Inserto sul giornale

Ieri mi ha chiamato il mio capo per il quale lavoro e mi ha avvisato che sarebbe uscito un mio pezzo su una rivista specializzata in life style. Sono un giornalista aspirante pubblicista, che lavora facendo la gavetta, per due spiccioli al mese, ma per arrivare al tesserino miracoloso che, mi auguro, aprirà molte porte.

Stamani alle 6 ero davanti all’edicola. Per andare in ufficio prendo il treno alle 7:14, quindi avevo un’ora di tempo davanti a me per rileggere all’infinito il frutto di tanto sforzo. L’edicolante, che ormai mi conosce bene, mi ha chiesto se fossi caduto dal letto. Gli ho spiegato che era successo e dopo essersi complimentato con me mi ha detto che andava a cercare subito la rivista indicata.

Me l’ha data e , dopo aver pagato, ho salutato mentre già correvo verso il casottino per l’attesa del treno, riscaldato e ideale per passare un po’ di tempo in tranquillità specialmente di prima mattina. Stavo per sedermi ma mi sono reso conto che non avevo neppure fatto colazione (diciamo che il mio stomaco ha tenuto a sottolinearlo con vari gorgoglii molto grotteschi e per certi versi anche inquietanti), per cui ho fatto un salto al bar e mi sono preso un cappuccino da portar via e un tramezzino al tonno e pomodoro. Non inorridite, io faccio sempre colazione con il salato, ma il caffè non può mai mancare.

Mi sono rimesso al mio posto e ho aperto il giornale, con il cuore imbizzarrito, tra l’emozionato e il terrorizzato. E se avessero tagliato metà di ciò che avevo scritto? O se addirittura l’avessero cambiato? Solo una conferma poteva dirmelo. Pagina dopo pagina, dopo una gigantesca pubblicità su come scegliere il materasso memory, sono arrivato al mio pezzo: era lì, intero come lo avevo inviato io, bellissimo e messo nero su bianco.

Menomale che c’è la tecnologia

Dopo anni e anni di lametta, sono finito dal dermatologo. Mi sono sempre rasato la barba un giorno sì e uno no con una di quelle classiche lamette da supermercato, accontentandomi di una lama, massimo due, senza stare a spendere troppi soldi. Insomma, vogliamo mettere la convenienza di comprare una decina di lamette a un paio di euro, rispetto allo spenderne dieci per una soltanto?

Solo che, non tenendo assolutamente a questo aspetto, mi sono praticamente rovinato la pelle della faccia. Mi sono ritrovato pieno di pustole anche molto doloranti, peli incarniti e brufoli che mi sono costati altrettanti crateri sulla pelle, per cui sono rifinito a prendere l’appuntamento con il dermatologo per vedere cosa si potesse fare.

Mi ha prescritto una serie di trattamenti da dover fare e mi ha praticamente obbligato ad acquistare un rasoio elettrico di ultima generazione, addirittura Wet & Dry. Dice che se mi rado mentre sono sotto l’acqua calda, la pelle soffre meno perché i pori si possono dilatare di più. Mi ha prescritto anche dei dopobarba appositamente studiati per chi ha questi problemi, consigliandomi di rivolgermi anche a un centro estetico specializzato per fare altri trattamenti.
Adesso mia moglie mi prende in giro, perché sono costretto a mettermi più creme di quante non ne metta lei stessa. E mi ricorda sempre il caro te lo avevo detto io. Lo ammetto, sì, è vero. Me lo hanno sempre detto tutti di lasciar perdere le lamette da un paio di euro e prenderne almeno una buona, soprattutto per uno come me al quale la barba cresce molto velocemente. Più si utilizza il rasoio, più il rasoio deve esser buono.

E menomale che c’è la tecnologia a salvarci sempre, in ogni situazione. Se solo avessi dato retta a chi me lo diceva vent’anni fa, a quest’ora non avrei nessun tipo di problema.

Cambio acconciatura?

Ecco, risono a quel momento in cui non so che fare dei miei capelli. Li ho tinti due mesi fa di un biondo cenere che mi fa più vecchia di 10 anni almeno, è un colore tremendo che non so come mi sia venuto in mente di fare. Però non posso ricolorarli a distanza di così poco, quindi mi sa che sarò costretta a tenermeli così e amen.

Solo che mi sono stufata del classico liscio spaghetti che ho da sempre. Forse una volta ho provato a fare la permanente, ma sembravo un cucciolo di barboncino arruffato ed è stato un grande no, una promessa che ho fatto a me stessa e ai miei capelli di tenermi lontana dai riccioli.

Ora mi è tornata la fissa di smuovere un po’ i capelli, perché mi sembra di essere sempre uguale e non mi tollero più. Mi è venuto in mente di comprare la piastra per capelli BabyLiss Curl Secret che ho visto sponsorizzare a una ragazza che seguo su Youtube: mi sembra davvero ottima per quello che vorrei fare io, ovvero smuovere i capelli senza farli assomigliare a dei fusilli.

Solo che il mio dubbio è: per quanto tempo la utilizzerò? Contando che cambio idea sul taglio, sul colore e sul modo di portare i capelli a distanza di mezza giornata, potrebbe essere un investimento poco intelligente o comunque un dispendio di soldi poco utile. E se non dovessi utilizzarla per più di una volta? Avrei buttato via i miei soldi, e onestamente mi darebbe molto fastidio arrivare alla conclusione che sì, li ho spesi male.

Venditori porta a porta

Ho fatto tanti lavori in vita mia: idraulico, muratore, ho servito i pasti a una mensa scolastica, ho collaborato nella cucina di un ristorante, essendo diplomato all’alberghiero, per un periodo ho anche fatto il venditore porta a porta.
Vendevo un prodotto per lavare la casa che non funzionava, ma che dovevo spacciare per il migliore del mondo: siccome ho una morale, che conta più del portafoglio, a un certo punto non ce l’ho più fatta e dopo qualche mese me ne sono andato.
Tanto non si vendeva, era inutile spacciarlo per la salvezza di ogni casalinga o casalingo.

Ora però noto che i sistemi dei venditori è cambiato, io quando mi dicevano di no due volte salutavo e cambiavo casa.
L’altra mattina mi si è presentato a casa un giovanotto con una cartellina sotto mano, dopo averlo visto dal citofono che ho con la videocamera incorporata, gli ho aperto. Aspettavo il tecnico Enel e pensavo fosse lui.

Apro la porta d’ingresso e gli dico il mio piano, lui arriva, bussa, gli dico di entrare – nel frattempo stavo preparando un caffè – e lo vedo con una specie di busta di lino in mano contenente qualcosa di pesante, a giudicare dal peso che sporgeva verso il basso. Ripenso a quello che mi aveva detto quando avevo risposto e mi balena in mente il lavoro di venditore porta a porta che anche io ho provato a fare. Panico.

Era in casa a propormi l’avvitatore Makita migliore sul mercato, sapevo benissimo cosa significava: era nella tana della preda e avrebbe fatto di tutto per portarsela a casa.
La fortuna, però, mi ha stranamente assistito. Sento suonare nuovamente al campanello e questa volta, chiedendo chi è, mi viene detto che è il tecnico Enel che stavo aspettando. Ho colto la palla al balzo per mandar via il venditore spiegandogli che c’era stato un equivoco, che io ho già il mio avvitatore e che non me ne serve uno nuovo.

Io e mamma

Siamo impazzite completamente, io e mia madre, ci siamo iscritte a un corso di zumba fitness perché…sinceramente non so perché.
Abbiamo sempre molto snobbato questo tipo di allenamento e ammetto di aver sghignazzato,  insieme a lei, delle signore poco aggraziate che popolano il mondo di Youtube e ballano in maniera terribile, simpatica e molto buffa, adesso saremo noi a trovarci nella stessa condizione.
Mia madre, per alcuni problemi alla circolazione, deve muoversi di più, recentemente hanno avviato questo corso di zumba proprio sotto casa nostra per cui abbiamo voluto cogliere la palla al balzo. Prima dell’iscrizione abbiamo provato a seguire qualche video online per capire almeno di cosa si trattava e ci è sembrato abbastanza divertente.

Io che c’entro in tutto questo? Niente, fino a quando non le ho regalato un paio di pantaloni zumba e mi sono sentita candidamente chiedere ma perché non vieni con me? Io mi vergogno da sola. Ho provato a dirle di no, ma ha messo il filtro all’udito e ha proseguito per la sua strada continuando a ripetermi no no ho deciso, domani vado a fare l’abbonamento anche per te. Quindi sono praticamente incastrata in questo piano diabolico materno che non mi lascia alcuna via d’uscita.
Domani tornerò a comprare una tuta anche per me e il gioco è fatto. Sinceramente non ho idea di cosa aspettarmi da questa cosa, ho paura di non riuscire a lasciarmi andare, essendo abbastanza timida come persona, e ho paura soprattutto che sia tutto molto più imbarazzante di quanto potrei immaginare.

Non sono esattamente la persona più sciolta e coordinata del mondo, odio andare a ballare il sabato sera e quando sono costretta a farlo me ne sto in un angolo a chiacchierare mentre tutti sudano e si scatenano. Vedremo come andrà con zumba!