È stato fondatore dell’Italia dei Valori, la lista Di Pietro di cui divenne coordinatore nell’esecutivo.
- Nel giugno 2007 ha fondato la Lista Civica dei Cittadini per la Repubblica
Negli intermezzi ha avuto contatti con altri partiti per candidature che poi non sono andate in porto.
settembre 20th, 2007 at 1:59 am
L’ho letto solo oggi. Quello che segue è un articolo scritto da Daniele Luttazzi sul suo blog.
Vale la pena leggerlo.
–
IL COSA E IL COME
Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come (fatevi da soli il paragone: è la “democrazia dal basso”) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent’anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l’ha fatto! Bei tempi. )
AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post (“LUTTAZZI CONTRO GRILLO”) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l’insulto a Marco Biagi durante il V-day. L’alternativa è che me ne stia zitto per evitare l’ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante; e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. (L’informazione all’italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d’altro. E invece eccomi qua). Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. (Sul quaderno apposito ho già scritto ” volume uno “)
IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.
Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè “i politici sono nostri dipendenti.” Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( “Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day. ” Non è “uno con la barba”: è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )
Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( “Tutto qui” è ovviamente l’understatement del secolo. )
C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come capita nel modo attuale ). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.
L’illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.
Ma non è solo il cosa. E’ soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.
L’anno scorso, a Padova, gli “amici di Grillo” avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?
Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è “democrazia dal basso”: al massimo è flash-mobbing.
AMBIGUITA’
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c’è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E’ un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell’esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )
Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d’ingresso. Oooops!
- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all’epoca di Guglielmo Giannini. Come quell’altra, secondo cui ” in Italia nulla è cambiato dall’8 settembre del 1943 “. Ma va’ là!
Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l’enfasi.
Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell’agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l’individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E’ questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-
POST-SCRIPTUM ( 12/9 )
Oggi su Repubblica c’è un refuso simpatico a pag.27:
” (…) il rinvio evita la reazione della piazza, dei fans del V-day di Brillo (…) “
settembre 20th, 2007 at 11:57 am
Oreglio, Grillo, Luttazzi …Er Piotta, la politica dei rosso-verdi pare ormai amministrata solo da pagliacci per hobby o professione
A quando la sostituzione di Pecoraro con Ezio Greggio?
settembre 25th, 2007 at 5:03 pm
Andrea’s version
E’ giusto non inquadrare il fondoschiena alle ragazze di Miss Italia e ha ragione Patrizia Mirigliani. L’impegno del concorso è quello di conciliare il rispetto per l’essere umano donna e la necessità di mostrarne le caratteristiche fisiche. Non si tratta di essere bacchettoni, ma insomma, a tutto c’è un limite. E’ evidente che bisogna valutare le ragazze nel loro complesso, al cui interno rientra certo il lato “B”, però non bisogna parimenti dimenticare che Miss Italia va in televisione, dove una ripresa, un’immagine sbagliata, può ingenerare voyeurismo e occorre evitare che questo accada. Non è difficile immaginare come inquadrature eccessivamente focalizzate sul fondoschiena potrebbero stravolgere la filosofia di una manifestazione che ha fatto del rispetto della donna il proprio cardine. Il lato “B”, per piacere, ve lo guardate l’un con l’altro a casa. Bon. E il ragionamento non fa una grinza. Per quanto una grinzetta, forse sì. Non sarebbe sbagliato, in fondo, mostrare comunque qualche (vaga) immagine di fondoschiena. Se questo è l’anno del vaffanculo, sembrerebbe infatti cortese informare gli interessati di che morte dovranno morire.
settembre 26th, 2007 at 10:38 pm
Intanto i verdi acidi s’attaccano al carro del Grillo.
L’importante e’ non perdere la cadrega.bravi!
Vedrete che in qualche lista civica vi mettono, state tranquilli.
Al limite andrete a lavorare (davvero pero’,se vi prende qualcuno), basta beccare 10000 euro al mese quando non ne valete piu’ di 1200.
Il sole non ride piu’ da un pezzo, ridete solo voi quando vedete arrivare il bonifico.
settembre 27th, 2007 at 10:24 am
Andrea’s version
Va bene il povero Grillo, la cui causa non si capisce bene se navighi più sull’onda dei sentimenti o dei risentimenti. Va bene che questa storia degli aerei di stato è terribilmente scandalosa. E le auto blu, e la buvette, e l’appartamento dell’onorevole, e la vasca con l’idromassaggio. E’ vero, va bene. Così come è innegabile che i rotoli di carta igienica della Camera dei deputati abbiano subito una tale impennata di costi da far sbandare democrazie anche più solide della nostra. E’ tutto vero. E tutto scandaloso. I costi proibitivi del Quirinale, i costi proibitivi del Senato, i costi proibitivi delle mutande col pizzo dei membri della Corte costituzionale, i panini dell’onorevole, i viaggi di piacere di Mastella, della moglie di Mastella, della cugina della moglie di Mastella. E’ tutto vero, ci mancherebbe. E tutto scandaloso. Eppure. Eppure Paolo Mieli che firma tutti i giorni il manifesto dell’antipolitica ci fa venire in mente, chissà perché, Casanova che firma il manifesto contro la gnocca.
settembre 27th, 2007 at 10:29 am
Effetto Grillo, l’Unione perde punti
Nei sondaggi «danni» per tutti i partiti.
Solo l’ex pm guadagna
ROMA — Il «vaffa-clima» è come uno tsunami dopo il terremoto. Si abbatte sul governo e sul centrosinistra con una tale furia da suscitare un vero e proprio «allarme democratico » a Palazzo Chigi, al Campidoglio e in quasi tutti i partiti dell’Unione. Perché dopo l’offensiva mediatica di Grillo i timori si sono tramutati in certezze, e i dati dei sondaggi riservati in mano ai leader stanno a dimostrarlo. In una settimana il centrosinistra ha ceduto quasi un punto e mezzo, perdendo quanto aveva faticosamente recuperato da luglio: oggi la coalizione vale appena il 42,1%. E ciò che l’Unione perde lo guadagna il Polo, che solo due settimane fa aveva preso una china molto negativa, cedendo quasi due punti percentuali. Ora è tornato a salire, e dal 54,8% di consensi è arrivato al 56,1%.
Il motivo di questa inversione di tendenza è spiegato nel «commento » a corredo dei dati demoscopici, elaborati da un’importante società di ricerca: l’opposizione «mostra un significativo recupero» rispetto a sette giorni fa, e gli analisti ritengono sia dovuto con ogni probabilità «alle polemiche sorte dopo la performance di Grillo che hanno coinvolto soprattutto il governo Prodi».
Nell’Unione nessuno (o quasi) si salva dall’«uragano Beppe». Perde mezzo punto il Partito democratico, ora al 26,2%, e perdono in blocco tutte le forze della Sinistra: il Prc (che scende dal 7,3 al 6,7%); i Verdi (dal 2,2 al 2,1%); e il Pdci (dall’1,5 all’ 1,3%). L’unico a reggere è Di Pietro, passato dal 2,8 al 2,9% grazie a una strategia mediatica che in sequenza l’ha portato a chiedere prima «un passo indietro» di Prodi, poi la «riduzione dei ministeri», e ora di fatto le dimissioni del viceministro Vincenzo Visco. E poco importa all’ex pm se gli alleati sono furibondi, lui sa e dice che «nella piazza di Bologna c’era anche il mio elettorato». Perciò lo vellica.
Si era capito che il comico stava diventando una «variabile politica». Ora ce n’è la conferma. E se il «fattore G» viene temuto nell’Unione, è invece vezzeggiato da Berlusconi, perché «Grillo ci aiuta», «Grillo ci fa bene », dice il Cavaliere dati alla mano: a beneficiarne sono infatti Forza Italia (che dal 28,9 sale al 29,3%), An (dal 15,4 al 15,8%) e la Lega (dal 5 al 5,3%). Soltanto l’Udc scende ancora di due decimali, al 4,6%. L’ex premier era convinto che il fenomeno Grillo non l’avrebbe danneggiato, e ne ha spiegato i motivi ai suoi: «Anche se sono sceso in campo tredici anni fa, la mia immagine è diversa da quella dei politici di professione. La gente mi vede come un imprenditore, un editore e un presidente di una squadra di calcio vincente».
Insomma, il «vaffa-clima» ha reso euforico Berlusconi, e non perché il comico abbia spostato consensi dall’Unione al Polo, ma perché — come dice il capo del Pri Nucara — «con le sue sparate ha alimentato l’astensionismo nel centrosinistra». I dati sono impressionanti: oggi il partito del non voto è al 33,2%, ed è in aumento.
De Mita non ha letto i sondaggi, non ne ha bisogno per capire che «siamo arrivati al momento decisivo. Ma non solo per Prodi e il suo governo, che sono in effetti al capolinea. Il redde rationem sta arrivando per tutti. Il clima è quello del ’92, e spero non si ripeta l’errore di allora, quando ci fu chi ritenne che bastava dare in pasto Craxi per salvarsi. No, oggi come allora non si salverebbe nessuno». Nell’Unione la crisi è data per scontata, «bisogna capire se avviene in ottobre o a gennaio », sussurra un dirigente dell’Ulivo: «Nel primo caso si va a un governo tecnico. Nel secondo al voto».
Ma qual è la soluzione auspicata da Veltroni? De Mita racconta che «il progetto di Walter passa per un cambio di assetto. Solo che gli manca l’innesco per accendere la miccia ». In modo più prosaico ne parlavano ieri alla Camera il sottosegretario verde Cento e il forzista Bruno. Cento: «Vedrai che dopo il 14 ottobre Veltroni porrà una questione a Prodi: pochi ministri, un paio di riforme e poi al voto». Bruno: «Quando? ». «Nel 2009». «Vabbè, se dobbiamo andare alle urne fra due anni, ci troviamo un altro interlocutore, chessò Marini. E Veltroni aspetta fuori dalla porta». «Se andrà a votare tanta gente, sarai lui il vostro interlocutore ». «Ma il Pd quanto varrà? Perderà sul territorio pezzi dei Ds e dei Dl, quelli incazzati perché sono rimasti esclusi». «Non sarà così». «E comunque, Berlusconi è convinto di votare nel 2008».
Talmente convinto che ha avviato la macchina organizzativa. E come in tutte le altre sue campagne elettorali è pronto a rilanciare il tema «dell’anticomunismo». Non a caso tra le iniziative ha previsto una «festa» per il 9 novembre, anniversario della caduta del Muro di Berlino, da celebrare in tutti i capoluoghi di regione, che saranno collegati fra loro con un sistema video. Berlusconi ha illustrato il progetto ai responsabili di partito la scorsa settimana: «Da Milano a Palermo, bisogna far capire chi siamo noi e chi sono loro. Per esempio, tutti questi sindaci che se la prendono con i lavavetri e parlano di tolleranza zero, cercano di copiarci. La gente deve sapere che sono dei post comunisti ». Basterà questa strategia per battere Veltroni?
Francesco Verderami
ottobre 1st, 2007 at 9:56 am
E perde pure polsco. Finalmente!
ottobre 1st, 2007 at 12:22 pm
Il mio mandato elettorale scadrà nell’estate 2009
ottobre 1st, 2007 at 3:39 pm
L’unio mandato che può avere uno come te è il mandato a …