Alle primarie per il Sindaco, voto Bloomberg

1 settembre 2010

Perchè è quello più a sinistra di tutti e non gli sono serviti 60 anni per capire (un pochino) il valore della libertà:

Bloomberg: A scuola abbiamo studiato la Costituzione. Dice che hai il diritto di dire quello che vuoi, pregare chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi. E non è compito del governo dirti cosa devi dire. Ci hai appena dato dentro con Glenn Beck: ha il diritto di dire quello che vuole. È il bello dell’America. C’è gente che dice «Be’, in Arabia Saudita non si possono costruire chiese». Esatto! È la differenza tra l’Arabia Saudita e l’America. È molto semplice. Che ti piaccia o meno la moschea, non sei costretto ad andarci. Lì c’è già un’altra moschea, a quattro isolati da Ground Zero. Ci sono locali porno, fast food — voglio dire — è una zona vitale, è New York!

(Via Freddy Nietzsche, Via Champ’s version)


“Secondo il miglior interesse del medesimo”, il cliente.

30 agosto 2010

Questo è il mio vecchio, nuovo, lavoro.  E ora siamo on line. Il sito di Logimar è finalmente nato. Lo slogan è scritto nel linguaggio burocratico dell’art. 1739 del Codice Civile, quello che definisce come deve essere svolta la professione dello spedizioniere: nell’interesse del cliente.

E’ un sito che abbiamo cercato di riempire non solo della descrizione di noi stessi ma anche di strumenti utili e di informazioni che saranno aggiornate, settimanalmente se non quotidianamente, sul mondo dei trasporti e delle relazioni commerciali tra le nazioni.

Altri strumenti si aggiungeranno. Strumenti utili per i clienti e per i nostri agenti. Vabbè anche per i concorrenti se verranno a visitarci…

E poi aggiungeremo – lo promettiamo – anche le nostre foto, quelle degli uffici, del magazzino…

A proposito, siamo anche su Facebook. E ci stiamo attrezzando per Twitter. Insomma, non ci limitiamo a portarvi la merce dove ne avete bisogno.
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Le interviste sono più chiare delle lettere

29 agosto 2010

Il passaggio dell’intervista a Matteo Renzi su Repubblica che preferisco:

Resta però aperto il problema: che rapporti con Fini, con Casini, con la sinistra?
“Fini? Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd sul lavoro che cambia? Sull’innovazione? Sull’ambiente? E sulle tasse? Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l’unico slogan era l’agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo…”.

Ma è tutta da leggere…
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Bergamo, al lavoro in bici (passando per Milano)

24 agosto 2010

Un bel video della Provincia di Bergamo su Youtube:

“la bicicletta ha moltissimi vantaggi e allora perchè non viene usata di più?”

Questa è l’ottima domanda che si fa la mobility manager Gloria Gelmi. E altrettanto ottima è la risposta:

“Perchè i percorsi protetti sono ancora pochi nella nostra provincia. Anche a Bergamo, nonostante ultimamente si sia vista un’evoluzione rispetto agli anni passati, tuttavia le piste ciclabili sono ancora limitate, non sono in continuità tra di loro, cosa che rappresenta un grossissimo deterrente rispetto all’uso della bici e quindi effettivamente un po’ di rischio c’è”.

E quindi una ancor migliore proposta:

Facciamo conoscere ai bergamaschi le piste ciclabili poco conosciute e le strade alternative poco trafficate!

Benissimo. Lo dico sul serio. Però non si dovrebbe partire dal non cancellare le piste ciclabili esistenti?

Ah, dimenticavo, un’ultima domanda: se dobbiamo partire dal far conoscere ai bergamaschi le piste ciclabili e le strade poco trafficate (quelle che sopravviveranno a Tentorio) perchè nel video della Provincia di Bergamo sono state utilizzate solo immagini relative alla città di Milano?
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Parlà ciar

21 agosto 2010

“Stiamo qui a parlare di sviluppo della Valle Seriana e la Provincia non riesce nemmeno a tagliare l’erba ai bordi delle strade – dice di fronte allo sguardo incredulo del presidente -. Una volta all’anno non basta. I turisti stranieri vedono l’erba alta e se ne tornano a casa” (…)
“Parliamoci chiaro. I turisti non vengono in Bergamasca perché non li sappiamo accogliere. Non ci confrontiamo con la loro lingua”

Non lo ha detto il leader dell’opposizione ma il Sindaco di Cene e consigliere provinciale bergamasco della Lega Nord Giorgio Valoti. Ettore Pirovano, presidente leghista della Provincia di Bergamo, l’a ciapà sö e lè ndac.

Mondadori, conflitti, interessi e vessazioni

21 agosto 2010

La vicenda Mondadori è l’ennesima dimostrazione dell’interferenza degli interessi privati di Berlusconi nell’attività di Governo come dice La Repubblica?

Ovviamente si. Come (quasi) ogni legge che viene approvata oggi in Italia il cappio del conflitto di interesse pende su di essa, cancellando anche ogni possibilità di condivisione bi-partisan di alcune riforme nell’interesse dell’Italia e dei suoi cittadini.

Questa è la maggiore (ir)responsabilità del Premier. Ma vediamo nel dettagli, di questo caso, cosa viene imputato alla Mondadori.

Nel 1991 si fondono due aziende: la Arnoldo Mondadori Editore e la Arnoldo Mondadori Editore Finanziaria. Quindi, non la Marmi e Piastrelle Srl con la Software Engineering Snc. Ma la Mondadori con la Mondadori.

Nello stesso anno (1991) viene contestata dall’Agenzie delle Entrate l’elusione di imposte per 200 miliardi. Era ed è quasi automatico, mi dicono amici più informati di me, che la fusione tra un’azienda in attivo ed un’altra in perdita venisse e venga cotestata dal fisco. Il pre-giudizio è che la compensazione tra profitti (di un’azienda) e perdite (dell’altra) porti ad una indebita riduzione delle imposte da pagarsi da parte di quella in utile. Il discrimine, ciò che rendeva e rende perfettamente lecita una tale operazione è l’interesse economico (non fiscale) della fusione.

Mondadori riesce a dimostrare la rilevanza (e l’interesse) economica della fusione davanti a due Commissioni tributare in due sentenze (da Mondadori vinte): in primo grado e in appello.

Ciò nonostante e siamo nel 2008 (sono passati 17 anni!) l’iter della contestazione non è ancora finito. Lo “stato” (che ha perso già due volte) ricorre in Cassazione. Nel frattempo però la cifra che si contesta a Mondadori è lievitata a 350 milioni di euro (700 miliardi di lire, 3,5 volte superiore alla cifra iniziale) grazie a interessi, indennità di mora e sanzioni. Interessi, indennità e sanzioni dovute in stato di “assoluzione” dall’accusa di aver eluso le imposte.

Ora, a questo punto, in un paese civile, per una vicenda simile, qualcuno inizierebbe a chiedersi se il Procuratore di turno non abbia forse indebitamente gettato al vento i soldi dei contribuenti, intestardendosi in un procedimento nel quale risulta per due volte di fila sconfitto.

Ora, a questo punto, in un paese civile, per una vicenda simile, qualcuno inizierebbe a chiedersi se è giusto che un’azienda venga tenuta nell’incertezza di un enerme esborso, per vent’anni e che nei vent’anni livieta del 350%, nonostante sia già riuscita a dimostrare per due volte la legittimità della fusione contestata. Vent’anni di incertezza sul proprio futuro, vent’anni di spese legali milionarie.

Nel 2010 accade ciò che Repubblica ha dettagliatamente descritto: alle aziende che hanno già vinto in primo e in secondo grado, viede data la possibilità di chiudere la lite tributaria (prima del giudizio in Cassazione) con il pagamento del 5% del “contestato” iniziale. Nel caso di Mondadori 8,6 milioni di euro. 8,6 milioni di euro che secondo lo stato (attraverso due sentenze) non erano dovuti.

Francamente, mi sembra una storia di vessazioni, oltre che di conflitto di interesse. Di vessazioni – in questo caso – assai più che di conflitto di interesse. E non mi stupisco, mi stupisco sempre di meno, che gli investitori stranieri non si fidino dell’Italia.

Siamo il paese a più alto tasso di evasione. Siamo il paese a più alto tasso di vessazioni. Siamo il paese con un’indescrivibile lentezza dei processi. Perchè dovrebbero fidarsi?

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Assessore tecnico

18 agosto 2010

Selezionato per la competenza e la professionalità. E sembra fosse pure un po’ stakanovista…

(ANSA) – VICENZA – Indagato dalla Procura di Padova per ipotesi di sfruttamento della prostituzione un amministratore locale della Lega Nord,Alessandro Costa.Costa, che e’ assessore alla sicurezza nel Comune di Barbarano Vicentino e lavora come vigile urbano in un altro comune vicentino, e’ sospettato dagli inquirenti di essere al vertice dell’organizzazione che faceva affari con gli annunci hot su siti per appuntamenti (‘bestannunci’), gia’ oscurati dalla squadra mobile di Verona nel marzo dello scorso anno.

Via Daniele Sensi su FB

Non ci resta che Apicella…

17 agosto 2010

Sembrava il festival di Sanscemo… è molto peggio:

Invito l’incolpevole sindaco Vasta e tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare piu’ artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica“, ha proseguito Dalì, “E invito i Litfiba a chiedere scusa alla Sicilia e ai siciliani

Qui la prova. La prova che siamo in un mondo di matti ovviamente.
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Moonscape

16 agosto 2010

La luna come non l’abbiamo mai vista. Ma gli astronauti si.
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Leone Wollemborg si rivolta nella tomba

15 agosto 2010

Leggendo le contestazioni della Banca d’Italia a Denis Verdini:

«gravi carenze» degli organi aziendali, con «totale accentramento dei poteri» sulla figura dell’allora presidente Denis Verdini (coordinatore nazionale del Pdl) ed «estesi profili» di potenziale «conflitto di interessi» dello stesso Verdini con quelli della banca, per affidamenti pari a 60,5 milioni di euro (…)

(…) l’esistenza di un esecutivo della banca «scarsamente autorevole» e di un collegio sindacale «privo di sufficiente indipendenza». (…)

(…) «principale fautore della politica di espansione creditizia verso clientela di grandi dimensioni, fra cui rientrano anche iniziative riconducibili al suo gruppo familiare», in contrasto con le indicazioni che in passato erano venute dall’istituto di Vigilanza e con le stesse «linee strategiche elaborate per il triennio 2008-2010, che prevedevano la diversificazione del portafoglio crediti a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese». (…)

Insomma, quantomeno qualcosa di diverso da quello per cui i Crediti cooperativi furono inventati dal buon Leone Wollemborg.
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