Alitalia & Malpensa: chi fa gli interessi del nord?
5 settembre 2007 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Formigoni, Lombardia, Sprechi | 1821 visite.
E’ un coro quasi unanime contro lo sgarro di Alitalia nei confronti di Malpensa. Si dice, dalle parti di Formigoni, Assolombarda, Cdo ma anche di buona parte dell’Unione, che Malpensa soffrirà perchè Alitalia ha deciso di abbandonare lo scalo milanese.
Si dice anche, però, che Alitalia è decotta e vicina al fallimento.
Si dice infine che è assurdo che Alitalia debba continuare a sostenere i costi di trasferimento del personale (in stragrande prevalenza dislocato a Fiumicino) su Malpensa.
Qualcosa non torna…
E’ mai possibile che un grande aeroporto come Malpensa abbia bisogno di una compagnia sull’orlo del fallimento per vivere?
E’ mai possibile che si voglia far sopravvivere Malpensa costringendo Alitalia a dividersi tra due hub e pagando ingenti costi di trasferimento del personale?
Il numero dei biglietti business staccati non può essere l’unico criterio di decisione come vorrebbe Formigoni. La vicinanza di altri Hub (Francoforte, Parigi…), la possibilità di ridurre gli sprechi e lo stato degli aeromobili dovrebbero essere tenuti maggiormente in considerazione.
Ai lombardi e alle imprese, infatti, interessano due cose: il servizio buono e i costi bassi. Non so se in questi anni li hanno trovati soddisfatti in Alitalia…
La politica avrebbe però dovuto occuparsi di questo e dell’impatto ambientale e di un piano lombardo di gestione degli aeroporti e di preparare Malpensa alla prossima liberalizzazione delle rotte internazionali.
Tutto avrebbe dovuto fare, tranne che costringere Alitalia a mantenere due Hub per solo interesse di propaganda.
Qui il nostro comunicato di qualche giorno fa.
- Grandi Prenditori prendono Alitalia e scordano Malpensa
- Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?
- Malpensa: gli interessi del nord contro la demagogia di Formigoni (da Il Sole 24 Ore)
- Uno scambista al governo della Regione
- Per fortuna c’è TPS
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dicembre 13th, 2007 at 11:31 pm
Vergogna dei politici e giornali sulla storia Alitalia.
Vorrei dire che il livello di ignoranza e incoscienza sociale da parte dei politici e giornali italiani sulla storia di Alitalia non ha limiti.
I politici spingono per una soluzione italiana. Air-One con la sua promessa di “italianità” e di sviluppo di Malpensa. Prima di tutto, cosa significa esattamente “italianità”? E un concetto già di difficile sostanza solida. Ma lasciamo stare questo argomento. Concentriamoci sul piano fantastico dei contenuti del piano Air-One. E qui è dove la “stupidità” (c’è un’altra parola?) dei politici tocca limiti nuovi. Perchè?
Perchè con l’esistenza di una massiccia Linate a 60 km da Malpensa, che ruba tutto il traffico riccho indirizzato verso Milano, come possono aspettare che un fantastico centro si sviluppi a Malpensa in un contesto competitivo dove Zurigo, Francoforte, Monaco o Amsterdam non hanno un problema “Linate”?
Poi, e anche peggio. EASYJET.
Ma chiedo ai politici se ne hanno mai sentito parlare di EasyJet? Sanno che EasyJet ha un contratto illegale con SEA Handling? Perché illegale? Perché è sotto costo. Le tasse dei cittadini milanesi pagano gli uniformi dei dipendenti SEA che lavorano “finto” per EasyJet? Sanno che EasyJet ha 8 aeromobili basati a Malpensa? Sanno che EasyJet stabilirà un altro 3 aeromobili a Malpensa per arrivare a 11 entro Aprile 2008. Sanno che entro l’anno 2008 avrà 15 aeromobili con tutta probabilità basati a Malpensa? Sanno che SEA sta investendo €1m per allargare T2 per dare più spazio ad EasyJet di crescere?
Ma mi volete spiegare come qualsiasi vettore “network – tradizionale” può avere un hub nello stesso aeroporto dove EasyJet ha una presenza massiccia e distrugge tutto che gli viene incontro?
Ma secondo questi politici che hanno tanta la coscienza sociale “italiana”, che sono così preoccupati per il bene del paese, questi geni di Air-One arriveranno e riusciranno a vincere la guerra con EasyJet? Ma è possibilie che possono essere veramente così incredibilmente stupidi?
Hanno visto quanti aerei hanno i low cost basati a Amsterdam, Monaco, Francoforte, Parigi CDG? Londra Heathrow? Non si rendono conto che Malpensa è l’unico grande “hub” che ha lasciato EasyJet entrare in questa maniera così massiccia?
Vogliono che Air-One compri Alitalia per fare ulteriori disastri? Non dovrebbe essere quella la vera preoccupazione dei nostri politici? Un piano REALISTICO. Un piano che riconosce le realtà del mondo che cambia? Così si finerà con Alitalia ed Air-One entrambi distrutti e Italia senza NESSUNA compagnia aerea. Questa è la visione fantastica dei nostri politici? E di creare valore aggiunto per i cittadini in modo VERO, no?
C’è solo un modo che una base ormai può esistere a Malpensa. Ridurre drasticamente o perfino chiudere Linate. E di buttare fuori EasyJet da Malpensa. Nessuna compagnia del mondo riuscirà a fare un sucesso di Malpensa in questo contesto. Già il fatto che Air-One lo proponga è sintomatico di quanto sia ridicicola la loro competenze industriale. E quanto sono ridicoli i politici che vogliono una soluzione “italiana”. Meglio una pagliacciata italiana che una seria azienda franco-olandese-italiana. Tanto, è solo il popolo italiano che ne soffre.
Vergogna ai politici per la loro stupidità. Mi dispiace, ma vergogna anche a Montezemolo per la sua stupidità.
E poi, vergogna ai giornali italiani che scrivono che i dipendenti del Gruppo Alitalia vogliono la soluzione Air-One. Questa è una bugia grande quanto una casa. Gli unici a volere la soluzione Air-One sono i sindacati delle categorie che si sentono più deboli ed attaccabile. Naturalmente, come sempre, loro privilegiano le loro interesse alla spese della società “italiana” più allargata. Loro naturalmente proteggono le loro interesse, anche se le loro interesse creano un danno per i 60m di Italiani che devono sopportare un sistema aereo inefficiente nel paese. Il classico problema dei sindacati italiani. L’interesse dei pochi è più importante dell’interesse dei tanti. Allora il loro punto di vista è di dubbio validità.
E vergogna anche ai sindacati per non avere una vera e onesta coscienza sociale.
E i giornali che non scrivono la verità.
Ma che fine sta facendo questa democrazia italiana? E questo significa essere italiano?
meglio i francesi.
Ultimo punto. Finora i politici italiani, hanno si, salvato Alitalia. Ma sono stati loro a distruggerlo.
Se i politici italiani vogliono Air-One, proprio questo sarebbe l’indicazione che la soluzione migliore sia Air France.
gennaio 16th, 2008 at 6:05 pm
[...] questione Alitalia invece la penso come Marcello, che dagli scanni del consiglio regionale lombardo si sta battendo per una soluzione che non faccia [...]
gennaio 21st, 2008 at 6:20 pm
Mi dispiace leggere così tanto astio nei confronti di una compagnia aerea, come easyJet, che evidentemente non conosci.
Io sono un’assistente di volo di easyJet e lavoro con loro da ormai 1 anno mezzo. Arrivo da un’esperiaenza di oltre 10 anni in questa professione e ti agrantisco che non avevo mai lavorato prima per una compagnia così bene orrganizzata e soprattutto onesta verso i suoi dipendenti.
Ho invece purtroppo vissuto, tra le altre un’esperienza traumatizzante, quando dopo 8 anni di lavoro, mi sono ritrovata disoccupata, senza stipendio e senza la liquidazione dei mie anni di lavoro, grazie ad un rovinoso fallimento, una bella bancarotta fraudolenta, da parte di una compagnia aerea che lavorava per alitalia…
Adesso sono qui e easyjet mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato, da subito, il rispetto della mia precedente esperienza, mi garantisce turnazioni di lavoro fisse, dandomi la possibilità, x la prima volta in vita mia, di poter organizzare finalmente il mio tempo libero.
Se avessi continuato a lavorare in una qualsiasi delle nostre, così declamate compagnie aeree italiane avrei potuto al massimo avere: un contratto satgionale, senza continuità lavorativagarantita, la retrocessione della mia attuale qualifica, con conseguente demansionamento e sicuramente, turnazioni variabili e i soliti problemi legati al precariato, come la mancanza di ferie e i turni più massacranti.
In easyJet non guadagno tanto, ma lo stipendio è commisurato al lavoro prestato e la qualità di vita è molto alta.
In easyJet un assistente di volo lavora in tranquillità e ti garantisco che si vede alla grande.
io spero che la mia base di milano riesca ad espandersi, perchè vedo molta soddisfazione da perte dell’utenza: sia dei clienti, sia dei dipendenti, sia dell’indotto, che in proporzione sta aumentando sempre più.
non dire cose che non sai, non affermare che si stanno violando delle leggi, ma cerca di essere onesto e soprattutto coerente con la realtà di questa compagnia, che al suo interno lavora costantemente per diventare “the best place to work”.
… forse dovresti rivedere il tuo punto di vista.
easyJet non ha nulla a che vedere con ryan air… dove invece la situazione è davvero critica per il personale dipendente…
buoni voli,
Ale
marzo 17th, 2008 at 2:00 pm
Ho cercato informazioni proprio per capirci qualcosa su tutto questo parlare delle sorti di Alitalia e Malpensa, ammetto per prima cosa la mia ignoranza in materia ma dai politici italiani non mi aspetto niente di buono.
Ringrazio Ale perchè l’opinione di chi vive in prima persona una realtà è per me un metro affidabile per farmi un’opinione.
Non condivido i toni usati da Raffaele e posso solo immaginarne i motivi.
Che Alitalia sia un cancro che si mangia da troppi anni i nostri soldi dando il classico servizio di cui sento molti lamentarsi e di cui io stesso mi sono lamentato più volte, putroppo quel personale scadente sembra che verrà destinato a costarci ancora, invece di finire disoccupati come in gran parte meriterebbero.
Le più grosse aziende italiane hanno personale di bassa professionalità (se rapportati all’immagine che l’azienda mentendo cerca di dare di se, Alitalia, Telecom, Ferrovie Italiane, ecc), hanno bilanci da fallimento, attingono alle nostre tasche con la complicità di chi dovrebbe rappresentarci.
Un mare di amarezza…e nessuna trasparenza, spero di trovare altre opinioni per capirne di più.
Ciao,
Italo.
maggio 17th, 2008 at 4:32 pm
con tutte le stronzate di invernizzi chi parla più delle bugie su alitalia
settembre 7th, 2008 at 4:06 pm
http://www.areagiuridica.com per la libera divulgazione reca il caso di un comandante vv.uu sottoposto dal feb 2002 ad illegittimo demansionamento,estromissione eliminazione dallo ufficio, riporta la condanna datoriale al REINTEGRO esclusivamente nelle mansioni precedentemente svolte, il reintegro ESEGUITO DALL’UFFICIALE GIUDIZIARIO,ritenuto nullo dal I°giudicante e dal tribunale collegiale i quali reputano necessario il giudizio di ottemperanza,a sentenza passato in giudicato (fra 10-15 anni).
settembre 9th, 2008 at 9:51 am
Stamattina le ultime notizie dicevano che i sindacati, prima dei piloti, poi degli assistenti di volo hanno abbandonato il tavolo tecnico Alitalia, perchè in disaccordo con il nuovo contratto di lavoro proposto… .
Non so se tutti sanno che in Italia, ad oggi, gli aeronaviganti non hanno mai avuto e non hanno tuttora un Contratto Nazionale di Lavoro.
Non cel’hanno perchè Alitalia, la compagnia aerea che ha iniziato il trasporto aereo in Italia, attraverso i sindacati suoi “dipendenti”, si è guardata bene dal voler cercare una tutela colletiva di categoria, limitandosi infatti ad inserire nella prefazione del loro contratto di lavoro che “il contratto collettivo di lavoro è valido solo per le compagnie aeree a partecipazione statale…”, quindi solo ed esclusivamente per Alitalia.
Forse non tutti sanno che Az ha sempre avuto il contratto di lavoro più tutelante e più ricco di vantaggi economico-sociali…e questo non lo critico. Il lato negativo è però la totale assenza di contrattazione collettiva di categoria, dimenticata in più di 70 anni a scapito di tutti i NON dipendenti Alitalia.
Tale situazione ha portato alla condizione attuale, dove tutte le compagnie italiane NPPN Alitalia operano sciolte da ogni vincolo contrattuale nazionale, seguendo contratti di lavoro aziendali, spesso non contrattati con i rappresentanti dei lavoratori.
Così è per volontà e connivenza di Alitalia e dei sindacati dipendenti di Alitalia, che ora si lamentano, si offendono, escono dal tavolo delle trattative e pretendono di mantenere i loro vantaggi…
Se avessero guardato più in là dei loro interessi pubblicamnete privati, non sarebbero in una tale situazione. Avrebbero un Contratto Collettivo nazionale di Categoria a tutelare anche i loro diritti.
Certo avrebbero da rivedere le tutele aziendali concesse nella contrattazione aziendale, ma le garanzie nazionali di base le avrebbero assicurate dalla superiorità del Contratto Collettivo Nazionale di categoria.
E desso la situazione è ancora più complicata e paradossale, perchè non solo non esiste più il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, dato che non esiste più compagnia a partecipazione statale, ma forse stanno per scomparire anche i sindacati di categoria, dato che quasi tutti i distaccati e i delegati nazionali di categoria dei sindacati maggiormente rappresentativi sono pagati da Alitalia…!
Io ho lavorato per tanti anni in una compagnia aerea partner di Alitalia, ho portato la loro divisa e il loro logo su aereo e servizi di bordo, ma non ho mai avuto le tutele riservate ai soli dipendenti Alitalia, per poi finire disoccupata per cessata attività e bancarotta fraudolenta, senza stipendi, senza TFR e senza alcun aiuto per il ricollocamento.
Anche io e i miei colleghi a tempo indeterminato eravamo iscritti al sindacato, uno dei confederali, uno dei maggiormante rappresentativi, gestito dai dipendenti Alitalia ovviamente…dato che al nazionale ci sono solo loro… nella speranza di poter contrattare una favorevole piattaforma contrattuale, ma poi è arrivato il fallimento e per noi non c’è stata nè cassa integrazione nè aiuti di stato per poter trovare un nuovo lavoro…
Famiglie intere nel 2004 sono rimaste senza impiego (credo circa 3500 persone), con stipendi non pagati e situazioni psico sociali che in alcuni casi sono diventate patologiche e quasi nessuno ne ha parlato… Nel 2004 sono fallite 6 compagnie aeree, di cui 2 legate contrattualemnte ad Alitalia per anni e nulla si è fatto…
E oggi: ennesimi aiuti di stato, a scapito dello sviluppo nazionale, modifica della legge sugli ammortizzatori sociali con l’ipotesi di 7 anni di stipendio garantito agli esuberi, a scapito dello sviluppo nazionale; creazione di una nuova compagnia aerea Nazional-Privata, con struttura tradizionale (non low cost, ci mancherebbe altro, sennò che figura ci farebbe l’Itlaietta) e tariffe high fare, a scapito dello sviluppo e della mobilità nazionale…
Ma io mi chiedo, come possiamo stare qui a guardare che i vantaggi di pochi diventino la nostra bandiera, dimenticandoci completamente dello sviluppo e della collettività di cui facciamo parte?
…se sognamo da soli, rimarrà un sogno, ma se lo faremo tutti insieme, diventerà realtà.” E.G.d.L.S.